Crea sito

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore, insegnami a invecchiare! Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto.
Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta, ed il senso della mia indispensabilità. Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose, unicamente la legge del tempo, e avverta, in questo avvicendamento di compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l'impulso della tua Provvidenza.
Fa, o Signore, che io sia ancora utile al mondo, contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nella responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale. Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso, almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato fin dal primo giorno di vita
Signore, insegnami a invecchiare.
E quando sarà giunta l'ora della mia fine, te lo chiedo con tutto il cuore, fa che io sia assistito e spiri fra le braccia della tua e mia Santissima Madre e in quelle di San Giuseppe in un estasi di amore per te.
Amen.

Una bellissima riflessione
L'amore alle anime, per Dio, ci fa voler bene a tutti, comprendere, scusare, perdonare...                                                    Dobbiamo avere un amore che copra le innumerevoli deficienze delle miserie umane. Dobbiamo avere una carità meravigliosa, “veritatem facientes in caritate”, sapendo difendere la verità, senza ferire. (Forgia, 559)
Anche voi, come me, vi scoprirete quotidianamente pieni di errori, se vi esaminate con coraggio alla presenza di Dio. Quando, con l'aiuto di Dio, si lotta per estirparli, gli errori non hanno più un'importanza decisiva, e si finisce per superarli, anche se sembra di non riuscire mai a sradicarli del tutto. Inoltre, al di sopra delle tue debolezze, tu contribuirai a porre rimedio alle grandi mancanze degli altri, purché ti impegni a corrispondere alla grazia di Dio. Riconoscendoti debole come loro — capace di tutti gli errori e di tutti gli orrori —, sarai più comprensivo, più delicato e, nel contempo, più esigente affinché tutti noi ci decidiamo ad amare Dio con il cuore intero.
Noi cristiani, noi figli di Dio, dobbiamo assistere gli altri mettendo in pratica onestamente ciò che gli ipocriti malignamente sussurravano al Maestro: Non guardi in faccia ad alcuno [Mt 22, 16]. Ciò significa che dobbiamo respingere decisamente ogni preferenza di persone — ci interessano tutte le anime! —, anche se, logicamente, dobbiamo cominciare a occuparci di coloro che, per qualunque motivo — anche per motivi apparentemente umani —, Dio ha messo al nostro fianco.
(Amici di Dio, 162) 

“Mother Teresa: Come be my
light” (“Madre Teresa: vieni e sii la

mia luce”), pubblicherà le sue
lettere inedite e ce la farà sentire
più vicina a noi miserabili esserini
sempre presi dalle cose più inutili e
del culto di noi stessi.Perchè anche
lei è stata colta dal dubbio, dallo
sconforto, dalla sensazione
dell’assenza di Dio. “Gesù ha un
amore molto speciale per voi.
Mentre per me il silenzio e il vuoto
sono così grandi che guardo e non
vedo, ascolto ma non sento”, ha
scritto la religiosa in una lettera al
reverendo Michael van der Peet nel
settembre del 1979. “Sono giunta ad
amare il buio poiché credo adesso
che sia parte, una piccolissima
parte, del buio e della sofferenza di
Gesù sulla terra… Oggi sento
davvero una gioia profonda che Gesù
non possa soffrire più oltre la sua
agonia, ma che voglia soffrirla
attraverso di me “. Se anche madre
teresa ha conosciuto il buio, forse
anche per ciasuno di noi c’è la
speranza di andare incontro ad una
luce.

RIFLESSIONE UNA DELLE PIU' BELLE LEZIONI DI VITA.
Un medico è entrato in ospedale subito dopo essere stato chiamato urgentemente alla chirurgia d’urgenza.
Ha risposto alla chiamata non appena possibile, si è messo il camice ed è andato direttamente al blocco chirurgico. Davanti alla sala operatoria trova il padre del bambino che gli grida: “Perché è venuto così tardi, perché tutto questo tempo, non sa che la vita di mio figlio è in pericolo, non hai il senso di responsabilità?”
Il dottore sorride e dice: “Mi dispiace, non ero in ospedale e sono arrivato velocemente per come ho potuto, dopo aver ricevuto la chiamata… Ed ora, vorrei che si calmasse in modo che io possa fare il mio lavoro!”
“Devo stare calmo? Cosa succederebbe se suo figlio si trovasse in questo momento nei panni del mio bambino, starebbe tranquillo?” – Dice il padre arrabbiato.
Il dottore sorride e risponde: “Le voglio dire quello che ha detto Giobbe nella Bibbia: “Dalla polvere siamo venuti e in polvere ritorneremo, sia benedetto il nome di Dio! Noi medici non possiamo fare sempre miracoli! Stia tranquillo, comunque faremo tutto il possibile per suo figlio!”
“Dare consigli quando non siamo in questione è così facile!” – mormora il padre.
L’intervento dura qualche ora, alla fine esce dalla sala operatoria felice e dice al padre: “Grazie a Dio suo figlio è salvo!” e senza attendere la risposta del padre guarda l’orologio e va via di fretta mentre dice: “Se vuole sapere altro chieda all’infermiera!”.
“Perché così arrogante? Non poteva aspettare qualche minuto e dirmi di più sullo stato di mio figlio? dice il padre all’infermiera.
Infermiera con le lacrime al viso gli risponde:
“Il figlio del dottore è morto ieri in un incidente stradale, e il medico era al funerale quando l’abbiamo chiamato per l’urgenza e ora che il suo bambino è fuori pericolo e sta bene, lui è corso a vedere la sepoltura di suo figlio!
MORALE :
Non giudicare mai nessuno, perché non sai cosa sta vivendo realmente chi hai davanti a te! 

Come un piccolo bambino di Auschwitz.
Infanzia imprigionata ,torturata,
vita negata ed infine "bruciata".
Sono quì di fronte a un grande forno,
il cielo è grigio , come l'anima di questa
umanità che non ha saputo guardare
e vedere negli occhi dell'innocenza.
Sono grande ma quel forno continua
a bruciare pagine di vite , perchè continuano
ad esistere uomini armati ,che uccidono e
uccidono ancora.....
Quel forno si deve spegnere , l'umanità DEVE
accendere il fuoco della coscienza!.
Dobbiamo accendere l'amore e proteggere
l'infanzia!,
non voglio dover vedere altre vite in ginocchio
con cenere tra le dita, proteggiamo
ad ogni costo ogni singola vita.
Non riduciamo l'infanzia come un piccolo
bambino di Auschwitz.

RIFLESSIONE SULL' UMILTA'
L’umiltà è l’elemento base della crescita spirituale,
senza .. sarebbe impossibile riconoscere i propri errori.
Andare a confessarsi solo perché richiesto,
ma senza alcuna convinzione
dire: “ padre sono qua io non ho peccato .. “
non è credibile.
Se approfondissimo con occhi attenti i 10 comandamenti
.. uno per uno
distinguendo cosa vuole nostro Signore da noi
da quello che invece noi in realtà facciamo,
sarebbe l’inizio della nostra conversione.
Invece noi azzardiamo un essere giusti
e questa sensazione avvalla tutte le istanze
di rinnovo spirituale tese a migliorarci:
tutto quello che facciamo è giusto
.. mente sono gli altri a non esserlo,
elargiamo giudizi ora su questo .. ora su quello
ed il nostro ego cresce a dismisura
tanto da divenire inconsapevolmente superbi
allontanandoci da Dio ed avvicinandoci a satana.
Fu satana che per superbia peccò
ritenendosi un giusto al pari di Dio
e non obbedì a chi lo aveva creato.
Quindi ricopriti di umiltà
e la saggezza che ne deriverà
ti permetterà di discerne il giusto dal sbagliato
le cose buone dalle cose cattive
.. queste ultime consistono in questo semplice fatto:
tutto quello che hai di fronte a te diventa mezzo
di realizzazione del tuo bisogno che non sa
guardare il bisogno altrui .. ma solo quello proprio.
Perché amare è donare e sapersi donare
opposto dal solo prendere con avidità.
Per cui siediti e leggi i comandamenti
e rifletti su cosa hai compiuto di sbagliato,
poi solo dopo .. vai a confessarti
e nel riconoscere le tue colpe abbine dolore
perché questo sentimento rende credibile la tua costernazione
per averli compiuti ed il tuo desiderio di riscatto.

Preghiera pubblicata dalla sorella Michelina Carmela Di Taranto
CUORE a CUORE
CUORE ETERNO e VERO,
POTENTE e SAPIENTE
SEMPLICE e IMMENSO
TI ADORIAMO!
In TE viviamo e siamo
Cuore di padre e di madre
di figlio e bambino
fratello e sorella
di amico e amante
di sacerdote e vittima
di pastore e guida
di tenerezza infinita.

TU sei più grande del nostro cuore
ci ami e ci conosci,
ci accogli e ci perdoni
e ci rilanci nella vita.
Cuore aperto sul mondo
culla della SANTA CHIESA
ARCA dell' ULTIMA ALLEANZA
SPECCHIO LIMPIDO del PADRE
ARDENTE SCRIGNO dello SPIRITO
a Te noi veniamo.
Cuore mite e umile
perenne FUOCO d' AMORE
accendi la nostra fiamma per vivere abbandonati in fede ed esultanza
cuore a cuore con Te.
( Fausto Colecchia )

“INSEGNAMI A CERCARTI...”
“Insegnami a cercarTi, e mostraTi a me che Ti cerco...
Io non posso cercarTi se Tu non mi insegni...
né trovarti se Tu non Ti mostri...
Che io Ti cerchi desiderandoTi...che Ti desideri cercandoTi,
che Ti trovi amandoTi, e che Ti ami trovandoTi.
Io Ti riconosco, Signore, e ti ringrazio di aver creato in me
questa Tua immagine... affinché di Te sia memore, Ti pensi e Ti ami...
ma essa è così consunta dal logorio dei vizi... così offuscata dal cumulo dei peccati,
che non può fare quello per cui fu fatta...
se tu non la rinnovi e non la ricostituisci.
Non tento, o Signore, di penetrare la Tua altezza
perché non paragono affatto ad essa il mio intelletto...
ma desidero in qualche modo di intendere la Tua volontà,
che il mio cuore crede ed ama...
Né cerco di intendere per credere... ma credo per intendere. E anche per questo credo: che se prima non crederò, non potrò intendere”
San Anselmo

SCEGLIAMO CON IL NOSTRO CUORE NON CON LA MENTE
Scegli di amare – invece di odiare.
Scegli di sorridere - invece di fare le smorfie.
Scegli costruire – invece di distruggere.
Scegli di perseverare – invece di rinunciare.
Scegli di lodare – invece di spettegolare.
Scegli di guarire – invece di ferire.
Scegli di dare - invece di prendere.
Scegli di agire – invece di rimandare.
Scegli di perdonare – invece di maledire.
Scegli di pregare – invece di disperare.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore, com'è bello il perdono, come è bello sentirsi perdonati e perdonare, come è bello ricevere e donare questo grande insegnamento che ci hai lasciato, il perdono... Il perdono è fonte di gioia e di guarigione spirituale e materiale, il perdono è perfetta letizia, è acqua salutare, è la base dell'amore.
Signore, come attingere alla tua misericordia e non perdonare? No, non è possibile perché tu, misericordia infinita per tutti, sei la fonte del perdono dalla quale scaturisce l'acqua viva che tutto risana, tutto rigenera e tutto rinnova.
di Paolo Tognetti

LA PROVVIDENZA DI DIO
La provvidenza di Dio è la cura e la sollecitudine che Dio ha per tutte le sue creature, procurando loro tutto ciò di cui necessitano. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “la sollecitudine della divina provvidenza... Si prende cura di tutto, dalle più piccole cose fino ai grandi eventi del mondo e della storia” (CCC 303). Pertanto “Dio non dona soltanto l’esistenza alle sue creature, ma anche la dignità di agire esse stesse, di essere causa e principio le une delle altre, e di collaborare in tal modo al compimento del suo disegno” (CCC 306). “Gli uomini cooperatori spesso inconsapevoli della volontà divina, possono entrare deliberatamente nel piano divino con le loro azioni, le loro preghiere, ma anche con le loro sofferenze. Allora diventano in pienezza collaboratori di Dio e del suo Regno” (CCC 307). In modo particolare, “la preghiera cristiana è cooperazione alla provvidenza di Dio, al suo disegno d’amore per gli uomini” (CCC 2738).
La provvidenza di Dio è l’amore di Dio in azione. Pertanto, ciò che occorre nella nostra vita non è il fatalismo determinato dal corso degli astri o delle stelle come dice l’astrologia. La vita dell’uomo non dipende da un destino cieco o dal caso. Non siamo abbandonati al nostro destino da un creatore che si è dimenticato di noi; ma al contrario, ci guida con amore in ognuno dei nostri passi, come un Padre che vigila i passi vacillanti del suo bambino.
Fortunatamente per noi, l’amore e la misericordia di Dio sono più grandi dei nostri errori e peccati, e ci dà sempre l’opportunità di rettificare la via. Ma dobbiamo capire che Dio non è un dittatore spietato, che ci obbliga a seguire la sua via con le buone o le cattive. Dio desidera l’amore delle sue creature e l’amore è valido solamente quando si è liberi d’amare. Certa¬men¬te, Dio è onnipotente, ma la sua onnipotenza non è per distruggere ed uccidere, ma per costruire, amare e dare la felicità agli uomini. La sua onnipotenza è onnipotenza d’amore e può solo fare quello che gli ispira il suo amore verso gli uomini.

UNA PICCOLA RIFLESSIONE SUL PERDONO
Volesse il cielo, o Gesù, che tu mi destinassi a lavare i piedi che hai imbrattati mentre venivi in me!... Ma donde attingere l'acqua viva con cui lavarli? Non ho a disposizione l'acqua, bensì le lacrime. Oh, potessi con esse purificare me stesso, mentre lavo i tuoi piedi! Come fare, perché tu dica di me: «Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato»? Ben di più avrei dovuto amare, lo ammetto, e fin troppo mi è stato condonato. Sono stato, infatti, chiamato al sacerdozio dopo essere vissuto sino a quel momento tra il frastuono delle cause forensi e le beghe paurose della pubblica amministrazione. È mio timore, pertanto, apparire ingrato, se dimostrerò un amore minore, giacché molto di più mi è stato condonato.
Ma non posso confrontare a chiunque questa donna che, meritatamente, è stata preferita anche a Simone che offriva il pranzo al Signore. Essa ha, infatti, dato una lezione a chi vuole meritare il perdono. Ha baciato i piedi di Cristo, li ha lavati con le lacrime, asciugati con i capelli e cosparsi di olio profumato... Tuttavia, se non siamo in grado di uguagliarla, Gesù sa venire in soccorso dei deboli. Se non c'è nessuno a preparare il banchetto, offrire l'unguento, portare con sé «la fonte dell'acqua viva» (Gv 4,10), Cristo in persona viene.

Riflessione pubblicata dalla  Consigliera Germana Brivio
Uno solo è morto per miliardi e miliardi di uomini, uno solo ha purificato la colpa universale. O Cristo, che io copra i tuoi piedi di baci, come la peccatrice perdonata. Che io non dimentichi nessuno dei tuoi benefici: tu guarisci, consoli, perdoni, circondi di amore e di tenerezza, allontani da noi i nostri peccati, luce abbagliante, o risuscitato. Come ti renderò tutto il bene che mi hai fatto, se non alzando le mani, dimenticando tutto ciò che non sia te, nella lode della tua gloria?

Preghiera  a Dio Padre
Credo in un solo Dio che è Padre,

Fonte sorgiva di ogni vita, di ogni bellezza, di ogni bontà;
da Lui vengono e a Lui tornano tutte le cose.
Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio e figlio dell'Uomo,
immagine visibile e trasparente dell'invisibile volto di Dio,
immagine alta e pura del volto dell'uomo
così come lo ha sognato il cuore di Dio.
Credo nello Spirito Santo,
che vive ed opera nelle profondità del nostro cuore,
per trasformarci tutti ad immagine di Cristo.
Credo che da questa fede fluiscano
le speranze più essenziali della nostra vita:
la comunione dei Santi e delle Cose Sante, che è la Chiesa,
la Buona Novella del perdono dei peccati,
la speranza della Risurrezione che ci dona la certezza
che nulla va perduto nella nostra vita,
nessun frammento di bontà e bellezza,
nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato,
nessuna lacrima e nessuna amicizia.
Amen

PICCOLE RIFLESSIONI SULLA SERENITA'
❥❥❥
Non c'e' Alba che non ti strappi un Sorriso...
Non c'e'Giorno che non porti DoLce Speranze...
Vivi con Ottimismo il Presente...
e guarda con curiosita' al Futuro.
L'Amore è uno stato assoluto, incondizionato ed eterno che non reclama niente in cambio.
Ogni giorno è un’opportunità.
Immagina la fortuna che hai ogni volta che al mattino ti alzi.
Ogni giorno, puoi investire il tempo per te, per il tuo lavoro,
puoi scegliere, tra tutte le scelte disponibili, di lamentarti e non agire
o trasformare ogni secondo in un’opportunità per te e per gli altri.
La scelta è solo tua, hai tra le mani la più grande opportunità
del tempo da investire per gli altri e per te stesso,
tocca a te fare questo investimento.
Sii grande, sii folle! Sii te stesso! ♥

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
La tua morte, o Gesù, è una storia di mani. Una storia di povere mani, che denudano, inchiodano, giocano a dadi, spaccano il cuore. Tu lo sai, tu lo vedi, o Signore. Prima di giudicare, però, pensiamoci.
Ci sono dentro anche le nostre mani. Mani che contano volentieri il denaro, mani che legano le mani agli umili, mani che applaudono le prepotenze dei violenti, mani che spogliano i poveri, mani che inchiodano perché nessuno contenda il nostro privilegio, mani che invano cercano di lavare le proprie viltà, mani che scrivono contro la verità, mani che trapassano i cuori. La tua morte è opera di queste mani, che continuano nei secoli l'agonia e la passione.
Se potessimo dimenticare queste mani, se ci fosse un'acqua per lavare queste mani. Per dimenticare le mie mani, ho bisogno di guardare altre mani, di sostituire le mie mani spietate con le mani misericordiose della Madonna, della Maddalena, di Giovanni, del Centurione che si batte il petto...
di don Primo Mazzolari ( in quanti dovremmo recitarla!....)

RIFLESSIONE SULLA VITA  DI NOI STESSI
Per entrare nel Regno di Dio bisogna passare dalla porta che ha un solo nome: “umiltà”
Se non ci sforziamo a diventare umili è tutto inutile è tutto vano!
Attraverso l’umiltà possiamo acquisire tante altre virtù.
Per la nostra serenità e felicità cerchiamo come compagna della nostra vita: “l’umiltà”
1) Non ti insuperbire ma....accetta le umiliazioni con tutto il cuore.
2) Chi è umile non conosce nè rabbia nè amarezza perchè in cuor suo si ritiene “piccolo”
3) L’umiliazione provata sulla terra è da Dio rialzata verso l’eternità
4) Quando sei disprezzato e accogli il disprezzo umilmente con la pace nel cuore, da piccolo che sei, acquisti un valore inestimabile agli occhi di Dio
5)Rendersi conto della propria povertà d’animo è l’antitodo perguarire dalla superbia e dalla vanità
6)L’umiltà ti porti sempre a perdonare e a dimenticare senza mai portare rancore
7)Aspira all’umiltà! Essere umile è come meditare il proprio niente nella luminosità della grandezza di Dio
8)Sopporta i difetti degli altri, pesa i tuoi di difetti è non avere mai un buon concetto su te stesso.....ricordati che ogni sentimento di bontà in te, è un dono di Dio
9)Renditi servo dell’altro, con la gioia nel cuore abbi un’unico solo desiderio: essere a servizio del prossimo
10) Chiedi a Dio l’umiltà di cuore,invoca il suo Nome!
Nel tuo quotidiano cerca la gloria e l’amore di Dio, a Lui devi piacere, a Lui offri le tue azioni
In Lui cerca il tuo riconoscimento è non negli uomini. Ogni azione compiuta umilmente nell’amore per Gesù ha veramente valore inestimabile ai suoi occhi.

PREGHIERA AL SACRO CAPO DI GESÙ
Questa preghiera è efficacissima, per ottenere la Divina Sapienza, che ha il suo Trono nel Sacro Capo di Gesù.
O Sacro Capo di Gesù, Tempio della Divina Sapienza,
che guidi tutti i moti del Sacro Cuore, ispira e dirigi tutti i miei pensieri,
le mie parole, le mie azioni.
Come Tu hai promesso, sii il Rimedio contro grandi flagelli del nostro tempo:
L’ORGOGLIO INTELLETTUALE E L’INFEDELTÀ.
Per le tue Sofferenze, o Gesù, per la tua Passione dal Getsemani al Calvario,
per la Corona di Spine, che straziò la tua Fronte,
per il tuo Sangue Prezioso, per la tua Croce,
per l'Amore e il dolore della Madre tua,
fai trionfare il tuo Desiderio per la Gloria di Dio,
la salvezza delle Anime e la gioia del tuo Sacro Cuore. Amen.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
O Cuore santissimo di Gesù, che tanto ami beneficare i poveri e istruire chi brama far profitto alla scuola del tuo santo amore, m'inviti continuamente a essere, come Te, dolce e umile di cuore. Fa' che mi persuada che per guadagnare la tua amicizia e per diventare tua vera discepola, non posso fare nulla di meglio che cercare di essere veramente dolce e umile.
Concedimi dunque quella vera umiltà che mi tenga sottomessa a tutti, che mi faccia sopportare in silenzio le piccole umiliazioni, anzi che me le faccia accettare di buona voglia, con serenità, senza scuse, senza lamenti, considerando che ne merito assai di più e di maggiori.
O Gesù, permettimi di entrare nel tuo Cuore come in una scuola. Che in questa scuola io impari la scienza dei santi, la scienza del puro amore. O Maestro buono, che io ascolti con attenzione la tua voce che mi dice: imparate da me che sono dolce e umile di cuore e troverete la vera quiete dell'anima. (S. Margherita M. Alacoque)

UNA PICCOLA RIFLESSIONE ISPIRACI ANCHE SOLO UNA PARTE DELLA FEDE DI MARIA
Padre Misericordioso,

quando hai mandato fra noi Tuo Figlio, nella pienezza dei tempi, per legarci a Te con un amore eterno, Tu hai guardato con amore particolare la Vergine di Nazareth.
Tu L'hai fatta nascere e crescere perché fosse la Tua figlia prediletta, la Madre di Tuo Figlio e il Tempio del Tuo Spirito Santo.
Maria ha scoperto la meraviglia del Tuo essere comunione di Persone Infinite, così come ha appreso la verità altrettanto meravigliosa per cui le tre Persone aprivano ora la Loro unità per accogliere Lei con il resto dell'umanità.
Padre Amoroso, ispiraci anche solo una parte della fede di Maria. Per mezzo dello Spirito Santo, apri i nostri cuori di nuovo a Gesù, Tuo Figlio e nostro Salvatore, perché in essi possa nascere, crescere e raggiungere la piena maturità.

PREGHIERA ALLO SPIRITO SANTO
O Spirito Santo, vieni nel nostro cuore, con la tua potenza attraili a Te. Concedici carità con timore, riscaldaci e infiammaci con il tuo dolcissimo amore, si che ogni pena ci paia leggera, dolce nostro Padre e dolce nostro Signore, ora aiutaci in questa nostra azione. Cristo amore, Cristo amore, Cristo amore! Amen!!!

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
LA PREGHIERA DI DIO PADRE/MADRE

Figlio mio che stai sulla terra
e ti senti preoccupato, confuso,disorientato e solo, triste e angosciato,
Io conosco perfettamente il tuo nome e lo pronuncio benedicendolo perche' ti amo e ti accetto come sei.
Insieme costruiremo il mio Regno del quale tu sei l'unico erede ed in esso non sarai mai solo perche' io sono in te come tu sei in me.
Desidero che tu faccia la mia volonta' perche' la mia volonta' e' che tu sia umanamente felice.
Avrai il pane quotidiano, non ti preoccupare, pero' ricorda, non e' solo tuo percio' ti chiedfo di condividerlo con il tuo prossimo, ecco perche' io lo do a te perche' so che tu sai che e' per te e per tutti i tuoi fratelli
Perdono le tue offese, anzi, ti assolvo prima che tu le commetta perche' so che a volte e' l'unico modo che hai per imparare, crescere e avvicinarti a me, alla tua vocazione, quella per cui sei nato.
Ti chiedo solo, in egual modo di perdonare te stesso e coloro che ti feriscono, anche loro stanno imparando.
Se avrai tentazioni sono certo che le supererai, stringimi la mano, affidati ed io ti daro' il discernimento e la forza perche' ti liberi dal male.
Che la mia benedizione scenda su di te e la mia pace e l'amore eterno ti accompagnino sempre perche' da me potrai ottenerli sempre
e solo io posso darteli perche' sono l'Amore e la pace.

FRASI DI AMICIZIA
♥♥Se un giorno♥♥ ti chiederanno ♥♥cosa hai amato♥♥ di piu' nella viita.♥♥... non dire nulla...♥♥..sorridi soltanto.♥♥..una lacrima ♥♥ti solchera' il viso♥♥.....e allora capiranno.♥♥.capiranno che hai tanto♥♥ amato ♥♥con cuore e anima♥♥...che hai rispettato♥♥...che hai dato♥♥ affetto♥♥ amicizia♥♥ e tanti sorrisi ♥♥per il cuore..♥♥..mentre quella lacrima..♥♥. lavava le tue paure ♥♥...per l'amore non dato♥♥... chiudi gli occhi ♥♥sto arrivando nel tuo sogno ♥♥....abbracciami con il tuo pensiero♥♥ e avvolgimi nella tua emozione♥♥ per tutto l'amore ♥♥che ti sto' dando ♥♥ e se sentirai ♥♥un gradevole♥♥ soffio fra i capelli ♥♥ non aver paura ♥♥è la mia anima♥♥ che ti copre♥♥ per non aver paura♥♥ di amare ♥♥. 

Riflessione Il Linguaggio di Dio                                                                                                       Quando noi preghiamo ci rivolgiamo a Dio pensando o parlandogli utilizzando la lingua che abitualmente parliamo, compresi i dialetti, che per la maggior parte delle persone meglio aiutano a esprimere con pienezza sentimenti e intime situazioni. Come parla Dio, o come ci parla, invece non lo sappiamo, perché all'infuori di Mosé sembra che a nessun essere mortale sia mai stata data questa possibilità. A molti Dio parla, ma in modo indiretto, facendo percepire emozioni, instillando pensieri, idee, suggerendo risposte o talvolta con precisi moniti, ma nessuno, anche tra i santi può dire di aver materialmente ascoltato la voce di Dio e quindi la lingua che parla. I cristiani tra l'altro sovrappongono alla figura di Dio quella del Cristo, che per essi diviene nell'ambito della Trinità la figura di maggior riferimento, il Salvatore, il Dio fatto uomo che con il suo sacrificio sulla croce ci avrebbe assicurato la salvezza eterna, spesso trascurando quella fondamentale che dovrebbe essere quella del Dio Padre, di cui il Cristo sarebbe emanazione e quindi Dio in seconda istanza, scaturito dalla Sua precisa volontà di risollevare le sorti dell'umanità sofferente. Cristo quindi insieme allo Spirito Santo come espansione dell'immagine dell'unico Dio, quello già dagli Ebrei considerato il Dio unico, monolitico, indivisibile, così da escludere altre forme di deità che avrebbero confuso le idee dei credenti già tentati dal più facile paganesimo dei popoli confinanti. Ma tornando alla lingua di Dio, Egli ci parla con il linguaggio del creato, della natura, di tutte le cose che intorno a noi in qualche modo a Lui riferiscono, il linguaggio del creato, un linguaggio incomprensibile per i sordi, ma facile per chi si apre alla voce della natura e del creato, perché basta guardarsi intorno con occhi diversi e ascoltare, che, non una voce stentorea e roboante, ma qualcosa giunge dentro di noi, portandoci qualche risposta che prima non avevamo e neanche pensavamo avesse importanza, quindi identificare e definire il linguaggio del creato, quello che Dio utilizza per comunicarci i suoi messaggi, per dare risposte alle nostre infinite domande. L'universo, e tutte le cose che in esso sono contenute, galassie, stelle, pianeti, rocce, animali e piante rispondono alle leggi del creato, che sono anche le leggi della scienza fin qui scoperte e le altre innumerevoli che ancora la comunità scientifica potrebbe scoprire, perché ancora molto altro potrebbe stupirci prima che un giorno, o forse mai, si possa enunciare il teorema della completezza. Solo allora, dopo aver verificato e dimostrata la completezza delle scoperte nell'ambito del creato e dei limiti estremi della creazione, allora avremo scoperto anche il linguaggio di Dio, e forse anche le ragioni che lo spinsero a mettere mano alla creazione e i motivi che tra tante scelte possibili l'universo e tutte le sue cose hanno assunto le forme che conosciamo e il perché la vita sia sgorgata spontaneamente, quasi fatto ineluttabile al quale la istintiva evoluzione della materia nelle miriadi di aggregazioni possibili non potesse sottrarsi, generando agglomerati molecolari sempre più complessi che miravano soltanto a un obiettivo, quello di conseguire forme di vita intelligente mosse da stimoli razionali, indotte da una logica crescente spinta dalla consapevolezza di esistere. Il linguaggio di Dio é quindi quello della logica, di cui l'espressione più accessibile si evince nella matematica, il cui sviluppo pur molto avanzato è ancora distante rispetto al massimo possibile, ma comunque tra tutti i linguaggi possibili è quello che esprime le ragioni più complesse nel modo più semplice e diretto, perché logica è soprattutto semplicità e razionalità, come l'algebra Boleana, in grado di interpretare le proposizioni logiche fondamentali e per questo motivo si pone alla base dei linguaggi di programmazione informatica. Allora se Dio volesse scriverci una lettera, non dovremmo meravigliarci se la scrivesse in linguaggio macchina, quello che qualsiasi sistema interprete di linguaggi di programmazione può comprendere e tradurre in comandi e istruzioni, per renderci così comprensibile il Suo messaggio. Forse un simile discorso non riuscirebbero a comprenderlo in molti, ma forse è proprio quello che già accade, Dio ci parla ma pochi anzi pochissimi riescono a comprenderlo. 

PREGHIERa a Gesu' buon pastore
Gesù mio,

sono anch'io una tua pecorella; quante volte ho voluto allontanarmi da te, ho lasciato i pascoli erbosi, le acque tranquille dove tu mi conducevi, ho rifiutato di seguirti, di stare dentro il tuo gregge; ma ho trovato sassi e spine, acque amare e serpenti velenosi; nella solitudine e nel buio ho belato di paura, ho bramato di vedere il tuo volto, di sentire la tua voce….., E tu pure hai provato tanta pena per me, mi hai chiamato e cercato, nei fossi e tra i dirupi, infine mi hai raccolto, tremante, fra le tue braccia, sul tuo cuore mi hai fatto riposare, hai fasciato il mio piede sanguinante. Ed ora che ci siamo ritrovati, o mio Signore, voglio restare sempre con te, vicino a te, non voglio più separarmi, mai più! ",
Ti amo, Gesù, mio Buon Pastore, mio Signore e mio Dio; fai che possa restare sempre con te, sempre con te, in questo mondo e per tutta l'eternità.
Grazie Signore Gesù, mio Signore e mio Dio, MIO TUTTO, ora e sempre, AMEN. 

RIFLESSIONE COMMOVENTE
Un uomo viaggiava, portando
sulle spalle tante croci pesantissime.
Era ansante, trafelato, oppresso
e, passando un giorno davanti
ad un crocifisso, se ne lamentò
con il Signore così:
"Ah, Signore, io ho imparato
nel catechismo che Tu ci hai
creato per conoscerti, amarti
e servirti… Ma invece mi sembra
di essere stato creato soltanto
per portare le croci! Me ne hai
date tante e così pesanti che
io non ho più forza per portarle…"
Il Signore però gli disse:
"Vieni qui, figlio mio, posa queste croci
per terra ed esaminiamole un poco…
Ecco, questa è la croce più grossa
e la più pesante; guarda cosa c'è
scritto sopra…"
Quell'uomo guardò e lesse
questa parola: sensualità.
"Lo vedi?", disse il Signore,
"questa croce non te l'ho data io,
ma te la sei fabbricata da solo.
Hai avuto troppa smania di godere,
sei andato in cerca di piaceri,
di golosità, di divertimenti…
E di conseguenza hai avuto
malattie, povertà, rimorsi".
"Purtroppo è vero, soggiunse l'uomo,
questa croce l'ho fabbricata io!
È giusto che io la porti!"
Sollevò da terra quella croce
e se la pose di nuovo sulle spalle.
Il Signore continuò:
"Guarda quest'altra croce.
C'è scritto sopra: ambizione.
Anche questa l'hai fabbricata tu,
non te l'ho data io. Hai avuto troppo
desiderio di salire in alto, di occupare
i primi posti, di stare al di sopra degli altri…
E di conseguenza hai avuto odio,
persecuzione, calunnie, disinganni".
"È vero, è vero!
Anche questa croce l’ho fabbricata io!
È giusto che io la porti!"
Sollevò da terra quella seconda croce
e se la mise sulle spalle.
Il Signore additò altre croci, e disse:
"Leggi. Su questa è scritto gelosia,
su quell'altra: avarizia, su ques'’altra…".
"Ho capito, ho capito Signore,
è troppo giusto quello che Tu dici…”.
E prima che il Signore avesse
finito di parlare, il povero uomo
aveva raccolto da terra tutte
le sue croci e se le era poste
sulle spalle.
Per ultima era rimasta per terra
una crocetta piccola piccola e
quando l'uomo la sollevò
per porsela sulle spalle, esclamò:
"Oh! Come è piccola questa!
E pesa poco!"
Guardò quello che c’era scritto
sopra e lesse queste parole:
"La croce di Gesù".
Vivamente commosso,
sollevò lo sguardo verso il Signore
ed esclamò: "Quanto sei buono!"
Poi baciò quella croce con grande
affetto.
E il Signore gli disse:
"Vedi, figlio mio, questa piccola
croce te l'ho data io, ma te l'ho
data con amore di Padre;
te l'ho data perché voglio farti
acquistare merito con la pazienza;
te l'ho data perché tu possa
somigliare a Me e starmi vicino
per giungere al Cielo,
perché io l'ho detto:
"Chi vuole venire dietro a Me
prenda la sua croce ogni giorno
e mi segua…, ma ho detto anche:
"il mio giogo è soave
e il mio peso è leggero".
L'uomo delle croci riprese silenzioso
il cammino della vita; fece ogni sforzo
per correggersi dei suoi vizi e si diede
con ogni premura a conoscere,
amare e servire Dio.
Le croci più grosse e più pesanti
caddero, una dopo l'altra dalle
sue spalle e gli rimase soltanto
quella di Gesù.
Questa se la tenne stretta al cuore
fino all'ultimo giorno della sua vita,
e quando arrivò al termine del viaggio,
quella croce gli servì da chiave
per aprire la porta del Paradiso ♥

Riflessione che ci fa' riflettere sull' Amore Materno
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne

si presentò in cucina con un foglietto in mano.
Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta
alla mamma, e si asciugo le mani con il grembiule e lesse quanto
vi era scritto:

Per aver strappato le erbacce dal vialetti: ...................1.00 euro
Per aver ordinato la mia cameretta:.............................1.50 euro
Per aver badato alla sorellina(tre pomeriggi):...............3.00 euro
Per aver preso due volte “ottimo a scuola:...................2.00 euro
Per aver portato fuori la spazzatura tutte le sere:......1.00 euro
Per essere andato a compare il latte:...........................0.50 euro
Totale: 9.00 euro
La mamma fissò il figlio negli occhi teneramente.
La sua mente si affollo di ricordi e cosi prese una biro e
sul retro del foglietto scrisse:
Per averti portato in grembo per 9 mesi:............................0 euro
Per le notti passate a vegliarti quando eri ammalato:........0 euro
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste:.........0 euro
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime:.............0 euro
Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno:....0 euro
Per tutte le colazioni, pranzi, le merende, le cene ed
i panini che ti ho preparato:.............................................0 euro
Per la vita che ti do ogni giorno:......................................0 euro
Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma, diede il foglietto
al figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la
mamma aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi.
Giro il foglio e sul conto scrisse : “PAGATO”.
Poi salto al collo della madre e la sommerse di baci ♥

Pubblicata dal Consigliere Nicola Ciola
Preghiere per un nuovo giorno

Dio onnipotente, noi ti benediciamo e ti lodiamo.perchè ci siamo svegliati alla luce di un'altra nuova giornata e da oggi in poi noi penseremo a come una giornata dovrebbe essere.
I nostri giorni sono tuoi, lascia che siano dedicati a te. I nostri giorni sono pochi, lascia che siano spesi con cura Ti preghiamo di splendere in questo giorno, il giorno che possiamo fare nostro.
Signore, noi andiamo al nostro lavoro quotidiano, e aiutaci ad amarlo. Mostraci chiaramente ciò che è nostro dovere, aiutaci ad essere fedeli a farlo. Fa che tutto ciò che facciamo sia ben fatto, fatto al meglio per essere mostrato ai tuoi occhi. Donaci la forza di farlo,la pazienza di sopportarlo; lascia che il nostro coraggio non ci abbandoni mai..
Quando non abbiamo entusiasmo per il nostro lavoro, lasciaci pensare che sia una missione verso di te , e attraverso il nostro amore per te, rendi le cose brutte splendenti nella luce del Tuo grande.amore Amen.

Riflessione sulla sincerità
Sii sincero, sempre. La falsità non potrà portarti mai su strade sicure.
Credi che tutti i sorrisi, i complimenti, i consigli, gli auguri ti siano fatti con sincerità? Sbagli, è certo. Molte persone vivono invidiando i risultati da te ottenuti, ma allo stesso tempo fanno poco o niente per intraprendere la tua stessa strada.
E’ il coraggio che manca, ed è difficile ammettere con se stessi di aver fallito. Allora, sorrisi e abbracci di facciata, e alle spalle giudizi e chiacchiere sterili e inutili.
Non è una regola assoluta. Sono sicuro che troverai anche persone che darebbero tutto per la tua felicità, ma credimi, gente così è davvero rara, però il tuo cuore un giorno, riuscirà a distinguere nettamente la differenza e tu riuscirai a trovare nella massa, i pochi e veri “Amici”, questi, sì, saranno per sempre!
[Anton Vanligt]

CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA
O Vergine santa, Madre di Gesù e Madre nostra, che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli per portare al mondo un messaggio di pace e di salvezza, io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio.
Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato, per appartenere così interamente a Gesù.
Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione, nell'amore di Dio e dei fratelli, seguendo il tuo esempio.
In particolare ti offro le preghiere, le azioni, i sacrifici della giornata, in riparazione dei peccati miei e degli altri, con l'impegno di compiere il mio dovere quotidiano secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il santo Rosario, contemplando i misteri della vita di Gesù, intrecciati ai misteri della tua vita.
Voglio vivere sempre da vero figlio tuo e cooperare perché tutti ti riconoscano e ti amino come Madre di Gesù, vero Dio e unico nostro Salvatore. Amen.
(San Pio)


LA STORIA DI PICCOLO ANGELO
C’era una volta un piccolo angelo…
L’avevano mandato sulla terra senza dirgli cosa doveva fare…. o forse era talmente emozionato che non aveva neppure sentito cosa gli avevano detto….. era partito come una freccia, felice di poter finalmente dimostrare di essere diventato responsabile e maturo….
Era talmente emozionato che, una volta aperto il grande portone del Paradiso, non si era accorto che c’erano degli scalini ed era ruzzolato giù, fin sulla terra, con un gran tonfo,
Meno male che era caduto in un grande prato, con l’erba morbida e profumata e tanti fiorellini bianchi che ora guardava estasiato….
“Ma guarda come sono carini questi fiori…. sono proprio come quelli che abbiamo noi su nei prati del cielo!!!”
Si alzò in piedi, si sentiva un po’ acciaccato, qualche dolorino…. Ma caspita, era caduto da lassù….
Guardò in alto: ma dove era il Paradiso? Pensava proprio che l’avrebbe visto dalla terra, si sarebbe sentito più sicuro, avrebbe potuto salutare i suoi compagni…..
Strano, però, dall’alto la terra si vedeva bene, si vedevano le persone, le loro case….
Ogni tanto lui e i suoi amici angioletti scendevano per fermarsi a guardare dietro le finestre delle case…
A lui piaceva particolarmente una finestra con i fiori sul davanzale e le tendine ricamate. Quando le tendine erano sollevate potevano vedere una mamma che metteva a letto il suo bambino.. gli cantava delle dolci canzoni, gli raccontava una fiaba e lo carezzava piano. Poi, quando il bambino aveva chiuso gli occhi ed era scivolato nel sonno, spegneva la luce e tornava in cucina.
Gli sarebbe piaciuto sapere cosa voleva dire essere un bambino…
Gli angioletti restavano lì, cercando di ascoltare anche loro le fiabe e le canzoni… ma la finestra era chiusa e non si sentiva niente.
Il piccolo angelo rimase pensieroso….
Cosa doveva fare? Proprio non se lo ricordava.
Ah! Se fosse stato attento a quello che gli diceva l’angelo capo! Ora avrebbe cominciato il suo lavoro e sarebbe tornato presto su, nella sua casa di stelle…
Ma oramai il guaio era fatto…. avrebbe dovuto arrangiarsi!
In fondo al prato c’era una casa.. le finestre erano illuminate.
Andrò a vedere lì! Pensò il piccolo angelo.
Nella casa c’era una luce accesa.
Come era solito fare con i suoi amici, piccolo angelo cercò di guardare dentro attraverso i vetri della finestra.
Era lì, col nasino incollato al vetro e guardava con tanta attenzione, che la signora che stava leggendo accanto alla finestra si girò a guardare. Le sembrava che qualcuno la stesse spiando.
Vide quei due occhioni che la guardavano attenti e quel buffo nasetto incollato al vetro. Fece un sorriso. Poi si alzò e andò alla porta.
Piccolo angelo era tutto rosso per l’emozione e non era riuscito neppure a fare un passo: non aveva mai visto una persona vera così da vicino.
“Cosa fai bambino qui fuori da solo?”
Piccolo angelo si guardò intorno. Come faceva a vederlo?
“Ehi, dico a te! Come mai sei solo?”
Eh, sì, parlava proprio con lui….
Si guardò addosso: non aveva più la sua bella camicina splendente come la luce. Aveva addosso un paio di pantaloncini stinti, una magliettina leggera e dei sandaletti, ecco perché sentiva tanto freddo!.
”Da dove vieni bambino?”
Piccolo angelo non sapeva cosa rispondere: col ditino indicò in alto. La signora guardò e vide le alte montagne lontane.
“Da lì vieni? Come hai fatto a fare tutta quella strada da solo?”
Piccolo angelo provò a rispondere ma non era capace, da loro non avevano bisogno di parole.
Cosa avrebbe potuto dire… vengo dal Paradiso? Non gli avrebbe creduto!
“Vieni dentro, ti preparo qualcosa, sei tutto infreddolito e sarai stanco!”
Gli portò una cioccolata calda calda e dei biscotti.
Oh, era questo che la signora dava al suo bambino… che bontà!
“Sai, mi ricordi tanto il mio nipotino che vive lontano” disse la signora. “Sai che faremo? Tu stanotte dormirai qui, domattina ti accompagnerò in macchina a cercare i tuoi genitori. Chissà come staranno in pensiero!”
Piccolo angelo scoppiò a piangere.
“Perché piangi? Non li hai i genitori?”
Piccolo angelo fece di no con la testa.
“Allora resterai qui con me, io sarò la tua nonna e tu il mio nipotino”
Forse era questo che l’angelo capo gli aveva detto: doveva far felice una nonna e così anche il suo desiderio sarebbe stato esaudito!
Piccolo angelo rimase nella casa ed era proprio felice…..ogni tanto guardava in su… ma non vedeva altro che il cielo e le nuvole…
Ma sapeva bene cosa c’era di là…..

Pubblicate dalla Consigliera Germana Brivio
LITANIE RIPARATRICI DEL SACRO CUORE

Divino Salvatore Gesù! Degnati di abbassare uno sguardo di misericordia sui devoti del tuo Cuore che riuniti in un medesimo pensiero di fede, di riparazione e di amore, vengono a piangere ai tuoi piedi le loro ini­quità e quelle dei poveri peccatori loro fratelli.
Deh! potessimo noi, con le promesse unanimi e so­lenni che stiamo per fare, commuovere il tuo divin Cuo­re ed ottenere misericordia per noi, per il mondo infe­lice e colpevole, per tutti quelli che non hanno la for­tuna di amarti.
Per l'avvenire sì noi tutti lo promettiamo: noi ti consoleremo, o Signore.
Della dimenticanza e della ingratitudine degli uomini, noi ti consoleremo, o Signore.
Del tuo abbandono nel santo tabernacolo, noi ti consoleremo, o Signore.
Dei delitti dei peccatori, noi ti consoleremo, o Signore.
Dell'odio degli empi, noi ti consoleremo, o Signore.
Delle bestemmie che si vomitano contro di te, noi ti consoleremo, o Signore.
Delle ingiurie fatte alla tua Divinità, noi ti consoleremo, o Signore.
Dei sacrilegi coi quali si profana il tuo sacramento d'a­more, noi ti consoleremo, o Signore.
Delle irriverenze commesse alla tua adorabile presenza. noi ti consoleremo, o Signore.
Dei tradimenti dei quali tu sei l'adorabile Vittima, noi ti consoleremo, o Signore.
Della freddezza del maggior numero dei tuoi figlioli, noi ti consoleremo, o Signore.
Del disprezzo che si fa delle tue amorevoli attrattive, noi ti consoleremo, o Signore.
Delle infedeltà di coloro che si dicono tuoi amici, noi ti consoleremo, o Signore.
Della nostra resistenza alle tue grazie, noi ti consoleremo, o Signore.
Delle nostre proprie infedeltà, noi ti consoleremo, o Signore.
Dell'incomprensibile durezza dei nostri cuori, noi ti consoleremo, o Signore.
Dei nostri lunghi indugi ad amarti, noi ti consoleremo, o Signore.
Della nostra tiepidezza nel tuo santo servizio, noi ti consoleremo, o Signore.
Dell'amara tristezza in cui ti getta la perdita delle anime, noi ti consoleremo, o Signore.
Del tuo lungo aspettare alla porta dei nostri cuori, noi ti consoleremo, o Signore.
Degli amari rifiuti di cui sei abbeverato, noi ti consoleremo, o Signore.
Dei tuoi sospiri d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.
Delle tue lacrime d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.
Della tua prigionia d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.
Del tuo martirio d'amore, noi ti consoleremo, o Signore.
Preghiamo
Divino Salvatore Gesù, che ti sei lasciato sfuggire dal Cuore questo doloroso lamento: lo ho cercato dei con­solatori e non ne ho trovati..., degnati di gradire 1'um­mile tributo delle nostre consolazioni, ed assistici così potentemente con l'aiuto della tua santa grazia, che per l'avvenire, schivando sempre più tutto ciò che potreb­be dispiacerti, noi ci mostriamo in tutto e per tutto tuoi fedeli e devoti.
Noi te lo domandiamo per il tuo Cuore, o caro Ge­sù, che essendo Dio col Padre e con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Nel nome di GESÙl
Preghiera di Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù":

O Gesù, noi sappiamo che tu sei misericordioso e che hai offerto il tuo cuore per noi. Esso è incoronato dalle spine e dai nostri peccati. Noi sappiamo che tu ci supplichi costantemente affinché noi non ci perdiamo. Gesù, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Per mezzo del tuo Cuore fa’ che tutti gli uomini si amino. Sparisca l’odio tra gli uomini. Mostraci il tuo amore. Noi tutti ti amiamo e desideriamo che tu ci protegga col tuo Cuore di buon pastore e che ci liberi da ogni peccato. Gesù, entra in ogni cuore! Bussa, bussa alla porta del nostro cuore. Sii paziente e non desistere mai. Noi siamo ancora chiusi perché non abbiamo capito il tuo amore. Bussa continuamente. Fa’, o Buon Gesù, che ti apriamo i nostri cuori almeno nel momento in cui ci ricordiamo della tua passione sofferta per noi. Amen.

PREGHIERA DEL PADRE NOSTRO SCRITTA DA UN FRATELLO ANTONIO CHILA TER
Padre nostro che stai in mezzo a milioni di affamati, che stai nella vita di tutti gli uomini assetati di giustizia, sia santificato il tuo nome nei poveri e negli umili.
Venga il tuo regno che è libertà, verità e fraternità nell'amore. Si compia la tua volontà che è liberazione e Vangelo da proclamare agli afflitti. Dona a tutti il pane di ogni giorno: il pane della casa, della salute, dell'istruzione, della terra. Perdonaci, o Signore, quando dimentichiamo i nostri fratelli, liberaci dalla costante tentazione di servire al denaro, a noi stessi, invece che a te e ai nostri fratelli e allontana da noi ogni male. Amen

Parole di Madre Teresa di Calcutta Pubblicate dalla Consigliera Germana Brivio
Ama

Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.
di Madre Teresa

Poesia La grande avventura d'amore
Vorrei salire molto in alto, Signore,
sopra la mia città, sopra il mondo, sopra il tempo.
Vorrei purificare il mio sguardo e avere i tuoi occhi.
Vedrei allora l'universo, l'umanità, la storia,
come li vede il Padre.
Vorrei la bella, eterna idea d'amore del tuo Padre
che si realizza progressivamente:
tutto ricapitolare in te, le cose del cielo e della terra.
E vedrei che, oggi come ieri, i minimi particolari
vi partecipano,
ogni uomo al suo posto, ogni gruppo ed ogni oggetto.
Vedrei la minima particella di materia e il più piccolo
palpito di vita;
l'amore e l'odio, il peccato e la grazia.
Commosso, comprenderei che dinanzi a me
si svolge la grande avventura d'amore
iniziata all'alba del mondo.
Comprenderei che tutto è unito insieme,
che tutto non è che un minimo movimento
di tutta l'umanità e di tutto l'universo verso la Trinità,
in te e per te, Signore.
M. Quoist

UNA PREGHIERA ESAUDITA
In chiesa, un fanciullo, credendosi solo, ripeteva:- Gesù, sii tu il mio babbo!
Un uomo, pure lui in chiesa, lo avvicina e gli chiede:- Perchè dici così al Signore?
Sono rimasto solo al mondo. Il mio babbo, morendo, mi ha detto:" Prega Gesù, che sia lui a farti da papà".
Quel signore, commosso, gli dice:- Il Signore ti ha esaudito. Tu hai perso il padre ed io l'unico figlio. Vieni con me: sarò tuo padre in nome di Gesù. 

Poesia Pubblicata dal nostro presidente Giovanni Granato Ci sono amici per tutti i gusti....
da GIOGIò: il Marchese dalle Braghe appese ì 5 giugno 2013

Ci sono amici per tutti i gusti.
Ci sono quelli Belli,ma ci son anche quelli Brutti
Ci sono però Amici Grandi:
Quelli che son proprio come Fratelli!
Molti sanno fare sforzi per divertirsi
Vengono da casa loro a voi in pochi passi, cantano versi:Contengono le emozioniNon le fanno vedere a tutti gli spioni...
Molte poesie sono dedicate
Ma le più belle sono sempre quelle delicate...
Che toccano e restano impresse nel pensiero
Come quando resti sincero....
...GioGiò....

PREGHIERA PER GLI AMICI IN FACEBOOK
Signore Gesù, ti affido tutte queste anime, che mi hai fatto incontrare in questo cammino di preghiera su facebook, si una strada virtuale e difficile da intraprendere, ma che tu hai benedetto come cammino di apostolato, per coloro che ti cercano e non riescono a trovarti.
Signore Gesù, tu leggi nei loro cuori, conosci la loro anima, vivi la loro vita e sai che queste tue piccole anime, sono persone esistenti che vivono una vita di sofferenza, spirituale e fisica, piena di problemi e di preoccupazioni, quotidiani; conosci le loro paure, le loro ansie, i loro dubbi, le loro incertezze. Tu sai quanti di loro vivono per se stessi e per il mondo, dimenticandosi di te, ma con una voglia inconsapevole di amarti e di riscattarsi ai tuoi occhi.
Signore Gesù, te li affido tutti, uno per uno e Ti affido le loro sofferenze, i loro problemi, le loro speranze e il loro desideri.
Signore Gesù per il tuo amore paziente e misericordioso, per il tuo Sacratissimo Cuore sofferente per noi, per il tuo preziosissimo Sangue sparso per noi sulla Croce dell'amore e a nome della tua e nostra, Amatissima Mamma Maria, con umiltà Ti chiedo la loro conversione totale, Ti chiedo la loro guarigione della anima e del corpo, Ti chiedo di risolvere i loro problemi quotidiani, Ti chiedo di portare serenità e pace nei loro cuori e nelle loro famiglie.
Signore Gesù, rendimi per loro, amica vera, sorella sincera, madre amorosa, pronta ad ascoltare, a condividere le loro sofferenze e i loro problemi nella tua misericordia, pronta a consigliare e ad aiutare nel tuo amore e pronta a rendermi partecipe della loro vita nel tuo nome. Rendimi apostolo, capace di annunciare, il tuo eterno Amore, la tua divina Misericordia, la tua infinità Carità su facebook
Signore Gesù, ti ringrazio, per avermi fatto incontrare tutti questi amici fratelli e figli, che mi riempiono spiritualmente e mi donano il loro amore nel tuo amore eterno. Amen.

POESIA DEL GIORNO
Ci sono cose senza le quali non posso.
Pochi. Ma hanno bisogno.
Essi sono solo occupano spazio su amore
che può essere me stesso.
Grilli di notte e gli uccelli al mattino. Il pane caldo sul tavolo.
Soleggiato coniglietto tranquillo risveglio.
E il tenero abbraccio della nostra.
Disegni dei bambini sul marciapiede.
La gente in amore, vibranti di felicità.
Piccolo taccuino di vecchi ricordi.
Sensazione di dove mi trovo.
Borsa, cappotto e scarpe per andare.
E un unico ombrello - scordatevelo.
Sole, vento, luna, pioggia.
La ripetizione del brano ...
Firefly, che nascose la sua anima.
Treno in attesa alla stazione.
Carta e tempo. Idea e versi.
Smile, bandendo le tenebre.
Farfalle. Estate. Blu.
Amore. E sogni. Luck.
In realtà, io non posso in tutto il mondo.
Un massimo senza di te.
Pace. 

RIFLESSIONE SU NOI STESSI
L'ipocrisia è figlia del compromesso. Il credente in Cristo è prima di tutto amante della Verità, non della menzogna, nemmeno della più piccola; il credente in Cristo è schietto, non diplomatico; non parla sempre dello "zucchero" del Vangelo, cosa molto bella ai sensi ma fatta solo per i "fanciulli spirituali": parla del sacrificio, parla di dolore del Signore ogni qual volta l'uomo si allontana da Lui, parla di progetti difficili da realizzare, parla di cose alte e gravose, parla di "croce" per amore, parla di umiltà, di nascondimento, parla di atti di eroismo per il bene del prossimo a scapito di se stessi; parla di accettazione delle incomprensioni per amore del Signore; parla di pazienza, di scomodità, di preghiera incessante, parla di molto e di molto altro...

Preghiera a a Gesù e Maria e San Giuseppe pubblicata dalla consigliera Germana Brivio
O Gesù, tu hai promesso di essere presente in mezzo a co­loro che sono uniti nel tuo nome; guarda dunque la nostra famiglia che ti prega con viva fede, animata dall'amore ver­so di te. A te vogliamo consacrare noi stessi, le nostre sofferenze e le nostre gioie, affinché la nostra casa, come quella di Na­zaret, possa essere un tempio di pace, di purezza e di amore.
O Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, intercedi presso il tuo Figlio per la nostra famiglia e per tutte le famiglie del mondo: benedici le culle dei neonati, custodisci i fanciulli e i giovani, dona forza ai deboli e ai malati, sostieni gli an­ziani e le vedove, proteggi gli orfani.
O san Giuseppe, custode di Gesù e di Maria, assistici con le tue preghiere in tutte le necessità della vita, e chiedi per noi la grazia di poterci ritrovare tutti uniti per sempre in pa­radiso. Amen.

PREGHIERA AL CUORE DI GESU'
" Cuor di Gesù formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Madre "
Gesù Cristo, Messia e Salvatore del mondo, è Figlio di Dio fin dall'eternità
e Figlio della Vergine Maria dal momento dell'Incarnazione.
La sua venuta in terra fu predetta
fin dalla caduta dei progenitori Adamo ed Eva, nel paradiso terrestre.
Fu annunziata dall'Angelo a Maria, quando Dio le annunciò
che sarebbe divenuta Madre di Gesù, Figlio di Dio.
Questo è per noi materia di purissimo gaudio e conforto.
Il Cuore adorato del nostro Divin Redentore è stato formato
con il fiore verginale della umana carne e quindi sente come noi,
palpita e vibra come i nostri cuori.
Ciò naturalmente avvicina a noi il Cuore adorabile di Gesù,
tanto che esso diventa l'intercessore, nato a nostro favore.
Colui che può ottenerci sicuramente il perdono,
la misericordia di Dio, il Paradiso.

RIFLESSIONE DI VITA E DI FEDE 
"Gesu' ti sta guardando proprio adesso e ti dice "Ogni volta che ti guardo,vedo in te qualcosa di meraviglioso e penso"E' VALSA LA PENA MORIRE PER TE,E SE DOVESSI MORIRE UN'ALTRA VOLTA, SOLO PER VEDERE IL TUO SORRISO IN QUESTO MOMENTO,LO FAREI VOLENTIERI,CON IL TUO NOME SULLE LABBRA."
.......Sorridi che Gesu' ti ama.
Fiumi di benedizioni per te.
.....Viviamo in un mondo che volta le spalle al suo Creatore,viviamo in un mondo che si circonda di tenebre è non di "Luce" lamentandosi poi,delle stesse tenebre che si è creato con le stesse azioni di cui si circonda......
Viviamo in un mondo, dove il rispetto per l'altro è stato dimenticato!
viviamo in un mondo, dove l'altro non è una persona ma un oggetto.
Viviamo in un mondo dal cuore indurito .......senza più valori.....
quando togli Dio da Dio, togli l'uomo dall'uomo!
nell'altro, ricordati, c'è la tua stessa immagine che è immagine di Cristo.
.....Se si sapesse mettere insieme le esperienze vissute, le speranze e le delusioni, le ferite e le conquiste,se si riuscisse a vincere il proprio egoismo,se riuscissimo ad amarci come amiamo noi stessi, potremmo molto facilmente salvarci e salvarci tutti!!!!!
Imploriamo l'aiuto di Maria, che chieda al Signore Gesù per tutti noi, il dono di dimenticare la parola:"odio" " inimicizia" "indifferenza" "superficialità" e di donarci la "grazia" di desiderare sempre di andare incontro agli altri come portatori di pace, amore, fratellanza e serenità.BISOGNO DI CONSOLAZIONE?

Pubblicata dalla Consigliera Farfallaasr Pace 
O Spirito Santo,
vieni nel mio cuore:
per la tua potenza
attiralo a te, o Dio,
e concedimi la carità
con il tuo timore.
Liberami, o Cristo,
da ogni mal pensiero:
riscaldami e infiammami
del tuo dolcissimo amore,
così ogni pena
mi sembrerà leggera.
Santo mio Padre,
e dolce mio Signore,
ora aiutami
in ogni mia azione.
Cristo amore,
Cristo amore. AMEN.
[SANTA CATERINA DA SIENA]


Preghiera a Maria Santissima  pubblicata dalla ConsiglieraGermana Brivio
Santa Maria, donna del primo passo,
esperta come nessun altro del metodo preventivo,
abile nel precedere tutti sulla battuta,
rapidissima a giocare d’anticipo nelle partite della salvezza,
gioca d’anticipo anche sul cuore di Dio.
Sicché, quando busseremo alla porta del Cielo,
e compariremo davanti all’Eterno, previeni la sua sentenza.
“Àlzati” per l’ultima volta dal tuo trono di gloria,
e vieni incontro a noi.
Prendici per mano, e coprici col tuo manto.
Con un lampo di misericordia negli occhi,
anticipa il suo verdetto di grazia.
E saremo sicuri del perdono.
Perché la felicità più grande di Dio
è quella di ratificare ciò che hai deciso tu.
don Tonino Bello

PAROLE DI CONFORTO VERSO LA SANTA FAMIGLIA DI NAZARET
Nelle avversità che ci troviamo ad affidare ogni giorno rivolgiamo le nostre suppliche a Maria SS e San Giuseppe, chiedendo con fiducia la loro benedizione
Dal Magistero di Pio XI:
"L'intercessione di Maria
è quella della Madre;
e non si vede che cosa il suo divin Figlio
potrebbe rifiutare a una tal Madre.
L'intercessione di Giuseppe
è quella dello Sposo,
del Padre putativo,
del capo di famiglia.
Essa non può non essere onnipotente,
poiché che cosa potrebbero
Gesù e Maria rifiutare a Giuseppe
che consacrò a loro tutta la sua vita
e al quale devono realmente
i mezzi della loro esistenza terrena?”
(19 marzo 1938)

IL FRATELLINO
Una giovane madre era in attesa del secondo figlio.
Quando seppe che era una bambina, insegnò al suo bambino primogenito, che si chiamava Michele, ad appoggiare la testolina sulla sua pancia tonda e cantare insieme a lei una «ninna nanna» alla sorellina che doveva nascere.
La canzoncina che faceva «Stella stellina, la notte si avvicina…» piaceva tantissimo al bambino, che la canta
va più volte.
Il parto però fu prematuro e complicato. La neonata fu messa in una incubatrice per cure intensive. I genitori trepidanti furono preparati al peggio: la loro bambina aveva pochissime probabilità di sopravvivere.
Il piccolo Michele li supplicava: «Voglio vederla! Devo assolutamente vederla!».
Dopo una settimana, la neonata si aggravò ancor di più. La mamma allora decise di portare Michele nel reparto di terapia intensiva della maternità. Un’infermiera cercò di impedirlo, ma la donna era decisa e accompagnò il bambino vicino al lettino ingombro di fili e tubicini dove la piccola lottava per la vita.
Vicino al lettino della sorellina, Michele istintivamente avvicino il suo volto a quello della neonata e cominciò a cantare sottovoce: «Stella stellina…».
La neonata reagì immediatamente. Cominciò a respirare serenamente, senz’affanno.
Con le lacrime agli occhi, la mamma disse: «Continua, Michele, continua!».
Il bambino continuò. La bambina cominciò a muovere le minuscole braccine.
La mamma e il papà piangevano e ridevano nello stesso tempo, mentre l’infermiera incredula fissava la scena a bocca aperta.
Qualche giorno dopo, la piccola entrò in casa in braccio alla mamma, mentre Michele manifestava rumorosamente la sua gioia.
I medici della clinica, imbarazzati, lo definirono con parole difficili. La mamma e il papà sapevano che era stato semplicemente un miracolo. Il miracolo dell’amore di un fratello per una sorellina tanto attesa.
Possiamo vivere soltanto se siamo sicuri che c’è qualcuno che ci attende.
(B. Ferrero)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore, insegnami a invecchiare! Convincimi che la comunità non compie alcun torto verso di me, se mi va esonerando da responsabilità, se non mi chiede più pareri, se ha indicato altri a subentrare al mio posto.
Togli da me l'orgoglio dell'esperienza fatta, ed il senso della mia indispensabilità. Che io colga, in questo graduale distacco dalle cose, unicamente la legge del tempo, e avverta, in questo avvicendamento di compiti, una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l'impulso della tua Provvidenza.
Fa, o Signore, che io sia ancora utile al mondo, contribuendo con l'ottimismo e con la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nella responsabilità, vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale. Che la mia uscita dal campo di azione sia semplice e naturale come un felice tramonto.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto tu mi abbia amato e soccorso, almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi hai incamminato fin dal primo giorno di vita.
Signore, insegnami a invecchiare.
E quando sarà giunta l'ora della mia fine, te lo chiedo con tutto il cuore, fa che io sia assistito e spiri fra le braccia della tua e mia Santissima Madre e in quelle di San Giuseppe in un estasi di amore per te.
Amen.

Riflessione su noi stessi
Quando sei incerto su qualunque cosa
Quando non sai come evolverà una situazione
Quando vedi che le cose non dipendono più da te,
allora prova a fare in questo modo :
programmale al meglio ma nel farlo
non cercare di guadagnare il massimo spendendo il minimo
che ci siano scopi morali alla base delle tue intenzioni
i mezzi con cui ottenerli devono essere leciti
e secondo la tua virtù e coscienza
.. poi dopo averli organizzati in questo modo
non metterli nel cassetto in attesa di eventi
ma adoperati per realizzarli.
Nella vita ci vuole desiderio e volontà indomita.
Comincia dall’inizio e non guardare la meta
ed ogni giorno che passa vedrai che ti avvicinerai sempre più.
Non avere impazienza di realizzare lo scopo,
guardati intorno pronto a modificare il tuo progetto
a volte ti sembrerà impossibile raggiungerlo e dispererai,
a volte ti sembrerà di averlo quasi in pugno ma lui è sfuggente.
Parla molto con te stesso e con Gesù
la tua compagnia ti abbisogna ma senza la Sua presenza
tutto diventa estremamente più difficile:
tu non vedi gli ostacoli che sono stati eretti per farti desistere
mentre Lui li vedi tutti e ci consiglia.
Serba nel cuore un animo puro e procedi
..anche se all’inizio gli obiettivi che ti eri prefissato
cambiano .. ti stupirai di quelli che avrai ottenuto a tua insaputa.
Sappiti perdonare tutte quelle volte che sbaglierai
perché sapendoti perdonare avrai la capacità di perdonare i tuoi fratelli.

POESIA LA CULLA DEI NOSTRI SOGNI
Lasciamoci cullare dai nostri sogni,
noi due...trasportati su un'isola lontana
come naufraghi alla deriva
rinchiusi in una bottiglia
ad attendere l'approdo, lasciandoci cullare
dallo sciabordio delle onde
ammirando l'orizzonte che per noi,
sfoggerà i suoi colori più belli.
Un sogno?Una follia?
Ma in fondo che importa se questo ci dona serenità
in questa vita fatta di niente,infondo...
la serenità del cuore è la cura più bella dell'anima.

(Preghiera della mamma in attesa)
Signore Gesù, ti prego con amore per questa dolce speranza che racchiudo nel mio seno. Mi hai concesso l'immenso dono di una piccola vita vivente nella mia vita: ti ringrazio umilmente per avermi scelta strumento del tuo amore. In questa soave attesa aiutami a vivere in continuo abbandono alla tua volontà. Concedimi un cuore di mamma puro, forte, generoso. A te offro le preoccupazioni per l'avvenire; ansie, timori, desideri per la creaturina che ancora non conosco. Fa' che nasca sana nel corpo, allontana da lei ogni male fisico e ogni pericolo per l'anima.
Tu, Maria, che conoscesti le ineffabili gioie di una maternità santa, dammi un cuore capace di trasmettere una Fede viva e ardente. Santifica la mia attesa, benedici questa mia lieta speranza, fa' che il frutto del mio seno germogli in virtù e santità per opera tua e del tuo Figlio Divino. Amen.


Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiera a Maria per i Sacerdoti

Vergine Maria, Madre di Cristo sacerdote,
Madre dei sacerdoti del mondo intero,
Tu ami in modo tutto particolare i preti, perché sono
le immagini viventi del tuo unico Figlio. Tu hai aiutato
Gesù durante la tua vita terrena e Tu l'aiuti ancora in cielo.
Te ne supplichiamo, prega per i sacerdoti!
"Pregate il Padre Celeste perché mandi operati alla sua messe".
Prega perché abbiamo sempre dei preti che ci donino i sacramenti,
ci spieghino il Vangelo di Cristo e ci insegnino a diventare veri figli di Dio!
Vergine Maria chiedi Tu stessa a Dio Padre
i sacerdoti di cui abbiamo tanto bisogno; e poiché il tuo amore
ha ogni potere su di Lui ottienici, o Maria, sacerdoti che siano santi!

Don Puglisi  il giorno 25 Maggio è stato proclamato Beato, martire della fede e della carità educativa
Don Pino Puglisi e' stato proclamato beato. Circa 80mila le persone presenti oggi alla Messa presieduta all Foro Italico Umberto I di Palermo dall’arcivescovo della diocesi palermitana, il cardinale Paolo Romeo. A rappresentante del Papa è stato il cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo, che il 15 settembre 1999 diede avvio al suo processo di Beatificazione, e che oggi ha letto la lettera apostolica per la proclamazione della Beatificazione.
"La beatificazione di padre Pino Puglisi – afferma il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone in un messaggio - e' un momento di festa e di testimonianza per la Chiesa che e' a Palermo, in Sicilia e nell'Italia intera". "L'esempio e l'intercessione di don Puglisi – prosegue il messaggio -
sacerdote esemplare, martire della fede e della carita' educativa, in particolare verso i giovani, continui a suscitare nella comunita' ecclesiale e civile risposte generose e coerenti alla chiamata di Cristo e al tal fine invoco da Signore abbondanti grazie celesti".
"Più guardiamo il volto di don Pino Puglisi, svelato solennemente durante il rito di beatificazione, più sentiamo che il suo sorriso ci unisce tutti - ha detto nell'omelia il cardinale Romeo -. Sorride ancora don Pino. La Chiesa riconosce nella sua vita, sigillata dal martirio in odium fidei, un modello di imitare". "La mano mafiosa che, quel 15 settembre del 1993, lo ha barbaramente assassinato - ha detto - ha liberato la vera vita di questo chicco di grano, che nella ferialità della sua opera di evangelizzazione, moriva ogni giorno per portare frutto. Quella mano assassina ha amplificato oltre lo spazio e il tempo la sua delicata voce sacerdotale, e lo ha donato martire non solo a Brancaccio ma al mondo intero".
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio in cui esprime la sua personale vicinanza "alla figura di un sacerdote il cui martirio costituisce una grande testimonianza di fede cristiana, di profonda generosità e di altissimo coraggio civile. L'orrore suscitato in tutto il paese dal barbaro assassinio di Don Puglisi - prosegue Napolitano - rimarrà nella memoria di tutti noi e la sua intensa e feconda esperienza pastorale, svolta sempre nelle realtà più difficili della Sicilia, continua a rappresentare un esempio per tutti coloro che non intendono piegarsi alle prevaricazioni della criminalità mafiosa".
Don Giuseppe, o meglio padre Pino Puglisi, è stato un sacerdote diocesano noto per il suo impegno di contrasto alla criminalità organizzata, in particolare occupandosi della formazione di bambini e ragazzi di strada per i quali fondò il "Centro Padre Nostro”. Morì, ucciso dalla mafia, il 15 settembre del 1993, giorno del suo 56.esimo compleanno. Il decreto di Beatificazione di padre Puglisi per martirio "in odio alla fede” è stato promulgato da Papa Benedetto XVI il 28 giugno 2012.

" L' Embrione"
Perchè non hai
rispettato la mia vita
ero un essere vivente!
Avevo acquistato la
dignità di individuo
al primo concepimento
e quindi da subito al
tuo atto d'amore.
Ero la tua realtà
forse uno sbaglio
ma un embrione
un essere vivente
un uomo!
Avrai le tue buone ragioni
non ci sono dubbi
ma alla prossima...
fai attenzione potresti
uccidere mio fratello.

.IL SIGNIFICATO SULLA SANTISSIMA TRINITA'
..Che significa Trinità di Dio?

Trinità di Dio significa chi in Dio sono tre Persone uguali,realmente distinte.Padre Figliolo e Spirito Santo .
Tre Persone realmente distinte significa che in Dio una persona non è l'altra,pur essendo tutte e tre un Dio solo.
La prima Persona della Santissima Trinità è il Padre.
La seconda Persona della Santissima Trinità è il Figliuolo.
La terza Persona della Santissima Trinità è lo Spirito Santo.
Il Padre è la prima Persona della Santissima Trinità perchè non procede da altra Persona, e da lui procedono le altre due,cioè il Figliuolo e lo Spirito Santo.
Il Figliuolo è la seconda Persona della Santissima Trinità perchè è generato col Padre,principio dello Spirito Santo.
Lo Spirito Santo è la terza Persona della Santissima Trinità perchè procede dal Padre e dal Figliuolo.
Quindi Ogni Persona della Santissima Trinità è Dio,le tre Persone non sono Dei, ma un Dio solo,perchè hanno la stessa UNICA natura o sostanza divina....Catechismo della Chiesa Cattolica!

Preghiera alla Santissima Trinità pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Per la gioia di vivere
Signore, Padre buono,
aiutaci a non dimenticare
che ogni giorno è un tuo dono:
fa’ che non ci stanchiamo mai di vivere
con questa gioiosa consapevolezza
per trasformare ogni attimo della nostra esistenza
in un incontro della nostra povertà
con la tua infinita grandezza.
Signore Gesù, Unigenito del Padre,
abita nei nostri cuori,
perché siamo capaci di sentire
in tutto il nostro essere
la commozione di essere figli,
fratelli e sorelle in te, l’Amato del Padre,
e l’emozione di poterti chiamare “Gesù”,
nostro Salvatore.
Signore, Spirito del Padre e del Figlio.
Fa’ che non ci dimentichiamo mai che, per noi,
la gioia non è una trascurabile suppellettile,
ma il dono ineliminabile del tuo essere con noi
e l’indice vivo della tua presenza.
Trinità adorabile, donaci l’umiltà
per aprirci allo stupore delle piccole cose
dentro cui ti sveli come forza dell’umile amore,
e per ripeterti ogni giorno
la nostra lode riconoscente.
Amen
Carlo Rocchetta

Riflessione da riflettere e da meditare
Una volta, un uomo chiese a Dio: un fiore e una farfalla.
Ma Dio gli diede un cactus e una larva.
L’uomo era triste poiché non capiva cosa aveva sbagliato nella richiesta. Allora pensò: con tanta gente che aspetta….
e decise di non domandare niente.
Passato qualche tempo, l’uomo verificò la richiesta che era stata dimenticata.
Con sua sorpresa, dallo spinoso e brutto cactus, era nato il più bel fiore.
E la orribile larva si era trasformata in una bellissima farfalla.
Dio agisce sempre giustamente.
Il tuo cammino è migliore, anche se ai tuoi occhi appare tutto sbagliato.
Se hai chiesto a Dio una cosa e ne hai ricevuto un’altra, abbi fiducia. Abbi la certezza che Egli dà sempre quello di cui hai bisogno, al momento giusto. Non sempre quello che desideri è quello che necessiti.
Siccome Egli non sbaglia mai la consegna delle tue richieste, vai avanti senza mormorare o dubitare.
La spina di oggi sarà il fiore di domani!”

Un piccolo insegnamento sull' Amore
Quando l’Amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui.
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni
come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l’Amore come vi incorona così vi crocefigge.
E come vi fa fiorire così vi reciderà .

Preghiera a Maria Santissima pubblicata dalla Consigliera  Germana Brivio
Maria, Madre di Gesù e della Chiesa,
noi ti raccomandiamo i nostri giovani.
Tu li ami di un amore grande e puro.
Per essi Tu hai parole soavi e silenziose a noi sconosciute.
Tu ne scruti il cuore e la mente.
Per loro Ti preghiamo, a te li affidiamo:
sono inesperti della vita e da ogni parte insidiati.
Vivono in ambienti malsani e la corruzione li assale.
Maria, Madre immacolata dei giovani,
non abbandonarli nell'ora della prova.
Fa che credano, perchè la vita senza fede è notte disperata
Fa' che siano puri, perchè senza purezza non c'è amore,
ma soltanto egoismo di sensi.
Fa' che siano forti e illuminati da gioia perfetta,
perchè la vita è bella quando sa attingere alle sorgenti
della Grazia divina.
Fa' che siano onesti e laboriosi, sani di mente e di cuore.
Maria, vedi le lacrime di tante mamme preoccupate per l'avvenire dei figli.
Esse per i loro figli siano esempio di vita,
guide sicure nelle difficoltà.
Rendi efficaci le loro parole, da' forza alla loro azione,
ascolta le loro preghiere.
Consola le pene segrete e le incessanti ansie.
Nel cuore di tanti generosi giovani suscita ideali di perfezione e di santità.
Una gioventù forte nella fede e nella purezza affretti la nuova
radiosa primavera della Chiesa di Cristo.
In questa meravigliosa rinascita, Tu, o Maria,
sarai per noi guida sicura e maestra.
Amen.

La meditazione è PADRONANZA DI SÉ
La società non può esistere senza le parole; essa ha bisogno del linguaggio. Ma l'esistenza non ne ha bisogno. Non sto dicendo che dovresti vivere senza parlare. Lo devi fare.
Ma dovresti essere capace di accendere e spegnere il meccanismo che crea le parole.
Quando esisti in quanto essere sociale, il meccanismo del linguaggio è necessario; ma quando sei solo con l'esistenza, devi essere in grado di spegnerlo. Se non riesci a spegnerlo, se sei incapace di fermarlo, esso funziona in continuazione - e tu diventi uno schiavo. La mente dev'essere uno strumento, non dovrebbe dominare.
Quando la mente è la padrona, si crea una condizione non-meditativa. Quando tu sei il padrone, è la tua consapevolezza a dominare, allora si crea una condizione meditativa. Quindi meditazione significa diventare padrone dei meccanismi della mente."

"LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA"...
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà, eper questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti , non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze : sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, spesso un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa,che non vediamo quell'altra che si è appena aperta per noi.
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico o camminarci insieme,senza dire una parola, e alla fine quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E' vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le coseche vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce , difficoltà a sufficienza da renderti forte,dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico a sorridere, mentre ognuno intorno a te a piangerà.
Paulo Coelho

Preghiera Pubblicata dalla  Consigliera Germana Brivio di Giovanni Paolo II.
O Maria Immacolata,
a Te ricorriamo con affetto filiale:
illumina, guida,
salva l'umanità redenta da Cristo,
tuo Figlio e nostro Fratello!
Richiama i lontani,
converti i peccatori,
sostieni i sofferenti,
aiuta e conforta
chi già ti conosce e ti ama!
“Grandi cose di Te si cantano, o Maria,
perchè da Te è nato il Sole di giustizia,
Cristo, nostro Dio!
Giovanni Paolo II

Festa del 24 maggio - Beata Vergine Maria Ausiliatrice
Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno di Dio.
“Auxilium Christianorum”, ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto.
Sulle virtù, la vita, la predestinazione, la maternità, la mediazione, l’intercessione, la verginità, l’immacolato concepimento, i dolori sofferti, l’assunzione di Maria, sono stati scritti migliaia di volumi, tenuti vari Concili, proclamati dogmi di fede, al punto che è sorta un’autentica scienza teologica: la Mariologia.
E sempre è stata ribadita la presenza mediatrice e soccorritrice della Madonna per chi la invoca, a lei fummo affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi umanità è stata indicata come madre, nella persona di Giovanni apostolo, anch’egli ai piedi della Croce.
Ma la grande occasione dell’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana.
Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato.
Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ (Consolatrice degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa ‘Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani).
Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con s. Giovanni Bosco a Torino.
Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: "E allora incominciamo a fare qualcosa?". S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica.
Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco - Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente ‘Salesiani di don Bosco’; le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i ‘Cooperatori Salesiani’ per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di ‘Don Bosco’, come è generalmente chiamato.
Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù.
Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri.
Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo.
Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra, il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone.
Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.
Autore: Antonio Borrelli 

PENSIERO DI SANT' AGOSTINO TARDI TI AMAI
Tardi Ti amai,o bellezza tanto antica e così nuova,tardi io Ti amai.Ed ecco che Tu eri dentro ed io fuori e lì Ti cercavo, gettandomi, brutto,su queste cose belle fatte da Te.Tu eri con me,ma io non ero con Te:mi tenevano lontano le creature,che, se non fossero in Te, non sarebbero.Tu mi hai chiamato,hai gridato, hai vinta la mia sordità.Tu hai balenato, hai sfolgorato,hai dissipata la mia cecità.Tu hai sparso il tuo profumo,io l'ho respirato e ora anelo a Te.Ti ho gustato e ora ho fame e sete.Mi hai toccato e ardo dal desiderio della tua pace.-- (Sant'Agostino)......
..... Come vorrei che tutti provassimo nel cuore lo stupore di Sant' Agostino perchè significherebbe lasciarsi visitare dallo Spirito Santo! Ogni giorno nascerebbe in noi, allora, la Santa Determinazione nel seguire la Strada di Cristo senza indugio alcuno, rammaricandoci anzi d'aver sprecato tanto tempo!

Preghiera pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
PER CHIEDERE IL DONO DELLA SERENITA'

Signore, concedimi la serenità
per accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio per cambiare le cose che posso,
e la sapienza per comprendere la preziosità della vita
condotta ogni giorno con serenità,
gustando ogni momento quietamente,
accettando la contrarietà come il sentiero che conduce alla pace,
accogliendo come Tu hai fatto
questo mondo peccatore così quale è,
non come mi piacerebbe che fosse.
Confidando che tu, o Signore,
ordinerai tutte le cose
nella misura in cui io mi sottometterò alla tua volontà,
perché possa vivere felice in questa vita
e pienamente gioioso con Te per sempre nell'altra.
Amen.

Preghiera alla Mamma Celeste
Madre Santa,
aiutaci e guidaci in questo tempo di forti contrasti,
fa' che con la tua guida possiamo avere quella pace,
quella gioia e quella serenità a cui tutti i cristiani anelano.
Mamma Santa,Tu sei la nostra gioia e il nostro Amore,
come vorremmo che questa devozione fosse tramessa
a tutti i nostri cari, a tutti i nostri fratelli e a tutti gli uomini
di questo povero mondo. Fa’, con la tua bontà,
il tuo Amore immenso, i continui segni che ci dai,
che l’umanità cammini verso la strada giusta: quella della luce.
Tu che sei per noi luce vera, illumina i nostri cuori affinché possiamo, noi piccoli fari, portare la luce del Signore
a tutti i nostri fratelli. Continua ancora, Ti preghiamo,
non fermarti, Ti supplichiamo, continua a parlarci,
continua a camminare in mezzo a noi.
Mamma nostra, Mamma celeste, Mamma di tutti noi,
col tuo grido di dolore unisci tutto il mondo
e risparmiaci da eventi oscuri. Fa' che, con il tuo aiuto
e il tuo Amore misericordioso, possiamo allontanare da noi il male e sorretti dallo Spirito Santo conoscere sempre più intimamente
il nostro Dio nel Padre grande e misericordioso
e nel Figlio tuo Gesù.
Ave, o Maria, Madre di Dio, Regina della pace, prega per noi. Amen.

PREGHIERA DI SANTA TERESA DI GESU' BAMBINO
“Signore, so che tu non comandi niente di impossibile, conosci meglio di me la mia debolezza, la mia imperfezione, tu sai bene che mai potrei amare le mie sorelle come le ami tu, se tu stesso, o mio Gesù, se tu stesso non le ami in me. È perché vuoi concedermi questa grazia che hai fatto un comandamento nuovo. Oh, come l’amo il tuo comandamento, poiché mi dà la sicurezza che la tua volontà è di amare in me tutti coloro che mi comandi di amare”.
(Santa Teresa di Gesù Bambino)

 
Preghiera per i casi impossibili e disperati
O cara Santa Rita,

nostra Patrona anche nei casi impossibili e Avvocata nei casi disperati,
fate che Dio mi liberi dalla mia presente afflizione.......,
e allontani l'ansietà, che preme così forte sopra il mio cuore.
Per l'angoscia, che voi sperimentaste in tante simili occasioni,
abbiate compassione della mia persona a voi devota,
che confidentemente domanda il vostro intervento
presso il Divin Cuore del nostro Gesù Crocifisso.
O cara Santa Rita,
guidate le mie intenzioni
in queste mie umili preghiere e ferventi desideri.
Emendando la mia passata vita peccatrice
e ottenendo il perdono di tutti i miei peccati,
ho la dolce speranza di godere un giorno
Dio in paradiso insieme con voi per tutta l'eternità.
Così sia.
Santa Rita, Patrona dei casi disperati, pregate per noi.
Santa Rita, Avvocata dei casi impossibili, intercedete per noi.
3 Pater, Ave e Gloria.

Per la Comunione spirituale
( per tutti gli ammalati e gl'impossibilitati a partecipare alla Santa Messa).

Gesù mio,
credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento.
Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell'anima mia. Poichè ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a te; non permettere che mi abbia mai a separare da te.
(Breve pausa)
Eterno padre, io ti offro il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo in sconto dei miei peccati, in suffragio delle anime del Purgatorio e per i bisogni della santa Chiesa.
Vieni, o mio caro Gesù,
vieni dentro questo mio povero cuore
e sazia le mie brame;
vieni e santifica la mia anima:
vieni, Gesù dolcissimo,
vieni col tuo sacratissimo Cuore dentro il mio povero cuore,
che ti dono
e ti offro.

MIRACOLO EUCARISTICO A BUENOS AIRES IN PRESENZA DI PAPA BERGOGLIO.
Aprile 1, 20-2013 • di “Lo specchio del pensiero” • 

L’Ostia consacrata diventa carne e sangue.
Alle sette di sera il 18 agosto 1996, p. Alejandro Pezet stava celebrando la Santa Messa in una chiesa cattolica nel centro commerciale di Buenos Aires. Mentre stava finendo di distribuire la santa Comunione, una donna si avvicinò per dirgli che aveva trovato un’ostia gettata su un candelabro nel retro della chiesa. Corso fino al posto indicato, p. Alejandro vide l’Ostia profanata. Dal momento che non era in grado di consumarla, la mise in un contenitore di acqua e la ripose nel tabernacolo della cappella del Santissimo Sacramento.
Lunedì, 26 agosto, dopo aver aperto il tabernacolo, vide con stupore che l’Ostia si era trasformata in una sostanza sanguinosa. Egli informò il cardinale Jorge Bergoglio, che dette istruzione di farla fotografare da un fotografo professionista.
Le foto furono scattate il 6 settembre: esse mostrano chiaramente che l’Ostia, che era diventata un frammento di carne insanguinata, era cresciuta in modo significativo nelle dimensioni. Per diversi anni l’Ostia è rimasta nel tabernacolo e la faccenda è stata tenuta nel più rigoroso segreto.
Dal momento che l’ostia non aveva subito una decomposizione visibile, il cardinale Bergoglio decise di farla analizzare scientificamente.
Il 5 ottobre 1999, alla presenza dei rappresentanti del Cardinale, il dottor Castanon prese un campione del frammento sanguinante e lo inviò a New York per l’analisi. Poiché non voleva compromettere lo studio, volutamente non informò della sua provenienza il team di scienziati. Uno di questi scienziati era il dottor Frederic Zugiba,noto cardiologo e medico legale, il quale stabilì che la sostanza analizzata conteneva DNA umano.
Zugiba dichiarò: “Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco trovato nella parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Va ricordato che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo. La mia tesi è che il cuore era vivo, dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono, perché hanno bisogno di un organismo vivente per sostenerli.
Quindi la loro presenza indica che il cuore era ancora vivo quando il campione è stato preso. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subito un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto.”
Due australiani, il giornalista Mike Willesee e l’avvocato Ron Tesoriero, furono testimoni di questi test. Conosciuta la provenienza del campione, furono sbalorditi dalle dichiarazioni del Dr. di Zugiba. Mike Willesee chiese allo scienziato per quanto tempo avrebbero potuto restare vive delle cellule bianche del sangue qualora fossero appartenute ad un pezzo di tessuto umano che era stato tenuto in acqua.
La risposta del Dr. Zugiba fu che esse avrebbero cessato di esistere nel giro di pochi minuti. Il giornalista poi informò il dottore che il campione da cui era stato effettuato il prelievo era stato tenuto per un mese in acqua normale e poi, per altri tre anni, in un contenitore di acqua distillata e che solo dopo ciò era stato prelevato il campione per l’analisi.
Dr. Zugiba non era in grado di capire questo fatto, perché non esisteva una spiegazione scientifica su quanto gli veniva raccontato.
Solo allora Mike Willesee informò il Dr. Zugiba che il campione analizzato proveniva da un’Ostia consacrata (bianca, pane non lievitato), che si era misteriosamente trasformata in una sanguinante carne umana. Stupito da questa informazione, il Dr. Zugiba rispose: “Come e perché un’Ostia consacrata avrebbe cambiato il suo carattere per diventare carne viva e sangue umano rimarrà un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero del tutto al di là della mia competenza.”
Solo la fede nell’azione straordinaria di un Dio fornisce la ragionevole risposta, la fede in un Dio, che vuole renderci consapevoli che Egli è realmente presente nel mistero dell’Eucaristia.

Preghiera all' Angelo Custode
Mio dolce angelo Custode
proteggi  noi e la nostra famiglia
e una protezione speciale per gli amici e amiche
che portiamo nel cuore.
 

PREGHIERA  ALLO SPIRITO SANTO
♥ Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto. O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna....amen

Preghiera al Cuore di Gesù
Signore Gesù, che a prezzo del tuo Sangue prezioso hai redento il mondo, volgi il tuo sguardo misericordioso sull’umanità che ancora giace nelle tenebre e nell’ombra della morte e manda ancora i tuoi Apostoli, che con la loro parola e il loro sacrificio portino la luce del tuo “Vangelo” e la forza del tuo “Pane di vita”.
Rispondendo alla tua chiamata, sappiano rinunciare per te alle cose del mondo, ad ogni brama di gloria materiale o umana, e si dimostrino disponibili alle necessità urgenti della Chiesa in qualsiasi missione venga loro affidata.
Nella tua bontà ricorda in modo particolare il sacrificio dei missionari, i quali, per amore tuo, hanno lasciato il loro paese di origine, le loro famiglie, tutto quanto avevano, per venire e vivere, in mezzo ai loro nuovi fratelli, per amarli come loro nuovo popolo e per servirli. Ricompensa, Signore, tanta generosità! Fai che essa sia riconosciuta, che susciti altre vocazioni, che risvegli in tutti un autentico spirito missionario.
Cuore dolcissimo di Gesù, che hai detto: “Pregate il Padrone della mèsse perché mandi operai nella sua mèsse”, ti supplichiamo di mandare i buoni operai alla santa Chiesa.
Amen.

PREGHIERA PER LE ANIME DEL PURGATORIO
(Testo di Giovanni Paolo II)

La Luce eterna
splenda su coloro
che hanno già portato a termine
il pellegrinaggio terreno mediante la fede!
Che in questa Luce
vedano Dio come Egli è!
Che diventi per loro accessibile
il volto di Colui
che abita una luce inaccessibile!
Che li abbracci e li penetri
la luce della gloria di Dio!
Amen.

PREGHIERA A MARIA: AVE MARIA SPLENDORE DEL MATTINO
Ave Maria splendore del mattino
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore
protegga il nostro popolo in cammino
la tenerezza del tuo vero amore.
Madre non sono degno di guardarti
però fammi sentire la tua voce
fa' che io porti a tutti la tua pace
e possano conoscerti ed amarti.
Madre tu che soccorri i figli tuoi
fa' in modo che nessuno se ne vada
sostieni la sua croce e la sua strada
fa' che cammini sempre in mezzo a noi.
Madre non sono degno di guardarti
però fammi sentire la tua voce
fa' che io porti a tutti la tua pace
e possano conoscerti ed amarti.
Ave Maria splendore del mattino
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore
protegga il nostro popolo in cammino
la tenerezza del tuo vero amore.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Del mondo Ave, Signora, Ave del ciel Regina,
O Vergin delle vergini, o stella mattutina.
Salve, piena di grazia, specchio di Dio fulgente,
Soccorri al mondo misero, o Vergine clemente.
Dio negli eterni secoli Te Vergin destinava,
Madre dell’Unigenito Verbo, nel qual creava
la terra, il mar e l’etere: A Te formosa eletta,
Sposa innocente e bella, Senza labe Concetta.
Così sia.

UNA PICCOLA RIFLESSIONE DI FEDE
Piangendo Francesco
disse un giorno a Gesù:
Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle,
amo il cuore degli uomini.
amo tutte le cose belle...
O mio Signore, mi devi perdonare
perché te solo io dovrei amare!
Sorridendo il Signore
gli rispose così:
Amo il sole, amo le stelle,
amo Chiara e le sorelle,
amo il cuore degli uomini.
amo tutte le cose belle...
O mio Francesco, non devi piangere più
perché io amo quel che ami tu!

PREGHIERA ALLO SPIRITO  SANTO E INVOCAZIONE ALLO SPIRITO
Invoco lo Spirito perché anche le nostre comunità brillino nel mondo con la luce e la freschezza del Risorto.
Invoco lo Spirito del Risorto, perché abbiamo davvero bisogno del suo soffio potente per superare le nevrosi pastorali che spesso ci appesantiscono, per ritrovare la carica profetica dell'annuncio del Vangelo, per mettere al centro l'essenziale, per testimoniare che il Risorto è vivo in mezzo a noi, per avere il coraggio di allontanarci dalla riva, smettere di sgambettare dove si tocca e prendere il largo sulla sua Parola.
Invoco lo Spirito perché la Chiesa - questa Chiesa - sia trasparenza del Risorto.
In attesa della Pentecoste.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
PREGHIERA A MARIA
composta da San Giovanni Bosco
(Indulgenza di 3 anni recitata ogni volta.
Indulgenza plenaria alle solite condizioni, purché recitata ogni giorno per un mese intero.)

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen

POESIA SULLA SOFFERENZA
A te che sei stanco di combattere,
a te che pensi che gli altri siano piu' fortunati,
a te che spesso dubiti dell' Amore di Gesu',
a te che quando torni stanco non vedi oltre le apparenze,
a te che la malattia ti accompagna da un po',
a te che sei convinto che con i soldi puoi comprare tutto,
a te che non riesci a trovare via d' uscita,
a te che ti fai confondere dai tuoi pensieri,
a te che dai tutto per scontato,
a te che pensi che tutto è ormai finito...
Ricorda:
ricorda che Io asciugo le tue lacrime,
ricorda che Io conosco i tuoi pensieri, le tue tribolazioni,
ricorda che mi son fatto inchiodare su una croce per te,
per salvarti... ti sembra poco questo?
puoi forse dubitare ancora di ME e del mio Amore per te...
rifletti figlio mio...

Poesia del Buongiorno
Buon giorno al nuovo giorno
di speranza ed allegria
le ombre si allontanino
in un valzer d’armonia
Buon giorno incantato
con sorrisi e baci scambiati
dalle rive di un sogno bramato
un dono alla realtà di colori scarmigliati
Buon giorno a chi è deluso
a chi ride e a chi lotta
La vita non è un pugno chiuso
è una mano aperta in una stretta
Buon giorno a chi attende
a chi è solo e a chi è in compagnia
La magia con calma si diffonde
se cuore e mente inneggiano alla gioia.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiera alla Madonna delle Lacrime

O Madonna delle Lacrime
guarda con materna bontà
al dolore del mondo!
Asciuga le lacrime dei sofferenti,
dei dimenticati, dei disperati,
delle vittime di ogni violenza.
Ottieni a tutti lacrime di pentimento
e di vita nuova,
che aprano i cuori
al dono rigenerante
dell'amore di Dio.
Ottieni a tutti lacrime di gioia
dopo aver visto
la profonda tenerezza del tuo cuore.
Amen
(Giovanni Paolo II)

RIFLESSIONE SULLA GLORIA DI GESU' CRISTO
Come possiamo accorgerci della gloria del Maestro Gesù in noi? Come riconoscerla negli eventi non sempre edificanti della storia? Come nell'esperienza della Chiesa?
Gesù durante l'ultima cena afferma di voler salvare Giuda e Pietro.
La salvezza manifesta la gloria di Dio, il desiderio immenso che egli ha di riempire il cuore di ogni uomo!
Oggi, concretamente, il Signore ci indica tre atteggiamenti per manifestare la vita del risorto nella nostra vita. In questo rinnovato tempo di Chiesa, in questo dolente tempo di crisi economica e politica, tempo rissoso e acido, disperante e sconfortato abbiamo urgente bisogno di tornare ad essere discepoli e a lasciare che sia il vangelo a giudicare gli eventi.
Dimorare
Gesù ci chiede di osservare la sua Parola, di realizzarla, di incarnarla nelle nostre scelte. Se la fede resta evento da tirare fuori un'ora a settimana o nei momenti di difficoltà non facciamo esperienza dell'essere abitati dal Padre e dal Figlio.
Gesù lo dice esplicitamente: abitare la Parola, frequentarla, conoscerla, pregarla, meditarla sortisce l'effetto di una inabitazione divina.
Niente apparizioni, per carità!
Ma la consapevolezza crescente di essere orientati verso Dio, l'esperienza di avvertire la sua presenza è possibile. La fede allora si riduce ad una scelta intellettuale, uno sforzo della volontà ma la dimensione perenne in cui abitiamo.
Dimorare: restare, non fuggire, non scostarsi.
Dimorare: abitare, conoscere, capire, frequentare.
A questo siamo chiamati per sperimentare la gloria.
Conosciamo e meditiamo la Parola che ci permette di accedere a Dio.

Ricordare
Non capiamo tutto, e ci mancherebbe, nemmeno la Chiesa possiede Dio interamente, ma da lui è posseduta.
Gesù ha detto e dato tutto, la Rivelazione è conclusa, non necessitiamo di veggenti che ci spieghino come fare. Ma non abbiamo ancora capito. O ci siamo dimenticati.
Lo Spirito ci viene in soccorso e ci illumina. Illumina la Chiesa nella comprensione delle parole del Maestro. Illumina la nostra coscienza e ci permette di capire cosa c'entri la fede con la nostra vita e le nostre scelte quotidiane. Ricorda quando ci scordiamo come quando, nel recente passato, i cristiani si erano "dimenticati" della radicalità del vangelo rispetto alla non violenza dissertando sulla guerra "giusta" (e a volte, purtroppo, benedetta e giustificata).
Invocare lo Spirito prima di ogni scelta, prima della preghiera, prima delle celebrazione dell'eucarestia ci permette di avvicinarci al vangelo con la freschezza che merita, con lo stupore di chi vi trova sempre delle novità.
Pacificati
Per sperimentare la gloria dobbiamo fare la pace in noi stessi. Il confine del male e del bene è nel nostro cuore, il nemico è dentro di noi, non fuori, e la prima autentica pacificazione deve avvenire nel nostro intimo con noi stessi e la nostra violenza e la nostra rabbia, la parte oscura che i discepoli chiamano peccato.
I cristiani, spesso, quando parlano di pace… pensano al cimitero! Una scorretta e parziale visione di fede, là dove il cristianesimo è fiacca e svogliata appartenenza parla di pace il primo novembre, pensando ai nostri defunti che riposano "in pace" (e che devono fare, ballare la samba?).
La pace, secondo la parola di Gesù, è il primo dono che egli fa, risorto, apparendo agli impauriti discepoli. Un cuore pacificato è un cuore saldo, irremovibile, che ha colto il suo posto nel mondo, che non si spaventa nelle avversità, non si dispera nel dolore, non si scoraggia nella fatica.
La scoperta di Dio, nella propria vita, l'incontro gioioso con lui, la percezione della sua bellezza, la conversione al Signore Gesù riconosciuto come Dio, suscita nel cuore delle persone una gioia profonda, sconosciuta, diversa da ogni altra gioia. È la gioia del sapersi conosciuti, amati, preziosi.
Dono di Cristo
Ecco, questa è la pace: sapersi nel cuore di una volontà benefica e salvifica, scoprirsi dentro il mistero nascosto del mondo. Credere in questo, adesione alla fede quasi sempre tormentata e sofferta, non immediata e leggera, dona la pace del cuore.
Io sono amato, tu sei amato.
Insieme a Dio possiamo cambiare il mondo.
Questa pace è pace profonda, pace salda, pace irremovibile, ben diversa dalla pace del mondo, pace che viene venduta come assenza di guerra o, peggio guerra che viene ritenuta necessaria per imporre la pace.
Pace del sapersi amati che permette di affrontare con serenità anche le paure.
Paura del futuro, della malattia, del lavoro precario, del non sapersi amati, paura. La pace del cuore, dono e conquista, fiamma da alimentare continuamente alla fiamma del risorto, aiuta ad affrontare la paura con fiducia, a non avere il cuore turbato. Alla fine di questi splendidi giorni di Pasqua, invochiamo il Consolatore, donato dal Padre, per affrontare la nostra quotidianità con la certezza della presenza del Signore, giorno dopo giorno, passo dopo passo.
Scelte
La prima comunità affronta un dilemma grave: occorre essere ebrei per diventare cristiani? Giacomo e la comunità di Gerusalemme spingono in questa direzione, Paolo e Barnaba, al contrario affermano che Gesù è venuto per ogni uomo, e lo dimostra il fatto di vedere la Parola convertire il cuore dei pagani. Lo scontro è duro, ma leale: a Gerusalemme gli apostoli discutono rudemente e, alla fine, danno ragione a Paolo. Questo è lo stile dell'essere Chiesa, decidere insieme nel rispetto dei propri ministeri e carismi, ascoltando il suggerimento dello Spirito. Questo è lo stile delle nostre comunità che prendono a cuore i problemi e cercano le soluzioni non a partire dall'emozione o dalle proprie opinioni, ma alla continua ricerca della volontà del Maestro.

PREGHIERA DI FIDUCIA
Mio Dio,non
solamente confido in te,ma non ho fiducia che in te.Donami
dunque lo spirito di abbandonoper accettare le cose che non
posso cambiare.Donami anche lo spirito di forzaper
cambiare le cose che posso cambiare.Donami infine lo spirito di
saggezzaper discernere cio' che dipende effettivamente da me,e
allora fa' che io faccia la tua sola e santa volonta'.Amen

GUARDA LA STELLA, INVOCA MARIA !
O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo
ti senti come sballottato in mezzo alla tempesta,
se non vuoi essere sommerso dalle onde,
non distogliere lo sguardo dal fulgore di questa Stella.
Se insorgono i venti delle tentazioni,
se vai contro gli scogli delle tribolazioni,
guarda la stella, invoca Maria!
Se, turbato dal pensiero delle tue colpe,
stai per lasciarti vincere dalla tristezza,
e sei per cadere nell' abisso della disperazione, pensa a Maria.
Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria.
Seguendo lei, non devierai; invocandola, non ti smarrirai;
pensando a lei, non peccherai; tenendoti stretto a lei, non cadrai;
affidandoti a lei, più nulla temerai.
Con il suo aiuto, ogni fatica sarà per te leggera,
sotto la sua guida giungerai facilmente alla Patria Beata.
Amen.

Preghiera davanti alla Piccola Culla
"Gesù, purifica il mio cuore!
Gesù, dammi un cuore nuovo!
Gesù, accoglimi nella Tua Culla,
perché questa Culla sarà il Tuo Tabernacolo
ed io voglio dimorarvi insieme a Te
ed insieme a tutti i miei fratelli.
Gesù, esaudisci questa mia preghiera
perché io possa vivere in Te e Tu in me!
Ti amo Gesù! "Amen

TI AVEVO CHIESTO, SIGNORE...
Ti avevo chiesto, Signore,
la forza per avere successo;
Tu mi hai reso debole,
perché imparassi ad essere umile e a confidare in Te.
Ti avevo chiesto la salute
per fare cose grandi;
mi hai dato l’infermità
per comprenderla meglio.
Ti avevo chiesto la ricchezza
per possedere tutto;
mi hai dato la povertà
per non essere egoista ed accorgermi che ho bisogno di Te.
Ti avevo chiesto il potere
perché gli uomini avessero bisogno di me;
mi hai dato l’umiliazione,
perché io avessi bisogno di loro.
Ti ho chiesto tante cose
per godere la vita;
mi hai lasciato la vita
perché mi rallegrassi di ogni cosa.
Non ho avuto niente
di quello che Ti avevo chiesto;
mi hai dato tutto ciò
di cui avevo veramente bisogno.
Non hai esaudito, Signore,
le mie richieste,
perché non sapevo
quello che stavo chiedendo.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!
Sei stato fedele alle Tue promesse
di dare “cose buone” a quelli che pregano.
Soltanto tu le conoscevi...
(Preghiera composta da Kirk Kilgour, campione sportivo, costretto su una sedia a rotelle a seguito di un grave infortunio...)

Rifflessione dell' Anima. Tutte le Anime,hanno un giorno,aperto la porta del cuore a Gesù...
Non ricordo quando è stato,ne perché...
Quello che ricordo, sono le mie tante ribellioni.
Dio, vero Padre, Ama ognuno dei Suoi figli.
Ho riempito il mio cuore di false certezze.
Ho "barattato" la "Vita",con quello che era distruzione del corpo e dell'Anima....
Non "capivo" la cura, nella prova, nel vivere quotidiano, che Dio aveva per me.
Le "grida silenziose"...
Sono quelle che orecchio umano non può udire.
Sono quelle che Dio non lascia cadere nel vuoto...
Un giorno, ho zittito i "rumori del mondo",ho ripulito il mio cuore.
Vi ho trovato lacrime, piccoli momenti che chiamavo "gioie", e tanti oggetti "arrugginiti"...
In un angolo,c'era un piccolo quaderno.
Sgualcito.
Alcune pagine ingiallite, altre con scritte sbiadite...
Tra le lacrime,ho letto quelle parole...
C'era scritta la storia di tutta la mia vita.
Il meraviglioso progetto del Padre,che stavo distruggendo..
Ecco, questo è il grande e immenso Amore di Dio.
Come fu per il popolo d'Israele, non abbandonerà mai il suo popolo.
"Neanche un capello dei suoi figli andrà perduto"...
Nella difficoltà,nella malattia,nella disperazione, ti accorgi della mano tesa,che ti tira fuori dalle "acque della morte"...
Ecco,fratelli e sorelle...
Questo "copio" ...Ma dal mio cuore,quello di un peccatore,nulla di più.
E in preghiera,umilmente,porto a chi vuole una parola di "speranza"...
Quello che "leggo" in quel quadernetto che ho trovato nel mio cuore...
Grazie Signore Gesù. 

Preghiera Alla Madonnina
Ave Casa di Dio..Ave porta del cielo ....chi trova Te..trova la vita..e dal Signore ..avra' Salvezza...Oh Immacolata Madre di Dio ♥...Ave... Casa di Dio..Ave ..Porta del Cielo ...♥ chi trova Te ..trova la Vita...e dal Signore avra' Salvezza...chi trova Te..trova la vita...Oh Immacolata Madre di Dio ♥
E' una Dolce Musica per le orecchie dire:
Ti saluto, o Madre!
E' un Dolce Canto ripetere:
Ti saluto, o Madre!
Tu mia Delizia,
mia Diletta Speranza,
mio Casto Amore.
Se il mio spirito
oppresso e tormentato dalle passioni
soffre per il fratello doloroso della tristezza e del pianto;
se vedi il Tuo figlio sopraffatto dall' infelicità,
o Vergine Maria, piena di Grazia,
fà che trovi riposo nel Tuo abbraccio Materno.
Ma, ahimè,
l' ultimo giorno rapidamente si avvicina.
Scaccia il maligno negli abissi infernali
e resta, Cara Madre, accanto al Tuo figlio
oppresso dagli anni e dagli errori.
Con tocco gentile, copri le stanche pupille
e consegna dolcemente a Dio l' anima che torna a Te.
Amen

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
O Maria, che per prima hai creduto alla parola del Signore, noi veniamo a te, quando la strada ci sembra troppo, la santità troppo alta e noi troppo piccoli... noi veniamo a te per sentirci dire, ancora una volta: "fate quello che lui vi dirà", per imparare da te l'abbandono tra le braccia del Padre e la fiducia di diventare santi. Con te noi cammineremo, certi che tu ci indicherà sempre la stella polare, il Cristo tuo figlio, punto di riferimento fermo che orienta le nostre scelte, le nostre gioie e le nostre difficoltà... verso la santità. Amen

Preghiera a Gesù per la pace
Ho pregato, Signore, perché ci sia la pace.
Quella pace che abbatte i muri, le frontiere.
Quella pace che accende la speranza.
Quella pace che invoca a gran voce l'amore.
Quella pace che...
Ma Tu non mi hai ascoltato!
...
Ed ora capisco che colui che doveva ascoltare non eri Tu, ma ero io!
Uomo o donna che sia, ero io!   Amico/a mio/a, non camminare davanti a me: non riuscirei a seguirti.

Non camminare dietro di me: non riuscirei a guidarti.
Cammina accanto a me e saremo, l'uno per l'altro, forza!

PUBBLICATA DALLA CONSIGLIERA PAOLA BELLARDINI FARFALLA LE LENZUOLA SPORCHE.
Si racconta, che una giovane coppia di sposi novelli andò ad abitare in una zona molto tranquilla della città.
Una mattina, mentre si prendevano il caffè insieme attorno alla tavola, la moglie si accorse guardando attraverso la finestra, che una vicina stendeva il bucato sullo stendibiancheria.
Osserva attentamente e dice al marito: “Guarda che sporche le lenzuola di quella vicina! Forse ha bisogno di un altro tipo di detersivo... Magari un giorno le farò vedere come si lavano le lenzuola!”
Il marito guardò e rimase zitto.
La stessa scena e lo stesso commento si ripeterono varie volte, mentre la vicina stendeva il suo bucato al sole e al vento.
Dopo un mese, la donna si meravigliò nel vedere che la vicina stendeva le sue lenzuola pulitissime, e disse al marito: “Guarda, la nostra vicina ha imparato a fare il bucato! Chi le avrà fatto vedere come si fa?”
Il marito le rispose: “Nessuno, semplicemente questa mattina, io mi sono alzato prima di te e, mentre tu ti truccavi, ho pulito i vetri della nostra finestra.”
Così è nella vita di tutti i giorni: “Tutto dipende dalla pulizia della finestra attraverso cui osserviamo i fatti degli altri magari giudicando il loro operato”.
Prima di criticare, probabilmente sarà necessario osservare se abbiamo pulito a fondo il nostro cuore per poter vedere meglio ed allora, solo allora, vedremo più nitidamente la pulizia del cuore del vicino.

Preghiera Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Gesù, che, pur essendo il padrone dell'Universo,
hai voluto assoggettarti alla legge del lavoro,
guadagnandoti il pane col sudore della tua fronte,
noi ti riconosciamo e ti proclamiamo
nostro modello e Redentore del lavoro.
Benedici, o divino operaio di Nazareth,
la nostra quotidiana fatica,
che ti offriamo come sacrificio
di espiazione e di propiziazione.
Benedici il sudore della nostra fronte,
affinché ci procuri un pane sufficiente
per noi e per le nostre famiglie.
E concedi che sul mondo del lavoro,
travagliato da tante incertezze e difficoltà,
risplenda sempre la Tua provvida benedizione,
e fa che tutti possano ottenere
e conservare un onesto e dignitoso lavoro.
Amen.

Mese di maggio per ragazzi
primo giorno
storia: Una bambina viveva felice con il suo papà e la sua mamma.

Una bambina viveva felice con il suo papà e la sua mamma.
Ma per vendetta, alcuni uomini molto cattivi rapirono la bambina perché erano invidiosi della felicità della sua famiglia. Arrivarono un giorno nei loro grandi mantelli e, sulla strada che portava alla scuola, s’impadronirono della bambina. Galoppando di gran carriera su cavalli neri si allontanarono ben presto dal villaggio e presero la strada della foresta. La buia e tenebrosa foresta che ingoiava per sempre le persone imprudenti che vi si avventuravano senza guida.
Quegli uomini dal cuore di pietra portarono la bambina nel cuore della foresta. Volevano che si perdesse per sempre nella foresta. La bambina piangeva terrorizzata. E ripeteva, quasi gridava, la preghiera che la mamma e il papà le avevano insegnato: "Ave Maria, piena di grazia...". Dopo un po’ giunsero dove la foresta era più intricata e impenetrabile. Là abbandonarono la bambina.

La poverina si accucciò ai piedi di un grande albero, continuando a ripetere tra i singhiozzi: "Ave Maria... Ave Maria...".
Improvvisamente, fra le lacrime, proprio ai suoi piedi vide una rosa. Una rosa dai petali teneri come una carezza. Poco più avanti, ben visibile, tra l’erba e le foglie, c’era un’altra rosa, poi un’altra, un’altra ancora... formavano un sentiero che si snodava tra gli alberi.
La bambina cominciò a camminare da una rosa all’altra, prima esitante, poi quasi di corsa.
Dopo un po’ arrivò al margine della foresta e si trovò nelle braccia della mamma e del papà.
Anche loro avevano visto il sentiero di rose ed erano partiti alla sua ricerca.
Perché anche la mamma e il papà avevano continuato a dire l’Ave Maria.
E tutte quelle Ave Maria, quelle dei genitori e quelle della figlia, erano diventate un sentiero di rose.
Che li aveva riportati tutti insieme.
Anche le nostre Ave Maria formano il sentiero che ci aiuta a non perderci nelle foreste di questo mondo... E che ci riporta al sicuro nelle braccia del Padre dei Cieli.
*Per segnare la strada che ci porta in cielo
abbiamo l'Ave Maria*
gesto : incollo nel mio quaderno del mese di maggio un petalo di rosa
fioretto : mi fermo davanti ad un'immaina della Madonna,sulla strada di casa,per recitae un'Ave Maria

PREGHIERA A MARIA
O Maria, accoglici tutti sotto
il tuo Manto e proteggici.
Solleva le nostre angosce,
i nostri dolori, accompagnaci
in questo cammino non facile,
che conduce sulla strada della
Verità, Cristo!
Santa Maria, prega per noi!

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiera quotidiana

Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli in tutto il mondo che vivono e muoiono in povertà e fame.
Dà loro quest’oggi, attraverso le nostre mani, il loro pane quotidiano, e, con il nostro amore comprensivo, dà pace e gioia.
Signore, fa di me un canale della tua pace così che dove c’è odio, io possa portare amore;
che dove c’è ingiustizia io possa portare lo spirito del perdono;
che dove c’è discordia io possa portare armonia;
che dove c’è errore, io possa portare verità;
che dove c’è dubbio io possa portare fede;
che dove c’è disperazione io possa portare speranza;
che dove ci sono ombre io possa portare luce;
che dove c’è tristezza io possa portare gioia.
Signore fa che io possa piuttosto cercare di confortare invece di essere confortato;
di capire invece di essere capito;
di amare invece di essere amato;
perché è col dimenticare se stessi che si trova;
è col perdonare che si è perdonati;
è col morire che ci si sveglia alla vita eterna.
Amen.

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO
di Santa Faustina Kowalska)

“Ti sono riconoscente, o Dio,
per tutte le grazie di cui mi colmi continuamente,
che m’illuminano, come i raggi del sole,
e con le quali mi indichi la strada sicura.
Grazie, o Dio, per avermi creato,
per avermi chiamato all’esistenza dal nulla,
e per avermi impresso il tuo sigillo divino,
facendo ciò unicamente per amore.
Grazie, Santissima Trinità,
per l’enorme quantità di doni
che mi hai elargito durante la vita;
la mia riconoscenza ingigantirà
allo spuntare dell’eterna aurora,
quando per la prima volta canterò le tue lodi”.

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA
Io vi saluto, Sovrana del mondo,
Regina dei cieli, io vi saluto,
Vergine delle vergini,
splendente stella del mattino.
Io vi saluto, piena di grazie,
tutta splendente di luce divina;
affrettatevi, o possente Vergine,
di venire al soccorso del mondo.
Il Signore vi ha da tutta l'eternità
predestinata per essere la Madre
del suo unico Figlio, di quel Verbo
per cui ha il tutto creato, la terra
il mare ed i cieli.
Egli vi ha adornata di grazie,
Voi siete la sua cara Sposa, che
il peccato di Adamo non ha mai
macchiata.
Dio via ha scelta e predestinata,
e vi ha collocata nel suo santuario.
Divina Regina, esaudite la mia
preghiera, le mie voci s'innalzino
fino a Voi.


PREGHIERA AL SACRO CUORE DI GESU'
O cuore di Gesù, a te raccomando in questa notte
l'anima e il corpo, affinchè dolcemente in te riposino.
E poichè durante il sonno non potrò lodare il mio Dio,
tu degnati di farlo per me, in modo che quanti saranno
i battiti del mio cuore in questa notte,
tante siano le lodi che tu darai alla Santissima Trinità.
Amen.

RIFLESSIONE SU UN ISOLA
C’è un’isola in me, dove il vento soffia di terra, e quando il mare urla la sabbia impazzisce. E c’è sempre luce, ma non è mai giorno. I ricordi sono nastri colorati da appendere al vento e non statuine di cristallo da tenere chiuse in uno scrigno. E poi arriva il momento in cui devi scrivere gridare la tua inquietudine in faccia al silenzio dritta in faccia senza compromessi senza maschera sapendo come ma non perché,, E poi ora è già prima e mi ritrovo a considerarmi una scialba somma di coordinate….già.!!

POESIA SULL' AMORE FRATERNO
A volte capita...fortunatamente non è sempre così...basta continuare incessantemente ad annaffiare & curare ciò che si è seminato...qualcosa crescerà anche superando la tempesta ma...ci vorrà pazienza e dedizione,
L’amore non muore mai
di morte naturale....
Muore per la nostra cecità,
i nostri errori, i nostri tradimenti.....
Muore per le sue malattie
e le sue ferite.....
Muore di stanchezza,
deperisce,
si offusca...

PREGHIERA A MARIA  DEL BUON PASTORE
O Maria, Madre del Buon Pastore,
donami un cuore da bambino,
puro e lucente come il raggio di sole,
donami un cuore semplice
che non si abbassi alle meschinità del mondo.
Un cuore grande nel donarsi, e facile nel commuoversi;
un cuore forte e generoso
che non dimentichi il bene ricevuto
e non conservi rancore per il male subìto.
Dammi o Mamma dei sacerdoti un cuore umile,
che sappia sparire in altri cuori
capace di sacrificarsi per Dio e per la Chiesa.
O Maria, concedimi un cuore che sappia veramente voler bene senza mai stancarsi né abbattersi per le ingratitudini.
O Regina, un cuore che sappia piangere con chi piange
e gioire con chi è felice,
un cuore che sappia perdonare e saper chiedere perdono;
un cuore di padre, un cuore di madre, un cuore amico,
un vero cuore sacerdotale da vero apostolo,
che batta solo per Cristo Gesù,
e quando non battere più
offrilo tu al Padre, tra le tue mani purissime per tutta l'eternità. Amen

Caro San Giuseppe Lettera di don Tonino Bello
San Giuseppe appartiene alla famiglia di quei piccoli del Vangelo, umili e discreti, che non occupano molto spazio, si muovono con leggerezza, sono creature che, mentre vivono nell'ombra, esprimono una luce interiore che rende meravigliosa la loro presenza.
Caro San Giuseppe, scusami se approfitto della tua ospitalità e, con una audacia al limite della discrezione, mi fermo per una mezz’oretta nella tua bottega di falegname per scambiare quattro chiacchiere con te. Tu continua pure a piallare il tuo legno, mentre io, seduto su una panca, in mezzo ai trucioli che profumano di resine, ti affido le mie confidenze…
Mio caro San Giuseppe, sono venuto qui per conoscerti meglio come sposo di Maria, come padre di Gesù e come capo di una famiglia per la quale hai consacrato tutta la tua vita. E ti dico che la formula di condivisione espressa da te come marito di una vergine, la trama di gratuità realizzata come padre del Cristo e lo stile di servizio messo in atto come responsabile della tua casa, mi hanno da sempre incuriosito, e mi piacerebbe capire in che misura questi paradigmi comportamentali siano trasferibili nella nostra “civiltà”. Attraverso l’uscio socchiuso, scorgo di là Maria intenta a ricamare un panno bellissimo, senza cuciture, tessuto tutto d’un pezzo da cima a fondo. Probabilmente è la tunica di Gesù per quando sarà grande.
Quando tuo figlio indosserà quella tunica, lui, l’eterno, si sentirà le spalle amorosamente protette dal fragile tempo di sua Madre. Dimmi, Giuseppe, quand’è che hai conosciuto Maria? Forse un mattino di primavera, mentre tornava dalla fontana del villaggio con l’anfora sul capo? O forse un giorno di sabato, mentre con le fanciulle di Nazareth conversava in disparte sotto l’arco della sinago­ga? …
Ti ha parlato di Jahvé. Di un angelo del Signore. Di un mistero nascosto nei secoli e ora nascosto nel suo grembo. Di un progetto più grande dell’universo e più alto del firmamento che vi sovrastava. Fu allora che le dicesti tremando: «Per te, rinuncio volentieri ai miei piani. Voglio condividere i tuoi, Maria. Purché mi faccia stare con te». Lei ti rispose di sì, e tu le sfiorasti il grembo con una carezza: era la tua prima benedizione sulla Chiesa nascente. Hai avuto più coraggio tu a condividere il progetto di Maria, di quanto ne abbia avuto lei a condivi­dere il progetto del Signore. Lei ha puntato tutto sull’onnipotenza del Creatore.
Tu hai scommesso tutto sulla fragilità di una crea­tura. Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza. La carità ha fatto il resto, in te e in lei. Non hai chiesto nulla per te; non per orgoglio ma per sovraccarico d’amore. Ora Giuseppe... sta arrivando una donna dal forno. Ecco, ti ha portato del pane, e la bottega si è subito riempita di fragranza...
Si direbbe che il pane, più che nutrire, è nato per essere condiviso. Con gli amici, con i poveri, con i pellegrini, con gli ospiti di passaggio. Spezzato sulla tavola, cementa la comunione dei commensali. Deposto nel fondo di una bisaccia, riconcilia il viandante con la vita. Offerto in elemosina al mendico, gli regala un’esperienza, sia pur fugace, di fraternità. Donato a chi bussa di notte nel bisogno, oltre a quella dello stomaco, placa anche la fame dello spirito che è fame di solidarietà.
Un giorno anche tuo figlio lo spezzerà, prima di morire e la speranza traboccherà sulla terra. Spezza anche per me un po’ di quel pane. Dopo il pane, ecco ti portano il vino. Un giorno tuo figlio lo farà scorrere sulle mense dei poveri e sceglierà il succo della vite come sacramento del sabato eterno. Dammene un po’ e dammi anche un po’ d’acqua pura della fonte. Quando tuo figlio la userà per lavare i piedi ai suoi amici, diverrà il simbolo di un servizio d’amore, spiegazione segreta della condivisione, della gratuità, della festa.
Caro San Giuseppe, il mio incontenibile bisogno di senso ha trovato rifugio e risposte presso di te. Gli echi di questa ricerca di autenticità ancora si diffondono nel nostro tempo. E – ne siamo certi – continuano a giungere fino a te.
Tonino Bello, La carezza di Dio. Lettera a Giuseppe, Edizioni La Meridiana 1997

Riflessione sulla Vita
Inneggiare alla vita: Sentiti avvolto dalla presenza di Dio Padre. Sentiti sostenuto dalla Roccia che è Cristo. Sentiti amato dal Soffio dello Spirito. Sentiti portato nel Grembo di Maria. Sentiti accolto nella Comunione dei Santi. Sentiti custodito dal Tuo angelo Amico. Sentiti aiutato dalle preghiere delle Anime purganti. Sentiti in cammino verso la Patria Celeste. Sentiti immerso nel Mistero dell’Amore universale. In questo grande Mistero di Amore, canta ogni giorno la gloria del Creatore.
Sac. Pietro Cutuli

LA NOSTALGIA
Se provi nostalgia di me
immergiti nelle profondità
delle mie poesie
e scoprirai
i tesori nascosti del mio cuore.
Se il bisogno
di sentire la mia voce
incalza sui tuoi pensieri
leggi le mie parole d'amore
e la mia voce
echeggerà nell'aria
come per incanto.
Se desideri
vedere il mio volto
chiudi gli occhi
e lo vedrai apparire
sul limitare dei tuoi sogni
avvolto nella luce mattutina.
Se vuoi sentire
il calore del mio corpo
abbraccia le mie poesie
e da esse scaturirà
il calore dei miei baci,
il battito del mio cuore,
il fuoco delle mie vene
e il mio corpo spirituale
avvolgerà il tuo corpo
in un caldo abbraccio.
Se non ti basta tutto questo
potrai raggiungermi
nell'umile dimora del mio cuore
per camminare insieme
sulla strada dell'amore.

RIFLESSIONE SULL'ASSOLUTA E TOTALE RINUNCIA A SE STESSO PER OTTENERE LIBERTA' DI SPIRITO
1. O figlio, abbandona te stesso, e mi troverai. Vivi libero da preferenze, libero da tutto ciò che sia tuo proprio, e ne avrai sempre vantaggio; ché una grazia sempre più grande sarà riversata sopra di te, non appena avrai rinunciato a te stesso, senza volerti più riavere. O Signore, quante volte dovrò rinunciare, e in quali cose dovrò abbandonare me stesso? Sempre, e in ogni momento, sia nelle piccole come nelle grandi cose. Nulla io escludo: ti voglio trovare spogliato di tutto. Altrimenti, se tu non fossi interiormente ed esteriormente spogliato di ogni tua volontà, come potresti essere mio; e come potrei io essere tuo? Più presto lo farai, più sarai felice; più completamente e sinceramente lo farai, più mi sarai caro e tanto maggior profitto spirituale ne trarrai. Ci sono alcuni che rinunciano a se stessi, ma facendo certe eccezioni: essi non confidano pienamente in Dio, e perciò si affannano a provvedere a se stessi. Ci sono alcuni che dapprima offrono tutto; ma poi, sotto i colpi della tentazione, ritornano a ciò che è loro proprio, senza progredire minimamente nella virtù. Alla vera libertà di un cuore puro e alla grazia della rallegrante mia intimità, costoro non giungeranno, se non dopo una totale rinuncia e dopo una continua immolazione; senza di che non si ha e non si avrà una giovevole unione con me.
2. Te l'ho detto tante volte, ed ora lo ripeto: lascia te stesso, abbandona te stesso e godrai di grande pace interiore. Da' il tutto per il tutto; non cercare, non richiedere nulla; sta' risolutamente soltanto in me, e mi possederai, avrai libertà di spirito, e le tenebre non ti schiacceranno. A questo debbono tendere il tuo sforzo, la tua preghiera, il tuo desiderio: a saperti spogliare di tutto ciò che è tuo proprio, a metterti nudo al seguito di Cristo nudo, a morire a te stesso, a vivere sempre in me. Allora i vani pensieri, i perversi turbamenti, le inutili preoccupazioni, tutto questo scomparirà. Allora scompariranno il timore dissennato, e ogni amore non conforme al volere di Dio.

Un Pensiero Antico di (Vito Giuffrida)
Era pieno di stelle il cielo
la sera in cui ci incontrammo,
e vedendo il tuo viso
mi sorrise la vita.
Erano incantate le nostre anime
dove c'era celato un immenso amore,
e con le mani tremanti
ci siamo accarezzati.
Voluto dal caso
coperto da un velo,
tutto diventava amore
e ti sentivo già mia.
Di quel fatale incontro
sento ancora più strette le carezze,
forse tu l'hai dimenticato
ma io non so scordarmi di te.
Ho scritto più pagine
di quel caro passato,
e' una realtà antica
ma ancora vestita d'amore.
Sono ormai sbiadite quelle pagine,
ne ho riletto i fantastici sogni
e tutto è ancora palpitante,
mentre mi scivola dalle dita
la penna che scrive queste parole,
parole con le quali respiro
un amore mai chiuso nel tempo.(Vito Giuffrida)

Preghiera A Dio Padre♥
Padre mio, io mi abbandono a Te,
fa di me ciò che ti piace;
qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto, purchè la tua volontà
si compia in me ed in tutte le tue creature;
non desidero niente altro, mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle tue mani, te la dono, mio Dio,
con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo.
Ed è per me una esigenza d’amore Il donarmi, il rimettermi nelle tue mani,
senza misura, con una confidenza infinita, perché tu sei il Padre mio.
(Charles de Foucauld)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Raggi dell'amore di Dio

Aiutami a diffondere dovunque il tuo profumo, o Gesù.
Dovunque io vada.
Inonda la mia anima del tuo Spirito e della tua vita.
Diventa padrone del mio essere in modo così completo
che tutta la mia vita sia un'irradiazione della tua.
Perché ogni anima che avvicino possa sentire la tua presenza dentro di me.
Perché guardandomi non veda me, ma Te in me.
Resta in me.
Così splenderò del tuo stesso splendore e potrò essere luce agli altri.

Preghiera Signore Ascoltaci
Signore, aiutaci a mettere in pratica i tuoi insegnamenti,
fa che tra tutte le letture a disposizione si preferisca la tua Parola,
saremmo un'invincibile potenza se tutti frequentassimo i tuoi Atri!
Ce la caveremmo senza dubbio molto meglio se facessimo più spesso la Santa Comunione!
Vieni, o Signore, richiama i tuoi figli!
Fa comprendere a tutti che sei Tu il sommo bene.
La Verità infallibile,
la vera Luce..
La Vita!
La Salvezza!
L'Eternità!
La Gioia piena!

Preghiera della Carità
Padre, ti prego per (nome di uno o più persone) e altri della mia famiglia e amici che hanno bisogno di Cristo ...
Tu sei il Dio che dona la vita alla morte spiritualmentei (Romani 4:17b)
Ti ringrazio poichè chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. Ma la Scrittura dice: Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non v’è chi predichi? E come predicheranno se non son mandati? (Romani 10:13-15a)
Ti chiedo di mandare qualcuno nella vita di ciascuno, qualcuno con il messaggio della vita, la Parola di Cristo perchè la tua parola non torni vuota, ma realizzi ciò che desideri e raggiunge lo scopo per cui è inviato. (Romani 10:17; Isaia 55:11)
Possano essi sentire le parole di Cristo, per le Sue parole sono spirito e sono vita. Possano le parole che essi ascoltano non essere rubate dai loro cuori 6:63, 8:12 Luca).Amen

IL TESTAMENTO SPIRITUALE DI SANTA BERNADETTE SOUBIROUS
Per l’indigenza di mamma e papà
per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza,
per le pecore rognose: grazie, mio Dio!
Bocca di troppo da sfamare che ero;
per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie!
Grazie o mio Dio, per il Procuratore,
per il Commissario, per i Gendarmi,
per le dure parole di Peyremale.
Per i giorni in cui siete venuta, Vergine Maria,
per quelli in cui non siete venuta,
non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso.
Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe, per gli oltraggi,
per coloro che mi hanno presa per pazza,
per coloro che mi hanno presa per bugiarda,
per coloro che mi hanno presa per interessata.
GRAZIE, MADONNA!
Per l’ortografia che non ho mai saputa,
per la memoria che non ho mai avuta,
per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie!
Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra
una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!
Per la mia madre morta lontano,
per la pena che ebbi quando mio padre,
invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette,
mi chiamò Suor Maria Bernarda: grazie, Gesù!
Grazie per aver abbeverato di amarezza
questo cuore troppo tenero che mi avete dato.
Per Madre Giuseppina che mi ha proclamata:
“Buona a nulla”.
GRAZIE!
Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura,
le sue ingiustizie, le sue ironie,
e per il pane della umiliazione, grazie!
Grazie per essere stata quella cui la Madre Teresa
Poteva dire: “Non me ne combinate mai abbastanza”.
Grazie per essere stata quella privilegiata
dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano:
“Che fortuna non essere come Bernadette.
Grazie di essere stata Bernadette,
minacciata di prigione perché vi avevo vista,
Vergine Santa!
Guardata dalla gente come bestia rara;
quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva:
“Non è che questa?!”.
Per questo corpo miserando che mi avete dato,
per questa malattia di fuoco e di fumo,
per le mie carni in putrefazione,
per le mie ossa cariate, per i miei sudori,
per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti,
GRAZIE MIO DIO!
Per quest’anima che mi avete data, per il deserto della aridità interiore,
per la vostra notte e per i vostri baleni,
per i vostri silenzi e i vostri fulmini;
per tutto,
per Voi assente e presente, grazie! Grazie o Gesù!

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Apri i nostri occhi
Apri i nostri occhi, Signore, perché possiamo vedere Te nei nostri fratelli e sorelle. Apri le nostre orecchie, Signore, perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura, e di chi è oppresso. Apri il nostro cuore, Signore, perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come Tu ci ami. Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore, perché diventiamo un cuore solo ed un'anima sola, nel tuo nome. Amen.

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA
O SANTA MADRE DEL REDENTORE:

O Santa Madre del Redentore,
Porta dei Cieli, stella del mare,
soccorri il Tuo popolo che anela a risorgere.
Tu che accogliendo il saluto dell'Angelo,
nello stupore di tutto il creato,
hai generato il Tuo Creatore
Madre sempre Vergine, abbi pietà di noi peccatori.

Io guardo te
Da quando mi sono femata
il paradiso mi ascolti adesso...
sono smarrita senza motivo
dopo averci speso tanto
sono giunte le tempeste invernali
che hanno oscurato il mio sole
dopo tutto quello che ho passato
su quale terra posso andare?
ti sto guardando ... io guardo Te...!
Dopo che la mia vitalità se ne andata
in te posso essere forte...
penso a te...
penso a te...
E quando le melodie si spengono
in Te ascolto una musica...!
Sto guardando a Te ...
Dopo aver perso il mio respiro
non resta altro da combattere
affondare per non riemergere più...
Ricercando quella porta aperta...
E ogni strada percorsa:
conduce al mio rimpianto
e non so se lo farò
nulla da fare ...
ma alza la mia testa!
io guardo TE ...
sto guardando TE ... !
dopo che la mia vitalità
se ne andata
in TE posso essere forte ...
sto guardando TE ...
io guardo TE ...!
E quando le melodie si spengono
in TE ascolto una melodia ...
Guardo TE ...
Gli argini sono spezzati...
i muri sono caduti...
stanno cadendo su di me...
Stanno crollandomi addosso
tutta la pioggia sta cadendo...
la pioggia stà cadendo la sconfitta è vicina...
LIBERAMI !
ho bisogno che TU mi liberi!
tienimi alla distanza dalla battaglia!
io ho bisogno che tu ...
brilli su di me ... !!!
Sto guardando TE ...
ho bisogno di TE ...!
dopo che la mia vitalità se ne è andata...
in Te posso essere forte...
Guardo TE...
Sto guardando TE...
E quando le melodie si spengono...
in TE ascolto musica...
...guardo TE...

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Ama

Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore. di Madre Teresa

PREGHIERA DELLA SERA
Mentre il sole scende e si nasconde all'orizzonte..viene spontaneo il desiderio di seguirlo...per andare oltre e poter guardare quanto succede nel mondo da un'altra dimensione..e magari pregando e sospirando..che al sorgere della nuova luce..l'umanità ritrovi la pace e il benessere necessario..per non vanificare il sacrificio di quanti ogni giorno muoiono.. a causa di chi ancora non ha trovato la vera Luce!..Amen!

PREGHIERA A GESU' CRISTO
Padre,
ti rendiamo grazie per la tua sollecitudine e per la tua bontà;
ti rendiamo grazie per il dono di tuo Figlio,
perché senza pastore ci saremmo sentiti abbandonati,
senza guida ci saremmo smarriti
e senza tuo Figlio non avremmo potuto conoscere Te, nostro Padre.
Beato chi teme il Signore,
e cammina nelle sue vie.
Mangerà del lavoro delle sue mani,
sarà felice e godrà di ogni bene. 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Chi è Gesù per me
Il Verbo fatto carne.
Il pane di vita.
La vittima che si offre sulla croce per i nostri peccati.
Il sacrificio offerto nella santa messa
per i peccati del mondo e miei personali.
La parola che devo dire.
Il cammino che devo seguire.
La luce che devo accendere.
La vita che devo vivere.
L’amore che deve essere amato.
La gioia che dobbiamo condividere.
Il sacrificio che dobbiamo offrire.
La pace che dobbiamo seminare.
Il pane di vita che dobbiamo mangiare.
L’affamato che dobbiamo sfamare.
L’assetato che dobbiamo dissetare.
Il nudo che dobbiamo vestire.
Il senzatetto al quale dobbiamo offrire riparo.
Il solitario al quale dobbiamo far compagnia.
L’inatteso che dobbiamo accogliere.
Il lebbroso le cui ferite dobbiamo lavare.
Il mendicante che dobbiamo soccorrere.
L’alcolizzato che dobbiamo ascoltare.
Il disabile che dobbiamo aiutare.
Il neonato che dobbiamo accogliere.
Il cieco che dobbiamo guidare.
Il muto a cui dobbiamo prestare la nostra voce.
Lo storpio che dobbiamo aiutare a camminare.
La prostituta che dobbiamo allontanare dal pericolo
e colmare della nostra amicizia.
Il detenuto che dobbiamo visitare.
L’anziano che dobbiamo servire.
Gesù è il mio Dio.
Gesù è il mio sposo.
Gesù è la mia vita.
Gesù è il mio unico amore.
Gesù è tutto per me.
Gesù, per me, è l’unico.
di Madre Teresa

Preghiera Madre di Gesù e Madre nostra, Maria, Santissima Madre di Dio,
Tu sai che la nostra vita è piena di nodi, piccoli e grandi.
Ci sentiamo soffocati, schiacciati, oppressi ed impotenti nel risolvere i nostri problemi.
Ci affidiamo a te, Madonna di Pace e di Misericordia.
Ci rivolgiamo al nostro Dio Padre per Gesù Cristo nello Spirito Santo, uniti a tutti gli Angeli ed ai Santi.
Maria Incoronata da dodici stelle, che schiacci con i tuoi santissimi piedi la testa del serpente e non ci lasci cadere nella tentazione del maligno.
Donna gloriosa, la luna ed il vento sono subordinati al tuo volere: liberaci da ogni schiavitù, confusione e insicurezza.
Dacci la Tua grazia e la Tua luce, per vedere nelle tenebre che ci circondano e seguire la giusta strada.
Madre generosa, Ti presentiamo supplichevoli la nostra richiesta d'aiuto.
Ti preghiamo umilmente:
Sciogli i nodi dei nostri disturbi fisici e delle malattie incurabili: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi dei conflitti psichici dentro di noi, la nostra angoscia e paura, la non accettazione di noi stessi e della nostra realtà: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi nei rapporti con il prossimo, nel giudicare, disprezzare e criticare, nell'essere superbi, presuntuosi, intolleranti e offensivi: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi della nostra possessione diabolica: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi nelle nostre famiglie e nel rapporto con i figli: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi nella sfera professionale, nell'impossibilità di trovare un lavoro dignitoso o nella schiavitù di lavorare con eccesso: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi nella nostra comunità parrocchiale e nella nostra Chiesa, che è una, santa, cattolica ed apostolica: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi fra le varie Chiese cristiane e Confessioni religiose e dacci l'unità nel rispetto delle diversità: Maria, ascoltaci!
Sciogli i nodi nella vita sociale e politica del nostro Paese: Maria, ascoltaci!
Sciogli tutti i nodi del nostro cuore, per essere liberi di amare con generosità: Maria, ascoltaci!
Maria che sciogli i nodi, prega per noi Tuo Figlio Gesù Cristo nostro Signore,
AMEN!

Riflessione sulla vita da meditare
La notte è fatta per dormire, l'alba per meditare, il giorno per lavorare e la sera per riflettere. In questo ritmo vi è equilibrio e saggezza, una saggezza che viene dalla Terra.
La nostra società ha sballato orari, ritmi, e conseguentemente le menti.
Cominciamo da piccole cose...dai nostri ritmi, dalle nostre abitudini...riportiamoli in armonia col cosmo.
Marco Valli

PREGHIERA PER LE MAMME IN ATTESA RIVOLTA A S. RITA
Preghiera della mamma in attesa

Alla tua nascita, o Santa Rita, avesti il nome simbolico di una gemma e di un fiore. Guarda con amo­revolezza me che sto per divenire mamma. Anche tu divenisti mamma di due figli, che amasti ed educasti come soltanto una santa mamma può fare. Prega perché il Signore mi conceda la grazia del bimbo, che con mio marito attendiamo come dono del cielo. Fin d'ora lo offriamo al Sacro Cuore di Gesù e di Maria e l'affidiamo anche alla tua protezione. Si compia nella gioia il miracolo di una vita nuova e benedetta da Dio. Amen

L' INNOCENZA DEI  BAMBINI SUL SIGNIFICATO DELL' AMORE MATERNO
C' era una volta un bambino,che andando a scuola teneva sempre chiuso il pugno della mano sinistra.
Quando era interrogato dalla maestra,si alzava e rispondeva tenendo il suo pugno chiuso;scriveva,con la destra,e conservava il pugno sinistro ben chiuso.Un giorno la maestra,anche per dare soddisfazione a tutti gli alunni,gli chiese il perché di questo atteggiamento.Il bambino non voleva rispondere,ma poi,dietro le insistenze della maestra e soprattutto per accontentare i compagni di scuola,decise di svelare il segreto.“Quando ogni mattina parto da casa per venire a scuola, mia madre, mi stampa sul palmo della mano sinistra un forte bacio e poi chiudendomi la mano, mi dice sorridendo: Bambino mio, tieni sempre ben chiuso qui nella tua mano il bacio di tua madre!
Per questo tengo sempre il pugno chiuso: c'è il bacio della mia mamma dentro”.

UNA PICCOLA RIFLESSIONE SUL MALE NEL MONDO 
Con la sollecitudine e l’affetto di una madre, ti voglio insegnare l’astuzia con la quale satana si sforza di distruggere questi benefici dell’Onnipotente. Da quando le creature cominciano a usare la ragione, molti demoni le seguono una per una con vigilanza e, proprio nel momento in cui esse dovrebbero innalzare la mente alla cognizione di Dio e iniziare ad esercitare le virtù ricevute, con incredibile furore e sagacia tentano di sradicare la semenza divina. Se non ci riescono, fanno in modo che questa non dia frutto, incitando gli uomini ad atti viziosi, inutili e infantili. Li distraggono con tale iniquità perché non si servano della fede, della speranza e di quanto ancora è stato loro elargito, non si ricordino che sono cristiani e non cerchino di conoscere il loro Dio, i misteri della redenzione e della vita eterna. Inoltre, questi nemici introducono nei genitori una stolta inavvertenza o un cieco amore carnale verso i propri figli e spingono i maestri ad altre negligenze, affinché non sipreoccupino della maleducazione, permettano loro di corrompersi e di acquisire cattive consuetudini e di perdere le loro buone inclinazioni, avviandosi così alla rovina.

Preghiera a Gesù Cristo
Signore,
è come se aprissi gli occhi in questo mattino, dopo una lunga notte passata, come i tuoi discepoli sulla barca, senza prendere nulla. Ma questo non mi scoraggia, anzi. Perché so che, se tu mi chiederai di gettare ancora le reti in mare, ci sarà una pesca abbondante. Eccomi, dunque, pronto ad affrontare un'altra giornata di attesa, di lotta, di fatica. Ma oggi non ti chiedo il successo, la pesca miracolosa, l'abbondanza dei doni; ti chiedo l'ascolto della tua parola e la forza di ricominciare sempre.

RIFLESSIONE SUOI PECCATI
"I tuoi peccati io li cancello; le tue miserie io le consumo; la tua debolezza io la sostengo.
Quanto più grande sarà la tua miseria, più ti sosterrà la mia potenza.
Ti arricchirò dei miei doni. Se mi sei fedele farò della tua anima la mia dimora, dove io mi rifugerò quando le anime mi scacciano col peccato. Riposerò in te e tu vivrai in me.
Se tu sei un abisso di miseria, io sono un abisso di Bontà e di Misericordia.
Il mio Cuore è il tuo rifugio. Vieni a cercare in Esso quanto ti occorre, ed anche quello che io stesso ti chiedo. Non guardare alla tua piccolezza, guarda alla potenza del mio Cuore. Non temere, sono la tua forza e il riparatore dela tua miseria.
Se sei nelle mie mani, che puoi temere? Non dubitare della bontà del mio Cuore, nè dell'amore che ti porto. La tua miseria mi attira...Che saresti senza di me? Non dimenticare che più sarai piccola e più ti starò vicino.
Non ti affliggere esageratamente per le tue cadute; non mi manca nulla per fare di te una santa; ciò che io esigo è che tu non mi neghi nulla di quanto ti chiedo...Ti cercherò nel tuo nulla per unirti a me.
La tua piccolezza e la tua miseria sono calamita che attira il mio sguardo.
Non ti scoraggiare, perchè nella tua fragilità risplende meglio la mia misericordia".
Parole di Nostro Signore a suor Josefa Menendez

Per gli inevitabili momenti di dolore, di solitudine, di malinconia, di nostalgia, di lacrime di commozione e di gioia...
"Le lacrime che tu versi
sono raccolte dagli Angeli
come tante gemme
per renderti più bella la corona
che ti attende lassù.
Felice quel fiore
che custodisce gelosamente
in fondo al suo calice lacrime preziose:
Gesù lo coglierà e per diletto
lo poserà sul Suo Divin Cuore.”
(Beata Elia di S. Clemente)

Pubblicata dal nostro Presidente Fratel Giovanni Granato  Preghiera Regina Coeli
Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
Oremus: Deus, qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Iesu Christi mundum laetificare dignatus es, praesta, quaesumus, ut per eius Genetricem Virginem Mariam perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.
Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
Il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo: O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
Quia surrexit Dominus vere, alleluia.
Oremus: Deus, qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Iesu Christi mundum laetificare dignatus es, praesta, quaesumus, ut per eius Genetricem Virginem Mariam perpetuae capiamus gaudia vitae. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.
Rallegrati, Vergine Maria, alleluia.
Il Signore è veramente risorto, alleluia.
Preghiamo: O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine, concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.

LETTERA DEDICATA A TUTTE LE BAMBINE E I BAMBINI  SPECIALI VI VOGLIAMO UN MONDO DI BENE 
C'e' una ragazzina seduta tutta sola. Tutti le passavano vicino e non si fermavano per scoprire perché sembrasse così triste. Indossava un vestito rosa logoro, scalza e sporca, sedeva e guardava la gente passare. Non parlava. Non diceva una parola. Molti le passavano vicino, ma nessuno si fermava. Il giorno dopo decisi di tornare a casa da lei per curiosità, per vedere se la ragazzina stava ancora lì. Sì, era lì, proprio nello stesso posto dov'era il giorno prima, e ancora con lo stesso sguardo triste negli occhi. Quel giorno ero decisa a fare qualcosa ed avvicinarmi alla ragazzina. Che, come tutti sappiamo,c'è tanta gente strana, e i bambini non possano giocare soli. Nell'avvicinarmi notai la parte posteriore del vestito della ragazzina. Aveva una forma grottesca. M'immaginai che fosse quella la ragione per cui la gente passava e non faceva lo sforzo di parlare con lei. Le deformità sono un colpo basso nella nostra società , e il cielo vieta di fare un passo verso di esse e assistere qualcuno che è diverso. Avvicinandomi ancora, la ragazza abbassò appena gli occhi per evitare il mio sguardo.
Da vicino potei vedere più chiaramente la forma della sua schiena. Aveva la forma orribile di una gobba esagerata.
Sorrisi per farle capire che era tutto ok; ero lì per aiutarla, per parlare. Mi sedetti accanto a lei e esordii con un semplice "ciao".
La ragazzina sembrò colpita, e con la mano fece ciao," dopo avermi a lungo fissato negli occhi. Sorrisi e anche lei sorrise timidamente.Ci guardammo finché venne sera, e la casa fu completamente vuota. Chiesi alla ragazza perché fosse così triste.
Lei mi guardò e con tristezza disse "perché sono diversa". Immediatamente risposi "lo sei!"; e sorrisi. La ragazzina sembrò ancora più triste e disse "lo so". "cara," dissi, "mi sembri un angelo, dolce ed innocente". Mi guardò e sorrise, poi si alzò in piedi lentamente e disse "davvero?" "sì, sei come un piccolo angelo custode mandato a prenderti cura della gente che passa". Annuì con la testa, e sorrise. Così facendo aprì la parte posteriore del suo vestito rosa e lasciò uscire le sue ali. Poi disse "lo sono". "sono il tuo angelo custode" con un luccichio negli occhi. Rimasi senza parole - di certo stavo avendo un'allucinazione. Disse "per una volta hai pensato a qualcuno oltre a te stessa. Il mio lavoro qui è finito."
Mi alzai in piedi e dissi "aspetta, perché nessuno si è fermato per aiutare un angelo?" Mi guardò, sorrise, e disse "sei l'unica che possa vedermi" e poi se ne andò.

PREGHIERA  PUBBLICATA DALLA CONSIGLIERA FARFALLA PAOLA
O glorioso nostro protettore San Francesco di Paola,
che fin dal tempo in cui viveste in questa terra
foste eletto da Dio ad essere strumento della sua bontà
ed onnipotenza nell'operar prodigi a beneficio di quei cristiani
che con viva fede ebber ricorso alle vostre preghiere;
deh! volgete benigno lo sguardo ai devoti
che implorano la vostra intercessione.
Noi vi supplichiamo di aver pietà di noi
ed ottenerci da Dio le grazie che meglio rispondono al bene spirituale dell'anima nostra.
Per quell'ardore di carità che infiammò il vostro cuore,
allontanate da noi tutto ciò che ci affligge.
Fate o Padre Santo, che sopra di noi trionfi la divina Misericordia,
la quale ci consoli con salutare liberazione, e con rassegnata pazienza; e così l'una e l'altra ci serva di felice preludio
alla gloria eterna del Paradiso. Amen..
Tre Pater, Ave e Gloria.

Un insegnamento di grande speranza. Dedicato alle famiglie in difficoltà. Su cui invochiamo la benedizione del Cielo.
"La Croce di Gesù è il segno supremo
dell’amore di Dio per ogni uomo,
è la risposta sovrabbondante
al bisogno che ha ogni persona di essere amata.
Quando siamo nella prova,
quando le nostre famiglie si trovano ad affrontare il dolore,
la tribolazione, guardiamo alla Croce di Cristo:
lì troviamo il coraggio per continuare a camminare;
lì possiamo ripetere, con ferma speranza,
le parole di san Paolo:
«Chi ci separerà dall’amore di Cristo?
Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione,
la fame, la nudità, il pericolo, la spada? …
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori
grazie a colui che ci ha amati» (Rm 8,35.37).
Nelle afflizioni e nelle difficoltà non siamo soli;
la famiglia non è sola:
Gesù è presente con il suo amore,
la sostiene con la sua grazia
e le dona l’energia per andare avanti.
Ed è a questo amore di Cristo
che dobbiamo rivolgerci
quando gli sbandamenti umani e le difficoltà
rischiano di ferire l’unità
della nostra vita e della famiglia.
Il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo
incoraggia a camminare con speranza:
la stagione del dolore e della prova,
se vissuta con Cristo,
con fede in Lui,
racchiude già la luce della risurrezione,
la vita nuova del mondo risorto,
la pasqua di ogni uomo che crede alla sua Parola".

BIOGRAFIA DEL SANTO GIUSEPPE  MOSCATI
OGGI SAN GIUSEPPE MOSCATI
Benevento, 25 luglio 1880 - Napoli, 12 aprile 1927

Nato a Benevento da una nobile famiglia il 25 luglio 1880 seguì il padre, magistrato, prima ad Ancona e, dal 1988, a Napoli. Laureatosi in medicina a pieni voti nel 1903, cominciò la carriera medica nell'ospedale partenopeo degli Incurabili. Fu un medico generoso e si dedicò all'insegnamento e alla ricerca, partecipando a molti congressi scientifici in qualità di relatore. Salvò miracolosamente alcuni malati durante l'eruzione del Vesuvio del 1906; nel 1921, quando Napoli fu infestata dal colera, si segnalò, come primario degli Ospedali Riuniti, per l'efficacia e l'abnegazione che profuse nelle cure dei contagiati. Morì improvvisamente il 12 aprile 1927, a soli 47 anni. È stato beatificato nel 1975 da papa Paolo VI. Giovanni Paolo II lo ha dichiarato santo il 25 ottobre 1987. (Avvenire)
Etimologia: Giuseppe = aggiunto (in famiglia), dall'ebraico
Martirologio Romano: A Napoli, san Giuseppe Moscati, che, medico, mai venne meno al suo servizio di quotidiana e infaticabile opera di assistenza ai malati, per la quale non chiedeva alcun compenso ai più poveri, e nel prendersi cura dei corpi accudiva al tempo stesso con grande amore anche le anime.
Il beato Giuseppe Moscati nacque a Benevento il 25 luglio 1880 da nobile famiglia. Seguendo gli spostamenti del padre, di professione magistrato, visse per alcuni anni ad Ancona e poi, dal 1888, a Napoli.
Studiò presso il liceo "Vittorio Emanuele", successivamente, nel 1897, iniziava gli studi universitari presso la facoltà di medicina. Il 4 agosto 1903 conseguì la laurea con pieni voti e con diritto alla pubblicazione della tesi. Cominciò la carriera ospedaliera nell'Ospedale degli Incurabili a Napoli presentandosi, sin da allora modello integerrimo di medico cosciente del suo dovere professionale e della sua missione sublime accanto alla sofferenza umana. Si dedicò contemporaneamente all'insegnamento, divenendo assistente ordinario nell'istituto di Chimica Fisiologica nel 1908, conseguendo la libera docenza nel 1911.
Iniziò così un'intesa attività scientifica e cattedratica, con l'insegnamento di "Indagini di laboratorio applicati alla chimica" e di "Chimica applicata alla medicina". Vince il concorso di Primario negli Ospedali Riuniti di Napoli, mentre nel 1922 consegue una seconda libera docenza in Clinica Medica Generale. Durante tutti gli anni che vanno dal 1903 alla sua morte (1927), Giuseppe Moscati dedicò tutto se stesso alla ricerca scientifica con numerose relazioni a Congressi scientifici in Italia e all'estero, contemporaneamente si dedicava, con grande generosità e con nobile carità, al servizio ospedaliero nell'assistenza gratuita dei malati più bisognosi.
Uomo di fede e di preghiera, morì improvvisamente, lasciando grande rimpianto tra il popolo, il 12 aprile 1927.
La sua memoria liturgica si celebra nel giorno della morte.
Cosa dire di questo Beato? Crediamo sia importante ricordare che è un laico, una figura di cristiano impegnato, che come i Santi e i Beati nel 1975, esprime la radicalità di vita di fede, che è luogo della santificazione. Abbiamo detto un cristiano impegnato, uomo di fede, di scienza e di carità. Anche questa volta i due pilastri sono l'amore a Dio e l'amore al prossimo, che per il beato Moscati vuol dire ricerca del bene per l'uomo anche nella sua professionalità. Altro elemento che colpisce di questo "medico santo" è il fatto che è "quasi a noi contemporaneo", così infatti dirà Paolo VI nella sua omelia; ma ascoltiamola nei suoi tratti essenziali:
"Chi è colui, che viene proposto oggi all'imitazione e alla venerazione di tutti? È un Laico, che ha fatto della vita una missione percorsa con autenticità evangelica, spendendo stupendamente i talenti ricevuti da Dio. È un Medico, che ha fatto della professione una palestra di apostolato, una missione di carità, uno strumento di elevazione di se, e di conquista degli altri a Cristo salvatore. È un Professore d'Università, che ha lasciato tra i suoi alunni una scia di profonda ammirazione non solo per l'altissima dottrina, ma anche e specialmente per l'esempio di dirittura morale, di limpidezza interiore, di dedizione assoluta data dalla Cattedra! È un Scienziato d'alta scuola, noto per i suoi contributi scientifici di livello internazionale, per le pubblicazioni e i viaggi, per le diagnosi illuminante e sicure, per gli interventi arditi e precorritori! [...] La figura del Professor Moscati conferma che la vocazione alla santità è per tutti, anzi è possibile a tutti. [...] E la Chiesa non si stanca di ripetere questo invito nel corso dei secoli, e ancora l'ha ribadito fermamente a noi uomini del XX secolo".
Dopo aver ricordato l'insegnamento del Concilio (Lumen Gentium, 40), prosegue dicendo:
"E' questo il punto fermo, che certamente sarà da ricordare, a conclusione dell'Anno Santo - che è stato ed è tutto un solenne invito alla santità e alla riconciliazione con Dio e con i fratelli - e a coronamento dei vari Beati e Santi, i cui esempi ci hanno allietato, confusi, spronati, entusiasmati, nel conoscerli, nell'esaltarli, nel venerarli. La vita cristiana deve e può essere vissuta in santità!".
Anche noi, su queste parole del Santo Padre, concludiamo questo cammino sulle orme dei Beati e Santi elevati agli onori degli altari nell'Anno Santo 1975.

PUBBLICATO DAL NOSTRO PRESIDENTE GIOVANNI GRANATO
La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana,
riguarda tutti. È il custodire la gente, l’aver cura di tutti, di ogni persona, con amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. È l’aver cura l’uno dell’altro nella famiglia: i coniugi si custodiscono reciprocamente, poi come genitori si prendono cura dei figli, e col tempo anche i figli diventano custodi dei genitori. È il vivere con sincerità le amicizie, che sono un reciproco custodirsi nella confidenza, nel rispetto e nel bene. In fondo, tutto è affidato alla custodia dell’uomo, ed è una responsabilità che ci riguarda tutti. Siate custodi dei doni di Dio!

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
O Gesù Pontefice Eterno,

presente e operante nella SS.ma Eucaristia ascolta la preghiera che sulla Tua Parola noi Ti facciamo e manda santi operai nella Tua messe. Chiama molti giovani generosi al Sacerdozio e desta in loro un desderio ardevate di sanità e di apostolato.
Suscita intorno ad essi preghiere ed aiuti, perchè accolti nel Seminario, corrispondano alla divina chiamata e diventino Sacerdoti secondo il Tuo Cuore.
Per tutti i nostri Sacerdoti, uniti al Vescovo, rinnoviamo la Tua stessa preghiera:
“custodiscili dal maligno, consacrali nella verità, siano perfetti nelll'unità”.
Ti chiediamo inoltre, che nella Tua Chiesa siano numerose le anime docili al Tuo invito, ad una vita più perfetta, nella fedeltà ai consigli evangelici.
Che esse, nel silenzio contemplativo del chiostro o nella dedizione alle varie forme di apostolato attivo, diano agli uomini di oggi testimonianza dei valori eterni.
Fà che le famiglie cristiane comprendano quanto grande e bello sia il donare a Te i propri figli e concedi loro di vincere i contrastanti interessi ed affetti.
Che tutti i tuoi chiamati, per la mediazione della Regina degli Apostoli, siano colmi del Tuo Spirito e portino la tua salvezza ai popoli, ravvivando sulle soglie del terzo Millennio l'impegno apostolico della Tua Chiesa. Amen.

ATTO DI AFFIDAMENTO ALL' ARCANGELO S.MICHELE
Principe nobilissimo delle angeliche Gerarchie,
valoroso guerriero dell'Altissimo,
amatore zelante della gloria del Signore,
terrore degli angeli ribelli,
amore e delizia di tutti gli Angeli giusti,
Arcangelo San Michele,
desiderando io di essere nel numero dei tuoi devoti,
a te oggi mi offro e mi dono.
Pongo me stesso, il mio lavoro,
la mia famiglia, gli amici e quanto mi appartiene
sotto la tua vigile protezione.
E' piccola la mia offerta
essendo io un misero peccatore,
ma tu gradisci l'affetto del mio cuore.
Ricordati che se da quest'oggi
sono sotto il tuo patrocinio
tu devi assistermi in tutta la mia vita.
Procurami il perdono dei miei molti e gravi peccati,
la grazia di amare di cuore il mio Dio,
il mio caro salvatore Gesù,
la mia dolce Madre Maria,
e tutti gli uomini miei fratelli
amati dal Padre e redenti dal Figlio.
Impetrami quegli aiuti che sono necessari
per arrivare alla corona della gloria.
Difendimi sempre dai nemici dell'anima mia
specialmente nell'ultimo istante delle mia vita.
Vieni in quell'ora, o glorioso Arcangelo,
assistimi nella lotta e respingi lontano da me,
negli abissi d'inferno,
quell'angelo prevaricatore e superbo
che prostrasti nel combattimento in Cielo.
Presentami, allora, al trono di Dio
per cantare con te, Arcangelo San Michele, e con tutti gli Angeli
lode, onore e gloria
a Colui che regna nei secoli eterni. Amen
INVOCAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO
San Michele Arcangelo,
difendici nella lotta:
sii il nostro aiuto
contro la malvagità e le insidie del demonio.
Supplichevoli preghiamo
che Dio lo domini
e Tu Capo della Milizia Celeste,
con il potere che Ti viene da Dio,
incatena nell'inferno satana
e gli altri spiriti maligni
che si aggirano per il mondo
per perdere le anime.
Amen.
(Leone XIII)

Riflessione sulla nostra vita
La nostra vita, come quella di Nicodemo, è una continua conversione dal Dio in cui credo di credere al Dio che suo figlio è venuto ad annunciare.
L'idea di Dio e di noi stessi che abbiamo è disturbata dal nostro carattere, dalle nostre esperienze, dalle nostre miserie.
Quanto è liberante avvicinarsi al Dio di Gesù Cristo lasciando perdere le tante (troppe) rappresentazioni che ci facciamo di lui!

♥ OMAGGIO  A SANTA RITA ♥
Eccomi ai tuoi piedi, o gloriosissima taumaturga S. Rita, che dal Santuario di Cascia, dove si venera il tuo Corpo, spargi nel mondo le più insigni beneficenze; eccomi ad offrirti un omaggio quotidiano del mio cuore, riconoscente e devoto. Ti venero o Santa degli impossibili, salvami sempre dai mali irreparabili. Ti invoco, o figlia rassegnata del Crocifisso: tieni lungi da me e dai miei cari la disperazione, che è la morte della anima. Ti lodo, o modello della età giovanile: difendi la gioventù, dalle insidie della incredulità e della corruzione. Ti benedico, o pietosa soccorritrice di tutte le miserie: porgimi aiuto in ogni bisogno e sventura. Ti esalto, o Eroina di ogni virtù: ottienimi la grazia di imitarti nella mansuetudine, nella pazienza, e nella carità. Così piacerò sicuramente a Dio, onorerò te che niente altro desideri se non di vederlo benedetto da tutti. Ti amo, mia potentissima Patrona: nella tua intercessione ho riposto tutte le più belle speranze. Domanda a Gesù Crocifisso, ai cui piedi sei rappresentata in tutte le tue immagini in atto di ricevere una spina della sua corona dolorosa, domanda e ottienimi il perdono dei miei peccati.
Ti saluto o stella di Cascia, gemma della Umbria, gloria purissima della Italia, astro fulgido del Paradiso! Sii guida fedele a me e ai miei cari nelle tempeste della vita, conducimi al porto sospirato del cielo, affinchè possa amarti e benedirti, con te amare e benedire in eterno il misericordioso Signore. Amen. ♥

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
PREGHIERE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!

Preghiera a Maria

Maria, rendi il mio amore sorridente, perché sia ancor più ricco di amore! Fa in modo che il mio sorriso, possa esprimere la più pura bontà! Insegnami a dimenticare con un sorriso le mie preoccupazioni e le mie pene, per prestare attenzione soltanto alle gioie degli altri. Il mio volto sorridente renda i miei contatti col prossimo più cordiali e più caldi di fraternità. Conservami il sorriso nelle ore dolorose, perché anche in quei momenti io possa continuare a donarmi al prossimo. Aiutami a custodire in fondo al cuore quella gioia di amare che si manifesta attraverso il sorriso. Insegnami, Maria, a servire il Signore, con gioia, sorridendo, a qualunque costo.

Gesù a santa Faustina riguardo la confessione
Il Sacramento della Confessione

"Figlia mia, quando ti accosti alla santa Confessione, a questa sorgente della mia Misericordia, scendono sempre sulla tua anima il mio Sangue ed Acqua che uscirono dal mio Cuore e nobilitano la tua anima. Ogni volta che vai alla santa Confessione immergiti tutta nella mia Misericordia con grande fiducia, in modo che Io possa versare sulla tua anima l'abbondanza delle mie grazie. Quando vai alla Confessione, sappi che
Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi copro soltanto dietro al sacerdote, ma sono Io che opero nell'anima. Lì la miseria dell'anima si incontra col Dio della Misericordia. Dì alle anime che da questa sorgente della Misericordia possono attingere le grazie unicamente col recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la mia generosità non avrà limiti. I rivoli della mia grazia inondano le anime umili. I superbi sono sempre nell'indigenza e nella miseria, poiché la mia grazia si allontana da loro e va verso le anime umili" (Diario 1602).
"Dì alle anime dove debbono cercare le consolazioni, cioè nel tribunale della Misericordia.
Lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con fede ai piedi di un mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza. Anche se un'anima fosse come un cadavere in decomposizione ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di resurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest'anima in tutta la sua pienezza. Oh! Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi!" (Diario 1448).

POESIA MAI  PENSARE CON LA MENTE MA CON IL CUORE
Mai più con la mente

Ali immortali volano
nel oblio dell’essere
i tuoi pessimi ricordi
saranno spazzati via
lasciando spazio ai ricordi
della tua sublime infanzia.
Voli col cuore
non più con la mente
nel estasi guardi
comprendi
perdoni
ami.

RIFLESSIONE SULL' AMORE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA
Non ricorriamo a bombe e cannoni
per conquistare il mondo.
Ricorriamo all’amore e alla compassione.
La pace inizia con un sorriso.
Sorridete cinque volte al giorno a qualcuno cui in realtà
non avreste la minima intenzione di sorridere.
Fatelo per la pace.
Irradiamo la pace di Dio e accendiamo in tal modo la Sua luce
e spegniamo nel mondo e nei cuori di tutti gli uomini
tutto l’odio e l’amore del potere.
Sorridiamoci a vicenda.
Non è sempre facile.
A volte ho difficoltà a sorridere alla mia consorella, ma allora prego.
(Madre Teresa di Calcutta)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Fame di Dio

Il mondo intero ha fame di Dio.
Siete voi sacerdoti che dovete spegnere questa fame.
La potrete saziare con la tenerezza e l'amore di Cristo.
Date al mondo questo Gesù che infiamma i vostri cuori.
Per le strade di Calcutta abbiamo raccolto oltre quarantaseimila malati.
La metà di loro è tornata a Dio in maniera molto semplice, amati e assistiti dalle Sorelle.
Mi ricordo di un uomo che un giorno venne da noi.
Andò dritto verso il reparto delle donne senza nemmeno dirmi una parola.
Si fermò a fianco di una Sorella che si stava occupando di una donna malata, ricoperta di sporcizia e di parassiti.
Guardò le mani, il volto e gli occhi della Sorella e si rese conto che era l'amore di Dio che dava forza alla Sorella per compiere il suo lavoro.
Quindi venne verso di me e mi disse:
« Ero venuto pieno di odio, ma me ne vado con Dio presente nel più intimo del mio cuore.
Ho scoperto Dio nel volto di questa Sorella che si occupa di una povera malata come se si tratti dello stesso Cristo».
Questo è il vostro compito in quanto sacerdoti.
Che ogni essere umano sia Gesù per voi e che voi, a vostra volta, siate la sua presenza.
Siate santi e insegnate a tutti a esserlo.
Insegnateci la preghiera che purifica i nostri cuori e che ci aiuta a progredire nella fede.
Ricordateci l'importanza della meditazione, fonte di amore e di servizio.
Voi, che avete consacrato le vostre vite e i vostri cuori, dovete essere poveri, casti e santi per poter dire « questo è il mio corpo » nella consacrazione e per poter dare continuamente a noi questo pane di vita che ci sostenta e che ci invita a essere santi.

Preghiera di abbandono
del beato Charles de Foucauld (1858-1916)
Padre mio,

mi abbandono a Te, mi affido alle Tue mani, fa di me ciò che Tu vuoi. Qualunque cosa tu voglia fare di me, io ti ringrazio.
Grazie di tutto.
Sono pronto a tutto, accetto tutto, sono disposto a tutto.
Che la Tua volontà si compia in me, in tutte le Tue creature e in tutti i Tuoi figli che il Tuo cuore ama. Non desidero nient'altro, Dio mio.
Nelle Tue mani, Padre, affido la mia anima.
Te la dono con tutto l'amore del mio cuore, perchè Ti amo.
Ed è per me un bisogno d’amore il donarmi a Te, il rimettermi nelle Tue mani, senza limiti e senza misura.
Mi abbandono nelle tue mani con una fiducia infinita, perchè Tu sei mio Padre.

Preghiera A Gesù Amico nostro
Quando siamo stanchi
Gesù cammina dietro a noi per assicurarsi che non inciampiamo.
Quando siamo confusi
Gesù cammina davanti a noi per assicurarsi che non sbagliam strada.
Quando abbiamo paura
Gesù cammina al nostro fianco per assicursi che non ci fermiamo.
Sempre Gesù cammina in noi per assicurarsi che non ci perdiamo. Amen

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
IN PREGHIERA
CON IL BEATO DON GIACOMO ALBERIONE

A Maria Santissima Annunziata
Tutte le generazioni ti proclamino beata, o Maria. Tu hai creduto all’arcangelo Gabriele, e in te si sono compiute tutte le grandi cose che egli ti aveva annunciato. L’anima mia e tutto il mio essere ti lodano, o Maria. Hai prestato fede all’incarnazione del Figlio di Dio nel tuo seno verginale, e sei diventata la Madre di Dio. Spuntò allora il giorno più felice della storia umana. L’umanità ebbe il Maestro divino, il Sacerdote unico ed eterno, l’Ostia di riparazione, il Re universale. La fede è dono di Dio e radice di ogni bene. O Maria, ottieni anche a noi una fede viva, ferma, operosa: la fede che salva e produce i santi. Fede nella Chiesa, nel Vangelo, nella vita eterna. Che possiamo meditare le parole del tuo Figlio benedetto, come tu le conservavi in cuore e santamente le consideravi. Che il Vangelo sia predicato a tutti. Che venga accolto docilmente. Che tutti divengano in Gesù Cristo figli di Dio. Amen

RIFLESSIONE SULLA SANTA FESTA DELL'ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE. 8 Aprile.

Nel 2013 l'Annunciazione del Signore, anziché festeggiarla il 25 Marzo (quest'anno Lunedì Santo), si festeggia oggi 8 Aprile.
La Parola di Dio della Liturgia del giorno ha un significato teologico molto profondo.Il Vangelo di oggi bisognerebbe meditarlo con attenzione. La Parola di Dio parla della docilità e l'obbedienza della Beata Vergine Maria, tutta incentrata sulla purezza, sulla castità del corpo e purità di cuore.
Come Maria ha offerto il suo grembo verginale al Signore con docilità e purità di cuore e di corpo, così noi cristiani dovremmo imitarLa.
Se pensiamo che oggi i sensi vengono macchiati con estrema facilità, per gli spettacoli spesso immorali in televisione, al cinema, in internet, sulle riviste ecc...
Si è persa la coscienza del peccato, il peccato si insinua nel cuore dell'uomo con estrema facilità.
Più i sensi si macchiano con il peccato, più l'uomo e la donna diventa disobbediente al Signore, si diventa ribelli e poco docili alla Sua Volontà...
La stesso corpo e sangue di Cristo che riceviamo nell'Eucarestia (la Comunione) spesso viene vissuto con incoerenza...San Francesco d'Assisi nelle fonti francescane parla che il cristiano deve comunicarsi con estrema coerenza. Chi mangia il corpo di Cristo e beve il Suo sangue con incoerenza, mangia e beve la propria condanna...(San Francesco). Quante scelte sbagliate, compiamo quanto non viviamo la purità di cuore e di corpo. Il peccato fa perdere la sapienza e l'intelligenza dell'uomo e della donna, fa fare scelte sbagliate, non in sintonia con la volontà di Dio. Spesso nelle scelte sbagliate e con le sue conseguenze a volte devastanti diamo la colpa al Signore...Affidiamoci al Cuore Immacolato di Maria, chiediamogli di vivere la purità di cuore e del corpo con coerenza, in base agli stati di vita e alla propria vocazione...
PAX ET BONUM

Preghiera alla Santissima Trinità
Santissima Trinità, Misericordia infinita, io confido e spero in Te!
Santissima Trinità, Misericordia infinita,
nella Luce impenetrabile del Padre che ama e che crea;
Santissima Trinità, Misericordia infinita,
nel Volto del Figlio che è Parola che si dona;
Santissima Trinità, Misericordia infinita,
nel Fuoco bruciante dello Spirito che dà vita.
Santissima Trinità, Misericordia infinita, io confido e spero in Te!
Tu che ti sei donata tutta a me, fa'che io mi doni tutto a Te:
rendimi testimone del Tuo amore,
in Cristo mio Fratello, mio Redentore e mio Re.
Santissima Trinità, Misericordia infinita, io confido e spero in Te!

Riflessione  sull' Amore di Dio
Padre misericordioso, quando hai mandato fra noi tuo Figlio, nella pienezza dei tempi, per legarci a te con un amore eterno, tu hai guardato con amore particolare la Vergine di Nazaret. Tu l'hai fatta nascere e crescere perché fosse la tua figlia prediletta, la Madre di tuo Figlio e il Tempio del tuo Spirito Santo.
Maria ha scoperto la meraviglia del tuo essere comunione di Persone infinite, così come ha appreso la verità altrettanto meravigliosa per cui le tre Persone aprivano ora la loro unità per accogliere lei con il resto dell'umanità.
Padre amoroso, ispiraci anche solo una parte della fede di Maria.
Per mezzo dello Spirito Santo, apri i nostri cuori di nuovo a Gesù, tuo Figlio e nostro Salvatore, perché in essi possa nascere, crescere e raggiungere la piena maturità.

Pubblicata dalla nostra sorella Rossana Germoglio
♥ SANTA NOTTE ♥
Metti la tua mano sui miei occhi

O Vergine, si fa tardi, tutto si addormenta sulla terra; è l’ora del riposo: non abbandonarmi !
Metti la tua mano sui miei occhi come una buona madre. Chiudili dolcemente alle cose di quaggiù.
L’anima mia è stanca di affanni e di tristezze, la fatica che mi attende è qui a me vicina.
Metti la tua mano sulla mia fronte, arresta il mio pensiero. Dolce sarà il mio riposo, se benedetto da te.
Perché domani il tuo povero figlio sii desti più forte e riprenda allegramente Il peso del nuovo giorno.
Metti la tua mano sul mio cuore. Lui solo vegli sempre e ridica al suo Dio un amore eterno. Amen

LITURGIA DEI VESPRI  DELLA SOLENNITA' DELLA DIVINA MISERICORDIA A CURA DI COLORE AL MONDO E REDAZIONE COLORE AL MONDO, DEL GIORNO 7 APRILE 2013
Cari Amici e Amiche noi tutti di Colore Al Mondo abbiamo deciso che i Vespri o tutta la Liturgia delle ore  è a cura di  Colore  Al Mondo insieme a Redazione Colore Al Mondo. Questa sera  ci siamo uniti tutti insieme per Celebrare La Solennità della Divina Misericordia.  Buona e Santa Preghiera a tutti voi.
Con questo canto d' inizio Colore al mondo il nostro presidente inizia la preghiera Inno alla Divina Misericordia http://youtu.be/XwEcaV35Bac
Rit. Gesù, io credo in Te,
Gesù, io spero in Te,
Gesù, io amo Te,
Gesù, confido in Te.
1. Canterò la Tua Misericordia,
il più grande attributo di Dio;
in eterno, di fronte a tutto il popolo,
la Tua Misericordia canterò!
Rit. Gesù, io credo in Te,
Gesù, io spero in Te,
Gesù, io amo Te,
Gesù, confido in Te.
2. Due sorgenti sono scaturite
come raggi dal Cuor di Gesù,
non per gli Angeli né per gli Arcangeli,
ma per i peccatori le donò!
Rit. Gesù, io credo in Te,
Gesù, io spero in Te,
Gesù, io amo Te,
Gesù, confido in Te.
3. Peccatore, no, non dubitare,
ma confida e credi in Lui,
che il passato vissuto nel peccato,
in una vita santa cambierà.
Rit. Gesù, io credo in Te,
Gesù, io spero in Te,
Gesù, io amo Te,
Gesù, confido in Te.
4. O Maria, noi siamo tutti Tuoi
intercedi con Suor Faustina,
e le grazie della Misericordia,
il Tuo Figlio divino elargirà!
Rit. Gesù, io credo in Te,
Gesù, io spero in Te,
Gesù, io amo Te,
Gesù, confido in Te.
Gloria a Gesù in Maria! 
Gloria a Maria in Gesù! 
Gloria a Dio solo!
Il Vangelo di questa domenica detta “In Albis” (a conclusione dell’Ottava di Pasqua) ci porta alle scene successive alla risurrezione, agli incontri con i discepoli. E la nostra attenzione si focalizza su Tommaso, una figura ben presente nell’immaginario collettivo, può sembrare un po’ duro, testardo, oppure maldestro.
Eppure non dobbiamo cedere alla tentazione di fare classifiche. Non c’è da stabilire se Tommaso è meglio o peggio degli altri apostoli. Siamo invece chiamati a riconoscere qual è il passo che tutti i discepoli di Gesù hanno dovuto fare.
Pietro, Giovanni, e gli altri con loro, sono davvero quelli a cui “nessuno osava associarsi, ma il popolo li esaltava”? Così almeno dice il brano della prima lettura, tratto dagli Atti degli Apostoli.
Sono proprio gli stessi che invece quella sera avevano paura di aprire a chiunque avesse bussato alla porta di quella casa, luogo dove si è consumata quella intensissima e malinconica ultima cena?
Loro, che si sono visti infrangere le paure, la diffidenza (le donne, un passo avanti rispetto a loro, gliel’avevano detto: “l’abbiamo visto”) la delusione, davanti a quel “pace a voi” sono uguali a Tommaso. Come gli altri dieci, anche lui ha visto sgonfiarsi quel senso di “sana prudenza” (per evitare nuove delusioni?), a causa di quel sorriso luminosissimo: “pace a voi”!
Allora sta tutto lì: incontrare Cristo, cercarlo, riconoscerlo, lasciarsi invadere dalla sua pace.
…ma
…ma incontrare, riconoscere, vivere della sua pace… come e dove si impara?… un prontuario, un libretto delle istruzioni? no, non c’è… Ma possiamo chiedere a Lui come si fa… Lui è Buono, è Misericordia!
II DOMENICA DI PASQUA 
Divina Misericordia 
Domenica in Albis
Vespri
O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
In questo vespro mirabile
tornan gli antichi prodigi:
un braccio potente ci salva
dall'angelo distruttore.
Mite agnello immolato,
Cristo è la nostra Pasqua;
il suo corpo adorabile
è il vero pane azzimo.

Irradia sulla tua Chiesa
la gioia pasquale, o Signore;
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.
Sia lode e onore a Cristo,
vincitore della morte,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.   Cantico dell'Agnello - Marco Frisina  http://youtu.be/cdX5pzqZ9QM
Alla Cena dell'Agnello - M. Frisina http://www.youtube.com/watch?v=02pQ7nkMy6Q&feature=share&list=PLCE51D8E94B28CAC9
I Antifona
Maria Maddalena e l'altra Maria
vanno alla tomba,
per onorare il corpo sepolto,
ma non trovano il Signore, alleluia.
SALMO 109, 1-5. 7 Il Messia, re e sacerdote
Bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi (1 Cor 15, 25).
Oracolo del Signore al mio Signore: *
«Siedi alla mia destra, 
finché io ponga i tuoi nemici *
a sgabello dei tuoi piedi». 
Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *
«Domina in mezzo ai tuoi nemici. 
A te il principato nel giorno della tua potenza *
tra santi splendori; 
dal seno dell'aurora, *
come rugiada, io ti ho generato». 
Il Signore ha giurato e non si pente: *
«Tu sei sacerdote per sempre 
al modo di Melchisedek». 
Il Signore è alla tua destra, *
annienterà i re nel giorno della sua ira. 
Lungo il cammino si disseta al torrente *
e solleva alta la testa.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
I Antifona
Maria Maddalena e l'altra Maria
vanno alla tomba,
per onorare il corpo sepolto,
ma non trovano il Signore, alleluia.
Himno 56 Gloria sea al Padre  http://youtu.be/K3PC5hPU0L4
II Antifona
Venite, vedete
dove era deposto il Signore, alleluia.
SALMO 113 A Meraviglie dell'esodo dall'Egitto
Quanti avete rinunziato al mondo del male, avete compiuto anche voi il vostro esodo (cfr. sant'Agostino).
Quando Israele uscì dall'Egitto, *
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro, 
Giuda divenne il suo santuario, *
Israele il suo dominio. 
Il mare vide e si ritrasse, *
il Giordano si volse indietro, 
i monti saltellarono come arieti, *
le colline come agnelli di un gregge. 
Che hai tu, mare, per fuggire, *
e tu, Giordano, perché torni indietro? 
Perché voi monti saltellate come arieti *
e voi colline come agnelli di un gregge? 
Trema, o terra, davanti al Signore, *
davanti al Dio di Giacobbe, 
che muta la rupe in un lago, *
la roccia in sorgenti d'acqua.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
II Antifona
Venite, vedete
dove era deposto il Signore, alleluia.
Himno 56 Gloria sea al Padre  http://youtu.be/K3PC5hPU0L4
III Antifona
Dice il Signore: Non temete;
annunziate ai miei fratelli
di tornare in Galilea:
là mi vedranno, alleluia.
CANTICO Ap 19, 1-7 Le nozze dell'Agnello
Alleluia
Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *
veri e giusti sono i suoi giudizi.
Alleluia
Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *
voi che lo temete, piccoli e grandi.
Alleluia
Ha preso possesso del suo regno il Signore, *
il nostro Dio, l'Onnipotente.
Alleluia
Rallegriamoci ed esultiamo, *
rendiamo a lui gloria.
Alleluia
Sono giunte le nozze dell'Agnello; *
la sua sposa è pronta.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo. 
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
III Antifona
Dice il Signore: Non temete;
annunziate ai miei fratelli
di tornare in Galilea:
là mi vedranno, alleluia.
Himno 56 Gloria sea al Padre  http://youtu.be/K3PC5hPU0L4
Lettura Breve Rm 6, 5-7
Se siamo stati completamente uniti a Cristo con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione. Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui, perché fosse distrutto il corpo del peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è ormai libero dal peccato.
Responsorio Breve
Questo è il giorno, che ha fatto il Signore,
alleluia:
rallegriamoci ed esultiamo,
alleluia.
Antifona al Magnificat
Tu hai veduto, Tommaso, e hai creduto;
beato chi non vede, eppure crede, alleluia.
Cantico della Beata Vergine (Lc 1, 46-55)
Esultanza dell'anima nel Signore
L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona al Magnificat
Tu hai veduto, Tommaso, e hai creduto;
beato chi non vede, eppure crede, alleluia.
CANTO AL MAGNICAT:  Mina Magnificat  http://youtu.be/2JpERcEz178
SOTTO QUESTO POST DELLE INTERCESSIONI OGNUNO PUò COME COMMENTO AGGIUNGERE LE PROPRIE INTENZIONI DI PREGHIERA: 
Intercessioni
Cristo risorto siede alla destra del Padre. Nel suo nome innalziamo la nostra fiduciosa preghiera:
Per la gloria di Cristo salva il tuo popolo, Signore.
Padre santo, che hai glorificato il tuo Figlio morto sulla croce,
- orienta e riconduci a lui tutti gli uomini.
Manda il tuo Spirito sulla santa Chiesa,
- perché sia il sacramento dell'unità di tutto il genere umano.
Custodisci coloro che hai generato alla vita nuova mediante il battesimo,
- fa' che crescano nella fede e rendano testimonianza al tuo nome.
Per il tuo Figlio glorificato, solleva i poveri, guarisci gli infermi, libera i prigionieri,
- estendi a tutti gli uomini i benefici della redenzione.
Accogli nel cielo i nostri defunti che hanno comunicato al corpo e sangue del tuo Figlio,
- fa' che partecipino al banchetto della gioia eterna.
Cristina Gabrielli CRISTO GESU' NOSTRO SIGNORE PROTEGGI TUTTI I BAMBINI DEL MONDO E RIEMPILI DEL TUO AMORE Amen.
Colore Al Mondo No Profit Associazione Cattolica di Volontariato Sociale Maria Santissima ti prego aiutami a guarire dall'ansia e depressione proteggi la mia famiglia e i miei cari da ogni malattia grazie Maria.
Colore Al Mondo No Profit Associazione Cattolica di Volontariato Sociale Cari Gesù e Maria vi prego per la vista fisica e spirituale di Fabio,proteggetelo e benedite le mani di chi deve operarlo il 10 aprile.Grazie.
Colore Al Mondo No Profit Associazione Cattolica di Volontariato Sociale gesu' misericordioso io non ho perdonato chi mi ha fatto del male e forse non sono degna della tua misericordia perdonami , ma non mi lasciare in pena non me lo merito, esaudiscimi per quello che tu sai!
Nome: ci
Colore Al Mondo No Profit Associazione Cattolica di Volontariato Sociale Gesù ti prego per tutti ti prego per raffaele e me non ci separare più fa che raffaele si riavvicini a me con serenità ti prego.
Cristina Gabrielli Gesù ti prego per tutti quelli che soffrono nel corpo e nello spirito donagli la serenità nei lo cuori Amen.
Colore Al Mondo No Profit Associazione Cattolica di Volontariato Sociale Cari Gesù e Maria vi prego per la vista fisica e spirituale di Giacomo proteggetelo consolatelo e guaritelo! che ritorni il Giacomo Vostro!
Cristina Gabrielli Gesù ti prego per tutti i fratelli e sorelle che devono subire una operazione guida la mano dei medici che li opereranno Amen.
Colore Al Mondo No Profit Associazione Cattolica di Volontariato Sociale Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

O Dio, che tra i successori di Pietro hai scelto il tuo servo FRANCESCO come vicario di Cristo sulla terra e pastore di tutto il gregge, conservalo! Donagli lunga vita e salute, 
Rendilo felice sulla terra e preservaLo dagli Attacchi del maligno e dei suoi e Tuoi nemici ! fa' che egli confermi i Vescovi, e tutta la Chiesa sia in comunione con lui. nel vincolo dell'unità della verità e dell'amore e, perché tutti gli uomini ricevano da Te, pastore e vescovo delle anime, la verità,, la grazia e la vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.
PREGHIAMO CON TUTTO IL CUORE ANCHE PER IL NOSTRO AMATO PAPA EMERITO PAPA BENEDETTO XVI:O Gesù, Re e Signore della Chiesa Custodisci la sua vita, illumina la sua intelligenza, fortifica il suo spirito, difendilo dalle calunnie e dalla malvagità.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.  CANTO AL  PADRE NOSTRO:  Padre Nostro 119 http://youtu.be/yxVGD05wRKY
Orazione
Dio di eterna misericordia, che nella ricorrenza pasquale ravvivi la fede del tuo popolo, accresci in noi la grazia che ci hai dato, perché tutti comprendiamo l'inestimabile ricchezza del battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del sangue che ci ha redenti. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
Amen.
Gloria a Gesù in Maria! 
Gloria a Maria in Gesù! 
Gloria a Dio solo!
Resurrezione - Gen Rosso  http://youtu.be/eK8Z2VMTSp4

          

Pubblicata dalla nostra Consigliera Germana Brivio
Dai Discorsi di sant'Agostino.
Sermo Guelferbytanus,12,1-3. PLS 11,568-572.

La risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo è lo specifico della fede cristiana. Noi crediamo che egli è uomo, nato dall'uomo in un dato momento
e Dio, nato da Dio fin dall'eternità. Nascendo in una carne mortale simile a quella del peccato, egli conobbe l'infanzia e i suoi umili inizi, passò per la giovinezza e giunse alla morte. Questo itinerario umano condusse il Signore alla risurrezione, giacché per risorgere bisognava che morisse e come avrebbe potuto morire senza prima essere nato? Perciò nascita e morte erano ordinate alla sua risurrezione.
Che il Signore sia uomo nato dall'uomo, molti "lontani", anche malvagi, lo credettero, pur ignorando la sua nascita verginale. Amici e nemici credettero che era uomo, che fu crocifisso e morì; però soltanto i suoi amici seppero che risuscitò, perché Cristo volle nascere e morire per risorgere, far così della risurrezione l'oggetto della nostra fede.
Nella nostra condizione umana conoscevamo soltanto due poli: nascita e morte.Per insegnarci uno stato a noi ignoto, Cristo ha assunto quello che conoscevamo.
2
In realtà solo una parte dell'universo è soggetta alla legge della nascita e della morte: il mondo celeste l'ignora, perché là tutto è definitivo. Certamente, il principe degli angeli decadde dalla sua dignità e fu precipitato in terra con i suoi; però sono subentrati gli uomini e hanno preso in cielo il posto di quelli.
Il diavolo intuì che l'uomo sarebbe stato destinato al cielo, da cui lui era stato bandito. Lo vide e lo invidiò. Così fece cadere l'uomo, come lui stesso era caduto. Ma importa poco che il demonio sia precipitato nell'abisso e vi abbia precipitato pure l'uomo, perché colui che ha vinto la morte non è caduto dal cielo: ne è disceso e si è fatto uomo.
Questo mondo, ove regnano la nascita e la morte, è una terra di miseria. eppure proprio qui gli uomini sperano la felicità: cercano l'eternità nel paese della morte. Ce lo dice il Signore, ce lo insegna la Verità: la felicità che cercate, non sta qui, perché non è di qui. E' bello vivere, è bene bramare la vita terrena, ma quaggiù nasciamo per morire.
3
E' venuto il Signore nostro Gesù Cristo ed è come se ci avesse parlato così: Di che cosa avevate paura, o uomini? Vi ho creato, ma non vi ho abbandonato. La creazione è opera mia, la caduta viene da voi. Perché avevate paura di morire? Ecco, muoio io; ecco, patisco io; ecco, quel che temevate non temetelo più, perché io vi faccio vedere quello che dovete sperare.
Cristo infatti si è mostrato a noi, risuscitato per l'eternità. Gli evangelisti ce lo certificarono nei loro scritti, e gli apostoli lo proclamarono su tutta la terra. I santi martiri non paventarono la morte, forti della loro fede nella risurrezione di Cristo. Temevano soltanto di rinnegarlo, giacché rinnegare Cristo è rinnegare la vita e quale follia sarebbe rinnegare la vera vita per amore della vita terrena!
La risurrezione di Cristo è determinante per la nostra fede. Ecco perché, l'Antico e il Nuovo Testamento ci invitano a pentirci e ad accogliere il perdono per la fede in Cristo, perché Dio ha dato a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti. (At 17.31)
4
Poiché bisogna morire,e non ci è neppure concesso di vivere a lungo (c'è appena il tempo per passare dall'infanzia alla vecchiaia), non ci resta che rifugiarci presso colui che è morto per noi e risorgendo ci ha donato la speranza. Poiché la morte è il traguardo della nostra corsa, e non possiamo rendere eterna questa vita che tanto amiamo, rifugiamoci presso colui che ci ha promesso l'eternità.Ecco fratelli, quanto il Signore ci promette: la vita eterna e beata. La nostra è davvero miserabile: lo sappiamo e va riconosciuto. Quanto c'è da fare e da sopportare, nostro malgrado! Liti, discordie, prove, incomprensioni, al punto che ci capita senza volerlo di abbracciare un nemico e temere l'amico. Ora fame e povertà, ora freddo, ora caldo, e poi stanchezza, malattia, rivalità... E' proprio una vita grama la nostra! Eppure se potesse farsi eterna, chi non se ne compiacerebbe, esclamando:
“Mi accontento di questa esistenza, pur di non morire”? Se desideri restare in questa misera vita, chi ti potrà dare quella eterna e beata? Però, se vuoi raggiungere la vita eterna e beata, comportati bene in questa esistenza fugace. Se essa sarà buona nelle opere, riceverà la ricompensa beata.

RIFLESSIONE SU PERCHE' GESU' E' VENUTO
Gesù è venuto a condividere in tutto la nostra condizione umana, e ora in lui anche noi abbiamo la certezza che la morte non è l'ultima parola pronunciata sul nostro destino. Questa certezza cambia radicalmente l'orientamento del nostro cuore . In lui, vivo, anche noi viviamo un vita nuova. E importante allora che ogni nostro pensiero, ogni nostra azione, ogni nostro incontro siono permeati dalla gioia e dalla novità della vita risorta che Gesù è venuto a portaci. Noi però molto spesso siamo tardi e increduli e ci ritroviamo facilmente nella figura di Tommaso, l'apostolo che vuole toccare per credere. Spesso anche noi, come lui vogliamo perseguire certezze conformi alle nostre grette misure, anche noi increduli,bisognosi di toccare e di vedere per potere credere e saperci affidare . Fa' che, illuminate dal tuo Spirito, possiamo essere annoverati tra i beati che, pur non avendo visto hanno creduto.

Consacrazione del mondo alla Divina Misericordia
Dio, Padre Misericordioso, che hai rilevato il tuo amore nel tuo Figlio Gesù Cristo,e l'hai riversato su di noi nello Spirito Santo,consolatore,ti affidiamo oggi i destini del mondo e di ogni uomo.Chinati su di noi peccatori,risana la nostra debolezza,sconfiggi ogni male,fà che tutti gli abitanti della terra sperimentino la tua misericordia,affinchè in te ,Dio Uno e trino,trovino sempre la fonte della speranza.Eterno Padre per la dolorosa passione e la Risurrezione del tuo Figlio,abbi Misericordia di noi e del mondo intero.Amen

LA GIOVINEZZA
La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio.
Franz Kafka

IL VANGELO DEL GIORNO E MEDITAZIONE DEL VANGELO A CURA DELL' ASSOCIAZIONE COLORE AL MONDO E REDAZIONE  COLORE AL MONDO
Dal Vangelo secondo Marco

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
Parola del Signore
MEDITAZIONE DEL VANGELO DEL GIORNO
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Magdala, dalla quale aveva scacciato sette demoni.
Come vivere questa Parola?
Mattino di Pasqua, mattino soleggiato o comunque vivificato da un'aria primaverile. Intorno è silenzio e pace. E Gesù appare, prima che ad ogni altro, a Maria di Magdala. Per caratterizzarla e perché il lettore non tardi a capire di chi si tratta, l'evangelista dice che da lei erano usciti sette demoni. Se si tiene conto che in quella cultura ebraicoveterotestamentaria il numero sette simboleggiava pienezza, comprendiamo al volo che si tratta di una peccatrice incallita. Una di quelle in cui la femminilità nella sua pregnanza di gentilezza trasparenza bella e fine si era de tutto inquinata nel male. Proprio da lei erano usciti sette demoni al momento in cui Gesù l'aveva resa donna libera e davvero se stessa.
Ecco, anche qui Gesù privilegia chi si è lasciato riconciliare con Dio. Non chi si sente bravo giusto impeccabile, ma chi, consapevole d'aver molto peccato, ha lasciato che il perdono del Signore lo rinverginizzasse.
Sigore, grazie! In questa voglio anch'io percepire che la mia storia non è all'insegna dell'irreprensibilità ma di cadute da cui Tu e Tu solo mi hai rialzato. Nel Tuo mistero di risurrezione mi sei presente in cuore per dirmi che il Tuo amore è più grande del mio peccato. Tu, il Risorto mi dai la forza di risorgere con Te. Fammi nuovo in fiducia e capacità d'amare.
La voce di una santa
Ti ho trovato nella gioia, dove ti cerco e spesso ti trovo. Ma sempre ti trovo nella sofferenza. La sofferenza è come il rintocco della campana che chiama la sposa di Dio alla preghiera.
Madre Teresa di Calcutta

Preghiera pubblica dalla Consigliera Germana Brivio
Che oggi ci possa essere la pace dentro te.
Che tu possa credere nel tuo più alto potere:
che tu ora ti trovi esattamente nel posto
in cui il tuo destino voleva tu fossi.
Che tu possa sempre tenere a mente
le infinite possibilità che nascono dalla fede.
Che tu possa usare i doni che hai ricevuto,
e trasmettere l'amore che ti è stato dato...
Possa tu essere sempre contento
di sapere di essere figlio di Dio...
Lascia che questa presenza
si radichi nelle tue ossa,
e consenti alla tua anima
di cantare la libertà,
di danzare, di glorificare, e amare.
È là per ciascuno di voi!
( MADRE TERESA DI CALCUTTA )

A Gesù Misericordioso

"Ti benediciamo, Padre Santo:
nel tuo immenso amore verso il genere umano, hai mandato nel mondo come Salvatore il tuo Figlio, fatto uomo nel grembo della Vergine purissima. In Cristo, mite ed umile di cuore tu ci hai dato l'immagine della tua infinita Misericordia. Contemplando il suo volto scorgiamo la tua bontà, ricevendo dalla sua bocca le parole di vita, ci riempiamo della tua sapienza; scoprendo le insondabili profondità del suo cuore impariamo benignità e mansuetudine; esultando per la sua resurrezione, pregustiamo la gioia della Pasqua eterna. Concedi o Padre che i tuoi fedeli, onorando questa sacra effigie abbiano gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, e diventino operatori di concordia e di pace. Il Figlio tuo o Padre, sia per tutti noi la verità che ci illumina, la vita che ci nutre e ci rinnova, la luce che rischiara il cammino, la via che ci fa salire a te per cantare in eterno la tua Misericordia. Egli è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen." Giovanni Paolo II

PREGHIERA A GESU' CRISTO NOSTRO AMATO
Ti voglio ripetere, oggi, mio Signore, le stese parole che altri ti hanno già detto. Le parole di Maria di Magdala, la donna assetata di amore, non rassegnata alla morte. E ti chiese, mentre non riusciva a vederti, perchè gli occhi non possono vedere ciò che il cuore veramente ama, dove tu fossi. Dio si può amare, non si può vedere. E ti chiese, credendoti il giardiniere, dove eri stato messo.
A tutti i giardinieri della vita, che è sempre giardino di Dio, anch'io vorrei chiedere dove hanno messo l'Amato Dio, crocifisso per amore.
Vorrei anche ripeterti le parole della pastora bruna, quella del Cantico dei Cantici riscaldata o bruciata dal tuo amore, perchè il tuo amore riscalda e brucia e guarisce e trasforma, e lei ti disse, mentre non ti vedeva ma ti amava e ti sentiva accanto: "Dimmi dove conduci il tuo gregge a pascolare e dove tu riposi nel momento del grande caldo".
Io so dove tu conduci il tuo gregge.
Io so dove tu vai a riposarti nel momento del grande caldo.
Io so che tu mi hai chiamato, eletto, giustificato, gratificato.
Ma coltivo il desiderio sincero di venirti accanto calpestando le tue orme, amando il tuo silenzio, cercandoti quando è buoi o infuria la tempesta.
Non lasciarmi barcollare sulle onde del mare. Potrei affondare totalmente.
Vorrei gridare anch'io con Maria di Magdala:
"Cristo, mia speranza è risorto.
Ci precede nella Galilea delle genti"
E verrò da te, correndo, per vederti e dirti:
"Mio Signore, mio Dio".

La virtù del cammino di Salvo Siringo
Il cammino è un percorso di fede. E’ un atteggiamento di trasformazione, di cammino.
Non siamo perfetti, siamo in cammino.
Ogni giorno Cristo ci chiama alla vita, ci chiama a muoverci, ci chiama a camminare dietro di Lui.
Essere pellegrini. Dio con il cammino educa il popolo di Israele. La chiesa è un popolo in cammino verso il regno. Il cammino ti mette nella verità.
Maria dopo l’annuncio si mette in cammino, va da Elisabetta. Alla chiamata risponde con un cammino per servire.

La virtù del servizio
Il servizio come conseguenza di tutto il cammino fatto, con umiltà, con obbedienza, con ascolto e con silenzio.
Il servo è colui che si trova in precarietà e quindi serve come solidarietà. Il servizio che risplende è farsi povero, camminare insieme al fratello.
Il “servo sofferente” che si carica di tutto il nostro male per portarci la salvezza.
Maria, serva del Signore e degli uomini. Che si sente umile serva e serve gli umili, i poveri, Israele, i discepoli.
Gesù è venuto per servire, Lui capovolge le nostre misere categorie umane: “i capi delle nazioni dominano su di esse…ma tra voi non sia così”. Nella chiesa non sia così, tra di voi, non sia così.
Il Figlio dell’Uomo è venuto per servire e dare la sua vita in riscatto per molti.
Il servizio non è potere (comandare). Il servizio è condivisione con l’altro. Salvo Siringo 

PREGHIERA DI GESU' AMORE
TU ED IO...

Ti ho tradito e tu sei rimasto fedele
Ti ho offeso e tu mi hai onorato
Ti ho dimenticato e tu mi hai cercato
Ti ho mentito e tu mi hai detto il vero
Ti ho abbandonato e tu mi hai sostenuto
Ti ho accusato e tu mi hai difeso
Ti ho derubato e tu ti sei donato
Ti ho deriso e tu mi hai esaltato
Ti ho rinnegato e tu mi hai perdonato
Ti ho crocefisso e tu mi hai amato
Ti ho ucciso e tu... Tu mi hai donato la Vita
Tu Mio Signore e Mio Dio

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiere a Gesù
Gesù Risorto
Io sono il Cristo,
io sono colui che ha annientato la morte
ed ha trionfato del nemico
ed ha calpestato l'Inferno sotto i piedi.

Io - dice - sono il Cristo,
io sono la vostra riconciliazione,
io la Pasqua della salvezza,
io l'Agnello immolato per voi,
io il vostro Riscatto,
io la vostra Vita,
io la vostra Risurrezione,
io la vostra Luce,
io la vostra Salvezza, io il vostro Re.
Sono io che vi conduco nell'alto dei cieli
e là vi risusciterò.
Io vi mostrerò il Padre che è dai secoli,
io vi risusciterò con la mia destra».
(Melitone di Sardi, Omelia sulla Pasqua (II sec.)

RIFLESSIONE SULL' AMORE HA IL PROFUMO DI NARDO NON HA PREZZO E SI REALIZZA DIFFONDENDOSI
Amore... Amore... energia divina che ci irradia il cuore. Energia che attingi dalla Parola di Dio, dall'Eucarestia, Si, perché il vero Amore lo trovi solo in Dio. Esso è un amore puro, sincero che non mente, amore unico e irripetibile.
Perché tu l'hai posto al centro della tua vita. Lui Eterno ed Unico Amore.
Immaginate il Maestro mentre parla a Simon Pietro di gettare le reti per la pesca...e immaginate Pietro che obbedisce perchè è attratto da una forte energia che sprigiona Gesù dalle Sue parole... immaginate il miracolo della pesca che diventa occasione per chiamare i discepoli ad essere pescatori di uomini.
Immaginate i discepoli che lasciano tutto per seguirlo... Che energia c'è nella voce di Gesù... Dio è un contenitore di energia che ti attira e non ti lascia più... è un' energia sublime che dona una pace al cuore a tutto il tuo essere, ti fa sentire sospesa tra cielo e terra. Ecco perché i Santi si offrono totalmente a Dio perché la sofferenza che si ha su questa terra è niente in confronto alla felicità eterna che si attinge da qull'Amore immenso che sgorga come fiume in piena e ti rapisce. Si, lasciamoci illuminare
dallo Spirito Santo e condurre per mano dai nostri sacerdoti. Chissà forse un giorno anche noi potremo sentire il delicato profumo di nardo che non ha prezzo e si espande perché fuoriesce dalla voce del Maestro che ci dice: "Non temere, d'ora in poi sarai anche tu pescatore di uomini".
Che Dio possa entrare nei cuori di tutti.

Preghiera al Cuore di Maria Santissima
"Maria, madre di Gesù;
dammi il tuo cuore, così bello, così puro, così immacolato,
così pieno d'Amore e d'umiltà:
rendimi capace di ricevere Gesù nel Pane della Vita,
amarLo, come tu lo amasti, e servirLo
sotto le povere spoglie del più povero tra i poveri."
Madre Teresa di Calcutta

LA MEDITAZIONE DELLA MORTE - Ben presto la morte sarà qui, presso di te. Considera, del resto, la tua condizione: l'uomo oggi c'è e domani è scomparso; e quando è sottratto alla vista, rapidamente esce anche dalla memoria. Quanto grandi sono la stoltezza e la durezza di cuore dell'uomo: egli pensa soltanto alle cose di oggi e non piuttosto alle cose future. In ogni azione, in ogni pensiero, dovresti comportarti come se tu dovessi morire oggi stesso; ché, se avrai retta la coscienza, non avrai molta paura di morire. Sarebbe meglio star lontano dal peccato che sfuggire alla morte. Se oggi non sei preparato a morire, come lo sarai domani? Il domani è una cosa non sicura: che ne sai tu se avrai un domani? A che giova vivere a lungo, se correggiamo così poco noi stessi? Purtroppo, non sempre una vita lunga corregge i difetti; anzi spesso accresce maggiormente le colpe. Magari potessimo passare santamente anche una sola giornata in questo mondo. Molti fanno il conto degli anni trascorsi dalla loro conversione a Dio; ma scarso è sovente il frutto della loro emendazione. Certamente morire è cosa che mette paura; ma forse è più pericoloso vivere a lungo. Beato colui che ha sempre dinanzi agli occhi l'ora della sua morte ed è pronto ogni giorno a morire. Se qualche volta hai visto uno morire, pensa che anche tu dovrai passare per la stessa strada. La mattina, fa conto di non arrivare alla sera; e quando poi si farà sera non osare sperare nel domani. Sii dunque sempre pronto; e vivi in tal modo che, in qualunque momento, la morte non ti trovi impreparato. Sono molti coloro che muoiono in un istante, all'improvviso; giacché "il Figlio dell'uomo verrà nell'ora in cui non si pensa che possa venire" (Mt 24,44; Lc 12,40). Quando sarà giunto quel momento estremo, comincerai a giudicare ben diversamente tutta la tua vita passata, e molto ti dorrai di esser stato tanto negligente e tanto fiacco. Quanto é saggio e prudente l'uomo che, durante la vita, si sforza di essere quale desidera esser trovato al momento della morte! Ora, una piena fiducia di morire santamente la daranno il completo disprezzo del mondo, l'ardente desiderio di progredire nelle virtù, l'amore del sacrificio, il fervore nella penitenza, la rinuncia a se stesso e il saper sopportare ogni avversità per amore di Cristo. Mentre sei in buona salute, molto puoi lavorare nel bene; non so, invece, che cosa potrai fare quando sarai ammalato. Giacché sono pochi quelli che, per il fatto di essere malati, diventano più buoni; così come sono pochi quelli che, per il fatto di andare frequentemente in pellegrinaggio, diventano più santi. Non credere di poter rimandare a un tempo futuro la tua salvezza, facendo affidamento sui suffragi degli amici e dei parenti; tutti costoro ti dimenticheranno più presto di quanto tu non creda. Perciò, più che sperare nell'aiuto di altri, è bene provvedere ora, fin che si è in tempo, mettendo avanti un po' di bene. Ché, se non ti prendi cura di te stesso ora, chi poi si prenderà cura di te? Questo è il tempo veramente prezioso; sono questi i giorni della salvezza; è questo il tempo che il Signore gradisce (2Cor 6,2). Purtroppo, invece, questo tempo tu non lo spendi utilmente in cose meritorie per la vita eterna. Verrà il momento nel quale chiederai almeno un giorno o un'ora per emendarti; e non so se l'otterrai. Ecco, dunque, mio caro, di quale pericolo ti potrai liberare, a quale pericolo ti potrai sottrarre, se sarai stato sempre nel timore di Dio, in vista della morte. Procura di vivere ora in modo tale che, nell'ora della morte, tu possa avere letizia, anziché paura; impara a morire al mondo, affinché tu cominci allora a vivere con Cristo; impara ora a disprezzare ogni cosa, affinché tu possa allora andare liberamente a Cristo; mortifica ora il tuo corpo con la penitenza, affinché tu passa allora essere pieno di fiducia. Stolto, perché vai pensando di vivere a lungo, mentre non sei sicuro di avere neppure una giornata? Quante persone sono state ingannate, inaspettatamente tolte a questa vita! Quante volte hai sentito dire che uno è morto di ferite e un altro è annegato; che uno, cadendo dall'alto, si è rotto la testa; che uno si è soffocato mentre mangiava e un altro è morto mentre stava giocando? Chi muore per fuoco, chi per spada; chi per una pestilenza, chi per un assalto dei predoni. Insomma, comunque destino è la morte; e passa rapidamente come un'ombra la vita umana. Chi si ricorderà di te, dopo che sarai scomparso, e chi pregherà per te? Fai, o mio caro, fai ora tutto quello che sei in grado di fare, perché non conosci il giorno della tua morte; né sai che cosa sarà di te dopo. Accumula, ora, ricchezze eterne, mentre sei in tempo. Non pensare a nient'altro che alla tua salvezza; preoccupati soltanto delle cose di Dio. Fatti ora degli amici, venerando i santi di Dio e imitando le loro azioni, "affinché ti ricevano nei luoghi eterni, quando avrai lasciato questa vita" (Lc 16,9). Mantienti, su questa terra, come uno che è di passaggio; come un ospite, che non ha a che fare con le faccende di questo mondo. Mantieni libero il tuo cuore, e rivolto al cielo, perché non hai stabile dimora quaggiù (Eb 13,14). Al cielo rivolgi continue preghiere e sospiri e lacrime, affinché, dopo la morte, la tua anima sia degna di passare felicemente al Signore. Amen

Riflessione sul sorriso del tuo cuore
Potrà piovere lì fuori, sulla terra, sulla strada, sulle cose… non temere la pioggia che bagna, ma quella che porta la tristezza nel tuo cuore. Se piove, indossa il migliore impermeabile, il tuo SORRISO. Una cosa è certa, la pioggia passerà, ed il sole, lui è sempre presente dietro le nuvole. Sempre.
Stephen Littleword

Poesia sull' Amore Eterno
Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo.
Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell'amore. Mostrerei agli uomini quanto sbagliano quando pensano di smettere di innamorarsi man mano che invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!
Di Gabriel Garcia Marquez

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio 
O Signore risorto,
donaci di fare l’esperienza delle donne il mattino di Pasqua.
Esse hanno visto il trionfo del vincitore,
ma non hanno sperimentato la sconfitta
dell’avversario.
Solo tu puoi assicurare
che la morte è stata vinta davvero.
Donaci la certezza
che la morte non avrà più presa su di noi.
Che le ingiustizie dei popoli
hanno i giorni contati.
Che le lacrime di tutte le vittime della violenza
e del dolore saranno prosciugate
come la brina dal sole della primavera.
Strappaci dal volto,
ti preghiamo, o dolce Risorto,
il sudario della disperazione
e arrotola per sempre,
in un angolo, le bende del nostro peccato.
Donaci un po’ di pace.
Preservaci dall’egoismo.
Accresci le nostre riserve di coraggio.
Raddoppia le nostre provviste di amore.
Spogliaci, Signore,
da ogni ombra di arroganza.
Rivestici dei panni della misericordia,
e della dolcezza.
Donaci un futuro
pieno di grazia e di luce
e di incontenibile amore per la vita.
Aiutaci a spendere per te
tutto quello che abbiamo e che siamo
per stabilire sulla terra
la civiltà della verità e dell’amore
secondo il desiderio di Dio. Amen.
Tonino Bello

PREGHIERA A GESU' CRISTO
Rimani con noi, Signore,
perché è già buio nella nostra vita di coppia.
Solo tu, puoi darci il coraggio d’andare avanti,
e farci riscoprire la forza dell’amore reciproco.
Ritorneremo, così, alla piena condivisione di tutto:
beni e gioie, dolori e preoccupazioni,
come nostro “spezzare il pane” quotidiano.
Imitando umilmente il tuo gesto,
riconosceremo la tua presenza nascosta.
Il nostro cuore riprenderà ad ardere
e torneremo alla Chiesa per testimoniare,
in modo credibile, d’averti incontrato,
veramente Risorto. Amen

Poesia su Gesù Cristo
Gesù è amore
mio Padre
i loro figli
mostra il posto
dove il sole
l´amore
brilla più forte
apre la strada
e che passa la strada
vai all´incontro
Del´Amore perché Gesù è amore
La sua mano ci dà la forza di continuare per sempre, “ad infinitum”, FOREVER!.

RIFLESSIONE SU GIOVEDI' SANTO LA LAVANDA DEI PIEDI
Nel corso della celebrazione eucaristica del Giovedì Santo, la liturgia prevede il rito della lavanda dei piedi in memoria del gesto compiuto da Gesù durante l'Ultima Cena (Gv 13, 4-5). In genere il gesto del lavare i piedi era riservato ai servi o agli schiavi, ed è dunque un gesto di estrema umiltà ed umiliazione che riassume tutta la vita di Gesù, il quale "non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti" (Mc 10,45). Il gesto compiuto da Gesù non è da intendersi come un semplice rituale di purificazione, bensì come il simbolo della purificazione che attuerà per tutti gli uomini con la sua passione, morte e risurrezione. La lavanda dei piedi era nelle intenzioni di Gesù sia un atto simbolico, in quanto, inginocchiandosi davanti a ciascuno dei discepoli per lavarne i piedi, indicava come si sarebbe abbassato per la loro salvezza, sia un insegnamento, in quanto, invitando i discepoli a lavarsi i piedi gli uni gli altri, richiedeva loro uguale disposizione in favore dei fratelli, imitando l’esempio del loro Maestro e Signore (Gv 13, 14-15).
Giovedì Santo: la lavanda dei piedi
Nella messa in cena Domini troviamo il gesto commovente e fortissimo di Gesù che si mette a compiere il lavoro dello schiavo: “si alzò da tavola, depose le vesti, e preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto” (Gv 13,5). La scelta di Gesù coglie tutti impreparati, nonostante siano con lui da più di due anni ancora non lo conoscono. È un gesto di grande intimità come potrebbe fare una madre per i suoi bambini, o quando si accudisce un ammalato in ospedale o la moglie per il marito. Si tratta di toccare una parte fondamentale e delicata del nostro corpo, perché è con i piedi che si cammina che ci si sposta e inevitabilmente ci si sporca. La reazione di Pietro è emblematica: “Non mi laverai mai i piedi!”. È la paura dell’intimità che si fa gesto, la paura dell’entrare a contatto profondo con Gesù. Pietro l’aveva già sperimentata nel suo primo incontro con il maestro sul lago, quando questi gli aveva chiesto in prestito la barca per parlare meglio alle folle e in seguito gli aveva proposto di prendere nuovamente il largo. Avendolo fatto presero una grande quantità di pesci e anche qui davanti al gesto gratuito e inaspettato Pietro dice a Gesù “allontanati da me”.
Siamo così poco abituati a sperimentare dei gesti gratuiti che quando abbiamo la fortuna di incontrarli subito sospettiamo che ci sia sotto qualcosa e, pur di non rischiare, preferiamo declinare… “non posso accettare”.

Cosa temi di trovare Pietro a lasciarti amare in questo modo?

Forse la morte dell’orgoglio che si scopre, per l’ennesima volta, ferito dal modo di fare di Gesù, inimmaginabile per ciascuno di noi? O forse la paura di scoprirsi amati per quello che si è, così come si è, senza aver nulla da offrire in cambio?
Eppure è questa l’unica via per entrare nella salvezza : “se non ti laverò non avrai parte con me” (Gv 13,8). E Pietro finalmente cede, ripagando la ritrosia iniziale con una disponibilità altrettanto smodata: “Signore non solo i piedi ma anche le mani e il capo!” (Gv 13,9).

 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Oggi Ti ho incontrato, ma ho cambiato strada,
perché avevo fretta.
Ho sentito che avevi bisogno, ma mi sono voltato dall’altra parte,
per paura.
Ho visto i Tuoi occhi tristi, ma ho deviato lo sguardo,
per pigrizia.
Ogni giorno Ti tradiamo, Signore.
E Tu soffri per noi.
Ti preghiamo: perdonaci, e rendi i nostri cuori
capaci di sfruttare le infinite “seconde possibilità”
che ci offri nel tuo immenso Amore.
Affinché sappiamo amarTi ed esserTi amici
cominciando ad amare il fratello accanto a noi. 
 

SPLENDIDA TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA CON SUO FIGLIO
Una mamma e un bambino stanno camminando sulla spiaggia. Ad un certo punto il bambino dice: “Come si fa a mantenere un amore?” La mamma guarda il figlio e poi gli risponde: “Raccogli un po’ di sabbia e stringi il pugno…”. Il bambino stringe la mano attorno alla sabbia e vede che più stringe più la sabbia gli esce dalla mano. “Mamma, ma la sabbia scappa!” “Lo so, ora tieni la mano completamente aperta…” Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente. “Anche così non riesco a tenerla!” La mamma, sempre sorridendo: “Adesso raccogline un altro pò e tienila nella mano aperta come se fosse un cucchiaio… abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per lasciarla libera.”Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano ed è protetta dal vento.
“Ecco come far durare un amore…”!

┼┼ ♥ ♥
┼┼ ♥ ♥
┼┼ ♥ ♥ ..(Y)………(Y)
┼┼┏┓.(^.^)….(^.^) ¸.•*¨✿
┼┼┃┃.((‘)(‘) ♥ (‘)(‘)) ♥ ♥ ♥ ♥ ♥
┼┼┃┃┏━━┳┓┏┳━━┓
┼┼┃┃┃┏┓┃┗┛┃┃━┫
┼┼┃┗┫┗┛┣┓┏┫┃━┫ ¸.•*¨✿
┼┼┗━┻━━┛┗┛┗━━┛ ¸.•*¨✿ ¸.•*¨✿

A TE FONTE DELLA VITA
A te, Maria, fonte della vita,
si accosta la mia anima assetata.
A te, tesoro di misericordia,
ricorre con fiducia la mia miseria.
Come sei vicina, anzi intima al Signore!
Egli abita in te e tu in lui.
Nella tua luce, posso contemplare la luce di Gesù,
sole di giustizia.
Santa Madre di Dio, io confido
nel tuo tenerissimo e purissimo affetto.
Sii per me mediatrice di grazia presso Gesù,
nostro salvatore.
Egli ti ha amata sopra tutte le creature,
e ti ha rivestito di gloria e di bellezza.
Vieni in aiuto a me che sono povero
e fammi attingere alla tua anfora traboccante di grazia.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
PREGHIERA PER IL MARTEDI' SANTO

Signore Gesù,
grazie dei Tuoi doni e del Tuo esempio.
Fa’ che non dimentichiamo mai
che Tu ci ami per davvero.
Fa’ che le persone che incontriamo
possano vedere in noi il Tuo amore grande
Aumenta la nostra fede,
affinché il nostro amore per Te
sia proclamato dalle nostre opere,
oltre che dalla nostra bocca.

QUESTE PAROLE LE DEDICO AL SANTO PAPA FRANCESCO   PUBBLICATO DAL NOSTRO PRESIDENTE GIOVANNI GRANATO
Chi cerca Gesù, di certo lo troverà. Chi trova Gesù è obbligato a darlo ai suoi fratelli. Se non lo dona, è segno che quello che ha trovato non è il vero Cristo, perché l'essenza di Gesù è quella di essere dono di Dio e dono dell'uomo ad ogni altro uomo. Dio ci dona il suo Figlio Unigenito perché noi lo doniamo. Cristo Gesù si dona per essere donato. Questa è la natura, l'essenza, la sostanza di Gesù Signore.
Chiunque può arrendersi, è la cosa più semplice del mondo. Ma resistere quando tutti gli altri si aspettano di vederti cadere a pezzi, questa è la vera forza.

Pensiero di una mamma scritto per suo figlio
Ieri ero una ragazza,
oggi sono una mamma...
Ieri ero felice di aver trovato il vestito giusto per me ,
lo smalto che cercavo per me ,
l'ombretto che metteva in evidenza i miei occhi ,
le scarpe perfette per me e il ragazzo che mi piaceva e che forse mi regalava tutte queste cose ...
Oggi sono felice di aver trovato il passeggino giusto per te , la crema protettiva per la tua pelle , il cappello che ti protegge dal sole , le scarpette che ti aiutano a camminare , l'uomo che mi ama e che mi ha regalato te ...
Ieri vivevo per me ed ero solo una ragazza come tutte le altre ... OGGI VIVO PER TE E SONO LA TUA MAMMA ...
E' QUESTA LA VERA FELICITA' ... ♥

 LA  LEGGENDA   Il piccolo Fiore  
C’erano una volta due principesse, che vivevano in paesi lontani.
Una di loro si chiamava Caterina ed aveva un fiore che stava nascendo nel suo grembo, ma era infelice. Era disperata perché non aveva chiesto al fiore di nascere: sapeva di essere in grado di farlo germogliare, ma sapeva anche, che dentro di sé non aveva un giardino per farlo diventare bello: ricco di colore e di profumo.
Era triste, voleva farlo vivere e permettergli di diventare un giorno il migliore di tutti i fiori … ma piangeva, perché sapeva di non essere in grado di farlo.
Dall’altra parte della terra c’erano invece una principessa ed un principino sofferenti perché volevano il fiore ma, pur avendo un bel giardino, non avevano i semi per farlo nascere.
Piangevano molto e parlavano a tutti del loro dolore finché un girono la loro voce arrivò ad un gruppo di persone che promise di aiutarli.
Queste persone, conoscevano il dramma della principessa Caterina e sapevano che il fiore, una volta nato avrebbe potuto crescere nel giardino dei due principi.
Parlarono quindi con la principessa Caterina, rasserenandola: il fiore avrebbe trovato una terra dove poter essere trapiantato e ricevere tutte le cure e le attenzioni di cui aveva bisogno.
E così fu!
Il principino e la principessa fecero un lungo viaggio per andare a prendere il loro bocciolo.
All’inizio fu difficile per tutti perché il fiore faticava ad abituarsi al nuovo terreno. Sembrava tutto così strano … ma ogni giorno che passava, grazie alla robustezza ed alla vitalità del fiore e all’amore dei due principi, tutto si semplificò:
Non diventò il più bello di tutti i fiori ma si fece così Grande da reggersi da solo sulle sue forze, imparò a distribuire a tutti il suo gradevole profumo ed a trasmettere al mondo la dolcezza dei suoi delicati colori.
E così si conclude la nostra storia…
… con la principessa Caterina tranquilla perché il bocciolo nato spontaneamente dal suo grembo non appassì, il principino e la principessa felici perché il loro fiore gli aveva ridato la gioia di vivere ed il fiore che fu così forte da sopportare il trapianto e così buono da accettare l’amore di due persone che non l’avevano concepito.

Riflessione sulla Settimana Santa
durante la quale siamo chiamati a ripercorrere con Cristo, giorno per giorno, i momenti culminanti della Sua passione e morte, per giungere con cuore rinnovato al mattino di Pasqua. Non è semplicemente un momento importante dell'anno liturgico, è piuttosto la sorgente di tutte le altre celebrazioni dell'anno. Tutte, infatti, si riferiscono al mistero della Pasqua da cui scaturisce la salvezza nostra e del mondo. È la Settimana che racconta la totalità e la fedeltà dell'Amore del Padre che ci dona il Figlio. Gesù, vivendo la Sua passione, non resta inerme dinnanzi alla nostra povertà di uomini allo sbando allontanatisi dall'amore del Padre, ma se ne fa carico per riportarci alla pienezza della vita, attraverso la Sua morte in croce, unica via la Risurrezione.
Le celebrazioni più importanti della Settimana Santa sono: la Domenica delle Palme, memoria dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme; la Messa crismale, celebrata il Giovedì Santo mattina in Cattedrale, durante la quale il Vescovo, alla presenza di tutti i sacerdoti della Diocesi, benedice gli oli santi che saranno utilizzati nel corso dell'anno per le celebrazioni dei Sacramenti ( l'olio dei catecumeni per il Battesimo; l'olio degli infermi per l'Unzione degli infermi; il Crisma per il Battesimo, la Confermazione e il Sacramento dell'Ordine). Con la Messa in coena Domini ha poi inizio il Triduo Sacro.
I colori liturgici di questo tempo sono: il rosso nella Domenica delle Palme; il viola nel lunedì, martedì, mercoledì; il bianco nella Messa Crismale del Giovedì Santo.
Dal mercoledì delle Ceneri, la Parola del Signore, come in un pellegrinaggio spirituale, ci ha preso per mano e ci ha accompagnati perché fossimo pronti ad accogliere la Settimana Santa. Nei giorni prossimi, la Parola di Dio ci introdurrà con intensità sempre maggiore in questo mistero, affinché i nostri occhi non si stacchino da Gesù, ma lo seguano, passo dopo passo, per apprendere dai Suoi gesti il Suo Amore per tutti. Sì, dobbiamo tener fissi i nostri occhi sul volto di Gesù, che accetta anche la morte pur di salvarci. Solo così potremo incontrare i Suoi occhi affranti dal dolore, ma sempre pieni di Misericordia e di affetto, che ci scruteranno come guardarono Pietro che pure Lo aveva rinnegato per ben tre volte, e sentiremo, nel profondo del nostro intimo, un nodo di dolore e insieme di tenerezza e inizieremo a seguirLo con un cuore rinnovato.
Guardiamo al crocifisso e meditiamo la passione di Gesù: quale risposta di amore posso dare a tanto Amore per me?

La Croce
Ti guardo:
stagliata dinanzi ai miei occhi
come un richiamo.
Due rettangoli d’amore,
dove il vero Amore ha spezzato
se stesso come Pane.
Tu sei per me una mensa
alla quale mi cibo
nelle asprezze del quotidiano cammino.
Sei una fonte alla quale mi disseto
quando la sete d’amore mi distrugge.
Il tuo braccio verticale mi conduce a Dio
nel quale faccio provvista d’amore,
per ridiscendere ed incontrare – oh, quale gioia! -
il tuo senso orizzontale,
che mi spinge tra i fratelli
dove la mia carità si consuma
e la mia sete di servizio si spegne.
E tu sei ancòra una luce che brilla
nel cuore della notte
per rischiarare il cammino degli uomini,
stanchi viandanti del mondo.
In te la vita ha un senso,
il dolore si comprende,
l’amore si manifesta e le gioie si gustano.
E nella tempesta minacciosa,
tra le reti cadute, la tua voce si alza
come una sfida:
Prendi la tua croce e seguimi ogni giorno…
E la paura si colora di speranza
nella meravigliosa pace che fa ritorno.

Pubblicata dalla sorella Michelina Carmela Di Taranto
BELLISSIMO METODO DI PREGHIERA DI PAPA FRANCESCO
MOLTO SEMPLICE MA COMPLETO

UNA PREGHIERA PER OGNI DITO DELLA MANO
1. Il pollice è il dito più vicino a te.
Inizia, così, a pregare per coloro che ti sono più vicini.
Sono le persone di cui ci ricordiamo più facilmente.
Prega per coloro che ami è "un dolce dovere".
2. Il prossimo dito è l´indice.
Prega per coloro che insegnano, istruiscono e curano.
Ciò include i maestri, i professori, i medici e i sacerdoti.
Costoro necessitano sostegno e sapienza per indicare la strada giusta agli altri.
Tienili sempre presente nelle tue preghiere.
3. Il prossimo dito è il più alto.
Ci ricorda i nostri leader. Pregare per il presidente, i deputati, gli impresari e i dirigenti.
Queste persone dirigono il destino del nostro Paese e determinano l´opinione pubblica.
Hanno bisogno di essere guidati da Dio.
4. Il quarto dito è l´anulare.
Anche se molti si sorprendono, è il nostro dito più debole,
te lo può confermare qualsiasi insegnante di pianoforte.
Questo dito deve ricordarci di pregare per i più deboli, che hanno tanti
problemi o sono prostrati a causa di malattia.
Essi hanno bisogno delle tue preghiere di giorno e di notte.
Non saranno mai troppe le preghiere che farai per loro.
Questo dito deve anche ricordarci di pregare per i matrimoni.
5. L´ultimo dito è il mignolo, il più piccolo delle dita.
E´ così che dobbiamo vederci di fronte a Dio e di fronte agli altri.
Come dice la Bibbia "Gli ultimi saranno i primi".
Il mignolo deve ricordarti di pregare per te.
Quando avrai pregato per gli altri quattro gruppi vedrai le tue necessità nella
giusta prospettiva e potrai pregare meglio per ciò di cui hai bisogno.

GESU' VOGLIAMO GRIDARLO ANCHE NOI OSANNA AL FIGLIO DI DAVID OSANNA AL REDENTOR Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
PREGHIERA A GESU' CHE ENTRA IN GERUSALEMME

Veramente mio amato Gesù,
Voi fate l'ingresso in un'altra Gerusalemme,
mentre entrate nell'anima mia.
Gerusalemme non si mutò avendovi ricevuto,
anzi divenne più barbara, perchè vi crocifisse.
Ah, non permettete mai tale sciagura,
che io vi riceva e, rimanendo in me tutte le passioni
e le mali abitudini contratte, divenga peggiore!
Ma vi prego col più intimo del cuore,
che vi degniate annientarle e distruggerle totalmente,
mutandomi il cuore, la mente e la volontà,
che siano sempre rivolti ad amarvi,
servirvi e glorificarvi in questa vita,
per poi goderne nell'altra eternamente.

RIFLESSIONE E PENSIERO SULLA DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE
Ecco perché questi sono
stati chiamati i giorni della passione!
Con l’animo amareggiato, con il suo sguardo pieno di tristezza, dirà alla sua gente “... popolo mio che male ti ho fatto, in che cosa ti ho contristato? Se ti ho fatto del male percuotimi, ma se non ti ho fatto nulla di male, perché mi tratti così?...”.
Impossibile rimanere indifferenti di
fronte a questa dura realtà del Cristo!
Quanto diverso da Lui il nostro atteggiamento!
Quando ci sentiamo traditi dagli amici (e accade spesso) ci sfoghiamo in tutti i modi...”..dopo tutto quello che gli ho fatto… bella riconoscenza... non me lo sarei mai aspettato...”.
E arriviamo a volte anche ad
atteggiamenti di risentimento...
Prova anche tu a depurare
il tuo cuore da queste scorie!
Devi farlo subito perché fra giorni dobbiamo tutti insieme esprimere la vera gioia con l’alleluia.
Sentiamoci tutti fratelli nella settimana santa e guardiamo a Cristo, l’unico vero, autentico vincitore del male e della morte, che ci farà gridare insieme, Alleluia, è arrivata la salvezza del mondo.

 

POESIA DI UNA NOSTRA SORELLA ROSSANA GERMOGLIO
“È il giorno della pace

per tutti, anche per chi non ne è consapevole.
Suonano le campane a festa
i bimbi corrono sul Sagrato,
ondeggiando i ramoscelli d’ulivo
verso il cielo, in segno di pace.
Le colombe bianche si alzano
in volo, simbolo di pace,
rincorrendo l’aria festosa,
è la domenica delle palme,
gioiamo, è festa!” 

Pubblicato dal Consigliere Nicola Ciola
« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68
« Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi »
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 11,45-56.

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto.
Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: «Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni.
Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione».
Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla
e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera».
Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione
e non per la nazione soltanto, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne con i suoi discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.
Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?».
Omelia
Eremo San Biagio
Dalla Parola del giorno

Gesù doveva morire (...) per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Come vivere questa Parola?
Il tema di oggi è l'unità.
"Io prenderò gli Israeliti dalle genti.... e li radunerò da ogni parte ? dice Ezechiele (I Lettura) -.
"Il Signore raduna il suo popolo" è il ritornello del Salmo responsoriale.
La via dell'unità prevede due strategie: quella dei Giudei che temono il successo di Gesù e lo vogliono uccidere dicendo di voler salvaguardare l'unità della nazione, e quella di Dio espressa "profeticamente" da Caifa: "E' meglio che un uomo solo muoia per tutto il popolo".
E questo uomo è il Figlio di Dio. Sì, Lui solo muore in croce per salvare e riunire tutti.
Oggi prenderò coscienza che la divisione e la dispersione ? segno del peccato! ? è tra noi perché anzitutto è dentro di noi. Anche dentro di me.
E chiederò allo Spirito d'imparare che all'unità (alla unificazione) posso giungere solo morendo alle mie dispersive voglie egoistiche, alle mie ribellioni, alla proliferazione di insofferenze e infedeltà.
La voce di uno dei più Antichi Padri
Formate un solo coro, prendendo tutti la nota da Dio. Tendendo alla piena unità concertate nella più stretta concordia per inneggiare con una voce sola al Padre per mezzo di Gesù Cristo. Egli vi ascolterà e, dalle vostre opere, riconoscerà che siete voi il canto del suo Figlio. Anche se dovete soffrire restate nell'unità più indiscussa; così sarete sempre uniti a Dio.
Ignazio di Antiochia (II secolo)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Dammi solo poco

Dammi solo poco,
perché non dimentichi mai
di chiamarti il mio tutto.
Lasciami solo poco,
perché in ogni luogo
senta bisogno di te,
perché senza ritegni
possa tornare da te,
perché in ogni momento
possa offrirti il mio cuore.
Lasciami solo poco,
perché i tuoi doni
non ti nascondano mai;
dammi una sola catena
con cui possa legarmi
al tuo viso per sempre;
lascia che il tuo desiderio
inanelli la mia vita
e diventi catena per te.

✻ღϠ₡ღ✻ƸӜƷ•°*””*°•.ƸӜƷ•°*””*°•.
(¯`✻´¯) ೋღ**ღೋ
`*.¸.*✻ღϠ₡ღ Preghiera per i governanti del mondo

Mio Eterno Padre, nel nome del Tuo diletto Figlio Gesù Cristo, Ti chiedo di proteggere i Tuoi figli dalla persecuzione che viene ordita da forze globali contro popoli innocenti.
Prego per il perdono dei peccati di quelle anime che sono la causa di questo patimento in modo che possano rivolgersi a Te con cuore umile e contrito.
Ti prego di dare ai Tuoi figli torturati la forza di resistere a tanta sofferenza in espiazione dei peccati del mondo per mezzo di Cristo nostro Signore, Amen. C. di P. (2) –
Preghiera di digiuno per fermare una valuta mondiale.
O Dio Altissimo
Ti offro il Mio dono del digiuno
in modo che si fermerà la morsa del male nel mondo
Essendo programmato di far morire di fame il mio paese tra cui anche il pane della vita
Accetta la mia offerta e ascolta le mie suppliche per le altre nazioni per impedire loro
la sofferenza che è pianificata da parte dell’anti-Cristo
Salvaci Caro Signore, da questa malvagità e proteggi la nostra fede
Così che possiamo onorarTi con la libertà di cui abbiamo bisogno per amare e adorare Te
Nei secoli dei secoli. Amen. C. di P. (42) –
Per illuminare le anime delle autorità che governano il mondo.
O caro Gesù, Ti prego di illuminare le anime dei governanti del mondo.
Mostra loro la prova della Tua Misericordia.
Aiutali ad aprire il loro cuore e a mostrare una sincera umiltà, in onore del Tuo Grande Sacrificio quando sei morto sulla Croce per i loro peccati.
Aiutali a capire chi è il loro vero Signore, chi è il vero Creatore e colmali delle Grazie per vedere la Verità.
Ti preghiamo di impedire che si realizzino i loro piani per fare del male a milioni di persone attraverso le vaccinazioni, la mancanza di nutrimento, l’adozione forzata di bambini innocenti e la divisione delle famiglie.
Guariscili. Ricoprili con la Tua Luce e conducili nel seno del Tuo Cuore per salvarli dalle insidie del maligno. Amen.

RIFLESSIONE SULLA QUARESIMA
Amici... e Amiche siete pronti per lo Spettacolo  della passione?
Quella di Gesù per me, per te.
Sì, caro amico, Gesù è appassionato di te. Tu sei la Sua passione.
E' lo spettacolo del Figlio di Dio che svela nella sua nudità crocifissa il vero volto di Dio.
Nessun effetto speciale, nessuna flotta di angeli soccorritori, nessuna controfigura. Lui nudo, straziato, scarnificato è la trascrizione più vera del volto di Dio.
Quell'uomo appeso alla croce, abbandonato e tradito è il nostro Dio.


Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Se tu non parli
Se tu non parli
riempirò il mio cuore del tuo silenzio
e lo sopporterò.
Resterò qui fermo ad aspettare come la notte
nella sua veglia stellata
con il capo chino a terra
paziente.
Ma arriverà il mattino
le ombre della notte svaniranno
e la tua voce
in rivoli dorati inonderà il cielo.
Allora le tue parole
nel canto
prenderanno ali
da tutti i miei nidi di uccelli
e le tue melodie
spunteranno come fiori
su tutti gli alberi della mia foresta. di Tagore

Riflessione  I figli...........la nostra anima....il nostro cuore...la nostra vita!
I Figli – Gibran

E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.

Signore, l’amore è paziente.
Donami la pazienza che sa affrontare un giorno dopo l’altro.
Signore, l’amore è benigno.
Aiutaci a voler sempre il suo bene prima del mio.
Signore, l’amore non è invidioso.
Insegnaci a gioire di ogni suo successo.
Signore, l’amore non si vanta.
Ricordaci di non rinfacciargli ciò che facciamo per lui.
Signore, l’amore non si gonfia.
Concedici il coraggio di dire "Ho sbagliato".
Signore, l’amore non manca di rispetto.
Fa che possiamo vedere nel suo volto il tuo volto.
Signore, l’amore non cerca l’interesse.
Soffia nella nostra vita il vento della gratuità.
Signore, l’amore non si adira.
Allontana i gesti e le parole che feriscono
Signore, l’amore non tiene conto del male ricevuto.
Riconciliaci nel perdono che dimentica i torti.
Signore, l’amore non gode dell’ingiustizia.
Apri il nostro cuore ai bisogni di chi ci sta accanto.
Signore, l’amore si compiace della verità.
Guida i nostri passi verso di te che sei via, verità e vita.
Signore, l’amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
Aiutaci a coprire d’amore i giorni che vivremo insieme.
Aiutaci a credere che l’amore sposta le montagne.
Aiutaci a sperare nell’amore, oltre ogni speranza. Amen

POESIA SULLA SOFFERENZA
Solo nella sofferenza scopri
l’amore, quello vero che ti introduce
nell’eternità.
Umanità sofferente, riso
spruzzato nel vento,
ansia di non riuscire.
Giugno brucia lentamente,
sole alto e sogni spenti…
ma nel buio la brace che scintilla
ti fa sorgere
come acqua che zampilla.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Alla Madre Celeste

O Madre, nei raggi porporini del tuo volto
io mi specchio nei tuoi occhi misericordiosi.
O Madre, la tua parola ha distrutto la morte
e si è elevata nelle profondità del cielo.
Sulla terra tutti ti rendono onori e gloria,
tutti ti riveriscono e ti offrono sacrifici.
Con fiducia ti offriamo il corpo e l'anima
nell'incensiere della devozione.
O Madre, nei raggi porporini del tuo volto
io mi specchio nei tuoi occhi misericordiosi.
di Tagore

PREGHIERA A GESU' CRISTO
Signore, mi hai afferrato, e non ho potuto resisterti.
Sono corso a lungo, ma tu m'inseguivi.
Prendevo vie traverse, ma tu le conoscevi.
Mi hai raggiunto.
Mi sono dibattuto.
Hai vinto!
Eccomi, o Signore, ho detto sì, all'estremo del soffio e della lotta, quasi mio malgrado;
ed ero là, tremante come un vinto alla mercé del vincitore,
quando su di me ha posato il Tuo sguardo di Amore.
Michel Quoist


Gesu' pensaci tu!!
Perché vi confondete agitandovi?

Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, ricco e completo abbandono in me, produce l’effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, è cambiare l’agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione e rimettersi a me perché io solo operi, dicendo: "pensaci tu". Contro l’abbandono: la preoccupazione, l’agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto.
È come la confusione che portano i fanciulli, che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità e vogliono pensarci essi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro.
Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi e pensate al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me credendo alla mia bontà e vi giuro per il mio amore che, dicendomi, con queste disposizioni "pensaci tu", io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero, vi conduco. E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che volete voi, io vi addestro, vi porto nelle braccia, vi faccio trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, dall’altra riva.
Quello che vi sconvolge e vi fa male immenso è il vostro pensiero, il vostro assillo ed il volere ad ogni costo provvedere a voi a ciò che vi affligge.
Quante cose io opero quando l’anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me dicendomi "pensaci tu", chiude gli occhi e riposa!
Avete poche grazie quando vi assillate voi per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me.
Voi nel dolore pregate non perché io operi, ma perché io operi come voi credete… Non vi rivolgete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee, non siete infermi che domandano al medico la cura, ma gliela suggeriscono.
Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: "sia santificato il Tuo nome", cioè sii glorificato in questa mia necessità, "venga il Tuo regno", cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo, "sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra", cioè disponi tu in questa necessità come meglio ti pare per la vita nostra eterna e temporale.
Se mi dite davvero "sia fatta la Tua volontà", che è lo stesso che dire: "pensaci tu", io intervengo con tutta la mia onnipotenza e risolvo le situazioni più chiuse.
Ti accorgi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: "sia fatta la Tua volontà pensaci tu!". Ti dico che io ci penso e che intervengo come medico e compio anche un miracolo quando occorre. Vedi che la situazione peggiora? Non ti sconvolgere chiudi gli occhi e ripeti: "pensaci tu!". Ti dico che ci penso e che non c’è medicina più potente di un mio intervento d’amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi
Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare e vi abbandonate così alle forze umane o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. È questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi quest’abbandono per beneficiarvi e come mi addoloro nel vedervi agitati!
Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda alle iniziative umane: confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me e del nessun pensiero di voi. Io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà. Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale e seguite quindi il percorso naturale delle cose che spesso è intralciato da Satana. Nessun ragionatore ha fatto miracoli, neppure tra i santi. Opera divinamente chi si abbandona in Dio.
Quando vedi che le cose si complicano, di con gli occhi dell’anima chiusi: "Gesù pensaci tu!". Fa così per tutte le tue necessità. Fate così tutti e vedrete i grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio amore!
(Sac. Dolindo Ruotolo)

Preghiera di Giovanni Paolo alla Beata Vergine Maria,
Vergine Maria, Regina dei Santi,
e modello di santità!
Tu oggi esulti con l'immensa schiera
di coloro che hanno lavato le vesti
nel “sangue dell'Agnello” (Ap. 7, 14).
Tu sei la prima dei salvati,
la tutta Santa, l'Immacolata.
Aiutaci a vincere la nostra mediocrità.
Mettici nel cuore il desiderio
e il proposito della perfezione.
Suscita nella Chiesa,
a beneficio degli uomini d'oggi,
una grande primavera di santità.
Beato Giovanni Paolo II

Preghiera alla Vita  che chiama ( Gesù è la Vita) -
Signore,
il sole è sorto
e mi metti in mano
un'esperienza nuova.
Sarà bella? Sarà noiosa?
Sarà utile?
Non lo so ancora.
Però son certo
che molto dipenda da me.
Questo fammelo capire...
perché spesso rischio
di aspettarmi tutto dagli altri;
tutto da te.
Fammi sentire responsabile
di quello che faccio.
Tu hai creato l'uomo
senza chiedergli il permesso;
ti sei però subito "legato le mani"
e non gli puoi fare niente
se non lo vuole...
Signore,
aiutami a spalancare gli occhi,
per vedere dove mi trovo
e chi avrò vicino.
Signore,
aiutami a drizzare bene le orecchie,
per raccogliere tutte le voci
che la vita mi invia
e rispondere con coraggio e fantasia!
(Don Tonino Lasconi)

RIFLESSIONE CHE COS' E' LA VERITA'
✻ღϠ₡ღ✻ƸӜƷ•°*””*°•.ƸӜƷ•°*””*°•.
(¯`✻´¯) ೋღ**ღೋ
`*.¸.*✻ღϠ₡ღ "Se rimarrete nella mia parola, siete davvero miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi."
Gv 8, 32

Come vivere questa parola?
Cos'è la verità? La domanda di Pilato e con lui di mille altri, attraversa la nostra storia. Quale esperienza facciamo della verità? Esiste una verità? In Gesù abbiamo un orientamento chiaro che può soddisfare questo desiderio profondo e antico del cuore: rimanere nella sua Parola ci permette di essere suoi discepoli ed essere suoi discepoli significa riconoscere Gesù stesso come via, verità e vita. Questo, dunque, mette nella condizione di accedere alla verità, farne esperienza, camminarci dentro, al punto da poterla constatare e ritrovare nelle pieghe della nostra vita.

La verità per un discepolo è così ritornare in se stessi, riconoscendosi ad immagine di Dio, cercare quella stessa immagine che è impressa nel volto degli altri; è dialogare con quest'altro e con lui condividere brandelli di verità, ricostruendola attorno alla Parola di Dio. Una diffusa esperienza di condivisione di idee, parole, azioni, fatiche, sofferenze ci conduce alla verità, che diventerà così un bene comune, conquistato insieme e che garantisce la nostra libertà. La verità innerva la nostra vita, la fa esistere e le dà senso.
Oggi, Signore, in ogni relazione, in ogni dialogo aiutami a cercare quel brandello di verità che, incontrandomi, potrà rendermi più libero, più vivo, più vicino a te e agli altri! Eremo San Biagio

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
AVE, o Giuseppe
uomo giusto,
Sposo verginale di Maria
e padre davidico del Messia
Tu sei benedetto
fra gli uomini, e benedetto è il Figlio di Dio
che a Te fu affidato: Gesù
San Giuseppe,
patrono della Chiesa universale,
custodisci le nostre famiglie nella pace e nella grazia
e soccorrici nell'ora della nostra morte.
Amen

RINGRAZIAMENTO A DIO PADRE
╔═╗────╔╗________/)___/)__,———–’)_•
║╬╠═╦╦╗║╚╦═╗ ¯\)¯¯¯¯¯\)¯¯‘———–.)¯•
║╔╣╩╣╔╝║╔╣╩╬╦╦╦╦╗
╚╝╚═╩╝─╚═╩═╩╩╩╩╩╝DEDICATO A TE PADRE CELESTE

Grazie Padre del dono della vita,grazie del dono d'amore più grande che mi hai fatto:hai sacrificato il tuo Unigenito Figliuolo,Cristo Gesù,per darmi la vita eterna,e non lo hai fatto perchè lo meritavo,ma solo per AMORE.Voglio amarti,servirti con la mia vita usata al tuo servizio per mostrarti gratitudine,ma
non sarà mai abbastanza paragonata al tuo amore;e quindi voglio usare la sola parola a mia disposizione:GRAZIE PADRE,LODE E ONORE E GLORIA A TE NOSTRO PAPA' AUGURI ANCHE A TE PERCHE TU SEI IL NOSTRO PAPA'.

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE
A S.Giuseppe

S. Giuseppe sposo dolcissimo di Maria,
Padre putativo di Gesù della divina provvidenza,
custode della S.Chiesa,
a te ricorriamo per essere rivestiti delle tue virtù:
della tua fede, della tua umiltà,
della tua obbedienza, della tua pazienza,
del tuo silenzio adorante e del tuo spirito di abbandono.
Difendici da tutti gli assalti del maligno
e provvedi alle nostre necessità spirituali e materiali
affinchè possiamo cercare unicamente il Regno di Dio
e servire al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, tua SS. sposa.
S. Giuseppe: prega per noi.

Pubblicata  dalla  Sorella Michelina Carmela Di Taranto .
Sei sempre nel mio ♥
♥ Io voglio amarti tanto ♥
♥ La vita mia sei Tu ♥
♥ Vicino a te vorrei restar ♥
la
Vita mia sei tu!
♥ Io Ti amo sempre più! ♥
♥ GRAZIE GESù! ♥
Mila

Preghiera alla Vergine Madre Maria
Dolce Madre, amata Maria,
io ti supplico di prenderti cura di me,
aiutami ogni istante ad essere puro Amore come sei tu,
aiutami ogni istante a prendermi cura dei miei figli come fai tu,
e aiutami dolce Madre a portare la speranza ai miei fratelli come fai tu.
Ti supplico, prendi il mio cuore e inondalo di speranza che tutti i tuoi figli cresceranno con il nostro Amore,
ti supplico, prendi il mio cuore e inondalo della tua grande dolcezza così che possa donarla ai tuoi figli,
ti supplico, prendi il mio cuore e inondalo di grande gioia perchè possa trasmetterla ai tuoi figli.
Soltanto il tuo grande Amore può rendere bellissimo amarti e amare con il tuo aiuto tutte quante le creature.
Soltanto con te, mia Madre, la mia vita sarà preziosa perché con te io sarò insieme ogni momento e insieme spargeremo Amore in ogni tempo.
Aiutami dolce Madre ad essere come te.

Preghiera a Gesù Cristo Tante volte ti ho chiesto Signore:
Perché non fai niente per quelli che muoiono di fame?
Perché non fai niente per quelli che sono malati?
Perché non fai niente per quelli che non conoscono l'amore?
Perché non fai niente per quelli che subiscono le ingiustizie?
Perché non fai niente per quelli che sono vittime della guerra?
Perché non fai niente per quelli per quelli che non ti conoscono?
Io non capivo Signore.
Allora Tu mi hai detto:
Io ho fatto tanto;
Io ho fatto tutto quello che potevo fare: Io ho creato te!
Ora capisco Signore.
Io posso sfamare chi ha fame.
Io posso visitare i malati.
Io posso amare chi non è amato.
Io posso combattere le ingiustizie.
Io posso creare la pace.
Io posso far conoscere Te.
Ora ti ascolto, Signore.
Ogni volta che incontro il dolore
Tu mi chiedi: Perché non fai niente?
Aiutami Signore, ad essere le tue mani.
E invece tante volte il Signore ti risponde: "come non ho fatto niente? Io ho fatto te" tu sei prezioso per me.


 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Tu sei santo, Signore Iddio Unico,
che fai cose stupende.
Tu sei forte
Tu sei grande
Tu sei l’Altissimo
Tu sei il Re Onnipotente
Tu sei il Padre Santo,
Re del cielo e della terra.
Tu sei Trino e Uno,
Signore Iddio degli dei
Tu sei il bene,
tutto il bene, il Sommo bene
Signore Iddio vivo e vero.
Tu sei amore, carità
Tu sei sapienza
Tu sei umiltà
Tu sei pazienza
Tu sei bellezza
Tu sei sicurezza
Tu sei la pace
Tu sei gaudio e letizia
Tu sei la nostra speranza
Tu sei giustizia
Tu sei temperanza
Tu sei ogni nostra ricchezza.
Tu sei bellezza
Tu sei mitezza
Tu sei il protettore
Tu sei il custode e il difensore nostro
Tu sei fortezza Tu sei rifugio.
Tu sei la nostra speranza
Tu sei la nostra fede
Tu sei la nostra carità
Tu sei tutta la nostra dolcezza
Tu sei la nostra vita eterna
grande e ammirabile Signore,
Dio onnipotente,
misericordioso Salvatore.

PREGHIERA ALLA VERGINE MARIA SANTISSIMA
Colmo di bontà, mostra il tuo amore verso di noi. La fiamma del tuo cuore, o Maria, scenda su tutti gli uomini. Noi ti amiamo immensamente. Imprimi nei nostri cuori il vero amore così da avere un continuo desiderio di te. O Maria, mite e umile di cuore, ricordati di noi quando siamo nel peccato. Tu sai che tutti gli uomini peccano. Donaci, per mezzo del tuo Cuore Immacolato, la salute spirituale. Fa' che sempre possiamo guardare alla bontà del tuo cuore materno e che ci convertiamo per mezzo della fiamma del tuo cuore. Amen.

La traccia del discernimento
A che serve il peccato?

A discernere chi è con Dio o contro Dio, e con la persona umana o contro la persona umana, ci dice il Vangelo.
E chi crede di saperne di più, in questo campo del peccato, viene dichiarato per primo colpevole della propria superbia; chi non ne sa niente, viene dichiarato e attestato essere con Dio, e in comunione con il suo perdono, con il dono della sua presenza incarnata in Gesù.
Chi discerne è il Cristo: solo in Lui c'è la traccia, il segno per capire dove, fin dove, quando, come e cosa è peccato e chi è peccatore.
Ecco perché Gesù traccia il segno del discernimento sulla terra: ricrea la persona umana, e stabilisce il confine tra l'essere persona e il personalismo fatto di potere umano, di falsità, di ipocrisia. di giudizio e di prevaricazione.
Segna la traccia sulla terra, e intanto viene definito nettamente e dichiarato chiaramente il cuore umano alla luce del cuore di Dio.
Solo Gesù può tracciare questo segno sacerdotale, e solo in Gesù Cristo la Chiesa ripete il suo gesto profetico e regale: ridisegnare ogni volta il confine, la superficie morale, la 'pelle' spirituale della persona umana.
Chi giudica reo di morte il fratello viene ridisegnato da quel gesto e dichiarato ufficialmente fratello della morte, destinato a scomparire dalla scena del confronto umano:"...uno dopo l'altro se ne vanno...".
Chi è nel peccato viene ridisegnato perché la vita e non la morte abbia potere per un nuovo cammino:"...Va', e non peccare più!". Don Luciano Sanvito


Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiera Madre Teresa, Rendici degni.

Padre, rendici degni di servire i tuoi figli e nostri fratelli, che in mezzo al mondo vivono e muoiono nella povertà e nella fame. Da' loro, attraverso le nostre mani e il nostro cuore, il pane quotidiano, la pace e la gioia. Padre, donaci oggi e sempre la fede che sa vedere e servire Gesù, tuo Figlio, nei poveri. Fa', o Padre, che diventiamo un tralcio genuino e fruttuoso di Gesù, vera vite, accettandolo in noi come la verità che dobbiamo annunciare, come la vita che dobbiamo vivere, come la luce che dobbiamo accendere, come l'amore che dobbiamo comunicare, come la via che dobbiamo percorrere, come la gioia che dobbiamo donare, come la pace, che dobbiamo diffondere, come il sacrificio che dobbiamo offrire per la salvezza del mondo. Amen


Pubblicata dal  Consigliere Nicola Ciola
PREGHIERE DEL MATTINO.
Nel nome del Pa
dre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
TI ADORO.
Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa' che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.
PADRE NOSTRO.
Padre nostro, che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
AVE MARIA.
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
GLORIA AL PADRE.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, dei secoli. Amen.
CREDO O SIMBOLO APOSTOLICO.
Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto. Discese agli inferi, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture. E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.
ANGELO DI DIO.
Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me che ti fui affidato/a dalla pietà celeste. Amen.
SALVE O REGINA.
Salve O Regina, Madre di misericordia, vita e dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo esuli figli di Eva, a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque avvocata nostra, volgi a noi, quegli occhi tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
GESÙ, GIUSEPPE E MARIA.
Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell’ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.
OFFERTA DELLA GIORNATA.
Cuore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.
PER LA FAMIGLIA.
Il Dio della pace benedica e custodisca la nostra famiglia. Ci renda capaci di fare la sua volontà in tutte le nostre azioni e accresca in noi ciò che gli è gradito. Amen.
ATTO DI FEDE.
Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo tutto quello tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Credo in te, unico vero Dio in tre persone uguali e distintamente, Padre e Figlio e Spirito Santo. Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere. Signore accresci la mia fede.
ATTO DI SPERANZA.
Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno.
ATTO DI CARITA’
Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amore tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più.
PREGHIERA QUOTIDIANA: "SEGRETO DI SANTITA’ ".
O Spirito Santo, anima della mia anima, io ti adoro, illuminami, guidami, fortificami, consolami, dimmi quello che devo fare, dammi i tuoi ordini: ti prometto di sottomettermi a tutto quello che desideri da me e di accettare quello che permetterai che mi succeda. Fammi soltanto conoscere la tua volontà! Amen
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

RIFLESSIONE SULLA FEDE
✻ღϠ₡ღ✻ƸӜƷ•°*””*°•.ƸӜƷ•°*””*°•.
(¯`✻´¯) ೋღ**ღೋ
`*.¸.*✻ღϠ₡ღ
Gesù muove le onde della storia. Tutti gli altri si lasciano travolge da esse. Lui però vi cammina sopra finché non giungerà la sua ora. Gesù muove le onde della storia perché vuole che ogni persona si pronunzi su di Lui. Solo così i cuori possono essere svelati, secondo la profezia di Simeone: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione - e anche a te una spada tra figgerà l'anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». (Lc 2,34-35). Mettendo a nudo i pensieri di tutti, ognuno sa cosa l'altro ha nel cuore. Ognuno però può anche rendere testimonianza alla verità.
La forza del male è attinta soprattutto dall'inerzia del bene. Se tutti i credenti in Cristo Gesù oggi avessero la forza di rendergli vera testimonianza, il male si. ridimensionerebbe. Verrebbe a scoprirsi nella sua realtà. Non mostrerebbe più la sua sicumera, alterigia, arroganza, prepotenza, invincibilità. Invece il bene si ritira ed il male trionfa', avanza, conquista i cuori timidi e paurosi. Muovendo le onde della storia Gesù ci rivela un mondo inconsistente quanto a verità rivelata e creduta. Ci mostra anche un popolo nel quale pochi potenti riuscivano sotto minaccia a dominare la massa. Ci fa vedere l'astuzia di satana che si serve dell'ignoranza come scettro di ferro per governare il mondo. Anche oggi l'ignoranza è vera piaga del popolo cristiano.
Nicodemo osa appellarsi alle Legge e subito viene tacciato di ignoranza. Uno che non conosce neanche la lettera della Scrittura come osa parlare a loro che sono i garanti della giusta e santa interpretazione? Non c'è alcun bisogno di ascoltare né di sapere ciò che Cristo fa', ha fatto, ha intenzione di fare. Lui è un impostore perché si fa passare per Messia del Signore. Ora secondo la Scrittura, il Messia non viene da Nazaret. Dalla Galilea non sorgono profeti.
L'errore di questi uomini è grave, anzi gravissimo. La sola Scrittura non è sufficiente per determinare la verità di una persona che vive oggi e qui. Per conoscere la verità della Persona occorre la conoscenza della sua storia. E sulla conoscenza della storia che si applica la Scrittura. Senza possedere la verità storica di un uomo, la Scrittura rimane un libro ermetico, sigillato, mai applicabile ad una persona reale, che vive oggi, qui ed ora. La Scrittura è il metro che determina la verità o la falsità della persona, cioè della verità o della falsità che si conosce. Non volendo i Giudei conoscere Cristo Gesù secondo la verità della sua storia, si chiudono ogni possibilità di giudizio. Il loro giudizio su Cristo è falso perché non corredato dalla conoscenza, bensì dalla presunzione.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, insegnaci la giusta via per la conoscenza della verità di Gesù Signore. Angeli e Santi di Dio liberateci da ogni falsità e menzogna.
Movimento Apostolico - rito romano

PREGHIERA A DIO PADRE BUONO
Padre buono, ti prego, dammi un'intelligenza che ti comprenda, un animo che ti gusti, una pensosità che ti cerchi, una sapienza che ti trovi, uno spirito che ti conosca, un cuore che ti ami, un pensiero che sia rivolto a te, degli occhi che ti guardino, una parola che ti piaccia, una pazienza che ti segua, un perseveranza che ti aspetti. Dammi ti prego, la tua santa presenza, la resurrezione, la ricompensa e la vita eterna.
(San Benedetto da Norcia)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
La gioia scritta da Madre Teresa di Calcutta

La gioia è preghiera. La gioia è forza. La gioia è amore.
La gioia è una rete di amore per cui potete catturare le anime.
Madre Teresa Dio ama il datore gioioso.
Da di più chi dà con gioia.
Il modo migliore di mostrare la nostra gratitudine a Dio e alla gente è quello di accettare ogni cosa con gioia.
Un cuore gioioso è il risultato inevitabile di un cuore ardente di amore.
Non permettete che niente vi riempia di tristezza, fino al punto di farvi dimenticare la gioia di Cristo risorto.
Aspiriamo tutti ardentemente al cielo, dove c'è Dio, ma possiamo essere in paradiso con lui già ora ed essere felici con lui già in questo momento.
Ma essere felici con lui già ora significa: amare come ama lui, aiutare come lui aiuta, dare come lui dà, servire come lui serve, redimere come lui redime, essere con lui 24 ore su 24, toccare lui nei suoi umili travestimenti.

RIFLESSIONE SULLLA SOLUZIONE DI TUTTI I MALI  E'....
Non è l’agitazione la soluzione dei mali: è la Fede praticata in ogni circostanza della vita a darci la certezza che Gesù non ci abbandonerà nelle mani dei Suoi nemici e trionferà su quanti perseguono progetti non conformi alla Sua santissima volontà.
Liberiamo il cuore dalle preoccupazioni e dai cattivi vizi, accogliamo e viviamo la Parola di Dio per superare prove e sofferenze!

Preghiera sull' AMICIZIA
A te, Signore, amante della vita,
Amico dell'uomo,
innalzo la mia preghiera
per l'amico che mi hai fatto incontrare
sul cammino del mondo.
Uno come me, ma non uguale a me.
Fa' che la nostra
sia l'amicizia di due esseri
che si completano con i tuoi doni,
che si scambiano le tue ricchezze,
che si parlano con il linguaggio
che tu hai posto nel cuore.
Aiutaci a guardare con quello sguardo,
che comprende senza che l'altro chieda.
Aiutaci ad avere un cuore grande,
che sa partire prima che l'altro esprima.
Aiuta la nostra amicizia
Affinché non divenga chiusura;
dalle il respiro della vera libertà,
la forza di resistere nelle difficoltà,
il coraggio di andare oltre
il desiderio dell'egoismo.
La volontà di cedere per amore,
di amare anche oltre l'errore,
di giungere al sommo dell'amore: perdonare.
Perché soltanto quando si sa perdonare,
si può credere all'amore.
Fa' che le nostre mani
siano protese in un gesto di pace.
Fa' che le nostre parole
siano dolci ma anche forti.
Fa' che il nostro sorriso,
come le nostre lacrime,
non siano una maschera,
ma esprimano la profondità e la verità
dei sentimenti più sinceri e autentici.

PREGHIERA DI ABBANDONO AL PADRE
Padre mio, io mi abbandono a te: fa di me ciò che ti piacerà. Qualunque cosa tu faccia, io ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà si faccia in me, in tutte le tue creature. Non desidero altro, o mio Dio. Rimetto la mia anima nelle tue mani. Te la dono, o mio Dio, con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo ed è per me un bisogno d’amore il donarmi, il rimettermi senza misura tra le tue mani, con infinita fiducia, perché tu sei mio Padre.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio Preghiera per il Papa
Signore Gesù,
pastore eterno di tutti i fedeli,
tu che hai costruito la tua Chiesa
sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il Papa
perchè sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile,
e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa
nella verità e nell'amore.
Annunci al mondo con apostolico coraggio
tutto il tuo vangelo.
Ascolti le voci e le aspirazioni
che salgono dai fedeli e dal mondo,
non si stanchi mai di promuovere la pace.
Governi e diriga il popolo di Dio
avendo sempre dinanzi agli occhi
il tuo esempio, o Cristo buon Pastore,
che sei venuto non per essere servito,
ma per servire e dare a vita per le pecore.
A noi concedi, o Signore,
una forte volontà di comunione con lui
e la docilità ai suoi insegnamenti.

IL VANGELO DEL GIORNO E'STATO PUBBLICATO DAL NOSTRO CONSIGLIERE NICOLA CIOLA
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chiunque crede in me non morirà in eterno.
Vangelo
Gv 5,17-30
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Parola del Signore

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiera per la Chiesa

O Signore,
ti prego per la chiesa.
Ci sono così tante chiese,
eppure Tu sai, o Signore,
che c'è una sola chiesa.
Mandaci amore e misericordia;
solo così un giorno tutte le chiese
potranno essere Una.
Tu stesso hai detto:
"Come io e il Padre siamo una cosa sola ..."
così, una sola, la chiesa dovrebbe essere!
Uniscici tutti,
o Signore,
in forza, gioia, amore.
E dà pace,
a noi e alla chiesa.
Amen
Madre Teresa di Calcutta

POESIA IL VOLO DI UN ANGELO
Chi sei ? ...
tu che non parli
ma che di te sento l'odore,
sapore d'amore
che mi fa compagnia,
nei giorni più bui
quando la vita
sembra
non sia fatta per me.
Chi sei ?...
tu che come alito di vento,
come la più dolce carezza
mi sfiori e poi fuggi via,
nascondendoti dietro di me.
Chi sei ?...
tu che di notte,
fai eco alle mie parole
e ti avvicini,
perché sai
che non ti posso vedere
e che poi ,
quando il sonno
mi porta con se,
ti sento andar via,
come...
il volo di un angelo.

POESIA PIENA DI AMORE PER LA NATURA
♥ In quel momento fu come se il tempo si fermasse, e l'Anima del Mondo sorgesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo. Quando guardò gli occhi di lei, un paio di occhi neri, le labbra indecise fra un sorriso e il silenzio, egli comprese la parte più importante e più saggia del Linguaggio che parlava il mondo e che chiunque, sulla terra, era in grado di capire con il proprio cuore. E si chiamava Amore, una cosa più antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia risorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociarono quei due davanti a un pozzo. Le labbra della giovane, infine, decisero di accennare un sorriso: era un segnale, il segnale che il ragazzo aveva atteso per tanto tempo nel corso della vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto. Ed era là, il linguaggio puro del mondo, senza alcuna spiegazione, perché l'universo non aveva bisogno di spiegazioni per proseguire il proprio cammino nello spazio senza fine. Tutto ciò che il ragazzo capiva in quel momento era che si trovava di fronte alla donna della sua vita e anche lei, senza alcun bisogno di parole, doveva esserne consapevole. Ne era certa più di quanto lo fosse di ogni altra cosa al mondo, anche se i genitori, e i genitori dei genitori, le avevano sempre detto che, prima di sposarsi, bisognava frequentarsi, fidanzarsi, conoscersi, e avere del denaro. Ma, forse, chi lo affermava non aveva mai conosciuto il linguaggio universale: perché, una volta che vi si penetra, è facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l'Amore e che ha creato un'anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole. Perché, se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell'umanità. ♥
P.Coelho

PREGHIERA A GESU' CRISTO E A MARIA SANTISSIMA
✻ღϠ₡ღ✻ƸӜƷ•°*””*°•.ƸӜƷ•°*””*°•.
(¯`✻´¯) ೋღ**ღೋ

`*.¸.*✻ღϠ₡ღ Signore Gesu' Cristo,
figlio del Padre,
manda ora il tuo Spirito sulla terra.
Fa' abitare lo Spirito Santo
nei cuori di tutti i popoli,
affinche' siano preservati
dalla corruzione, dalle calamita' e dalle guerre.
Che la Signora di tutti i Popoli
la Beata Vergine Maria
sia la nostra Avvocata.
Amen

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Santa Maria,Vergine del meriggio
Don Tonino Bello

Santa Maria, Vergine del meriggio,
donaci l'ebbrezza della luce.
Stiamo fin troppo sperimentando
lo spegnersi delle nostre lanterne,
e il declinare delle ideologie di potenza,
e l'allungarsi delle ombre crepuscolari
sugli angusti sentieri della terra,
per non sentire la nostalgia del sole meridiano.
Strappaci dalla desolazione dello smarrimento
e ispiraci l'umiltà della ricerca.
Abbevera la nostra arsura di grazia nel cavo della tua mano.
Riportaci alla fede che un'altra Madre, povera e buona come te,
ci ha trasmesso quando eravamo bambini,
e che forse un giorno abbiamo in parte svenduto
per una miserabile porzione di lenticchie.
Tu, mendicante dello Spirito,
riempi le nostre anfore di olio
destinato a bruciare dinanzi a Dio:
ne abbiamo già fatto ardere troppo
davanti agli idoli del deserto.
Facci capaci di abbandoni sovrumani in Lui.
Tempera le nostre superbie carnali.
Fa' che la luce della fede,
anche quando assume accenti di denuncia profetica,
non ci renda arroganti o presuntuosi,
ma ci doni il gaudio della tolleranza e della comprensione.
Soprattutto, però, liberaci dalla tragedia
che il nostro credere in Dio
rimanga estraneo alle scelte concrete di ogni momento
sia pubbliche che private,
e corra il rischio
di non diventare mai carne e sangue
sull'altare della ferialità.
Santa Maria, Vergine della sera,
Madre dell'ora in cui si fa ritorno a casa,
e si assapora la gioia di sentirsi accolti da qualcuno,
e si vive la letizia indicibile di sedersi a cena con gli altri,
facci il regalo della comunione.
Te lo chiediamo per la nostra Chiesa,
che non sembra estranea neanch'essa
alle lusinghe della frammentazione,
e della chiusura nei perimetri segnati dall'ombra del campanile.
Te lo chiediamo per la nostra città,
che spesso lo spirito di parte riduce così tanto a terra contesa,
che a volte sembra diventata terra di nessuno.
Te lo chiediamo per le nostre famiglie,
perché il dialogo, l'amore crocifisso,
e la fruizione serena degli affetti domestici,
le rendano luogo privilegiato di crescita cristiana e civile.
Te lo chiediamo per tutti noi,
perché, lontani dalle scomuniche dell'egoismo
e dell'isolamento,
possiamo stare sempre dalla parte della vita,là dove essa nasce, cresce e muore.
Te lo chiediamo per il mondo intero,
perché la solidarietà tra i popoli
non sia vissuta più come uno dei tanti impegni morali,
ma venga riscoperta come l'unico imperativo etico
su cui fondare l'umana convivenza.
E i poveri possano assidersi, con pari dignità,
alla mensa di tutti.
E la pace diventi traguardo dei nostri impegni quotidiani.

PENSIERO SULLA GUARIGIONE
✻ღϠ₡ღ✻ƸӜƷ•°*””*°•.ƸӜƷ•°*””*°•.
(¯`✻´¯) ೋღ**ღೋ
`*.¸.*✻ღϠ₡ღ La vera guarigione

Capita ai fedeli di ogni religione di riporre la loro speranza in segni e luoghi particolari, ove si ritiene che la presenza della divinità sia particolarmente segnata ed efficace. Al tempo di Gesù si radunavano intorno ad una piscina numerosi malati di ogni genere; questi quando l?acqua si agitava s'immergevano convinti che il primo di loro che scendeva veniva guarito dal suo male. Una sfida contro il tempo, una sfida tra poveri ed infermi. Uno di questi, malato da trentotto anni, isolato e senza speranza, che vedeva da sempre vanificato ogni tentativo di calarsi nella piscina, sempre battuto da qualcuno più sollecito, attira l?attenzione di Gesù. Su di lui egli vuole operare un ?segno? che indichi a tutti la nuova acqua in cui tutti si possono immergere e tutti possono trovare la salvezza. Egli ne aveva parlato privatamente durante una della visite notturne che Nicodemo faceva al Signore. Rinascere nell'acqua e nello spirito è la novità del Cristo, è il sacramento del Battesimo e il nostro passaggio, la nostra pasqua. Anche una donna peccatrice aveva ascoltato e sperimentato il discorso di Gesù sulla nuova acqua, che purifica e rinnova. La salvezza ormai non è più solo un annuncio ed una promessa, ma è la realtà del Cristo che tutto rinnova, che si presenta all'umanità come l?unico salvatore del mondo. Ci sorprende ancore e ci irrita la grettezza mentale e la miopia spirituale dei Giudei, legati ancora ad un passato ormai deformato e logoro. Si appigliano ancora alla legge antica e alle minuziose prescrizioni della legge e mentre si scandalizzano che il malato guarito, obbedendo a Gesù, prenda sulle spalle il suo lettuccio in giorno di Sabato, non sono capaci di riflettere che proprio loro impongono sulle spalle della gente pesanti fardelli che loro non osano toccare neanche con un dito. Cristo ci ha liberati da tutti i pesi delle nostre infermità, ci ha liberati anche dal pesante fardello delle legge perché ci ha dato il comandamento nuovo dell'amore.Monaci Benedettini Silvestrini

RIFLESSIONE SUGLI ANGELI
I TRE MAGNIFICI DONI

Caro angelo io donerei... io mi donerei con tutto me stesso a te, e ti consegnerei tre magnifici doni : la bussola dell’anima, la chiave dei mio cuore e l’orologio della vita.
Ti consegnerei, o Angelo, la bussola dell’anima la quale indichi sempre te, o grande immenso tesoro, al mio pensiero, alla mia mente indicandomi sempre la direzione giusta, illuminando il mio cammino.
Ti consegnerei, o Angelo, la chiave del mio cuore dove, come un fortino, ti terrei sempre dentro di me senza mai farti uscire per proteggerti, cullarti e viziarti in modo naturale e spontaneo
Ti consegnerei, o Angelo, l’orologio della vita, quello biologico del tempo il quale, scandendo i secondi e i minuti trascorsi con te, possa contare i momenti di gioia e felicità trascorsi insieme…
E infinite ti consegnerei tutto me stesso donandoti la mia vita, la mia anima, il mio cuore e il mio grande colorato mondo...

Riflessione su Dio
Dio ci sta vicino continuamente
Bisogna convincersi che Dio ci sta vicino continuamente. Viviamo come se il Signore fosse lassù, lontano, dove brillano le stelle, e non pensiamo che è sempre anche al nostro fianco. E lo è come un Padre amoroso —vuol bene a ciascuno di noi più di quanto tutte le madri del mondo possano voler bene ai loro figli— per aiutare, ispirare, benedire... e perdonare. (Cammino, 267)
Cerca riposo nella filiazione divina. Dio è un padre pieno di tenerezza, di infinito amore. Chiamalo Padre molte volte al giorno e digli — da solo a solo, nel tuo cuore — che lo ami, che lo adori, che senti l'orgoglio — che ti riempie di forza — di essere suo figlio. Vivrai così un autentico programma di vita interiore che ha come perno quelle norme di pietà con Dio — poche, ripeto, ma costanti —, che ti permetteranno di acquistare i sentimenti e le maniere di un buon figlio.
Devo ancora metterti in guardia contro il pericolo dell'assuefazione — vera tomba della pietà —, che si presenta di frequente mascherata dall'ambizione di realizzare o intraprendere gesta importanti, mentre si trascura per comodità il dovere quotidiano. Quando avverti questa tentazione, mettiti sinceramente alla presenza del Signore: pensa se il tedio di dover lottare sempre sullo stesso punto non dipende dal fatto di non avere cercato Dio; guarda se è venuta meno — per mancanza di generosità, di spirito di sacrificio — la perseveranza fedele nel lavoro. In questa situazione, le norme di pietà, le piccole mortificazioni, l'attività apostolica che non ottiene frutto immediato, ci appaiono tremendamente sterili. Siamo vuoti e forse cominciamo a sognare nuovi progetti, per far tacere la voce del nostro Padre del Cielo, che reclama lealtà totale. E, con l'anima ossessionata dalle cose grandi, lasciamo da parte la realtà più sicura, il cammino che senza dubbio ci conduce direttamente alla santità: segno certo che abbiamo perso la prospettiva soprannaturale, che è venuta meno la convinzione di essere bambini piccini, come pure la persuasione che nostro Padre opererebbe in noi meraviglie, se ricominciassimo con umiltà.

RIFLESSIONE  DI UN BAMBINO DEL CATECHISMO SULLA PREGHIERA DEL  PADRE NOSTRO
PADRE NOSTRO

Il mio papà
Non è quello di Giovanni
e neanche quello di stellina.
E poi ci sono dei bambini
Che il papà non l’hanno neppure.
E non tutti i papà forse sono buoni
Come uno vorrebbe
Ma tu, tu invece…
Tu sei Padre mio
E di Giuseppe e di Daniela
E di tutti: bianchi, gialli o neri che siano.
E sei buono.
E sei grande.
Nessuno può dire:
«questo papà è solo mio». 
Tutti diciamo:
«Questo Padre buono è nostro».
È proprio una cosa bellissima.
Così non siamo egoisti
Ma tutti i fratelli.
Sai? Mi piacerebbe che una volta
tre miliardi di uomini
gridassero tutti insieme:
PADRE NOSTRO
… che sei nei cieli
Com’è grande il cielo,
Padre!
Io ne vedo solo un pezzo
E c’è dentro la Stella Polare.
È il cielo del Nord.
Ma altri bambini della terra 
ne vedono un altro pezzo
e c’è dentro Sirio
la stella più splendente. È il cielo del Sud…
Ma i tuoi cieli
sono una cosa diversa,
sono la tua casa.
Tu sei a Nord, a Sud,
dappertutto.
Per raggiungere i tuoi cieli
Non è necessario viaggiare.
Da te si arriva volendoti bene
E volendoci bene.
Chissà quanta gente
C’è già nella tua casa!
Io ci penso quando dico:
«Padre nostro che sei nei cieli».
Sia santificato il tuo nome
Sai, Padre?
Io di nomi ne conosco
Già tanti.
Quelli di mamma e di papà
E di molta gente.
Quelli della radio
E della televisione,
quelli dei fumetti.
E poi
Ne studierò a scuola chissà quanti,
di re e imperatori
e scienziati e campioni…
Però il tuo nome
È il più bello di tutti.
Vuol dire che tu ci sei e sei buono
E puoi fare tutto
E ci vuoi bene.
Io non lo dimenticherò mai.
Ma mi piacerebbe che tutti
Ti riconoscessero come Dio,
e per questo io dirò tutti i giorni:
sia santificato il tuo nome.
Venga il tuo Regno
Padre
Io non sono sempre obbediente
e neanche
proprio sempre sincero,
però mi piace essere contento.
Sarebbe bello se mai nessuno
Litigasse e non ci fossero i ladri e criminali…
Ma io so che se tutti
Obbediremo a te 
Che hai mandato Gesù a dirci
Le cose buone da fare,
tutto il mondo
diventerà un bel luogo
senza bugie, senza cattiveria,
senza ladri e rapinatori.
Allora più nessuno piangerebbe.
Quasi come nel regno
Che Gesù ha preparato per i buoni
Quando è risorto.
Io voglio tutto questo.
E così ti chiedo tutti i giorni:
venga il tuo regno.
Sia fatta la tua volontà
Padre, io so
che quando la polizia
arresta dei banditi,
li mette in carcere
perché hanno disobbedito
alla legge.
Gli italiani hanno la loro legge,
e i francesi, gli americani e i tedeschi, i russi,
tutti i popoli hanno la loro legge
per poter vivere bene.
Più bella di tutte è però,
più buona di tutte
è la tua legge, Padre.
Quella che hai regalato 
al tuo amico Mosè
e che tuo figlio Gesù
è venuto a spiegarci
ancora meglio.
Tu sei buono
E la tua legge,  legge dell’amore
che è la tua volontà
è proprio buona come te.
Io di te
Mi fiderò sempre e sempre dirò:
sia fatta la tua volontà.  
Come in cielo così in terra
A casa tua, Padre,
si sta molto bene
perché da te nessuno è cattivo,
nessuno è prepotente
e fa capricci.
A casa tua stanno tutti quelli
Che erano buoni
Quando erano sulla terra
Come ci siamo noi
Adesso.
Io so che dobbiamo
prendere buono esempio da loro.
Fammi ricordare
Quando ho voglia
di picchiare
e dire parolacce,
e quando non ho voglia di pregare
e di essere gentile
fammi ricordare per piacere
che devo comportarmi
come piace a te.
Io per non dimenticarlo
Ripeterò ogni giorno:
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra
Dacci oggi il nostro pane quotidiano
A me piacciono tante cose
sai Padre? I dolci
i giocattoli, i fiori, la mia casa…
e quando la mamma non mi accontenta
faccio i capricci.
Ma quando la mamma è malata
O papà non va bene col lavoro, io ho già capito
Che fare i capricci non serve a niente.
Io so che se tu non ci aiuti, caro Padre,
nessuno potrà avere il sole,
la salute, l’aria e la vita.
Io so
Che se ci mancano delle cose
Importanti come il pane,
è perchè non ci aiutiamo
tra noi come vuoi tu.
Tu sei, invece, sempre pronto 
ad ascoltarci e allora io ti dirò:
dacci il nostro pane quotidiano.
Rimetti a noi i nostri debiti
Ho udito la mamma
dire che i debiti
sono una brutta cosa.
I debiti si fanno
per i soldi,
ma io, una volta
che non riuscivo a giocare
perché avevo offeso
proprio lei,
ho capito che dovevo
farmi perdonare
e che quello era un debito
che dovevo pagare.
Un debito non di soldi
Ma di amore.
Padre
Che ci vuoi bene
E ci insegni
A volerci bene tra noi,
io so che quando
non ti obbedisco:
non tratto bene gli altri
e sono egoista
e cattivo
mi faccio tanti debiti d’amore
come quella volta con la mamma.
E mi dispiace proprio.
Così, per e per tutti
Ti dirò sempre volentieri:
rimetti a noi i nostri debiti.
Come noi li rimettiamo ai nostri debitori
L’altro giorno
Padre
Non sono stato buono
Perché un mio amico
Mi ha dato un pugno
E io gliene ho restituiti tre.
Lo so che molti
si picchiano e si sparano,
ma io ho capito da solo
che la vendetta
non è per niente
una cosa bella.

Per venire da te e dirti:
Mi perdoni?
Voglio fare così:
Se mio fratello
O i miei amici mi faranno
del male
poi mi chiederanno
di perdonarli,
non dirò:
«Non sono mica stupido!»
ma risponderò semplicemente
«si», poi verrò
tranquillo da te e ti dirò:
rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci indurre in tentazione
(e fa che non cadiamo in tentazione)
La tentazione
È quando un bambino
Vorrebbe dire le bugie,
disobbedire,
rubare soldini o altre cose,
picchiare i compagni
e chissà cos’altro ancora,
eppure capisce
che a te, Padre tutto questo
non piace proprio per niente.
Chissà perché
Essere cattivi alle volte
Sembra bello.
Io non lo so, ma mi capita.
Eppure no
è brutto, è proprio brutto
quando sappiamo
che tu, che sei buono,
vuoi che facciamo certe cose
e noi invece
ne facciamo delle altre.
Sai?
Essere sempre buono come te
Mi sembra difficile,
ma voglio provare.
Tu mi aiuterai sempre,
questo lo so
e per non cadere nella voglia
di fare il male
continuerò a chiederti:
E non ci indurre in tentazione
(e fa che non cadiamo in tentazione).
ma liberaci dal male. Amen
Mi piacerebbe fare il pompiere
E salvare la gente negli incendi,
mi piacerebbe essere
Buffalo Bill e salvare
I prigionieri degli indiani.
Sai, Padre?
Mi piacerebbe
arrivare sempre
al momento giusto e dire: 
«Eccomi qua!
Ci sono io! Siete in salvo!».

Gesù ci ha avvertiti
Che il vero nemico è il male.
La sua forza
Può farsi sentire anche in noi
E ci può trascinare
a cose cattive.
(Lo provò Caino
che uccise il fratello Abele
lo provò Giuda
che tradì Gesù).
Padre difendici tu dal male.
Sei tu che puoi dirci:
«Eccomi qui! Siete in salvo!».
Te lo ricorderò tutti i giorni:
ma liberaci dal male.

Preghiera pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito Santo, dono del Cristo morente

Spirito Santo, dono del Cristo morente, fa' che la Chiesa dimostri di averti ereditato davvero. Trattienila ai piedi di tutte le croci.
Quelle dei singoli e quelle dei popoli. Ispirale parole e silenzi, perché sappia dare significato al dolore degli uomini. Così che ogni povero comprenda che non è vano il suo pianto, e ripeta con il salmo: "le mie lacrime, Signore, nell'otre tuo raccogli".
Rendila protagonista infaticabile di deposizione dal patibolo, perché i corpi schiodati dei sofferenti trovino pace sulle sue ginocchia di madre.
In quei momenti poni sulle sue labbra canzoni di speranza.
E donale di non arrossire mai della Croce, ma di guardare ad essa come all'antenna della sua nave, le cui vele tu gonfi di brezza e spingi con fiducia lontano.

RIFLESSIONE SU GESU' E MARIA SANTISSIMA
Il Salvatore è, in qualche maniera, più il frutto del Cuore di Maria, che il frutto del suo seno...
Considerate e onorate il sacro Cuore della beata Vergine, come un ritratto vivo ed una perfetta immagine del Cuore adorabile del Padre eterno. Il Figlio di Dio è il frutto del Cuore adorabile del Padre, secondo il concetto di S. Agostino quando spiega le parole: «Eructavit Cor meum verbum bonum» (Sal 44, 2) attribuendole al Cuore divino e al Verbo che ne procede. Questo Figlio, Cuore del Padre, è pure il Figlio del Cuore della Madre, e la Chiesa mette queste stesse parole sulle labbra di Lei.
Il Figlio di Dio è sempre vivente nel Padre e vive della sua vita, mentre il Padre risiede nel Figlio e vive la vita divina in Lui: «Ego in Patre, et Pater in me» (Gv 14, 10).
Il Cuore di Maria, nella sovrabbondanza della sua carità, non ha mai avuto altra dimora né altra vita che in Dio, e Dio vi ha abitato sempre, vi è vissuto sempre, vi ha regnato in modo sublime, conforme alle parole: «Dio è carità, e colui che dimora nella carità dimora in Dio, e Dio dimora in Lui» (I Gv 4, 16).
Il Padre da tutta l'eternità diede la vita nel suo Cuore al suo unico Figlio, Dio come Lui, eguale in tutto a Lui. - Il Cuore di Maria concepì e fece nascere in sé, nella pienezza dei tempi, questo stesso Figlio, suo unico Figlio come è Figlio unico di Dio. «Ella l'ha concepito nel suo Cuore, dice San Leone, prima di formarlo nel suo seno: «Prius concepit mente quam corpore». Tanto che si può dire in verità che Gesù è il frutto non solo del seno, ma del Cuore di Maria SS.
«Non sarebbe servito a nulla, a Maria, essere la Madre di Gesù secondo la carne, se Ella non l'avesse portato felicemente nel suo Cuore, più ancora che nel suo seno. «Sic et materna propinquitas nil Maria e profuisset, nisi felicius Christum Corde, quam carne gestasset» (S. Agostino).
San Jean Eudes
Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesú. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.

PREGHIERA A GESU' CRISTO
Perdonaci, o Signore, per il tempo sprecato dietro le nostre nullità,
noi non avevamo capito la tua reale importanza!
Siamo piccoli, o Signore, abbi pietà di noi,
ogni giorno sempre più impariamo a metterti al centro della nostra vita,
aiutaci nel nostro proposito di conoscerti e riconoscerti.
Abbi misericordia di noi che siamo circondati da brutti esemp,
non seguiremo più le nostre inutili ragioni,
né i falsi richiami degl'impostori,
con il tuo aiuto percorreremo insieme la via della verità
e ci lasceremo attrarre dalla tua luce che ci condurrà alla vita eterna!

Preghiera per il Rinnovamento della Chiesa
Rinnova, Signore, i prodigi del tuo amore:

Perché la tua Chiesa, Signore, sia e appaia a tutti i popoli quale famiglia dei figli di Dio, riunita nel tuo nome. Rinnova, Signore, i prodigi del tuo amore
Perché  i Vescovi, quali Maestri e Pastori, sappiano guidare e custodire, con amore e fedeltà, il gregge loro affidato. Rinnova, Signore, i prodigi del tuo amore
Perché i capi delle nazioni e quanti hanno responsabilità di guidare le sorti comuni, rispettino la dignità della persona umana. Rinnova, Signore, i prodigi del tuo amore.
++++++++++++++++++++++++++++++
Gesù, luce del mondo, illumina il nostro cammino
Gesù Maestro, fa' di noi attenti discepoli, capaci di ascoltare la tua parola di verità.
Gesù, luce del mondo, illumina il nostro cammino
Gesù, Fratello e Salvatore nostro, facci scoprire in ogni uomo l'immagine viva e concreta della tua presenza. Gesù, luce del mondo, illumina il nostro cammino
Gesù, Via, Verità e Vita, donaci di essere coerenti e gioiosi testimoni del tuo Vangelo di novità e di pace. Gesù, luce del mondo, illumina il nostro cammino.
+++++++++++++++++++++++++++++++
Ti adorino, Signore, tutti i popoli della terra
Signore Gesù, le Associazioni dei fedeli, i Gruppi laicali trovino in te, Pane vivo disceso dal cielo, la forza e il coraggio della loro presenza e della loro azione missionaria.
Ti adorino, Signore, tutti i popoli della terra
Signore Gesù, a noi qui riuniti, per adorarti, lodarti e ringraziarti, e per domandarti consolazione e speranza, concedi di essere messaggeri del tuo Vangelo di riconciliazione e di salvezza. Ti adorino, Signore, tutti i popoli della terra
Ti adorino, Signore, tutti i popoli della terra
Signore Gesù, che agli Apostoli, riuniti nel Cenacolo, hai voluto presente Maria quale Madre e Custode della Chiesa nascente, fa' che troviamo sempre in Lei il richiamo forte e premuroso all'unità, all'amore e alla pace. Ti adorino, Signore, tutti i popoli della terra
Preghiera conclusiva: Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace", non guardare ai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unità e pace secondo la tua volontà. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Riflessione sul Purgatorio
Domanda: Esiste il Purgatorio?

Don Amorth: Il Purgatorio esiste, altroché! E' un atto grande della Misericordia di Dio di avere creata questa possibilità. Niente di non perfetto può entrare in Paradiso, ecco che allora il Signore creando il Purgatorio, ci dà la possibilità di completare quella purificazione che non si è arrivati a completare in vita. Nel Purgatorio si soffre tanto e allora è importante pregare in suffragio delle anime del Purgatorio che consideriamo sante perché sono morte in grazia di Dio. Esse hanno a loro volta una grande efficacia nell'intercedere grazie per noi, noi preghiamo in loro suffragio loro pregano in nostro aiuto. Potrei parlarvi di tante grazie, anche materiali, ottenute per intercessione delle anime del Purgatorio. Il Signore ha creato la possibilità di farci completare la nostra purificazione in Purgatorio. Ricordiamoci però che è molto meglio per noi fare il Purgatorio in questa vita, perché le pene del Purgatorio sono grandissime e lunghe.

Atto di confidenza in Dio
Gli uomini possono spogliarmi di tutti i beni e del mio stesso onore; le malattie possono privarmi delle forze e dei mezzi per servirti; col peccato posso perdere perfino la tua grazia, ma non perderò mai e poi mai la mia fiducia in Te. La conserverò fino all'estremo della mia vita e il demonio, con tutti i suoi sforzi, non riuscirà mai a strapparmela. Gli altri aspettino pure la loro felicità dalle ricchezze e dal loro ingegno; facciano anche affidamento sulla innocenza della loro vita, sui rigori delle loro penitenze, sulla quantità delle loro opere buone o sul fervore delle loro preghiere; per me tutta la mia confidenza è la mia stessa confidenza; confidenza che non ha mai ingannato nessuno. Ecco perché ho l'assoluta certezza di essere eternamente felice, perché ho l'incrollabile fiducia di esserlo e perché lo spero unicamente da Te. Per mia triste esperienza devo purtroppo riconoscere di essere debole e incostante; so quanto le tentazioni possono contro le virtù più affermate; eppure nulla, finché conserverò questa ferma fiducia in Te, potrà spaventarmi; starò al riparo da ogni disgrazia e sarò certo di continuare a sperare, perché spero questa stessa immutabile speranza. Infine, mio Dio, sono intimamente persuaso che non sarà mai troppa la fiducia che ho in te e che ciò che otterrò da Te, sarà sempre al di sopra di ciò che avrò sperato. Spero anche, Signore, che tu mi sorreggerai nelle facili debolezze; mi sosterrai negli assalti più violenti; che farai trionfare la mia fiacchezza sopra i miei più temuti nemici.
Amen.

Dal deserto al Calvario
Dal deserto del digiuno e della tentazione
fino al monte Calvario, la pace passa attraverso
tutte le strade scoscese della Quaresima.
E quando arriva ai primi tornanti del Calvario,
non cerca deviazioni di comodo, ma vi si inerpica
fino alla croce.
Si, la pace, prima che traguardo, è cammino,
cammino in salita.
E sarà beato, perché operatore di pace,
non chi pretende di trovarsi all'arrivo senza aver
mai patito, ma chi parte.
Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente
intravista, anche se mai (su questa terra, s'intende)
pienamente raggiunta.
Don Tonino Bello

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito Santo, torna a parlarci

Spirito Santo, che riempivi di luce i Profeti e accendevi parole di fuoco sulla loro bocca, torna a parlarci con accenti di speranza.
Frantuma la corazza della nostra assuefazione all'esilio. Ridestaci nel cuore nostalgie di patrie perdute.
Dissipa le nostre paure. Scuotici dall'omertà. Liberaci dalla tristezza di non saperci più indignare per i soprusi consumati sui poveri.
E preservaci dalla tragedia di dover riconoscere che le prime officine della violenza e della ingiustizia sono ospitate nei nostri cuori.
Donaci la gioia di capire che tu non parli solo dai microfoni delle nostre Chiese. Che nessuno può menar vanto di possederti
E che, se i semi del Verbo sono diffusi in tutte le aiuole, è anche vero che i tuoi gemiti si esprimono nelle lacrime dei maomettani e nelle verità dei buddisti, negli amori degli indù e nel sorriso degli idolatri, nelle parole buone dei pagani e nella rettitudine degli atei.di Tonino Bello

Riflessione sulla  fede scritta da un Sacerdote Andrea Fulco
La Provvidenza si diverte a volte a scherzare e combina certi intrecci fra guai e soluzioni che noi sembrerebbero enigmi indecifrabili ma che dalle sue mani si sgomitolano e formano disegni meravigliosi... coraggio la Provvidenza va a dormire dopo di noi e si alza più tardi.... Avere fede vuol dire vedere in tutto un segno della Presenza di Dio..
Essere Papa vuol dire dire si alla chiamata di Dio che ci sceglie per essere pescatori di uomini e servì di tutti.. il Papa come recita un detto antico e' Servus Servorum Dei... Bello capire che nella chiesa noi per primi lasciamo le fascia filettate di seta per indossare il grembiule sporco delle amarezze degli altri..... In questo recuperiamo la stola del servizio e preghiamo per il Pontefice nuovo che dovrà porta avanti come servo le sorti difficili della Chiesa,,, Lo Spirito sta a poppa....
In questo clima di instabilità politica e religiosa, mi viene da pensare a Dio che non è instabile anzi poiché onnipotente ed Eterno ci offre la possibilità della fede per essere assunti come operai permanenti del vangelo a tutte le ore.. Non ci sono disoccupati nella fede ne cassaintegrati ma uomini e donne che sono impiegati e ministri di un amore senza fine, Dio non va in vacanza e come dice Gesù vive con noi tutti i giorni fino alla fine. Le nostre forze prima o poi finiscono ma la fede ci farà sempre sopravvivere e mai ci farà morire di fame.... la vita di chi non crede cade nella disperazione..... Forza crediamo con il cuore e investiamo tutto su Gesù....
Dio non ci abbandona e non va in pensione ne si arrende davanti al mio peccato e abbandono o quando lo bestemmio, e lo tradisco e non metto più piede alla Messa.... Gesù ci mostra un volto sofferente e gioioso di un papà che ci ama, perdona, attende, ci riveste, ci bacia e ci lancia il suo amore fino all'inverno simile,,, se il mondo si butta giù perché ha perso il lavoro, ti ha lasciato la donna o la tua vita sembra u. Fallimento, occorre u. Gesti semplice di amore per rimetterei in gioco e per cambiare la vita,,,,dopo la pioggia il sole esce ... Noi vorremmo vederlo anche nella pioggia e perciò siamo sempre più tristi,,,,,, aspettiamo e attendiamo nella preghiera il ritorno del sole,,,, chi ama e si lascia amare sposta le nubi e le tempeste.....

PREGHIERA DI MADRE TERESA DI CALCUTTA DONACI UN CUORE NUOVO
Donaci, Signore, un cuore nuovo!
Apri i nostri occhi, Signore,
perché possiamo vedere te
nei nostri fratelli e sorelle.
Apri le nostre orecchie, Signore,
perché possiamo udire le invocazioni
di chi ha fame, freddo, paura,
e di chi è oppresso.
Apri il nostro cuore, Signore,
perché impariamo ad amarci gli uni gli altri
come tu ci ami.
Donaci di nuovo il tuo Spirito Signore,
perché diventiamo un cuor solo ed un’anima sola,
nel tuo nome.
Amen.
Madre Teresa di Calcutta

RIFLESSIONE SULLA PREGHIERA
✻ღϠ₡ღ✻ƸӜƷ•°*””*°•.ƸӜƷ•°*””*°•.
(¯`✻´¯) ೋღ**ღೋ
`*.¸.*✻ღϠ₡ღ Nel cuore della preghiera

Tra i vari moventi della preghiera dobbiamo mettere tra i primi posti da una parte la consapevolezza della nostra estrema povertà e dell'altra la certezza che colui che invochiamo è in grado di soccorrerci. Tutto ciò sgorga essenzialmente dalle tre virtù teologali, che ci orientano verso Dio: la fede, la speranza e la carità. Tutte le virtù cristiane sono però correlate tra loro, per cui le individuiamo subito un'altra, che costituisce un indispensabile supporto a quelle menzionate: l'umiltà. Essere umili significa riconoscere ciò che siamo, riconoscere con la migliore gratitudine i doni di Dio, riconoscere nella sua verità sia il bene di cui siamo capaci, sia il male di cui siamo responsabili. Sono queste le migliori premesse della preghiera. I due protagonisti del vangelo odierno si contrappongono nettamente offrendoci l'uno una bella testimonianza di preghiera autentica, l'altro un cattivo esempio di umana presunzione. Il fariseo infatti fa vanto delle sue azioni e, pur ringraziando Dio, le attribuisce a se stesso. La sua, più che una preghiera, è un soliloquio di autogratificazione. Con un giudizio assolutamente personale, si ritiene migliore degli altri uomini, migliore anche del pubblicano, che guarda con sufficienza e disprezzo. Più che pregare, egli ci da l'impressione di chi sta presentando al Signore le proprie credenziali; non ha nulla da chiedere, ha solo da offrire, con palese orgoglio, la sua presunta giustizia. Com'è diverso l'atteggiamento del vero orante: il pubblicano, riconoscendosi peccatore, si tiene a doverosa distanza da Dio e, in una serena mortificazione, non osa neanche di levare gli occhi verso il cielo, verso la dimora del Dio altissimo. Si riconosce reo di peccato e, mosso da sincero pentimento, si batte il petto e implora la misericordia divina: "O Dio, abbi pietà di me, peccatore". È illuminate per noi la conclusione che Gesù trae al termine della parabola: "Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato". Abbiamo una evidente e pressante alternativa: o accettare ed adeguarci alle sfide innumerevoli che il mondo ci lancia e in questo caso l'orgoglio è sicuramente l'arma più efficace, o fidarci di Dio e affidarci a lui come umili mendicanti, ma stracolmi di fiducia in lui. Monaci Benedettini Silvestrini

MADRE NOSTRA
O Madre donata noi da Gesù da sotto la croce, come vera nostra Madre intercedi per noi la divina Grazia; Dio Spirito Santo Amore dimora nel tuo cuore come in nessun altra creatura, se sapessimo veramente quanto ci ami piangeremmo di gioia e il Signore Dio non può resistere alla supplica di sua Madre che tu o Maria gli rivolgi per amore dei tuoi figli.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
O Spirito Santo, contemplarti vuol
dire Immergere il nostro sguardo
nell'invisibile, nella profondità del mistero di Dio.
Tu non hai un volto umano come il Cristo del Vangelo,
nelle sembianze del Padre; ma rinunciando a raffigurarti in qualche modo,
noi vogliamo aderire a Te con tutte le nostre forze.
O Spirito di Dio, tu non hai volto perché sei il fuoco dell'amore
poiché unisci il volto del Padre e del Figlio,
per formarne uno solo in una fusione sublime.
O Spirito Santo, Tu che sei il soffio che emana dal
Padre e dal Figlio porta il giusto respiro alla nostra
vita, la luce al nostro intelletto, il vero slancio al
nostro cuore in modo da poter amare i nostri fratelli
Elena Guerra

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA
O Maria, Madre del Signore,
veramente Tu sei più preziosa
di tutta la creazione:
da Te il Figlio di Dio,
nel quale tutto fu creato,
ha ricevuto le primizie
del suo corpo umano.
La sua carne fu fatta della tua carne,
il suo sangue del tuo sangue.
Dio si è nutrito del tuo latte.
Le tue labbra lo hanno baciato,
le tue braccia lo hanno stretto a sé.
O Donna tutta amabile,
tre volte beata!
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno.
O Donna tutta santa,
vivente capolavoro di Dio
che in Te si compiace.
O Donna tutta grazia,
Dio ti ha scelta per dare compimento
al suo progetto di amore e di salvezza,
per assumere la nostra umanità
e renderci partecipi della sua divinità. Amen

RIFLESSIONE SULLA FEDE
Che cosa significa avere FEDE?che cosa è la FEDE? chi sa rispondermi chi ha mai riflettuto sulla FEDE?........................................

La FEDE è camminare in una stanza buia ed essere guidati dalla voce di DIO, la FEDE è stare in una barca con il mare in tempesta e continuare a remare sapendo che la barca non affonderà mai perchè e GESU' a guidarla, la FEDE e essere testardi e lottare contro tutte le avversità contro ogni evidenza e logica, la FEDE ti fa camminare nel buio, sul fuoco, sull'orlo di un precipizio ed essere sicuri che nulla potrà accaderti, la FEDE è essere davanti ad un plotone di esecuzione che sta per sparare mentre tu tranquillo ascolti la voce di DIO che ti dice "non preoccuparti perchè nulla ti accadra", la FEDE è la sicurezza che tu puoi spostare le montagne perchè GESU' l'ha detto, la FEDE è guardare tutto con il cuore e non con i nostri sensi, la FEDE è tutto cio che ruota intorno alla nostra vita..........................................., quindi caro fratello/sorella chiedi ogni giorno a GESU' che ti doni prima di tutto la FEDE che tu sia saldo nella FEDE in ogni momento, perchè la vita è fatta di alti e bassi per ognuno di noi e ci saranno dei momenti nella vita quando tutto ti crollerà addosso e tutto avrai perso ma rimarrà solo la FEDE e sarà l'unica cosa a cui tu potrai aggrapparti............che il Signore ti Benedica.

POESIA SULLA PACE DI UN AMORE FRATERNO
DOVE TERMINA L'ARCOBALENO

Dove termina l'arcobaleno
Deve esserci un luogo, fratello,
Dove si potrà cantare ogni genere
di canzoni,
E noi canteremo insieme, fratello,
Tu ed io, anche se tu sei bianco e io
non lo sono,
Sarà una canzone triste, fratello,
Perchè non sappiamo come fa,
Ed è difficile da imparare,
Ma possiamo riuscirci, fratello, tu ed io.
Non esiste una canzone nera.
Non esiste una canzone bianca.
Esiste solo musica, fratello,
Ed è musica quella che canteremo
Dove termina l'arcobaleno.                                             

GESU' TU LA MIA LAMPADA
Signore, Tu sei la mia lampada,
Ti prego, Signore
di rischiarare la mia lampada che è la preghiera:
preghiera che fa fatica ad accendersi,
che non è splendente come vorrei.
Ti chiedo Signore di rischiararla
e però vorrei con più audacia,
fare mie le parole di Davide: tu sei la mia lampada.
Non voglio quindi preoccuparmi troppo
della mia preghiera nella certezza che tu sei
la mia lampada, il sole dalla mia vita.
Donaci, o Signore Dio nostro, di capire il mistero della preghiera.
Donami di coltivare la terra con umiltà e
semplicità di cuore, a imitazione della Vergine Maria.
(Cardinale Carlo Maria Martini)

 Poesia Lama di luce  
Ancora come un urlo, una voce, squarcia l’aria
si diffonde, sconfina in ogni latitudine, rimbalza:
“DiGli che ci sono anch’io,
a raccontare della vita solitudini, lacerazioni.
Sempre ferito il cuore
confuso e perso nella ricerca
nella mente tortuose domande si confondono.”
Di colpo, un’altra voce, oltre il vagito,
a scuotere il silenzio
diventa presenza, risposta:
“Di’ a tutti che sono nato,
a dare volto all’amore
nome alla speranza, senso ai giorni… “
Intanto una lama di luce fende il buio
a rischiarare di ognuno la notte…

Pubblicata alla Consigliera Germana Brivio
Preghiere allo Spirito Santo di don Tonino Bello, In attesa dello sposo
IN ATTESA DELLO SPOSO

Dona alla tua Chiesa tenerezza e coraggio
Spirito di Dio, fa’ della tua chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi. Alimentane il fuoco con il tuo olio, perché l'olio brucia anche.
Dà alla tua chiesa tenerezza e coraggio. Lacrime e sorrisi. Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero.
Disperdi la cenere dei suoi peccati. Fa’ un rogo delle sue cupidigie.
E quando, delusa dei suoi amanti, tornerà stanca e pentita a te, coperta di fango e di polvere dopo tanto camminare, credile se ti chiede perdono.
Non la rimproverare. Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo con le fragranze del tuo profumo e con l'olio di letizia.
E poi introducila, divenuta bellissima senza macchie senza rughe, all'incontro con lui perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire, e possa dirgli finalmente: sposa mio.

Riflessione di vita  per andare verso il Sentiero di Dio
╔═════════════ ೋღ❤ღೋ ════════════╗

Cammina uomo sul sentiero che ti è stato destinato!
Non guardare le buche , i sassi , le serpi che ti sfiorano!
Cammina senza voltarti!
Non rimpiangere il passato, ti creerà soltanto dolore!
Guarda sempre avanti , segui il sentiero di Dio.
Lascia che l’odio e la cattiveria ti scivolino via.
Abbi fiducia solo in te stesso e non avere paura.
Affida i tuoi passi a Colui che ti ha creato!
Sii sereno con te stesso e aiuta sempre coloro che incontri sul cammino!
Cammina uomo, fino a che non sarai giunto alla fine del tuo percorso!
(Gemma Barzaghi)
╚═════════════ ೋღ❤ღೋ ════════════╝

RIFLESSIONE DI QUARESIMA SULLA PASSIONE DI GESU' CRISTO
GESÙ CRISTO SUDA SANGUE

1. Col Sangue ti dimostra l'amore.
Nel tormento tristissimo dell'ora fra il timore e l'angoscia e nel desiderio ardente di salvare gli uomini. Gesù come in agonia sudò per il corpo un sudore di sangue che goccia a goccia scendeva. Buon Gesù, quanto patite per me! Prima che i carnefici vi strazino il corpo, voi spargete volontariamente il sangue per amor mio; ed io sono tanto restio al patire, e così tiepido a riamarvi!
2. Nel Sangue affoca i nostri peccati.
Una sola lacrima di Gesù bastava a cancellare tutti i peccati; ma Egli ne concepì un sentimento così vivo e profondo e ne provò un dolore così eccessivo, che volle piangerli con lacrime di Sangue. Fossi io stato quella terra felice che ne rimase inzuppata, per uscire mondo e santificato da tanto lavacro! Non voglio più essere freddo a pentirmi delle mie colpe, a detestarle, e facile a replicarle.
3. Col Sangue piange i nostri dolori.
Volle, in quel punto, portare nel Cuore tutte le afflizioni e i patimenti dei suoi figli; fu allora, dice S. Lorenzo Giustiniani, spiritualmente lapidato con S. Stefano, crocifisso con S. Pietro, bruciato con S. Lorenzo, addolorato, afflitto con tutti i tribolati e gli afflitti, martirizzato con Maria Vergine e, per loro compassione, sudò Sangue. O buon Gesù, potessi io spargere per Voi il sangue mio! Potessi farvi amare e lodare da tutti!
PRATICA: Sette Gloria al Padre in onore delle sette effusioni di Sangue di Gesù.

RIFLESSIONE SUL NOSTRO COMBATTIMENTO SPIRITUALE
CHE DIO TI BENEDICA E PROTEGGA SEMPRE .. SII SEMPRE PRONTO NEL COMBATTIMENTO CONTRO IL MALE .. SII UMILE E SPLENDENTE COME UN FIORE MAESTOSO DEI CAMPI .. SII FIERO DELLE ALI CHE ESTENDI NELLO SPLENDORE DELLA LUCE DEL PARADISO .. CHE NIENTE E NESSUNO TI POSSA FARE INCIAMPARE TI SORREGANO GLI ANGELI DEL SIGNORE GESU' ... CHE NESSUN LACCIO DEL MALE TI POSSA LEGARE ...SII MAESTOSO NELLA SEMPLICITA' DELLA TUA ANIMA ...RICORDATI SEMPRE ...IL TUO SCUDO E LA TUA FEDE E LA TUA SPADA E IL NOME DI DIO ..

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Soren Kierkegaard

Signore,
aiutaci a vivere l'oggi,
a non indugiare nel passato.
Ciò che è stato è stato,
e tutto il mio rammarico
non lo farà risorgere.
Il momento immediatamente presente
è quasi sempre tollerabile.
Soltanto il rimpianto del passato
e l'apprensione del futuro
lo rendono insopportabile.
Adattarsi alle circostanze
è assai più facile
che piegarle alla nostra volontà.
Aiutaci a capire
che accettare il dono di ogni giorno
è lasciarsi guidare
docilmente da Te.

RIFLESSIONE SULLA VITA
La vita è fatta di delusioni, botte e lividi.. che nemmeno il tempo è capace di cancellare. La Vita è fatta di partenze e di ritorni, però una cosa ho imparato, in tutta questa spirale di esperienze negative che si potrà anche soffrire stare male, piangere fino a sentir doloranti gli occhi, ma ci si rialza sempre, perchè nulla è più importante di noi stessi e della nostra vita, che è il dono più prezioso che abbiamo.
(Ligabue)

PREGHIERA PUBBLICATA DALLA NOSTRA SORELLA MICHELINA CARMELA DI TARANTO
INVOCHIAMO LO SPIRITO SANTO PER I 115 CARDINALI CHIAMATI AD ELEGGERE IL NUOVO PONTEFICE

Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto. 0 luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli. Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa. Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato. Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni. Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen

PREGHIERA DEL BUONGIORNO
Ogni giorno al tuo risveglio pensa:
Oggi sono fortunato perché
mi sono svegliato
Sono vivo
ho il dono prezioso della vita
Non lo sprecherò.
Userò tutte le mie energie
per migliorare me stesso,
per aprire il mio cuore agli altri,
lavorerò per il loro beneficio.
Avrò solo pensieri gentili verso gli altri non mi arrabbierò
e non penserò male di nessuno.
Aiuterò gli altri il più possibile
mettendo la mia vita al loro servizio.

RIFLESSIONI SULLA TUA VITA
In questo giorno della tua vita, Io credo che Dio voglia che tu sappia…
…che i doni che hai sono molteplici e magnifici – e il tuo tempo di donare questi doni è appena cominciato.
Le situazioni che vivi in questo momento sono state inviate nella tua vita per darti il contesto perfetto dentro il quale fare esperienza della vera meraviglia e gloria di Chi Sei Veramente.
Onestamente, senza tante chiacchiere, è tempo che tu ti renda conto ed esprima la pienezza e la ricchezza del tuo meraviglioso e speciale essere.
Queste situazioni, quello che accade in questi giorni e in questi tempi, le difficoltà che sono presenti nella tua vita, sono designate da te (ad un livello molto più alto) per dare al Piccolo Te l’opportunità di fare esperienza del Grande Te… proprio qui, proprio ora. Dai un’occhiata a quello che stai affrontando in questo momento, in questo stesso giorno. Pensi davvero che sia tutto un caso?
Con amore, ♥
Il Tuo Amico,
Neale

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio Preghiera allo Spirito Santo
di San Bernardo

O Spirito Santo,
anima dell’anima mia,
in te solo posso esclamare: Abbà, Padre.
Sei tu, o Spirito di Dio,
che mi rendi capace di chiedere
e mi suggerisci che cosa chiedere.
O Spirito d’amore,
suscita in me il desiderio
di camminare con Dio:
solo tu lo puoi suscitare.
O Spirito di santità,
tu scruti le profondità dell’anima
nella quale abiti,
e non sopporti in lei
neppure le minime imperfezioni:
bruciale in me, tutte,
con il fuoco del tuo amore.
O Spirito dolce e soave,
orienta sempre più
la mia volontà verso la tua,
perché la possa conoscere chiaramente,
amare ardentemente
e compiere efficacemente. Amen.

DIO CI AMA
Amore, che mi formasti
Amore, che mi formasti
a immagine di Dio  che non ha volto,
Amore che sì teneramente
mi ricomponesti dopo la rovina,
Amore, ecco, mi arrendo:
sarò il tuo splendore eterno.
Amore, che mi hai eletto fin dal giorno
che le tue mani plasmarono il corpo mio,
Amore, celato nell'umana carne,
ora simile a me interamente sei,
Amore ecco, mi arrendo:
sarò il tuo possesso eterno.
Amore, che al tuo giogo
anima e sensi, tutto m'hai piegato,
Amore, tu m'involi nel gorgo tuo,
il cuore mio non resiste più,
ecco, mi arrendo, Amore:
mia vita ormai eterna.
(Padre David Maria Turoldo)

Riflessione: Una prova schiacciante
Gesù crocefisso! Come posso guardarti
con tranquillità, con indifferenza?
Gesù crocefisso! Ma esiste un’altra prova
più schiacciante del tuo amore?
Gesù crocefisso, parla,
scuoti il mio torpore, ma per sempre!
Povera la Madre tua,
crocefissa senza nemmeno una croce,
crocefissa con te
senza poter far nulla per te,
crocefissa accanto a te
mentre ti aiuta a sopportare.
Cristo, sei nato tra i poveri,
hai voluto il posto più povero per nascere,
hai voluto per primi intorno a te
i disprezzati;
ora vuoi morire tra i ladri.
Certo,non dai alcun valore
alle valutazioni umane;
sembra che per te debbano essere
tutte capovolte, tanto sono fallaci.
Penso a quando issarono la croce:
che tortura fu la tu!
Gesù, non riesco a pensare
alla tua posizione, al respiro spasimante,
al peso del tuo corpo,
a quelle mani inchiodate.
Ma perché hai scelto proprio
la morte più terribile?
Lo so perché:
volevi dare una prova che sfidasse i secoli,
per chiamare all’amore gli uomini.
Grazie per la scritta sul capo:
mi dici che sei venuto e sei morto
per essere re,mio re:
vuoi regnare nel mio cuore.
(Padre Andrea Gasparino)

POESIA IL SORRISO
Solo per oggi, e domani ancora…
Alzati presto. Fai un sorriso
Lascia andare i sensi di colpa, non guardarti indietro.
Fai un piano, credi in te stesso.
Goditi cio’ che sei. Accetta la tua umanità.
Chiedi aiuto, e accetta cio’ che gli altri hanno da darti.
Ringrazia.
Cambia, senza indugio e con coraggio.
Accetta cio’ che non puoi cambiare. Sii paziente.
Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore.
Non indugiare sul passato.
Vivi con amore ogni momento. Costruisci un domani migliore.
Apri il tuo cuore, esplora la tua anima.
Ricorda, i miracoli accadono.
Sorridi.
* Sorriso*
* * Che sia tempesta di odio o d' amore,* *
* *che sia speranza, ricordo o memoria,* *
* *che sia caos o tacito tumulto.* *
* *Eppure è sempre la dolcezza amara* *
* *del tuo bel sorriso.* *

Questo cuore
Questo cuore non sa più amare
perché ha visto l’odio.
Questo cuore stenta a gioire
perché ha visto il sangue
dell’odio tra gli uomini.
Questo cuore muore
perché ha visto la morte
negli occhi dei fratelli.
Questo mio cuore impazzisce
perché ha visto l’egoismo che
soffoca l’amore …
questo cuore non ne può più.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiamo.

O Padre, che guidi e custodisci la tua Chiesa,
dona ai Padri Cardinali
lo Spirito di intelligenza, di verità, di pace,
perché si sforzino di conoscere la tua volontà,
e ti servano con totale dedizione.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

PENSIERO ARABO
Ogni parola,
prima di essere pronunciata,
dovrebbe passare da tre porte.
Sull'arco della prima porta dovrebbe esserci scritto:
"E' vera?"
Sulla seconda campeggiare la domanda:
"E' necessaria ?"
Sulla terza essere scolpita l'ultima richiesta:
"E' gentile ?"
Una parola giusta puo' superare le tre barriere
e raggiungere il destinatario
con il suo significato piccolo o grande.
Nel mondo di oggi,
dove le parole inutili si sprecano,
occorrerebbero cento porte,
molte delle quali rimarrebbero sicuramente chiuse.
(Romano Battaglia) 

PREGHIERA A DI PADRE
Credo in un solo Dio,che è Padre
di tutti.
Anche di quelli che lo “offendono”col peccato.
Un Padre che dona la Vita.
Anche quando sei nella “prova” , usa sempre misericordia.
Credo che Dio si è fatto uomo.
Credo che Cristo Gesù è l’unica strada
che conduce al Regno.
Immagine senza macchia del “volto” dell’uomo.
Credo nello Spirito Santo.
Che discende e opera,
per trasformarci in immagine di Cristo Gesù.
Credo che la nostra Fede,fatta di Opere, ci “consegnerà”
alla Vita.
Credo nella Buona Novella,il perdono dei peccati.
La speranza della Resurrezione.
Nulla andrà perduto.
Quello che per gli uomini è
un “frammento” per Dio è una montagna.
Nessun sacrificio,dinanzi a Dio sarà stato vano.
Nessuna lacrima, che bagnerà il volto di un figlio di
Dio, non sarà “asciugata”...
Lode e Gloria a Te Signore Gesù.
Grazie per ogni attimo di vita che ci doni.
Servi inutili, in un mondo pieno d’insidie.

LA PASSIONE DI GESU' CRISTO
Dietro la sua grande passione e dolore, c'e' la cosa piu' semplice ed infinita, L' AMORE........
Solo per AMORE. Solo con AMORE, perche' siamo stai creati e fatti con AMORE
AMORE fatto di Perdono, Misericordia, Umilta', Sopportazione, Pieta', Fratellana, Uguaglianza......... Questo e' quello che ci lega con il Padre celeste. Questo e' come ci vuole AMARE. Questa e la nostra unica salvezza....

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Siamo qui tutti davanti a te, o Spirito Santo Signore nostro, inceppati, è vero, dai nostri peccati, ma pur spontaneamente riuniti nel tuo nome.
Vieni a noi, resta con noi, degnati di riempire le anime nostre. Insegnaci ciò che dobbiamo trattare, come procedere, e mostraci ciò che dobbiamo decidere, affinché con il tuo aiuto possiamo in tutto piacerti.
Sii l’unico ispiratore delle nostre risoluzioni, l’unico a renderle efficaci, tu al quale soltanto, con il Padre e con il Figlio, risale ogni gloria.
Tu che ami sopra ogni cosa ciò che è giusto, non permettere che sia da noi violato l’ordine della giustizia. Fa che l’ignoranza non ci induca in errore, che la parzialità non riesca a piegarci e che offerta di doni o riguardi di persone non ci corrompa.
Uniscici efficacemente a te con il dono della tua grazia, affinché siamo in te una cosa sola e non ci allontaniamo in nessun modo dalla verità. E poiché siamo riuniti nel tuo nome, fa’ che in ogni cosa ci atteniamo alla giustizia temperata dalla carità, affinché quaggiù nessun nostro pensiero si allontani mai da te e nell’altra vita, per aver bene agito, conseguiamo il premio eterno. Amen.

PREGHIERA A DIO PADRE E A GESU' CRISTO
Credo in un solo Dio,che è Padre
di tutti.
Anche di quelli che lo “offendono”col peccato.
Un Padre che dona la Vita.
Anche quando sei nella “prova” , usa sempre misericordia.
Credo che Dio si è fatto uomo.
Credo che Cristo Gesù è l’unica strada
che conduce al Regno.
Immagine senza macchia del “volto” dell’uomo.
Credo nello Spirito Santo.
Che discende e opera,
per trasformarci in immagine di Cristo Gesù.
Credo che la nostra Fede,fatta di Opere, ci “consegnerà”
alla Vita.
Credo nella Buona Novella,il perdono dei peccati.
La speranza della Resurrezione.
Nulla andrà perduto.
Quello che per gli uomini è
un “frammento” per Dio è una montagna.
Nessun sacrificio,dinanzi a Dio sarà stato vano.
Nessuna lacrima, che bagnerà il volto di un figlio di
Dio, non sarà “asciugata”...
Lode e Gloria a Te Signore Gesù.
Grazie per ogni attimo di vita che ci doni.
Servi inutili, in un mondo pieno d’insidie.
Roccia e riparo per chi in Te confida. Amen.

RIFLESSIONE SULLA PAURA
Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore.
Quando la paura ti assale ti paralizza. Essa può essere paralizzante più di qualsiasi altro dolore perché soffoca la nostra libertà, riduce la nostra capacità di reagire con fiducia, con gioia, con speranza.
Il versetto di Giovanni ci offre un percorso certamente non facile, ma che rappresenta l’unica strada possibile per tener a bada la paura.
L’amore è la chiave che Dio ci offre per uscire dal labirinto della paura. Senza l’amore siamo schiavi di una paura che diventa la nostra prigione. Di fronte ai tanti timori che assillano il nostro animo e che, sia a livello personale che a livello sociale, soffocano le nostre potenzialità positive, la parola di Dio ci propone la strada impegnativa, ma anche liberatrice dell’amore. Solo l’amore di Dio è in grado di attenuare e scardinare la morsa delle nostre paure.

PAROLE DI UNA MAMMA DEDIDICATE AL PROPRIO FIGLIO CON TANTO AMORE MATERNO
“Figlio mio" ♥
vivi in modo da non doverti vergognare di te stesso,
dì la tua parola in modo che ciascuno debba dire
di te che ci si può fidare;
e non dimenticare che dare gioia ci dà anche gioia.
Impara a tempo che la fame dà sapore ai cibi,
e rifuggi la comodità perché rende insipida la vita.
Un giorno dovrai fare qualcosa di grande:
a tale scopo devi diventare tu stesso qualcosa di grande.”
F. Nietzsche

Pubblicata dalla Consigliera  Germana Brivio
Preghiera Maria per la Chiesa.

A te ci rivolgiamo, Madre della Chiesa, che hai accolto con disponibilità la chiamata di Dio. Fà che molti uomini e donne sappiano percepire ancora oggi la voce invitante del tuo Figlio \"Seguimi!\". Fa che trovino il coraggio di lasciare le loro famiglie, le loro occupazioni, le loro speranze terrene e seguano Cristo sulla via da lui tracciata. Stendi la tua mano materna sui Missionari sparsi in tutto il mondo, sui religiosi e le religiose che assistono gli anziani, i malati, gli impediti, gli orfani; su quanti sono impegnati nell'insegnamento, sui membri degli istituti secolari, fermenti silenziosi di opere buone; su coloro che nella clausura vivono di fede e di amore e impetrano la salvezza del mondo. Amen.

CONSACRAZIONE DELLE FAMIGLIE
AI CUORI SS.DI GESU' E MARIA
E A S.GIUSEPPE

Cuori SS. di Gesù e di Maria,
ci rivolgiamo a Voi fiduciosamente con questa supplica per chiedere
la misericordia, l'aiuto e la protezione su tutti i nostri cari.
Consapevoli dei rischi e dei pericoli in cui si trovano le nostre famiglie
e considerando con timore e sofferenza, che questo stato di cose,
si fa sempre più grave ed imminente, osiamo alzare i nostri occhi a Voi,
Cuori SS. di Gesù e di Maria per chiedervi di venire in soccorso
delle nostre famiglie e di racchiuderle nei Vostri Cuori,
affinchè siano protette spiritualmente, moralmente e fisicamente.
Non avendo altra speranza se non in Voi, domandiamo con tutte le forze:
"Aiutateci Gesù, Maria e Giuseppe!
Conservateci la fede, la Carità, l'onestà, la rettitudine,
la purezza dei costumi, la liberazione dai vizi più pericolosi e devastanti...
Salvateci dal male e dalla rovina morale, spirituale e fisica..."
A questo fine, non avendo altri mezzi per opporci a questa situazione dolorosa,
che diventa sempre più incalzante, sfacciata e provocante,
consacriamo le nostre famiglie ai Vostri SS. Cuori, Gesù, e Maria,
e confidiamo nella vostra bontà e misericordia infinita.
Tu, Signore, hai detto ai tuoi apostoli,
timorosi e spaventati per l'incalzare delle onde burrascose del mare:
" Perchè temete, uomini di poca fede !
Ecco sono Io in mezzo a voi".
Non abbiamo dunque paura della sovrabbondanza del male,
ma con estrema fiducia ci affidiamo ciecamente ai Vostri Cuori,
Gesù e Maria, perchè le nostre famiglie
siano salvate e preservate da ogni rischio e pericolo.
"Cuori SS. di Gesù e di Maria noi confidiamo in Voi".

LA GENEROSITA'
♥ La generosità é legata al corretto utilizzo di quello che si possiede e alla capacità di condividerlo con gli altri. Essere generosi significa creare equilibrio tra la coscienza di 'mio' e 'tuo'. Oggi, una delle parole più usate, anche sulla bocca dei più piccoli, é l'aggettivo possessivo 'mio'. Ma cosa ci appartiene in realtà? Siamo venuti sulla terra 'nudi' e ritorneremo 'nudi'. Tutto quello che possediamo é da restituire prima o poi. Ma spesso ci dimentichiamo di essere solo degli 'amministratori', la cui dignità é legata a quanto onesti siamo nell'espletare questo ruolo di fiducia. L'avidità é paura, ma ricchezze e beni non fanno male né vanno denigrati come tali. L'utilizzo delle proprie risorse e il metodo per accumularne ancora, possono essere più o meno corretti. Niente potrà mai mancare a chi agisce con coscienza, onestà e rispetto. L'abbondanza é il suo ritorno. Privarsi di qualcosa che eccede o avanza, non é vera generosità, qualità che invece implica una rinuncia specifica, fatta con amore e non con sforzo. Chi é generoso non calcola né misura quello che dona. Chiedere non fa parte dell'attitudine di chi dona. Poiché egli abbonda dei frutti di un'autentica generosità." ♥
Tratto da "Canto di Libertà" di Antonella Ferrari

LA VITA E' PREZIOSA
Non conservare niente per un’occasione speciale, ogni giorno che vivi è un’occasione speciale.
Leggi di più, ammira il paesaggio, passa più tempo con i tuoi cari. La vita è un’insieme di esperienze da godere, la vita non è sopravvivere. Non conservare nulla: usa i bicchieri di cristallo tutti i giorni, metti la giacca nuova tutte le volte che vuoi,n on rimandare. Le frasi ‘un giorno’ e ‘uno di questi giorni’ falle scomparire dal tuo vocabolario. Emana serenità e allegria intorno a te, è contagiosa, la donerai anche agli altri. Ogni giorno che dedichi a te stesso è un giorno speciale perchè ogni giorno, ogni ora, ogni minuto di vita è speciale ♥

Dedico al nostro amato Papa Benedetto XVI queste parole che la Madonna diede in consolazione a Don Gobbi nella Quaresima del 1983:
" Porta ogni giorno la tua Croce e non uscire mai dal Divino Volere.
Le tue ferite sono le incomprensioni, i dubbi, le perplessità, i numerosi abbandoni.
Queste sono le vere piaghe dell'anima, che nessuno vede, più preziose dell'oro, il cui sangue Io sempre raccolgo per irrorare il giardino delle anime aride ed assettate dei tuoi fratelli sacerdoti.
La tua salita al Calvario é il cammino che devi fare per me, l'avanzare solo e fiducioso, tra tante tue paure e lo scetticismo orgoglioso che ti circonda e non crede.
L'immensa stanchezza che senti, quel senso di sfinitezza che tanto ti prostra, è la tua sete.
I flagelli e gli schiaffi sono le insidie e le dolorose tentazioni del Mio avversario.
Le grida di condanna sono i serpenti velenosi che ostacolano il tuo cammino ed i rovi che pungono il tuo fragile corpo di bimbo tante volte percosso.
L'abbandoono a cui ti chiamo é l'amaro sapore di sentirti sempre più solo, lontano da amici e discepoli, respinto talvolta anche dai tuoi più ferventi seguaci.
Ma accanto a te vi è la Madre Addolorata; insieme a Lei vivi, con amore e fiducia, la passione dolorosa che nessuno riesce a vedere ma che ogni giorno ti consuma, come vittima da Me immolata per tutti i tuoi fratelli sacerdoti.
La tua morte é il silenzio più grande, il nascondimento, l'umiliazione e l'emarginazione che sempre ti chiedo.
Il seno verginale di tua Madre é il nuovo sepolcro per questa tua Pasqua, che ormai si perpetua nel profondo del Mio Cuore Immacolato, Mio piccolo ed amato tra i figli prediletti".

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Maria, Regina dei martiri,
associata al Figlio in un unico martirio,
accompagni ciascuno di noi
nelle piccole e grandi occasioni
in cui è richiesta
la nostra fedele testimonianza evangelica.
Ci conforti con il tuo amore di Madre
nel quotidiano impegno a seguire Cristo,
specialmente nelle situazioni complesse e difficili.
L'amore per Cristo,
che animò il martire Stefano,
alimenti come linfa vitale
la nostra esistenza di ogni giorno.
Giovanni Paolo II

Riflessione sul Vangelo di Marco
"Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura". (Mc. 16,15)

E’ un comando questo e non un invito. Chi ha visto, chi ha sentito, chi ha creduto pur con tutta la debolezza delle proprie perplessità, non può starsene tranquillo, deve andare nel mondo, deve annunciare il Cristo risorto. Mi ha sempre stupito molto il fatto che in pochi anni, la fede cristiana, con i mezzi di allora, senza autostrade e automobili, radio e televisioni, computer e realizzazioni tecniche, sia riuscita ad entrare fino a Roma, il cuore dell’impero Romano. Eppure erano periodi di persecuzione, di prova; era difficile dirsi cristiani. Oggi i cosiddetti popoli cristiani, sembra non abbiano più niente da dire, anzi altre sette, altri gruppi, riescono a portare via cristiani dalla loro fede. Che cosa manca? Al di là del dono dello Spirito che viene da noi nascosto, penso manchi il coraggio di andare. Siamo cristiani seduti che discutono, che parlano, che fanno mille riunioni, ma che non hanno nel cuore la gioia di Cristo risorto e il coraggio del suo Spirito che li fa andare con fantasia per le strade del mondo.

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE A MARIA SS.MA
Anche oggi mi consacro a Te, Mamma, per essere tutto Tuo.
Mettimi nel Tuo grembo e con lo Spirito Santo forma in me un "altro Gesù".
Aiutami in ogni istante a fare ogni cosa "in Te" come mia "Mamma;
"con Te" come mio "Modello";
"per mezzo di Te" come mio "Aiuto";
"per Te" come mio "Amore".
Fa' che non sia più io a vivere ma Tu a vivere in me, perché vivano in me totalmente e per sempre Dio Padre, Gesù e lo Spirito Santo, che mi impegno a testimoniare davanti a tutti e che un giorno prego di poter contemplare faccia a faccia, in una gioia senza fine, con Te nella "Casa del Cielo".

L'Albero degli amici
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà
e la nostra amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi,
alimentando le nostre radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di sé e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime
non si incontrano per caso.
(Paul Montes, missionario sud-americano)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore,
tu conosci più di noi il nostro cuore
e tu sai che nel profondo non cerca
e non desidera se non Te.
Rendici capaci di rispondere
alla tua chiamata
e di lasciarci condurre dove tu vuoi,
perché in noi si compia il tuo disegno
d’amore e di predilezione.

Le nostre sofferenze consegnate a Gesù Cristo
Signore, ricevi le nostre sofferenze e trasformale in FIDUCIA,
Signore, ricevi le nostre angosce e trasformale in CRESCITA.
Signore, ricevi le nostre lacrime e trasformale in GIOIA.
Signore, ricevi la nostra rabbia e trasformala in PREGHIERA.
Signore, ricevi il nostro scoraggiamento e trasformalo in FEDE.
Signore, ricevi la nostra solitudine e trasformala in COMUNIONE CON TE!

Catechesi quaresimale: Il silenzio è…
Il silenzio è mitezza
quando non rispondi alle offese,
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci la tua difesa a Dio.
Il silenzio è misericordia
quando non infierisci sulle colpe dei fratelli,
quando dimentichi senza frugare nel passato,
quando il tuo cuore non condanna, ma perdona.
Il silenzio è pazienza
quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi d'esser consolato, ma consoli,
quando attendi che il seme germogli lentamente.
Il silenzio è umiltà
quando accogli nel segreto il dono di Dio,
quando non opponi resistenza all'arroganza,
quando lasci ad altri la gloria e il merito.
Il silenzio è fede
quando ti fermi a contemplare il Suo volto,
quando ascolti la Sua presenza nella bufera,
quando taci, perché Egli parli al tuo cuore.
Il silenzio è adorazione
quando non chiedi il "perché" nella prova,
quando t'immergi nella sua volontà,
quando dici: "Tutto è compiuto".
(P. Frederick William Faber)
Il silenzio è come un carro di fuoco che porta l'anima al cielo come fu portato il profeta Elia.
O silenzio! felicità delle anime interiori, scala del cielo, strada del regno di Dio.
O silenzio! specchio in cui il peccatore vede i suoi peccati, principio di luce, di mitezza, di umiltà.
O silenzio! porto sicuro dove si trova la tranquillità dell'anima, scuola della lettura, dell'orazione, della contemplazione, aiuto per acquistare tutte le virtù e sorgente di ogni bene.
(S. Giovanni Crisostomo)

"Imprimatur"
Il vero primato è un "imprimatur".

Quello che ci viene autenticato e concesso dalla vita.
Ogni cosa che cerchiamo dalla vita, ci viene negata; quando invece la accogliamo dalla vita, ci viene concessa in abbondanza.
Proprio perché la concessione non sta a noi come maestri di vita, ma alla vita come maestra.
E' lei, la vita, la maestra della vita, la "rabbina" che ci dà l'"imprimatur" a ogni cosa, assegnando ad essa il giusto valore, quello oggettivo, che altrimenti mai raggiungeremmo.
In altre parole, Gesù ci invita a gustare la vita come dono, ricordandoci che quando pretendiamo da essa roviniamo il nostro e l'altrui vivere (e non certo la vita).
Quando abbiamo questo stile di accoglienza, questo "imprimatur", ogni realtà della nostra esistenza viene autenticata: parole, pensieri, azioni.
Allora, sappiamo accogliere anche da chi non ha questo imprimatur la realtà che la vita ci trasmette, anche se chi lo deve trasmettere lo trasmette male o per nulla: "Quanto dicono, fatelo; ma non fate secondo le loro opere".
Chi si umilia in questa accoglienza della vita, ci dice Gesù, verrà autenticato e certificato come sicuro e capacitato di rassicurare se stesso e gli altri nel poter distinguere ciò che è vita e ciò che è morte.
don Luciano Sanvito

ATTO DI ABBANDONO DI DON DOLINDO RUOTOLO
Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà. Vi dico in verità che ogni atto di vero, ricco e completo abbandono in me, produce l'effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. Abbandonarsi a me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi, è cambiare l'agitazione in preghiera. Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell'anima, stornare il pensiero della tribolazione e rimettersi a me perché io solo operi, dicendo: "pensaci tu". Contro l'abbandono: la preoccupazione, l'agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto.
È come la confusione che portano i fanciulli, che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità e vogliono pensarci essi, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro.
Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia, chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi e pensate al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me credendo alla mia bontà e vi giuro per il mio amore che, dicendomi, con queste disposizioni "pensaci tu", io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero, vi conduco. E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che volete voi, io vi addestro, vi porto nelle braccia, vi faccio trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, dall'altra riva.
Quello che vi sconvolge e vi fa male immenso è il vostro pensiero, il vostro assillo ed il volere ad ogni costo provvedere a voi a ciò che vi affligge.
Quante cose io opero quando lanima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto in quelle materiali, si volge a me dicendomi "pensaci tu", chiude gli occhi e riposa!
Avete poche grazie quando vi assillate voi per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a me.
Voi nel dolore pregate non perché io operi, ma perché io operi come voi credete Non vi rivolgete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee, non siete infermi che domandano al medico la cura, ma gliela suggeriscono.
Non fate così, ma pregate come vi ho insegnato nel Pater: "sia santificato il Tuo nome", cioè sii glorificato in questa mia necessità, "venga il Tuo regno", cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo, "sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra", cioè disponi tu in questa necessità come meglio ti pare per la vita nostra eterna e temporale.
Se mi dite davvero "sia fatta la Tua volontà", che è lo stesso che dire: "pensaci tu", io intervengo con tutta la mia onnipotenza e risolvo le situazioni più chiuse.
Ti accorgi che il malanno incalza invece di decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: "sia fatta la Tua volontà pensaci tu!". Ti dico che io ci penso e che intervengo come medico e compio anche un miracolo quando occorre. Vedi che la situazione peggiora? Non ti sconvolgere chiudi gli occhi e ripeti: "pensaci tu!". Ti dico che ci penso e che non cè medicina più potente di un mio intervento damore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi.

Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare e vi abbandonate così alle forze umane o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. È questo che intralcia le mie parole e le mie vedute. Oh, come io desidero da voi questabbandono per beneficiarvi e come mi addoloro nel vedervi agitati!
Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda alle iniziative umane: confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto. Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me e del nessun pensiero di voi. Io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà. Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale e seguite quindi il percorso naturale delle cose che spesso è intralciato da Satana. Nessun ragionatore ha fatto miracoli, neppure tra i santi. Opera divinamente chi si abbandona in Dio.
Quando vedi che le cose si complicano, di con gli occhi dellanima chiusi: "Gesù pensaci tu!". Fa così per tutte le tue necessità. Fate così tutti e vedrete i grandi, continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio amore!

LA SPERANZA
Ho incontrato la speranza
Ho visto tanta gente nei campi:
mi sono fermato per imparare
ad apprezzare il lavoro.
Ho visto il loro vòlto ornato di sudore,
e le mani scolpite nei calli.
Ho visto il loro viso
bruciato dal sole,
le loro membra stanche
e il niente negli occhi.
Ma ho visto anche la speranza,
la speranza che viene dal chicco
di grano che muore.
Ed ho apprezzato il lavoro,
anche il più umile, purchè
porti la gioia.
Ho visto i solchi tracciati
che attendevano il seme
ed ho pensato all’uomo
che attende con le mani
spalancate i doni di Dio.
Tutto ho guardato,
ma non ho visto la disperazione
che scopro negli occhi degli uomini
che non hanno incontrato l’amore.
In quella sperduta campagna,
in un giorno di tardo autunno,
io ho incontrato la Speranza!

 

PREGHIERA PER I MALATI: CON I FRATELLI MALATI
Signore Gesù, amico mio,
desidero non pensare solo a me,
ai miei dolori e alla mia malattia,
ma ho scoperto il mondo intorno a me
cosi' esteso,
con tutti coloro che oggi,
in un modo o in un altro,
soffrono a causa di qualche infermità:
nelle proprie case o negli ospedali,
nella solitudine o in compagnia,
con la forza della fede
o resi più deboli dall'assenza di Dio.
Signore, oggi voglio pregarti per loro.
Voglio dirti che solo ora,
con la tua amicizia,
comincio a scoprire il misterioso
legame di amore che mi unisce
a tutti gli uomini,
ma in modo speciale a chi è infermo.
In questa misteriosa unione ci sei tu,
con il tuo dolore e la tua passione,
la tua morte e la tua risurrezione.
I miei fratelli e io, infermi,
siamo uniti a te, al tuo dolore,
al tuo amore, alla tua misericordia.
Per questo incomincio a comprendere
che per te la sofferenza
ha un nuovo senso:
siamo compartecipi al tuo dolore.
Ti prego per i miei fratelli infermi:
dona loro forza e fede,
pazienza e speranza.
Che incontrino la tenerezza
e le attenzioni dei loro cari.
Che scoprano il valore
della sofferenza unita alla tua.
Che la solitudine non offuschi tutto ciò,
ma possano invece scoprire
i segni della tua misericordia
e della tua amicizia,
tu che sei apostolo
e maestro del dolore.
Amen.

Preghiera alla Vergine Madre Maria    
Dolce Madre, amata Maria,
io ti supplico di prenderti cura di me,
aiutami ogni istante ad essere puro Amore come sei tu,
aiutami ogni istante a prendermi cura dei miei figli come fai tu
e aiutami dolce Madre a portare la speranza ai miei fratelli come fai tu.
Ti supplico, prendi il mio cuore e inondalo di speranza che tutti i tuoi figli cresceranno con il nostro Amore,
ti supplico, prendi il mio cuore e inondalo della tua grande dolcezza così che possa donarla ai tuoi figli,
ti supplico, prendi il mio cuore e inondalo di grande gioia perchè possa trasmetterla ai tuoi figli.
Soltanto il tuo grande Amore può rendere bellissimo amarti e amare con il tuo aiuto tutte quante le creature.
Soltanto con te, mia Madre, la mia vita sarà preziosa perché con te io sarò insieme ogni momento e insieme spargeremo Amore in ogni tempo.
Aiutami dolce Madre ad essere come te.

Poesia sulla gioia
Ma quando tu mi hai detto "TU"
a me, si, a me, fra tutti,
più in alto ormai delle stelle
o dei coralli
sono stato.
E la mia gioia
ha preso a girare, avvinta
dal tuo essere, nel tuo pulsare.
Possesso di me tu mi davi,
dandoti a me.
Ho vissuto, vivo. Fino a quando?
So che tu tornerai indietro.
E quando te ne andrai
ritornerò a quel sordo mondo, indistinto.
Sarò uno dei tanti quando non ti avrò più.
E perderò il mio nome,
i miei anni,
i miei tratti,
tutto perduto in me, di me.
Ritornato all'ossario immenso
di quelli che non sono morti
e non hanno più nulla da morire
nella vita.
PEDRO SALINAS

Poesia sul giorno
Puoi fare di questo giorno tutto ciò che desideri. Nel momento stesso in cui ti svegli
al mattino, puoi decidere che tipo di giornata sarà quella che si sta aprendo.
Può essere la giornata più splendida ed ispirante che si possa immaginare, ma dipende tutto da te.
Sei libero di scegliere.
Perchè allora non cominciare con il ringraziare, allo scopo di aprire il tuo cuore?
Più sei riconoscente, più sei aperto a tutti i meravigliosi eventi che questo giorno porta con sè.
Amore, lode e gratitudine spalancano le porte e permettono alla luce
di fluire e rivelare ciò che di meglio vi è nella vita.
"Le porte interiori" Eileen Caddy)

Il silenzio del cuore,
non solo delle labbra è anche esso necessario. Allora tu puoi ascoltare Dio dovunque: nella porta che si chiude, nella persona che ha bisogno di te, nel canto degli uccelli, nei fiori, negli animali; quel silenzio è meraviglia e lode. Perchè?
Perchè Dio è ovunque e tu lo puoi vedere e ascoltare in ogni luogo. Il corvo loda il Signore. L'insignificante corvo lo posso sentire bene. Possiamo vedere e sentire Dio in quel corvo, ma non lo possiamo vedere e sentire se il nostro cuore non è puro.♥♥♥

PREGHIERA DI CONSACRAZIONE DELL'ITALIA
Uniti a tutti gli uomini, in comunione con la Chiesa intera, col nostro Santo Padre, papa Benedetto XVI, noi ti rivolgiamo, o Padre, la nostra supplica in particolare per l' Italia, attraverso il Cuore e le mani della Vergine Maria.
Padre, inviaci il tuo Santo Spirito, perché ciascuno di noi possa diventare uno strumento della tua Pace.
Dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da tutti i tipi di guerra e di calamità, liberaci!
Dai peccati contro la vita dell’uomo dai suoi primi istanti, liberaci!
Dalla disperazione, dall’odio e dalla degradazione della dignità dei Figli di Dio, liberaci!
Da tutti i generi di ingiustizia nella vita sociale, nazionale ed internazionale, liberaci!
Dalla facilità con la quale si calpestano i comandamenti di Dio, liberaci!
Dal tentativo di sradicare dai cuori umani la Verità stessa di Dio,
liberaci! Dalla perdita della coscienza del bene e del male, liberaci!
Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci!
E tu, Madre di Cristo e Madre di tutti gli uomini, noi chiediamo la tua protezione e la tua intercessione per l'Italia.
Gesù Cristo, il Redentore del mondo ci ha affidati a te; prega tuo Figlio per noi, affinché invii nel nostro Paese in abbondanza lo Spirito Santo, lo Spirito di verità che è sorgente di Vita. Accoglilo per noi e con noi come facesti il giorno della Pentecoste, con i primi discepoli.
Madre, tu conosci e condividi le nostre sofferenze e le nostre speranze.
Oggi siamo qui davanti a te, Maria Regina della Pace e con fiducia chiediamo la tua intercessione materna per far fronte alle sfide dell’avvenire.
Oggi ti affidiamo il nostro Paese, l'Italia.
Ti preghiamo, accompagnaci nel nostro cammino, noi che vogliamo, come l’apostolo Giovanni, accoglierti nelle nostre case per imparare da te a diventare simili a Gesù.
Sotto il manto della tua Misericordia, noi ci rifugiamo, Santa Madre di Dio!
Assistici nelle difficoltà quotidiane che la vita riserva ad ognuno.
A te, Aurora di Salvezza, affidiamo il nostro futuro e il nostro cammino nel nuovo millennio.
Ti affidiamo il nostro popolo italiano, a cominciare dai più deboli e sofferenti, i bambini non ancora nati, coloro la cui vita è minacciata e coloro che sono nati in condizioni di povertà, i giovani alla ricerca del senso della vita, i rifugiati, le persone senza lavoro, quelle che sono provate dalla malattia, le famiglie divise, gli anziani privi di assistenza e tutti coloro che sono soli e senza speranza.
Guida i tuoi figli affinché tutti gli uomini, col tuo aiuto, riconoscano il Cristo, Luce del mondo.
Che ancora una volta si riveli, nella storia dell’umanità,
l’infinita potenza salvatrice del tuo Figlio Gesù, la potenza dell’Amore Misericordioso del Padre!
Che lo Spirito Santo trasformi le coscienze!
Che Egli guarisca la nostra memoria e purifichi i nostri cuori.
Che Dio regni sempre in mezzo a noi, Lui che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
AMEN

Luce di bellezza Volto Trasfigurato d'amore
Chissà se quella cenere leggera caduta sulle nostre teste ha davvero avuto la forza della grandine, ha svegliato il torpore della nostra fede mettendoci in cuore l'incandescienza che purifica e rinnova.
Chissà se la mortificazione di questa prima settimana ha vivificato la nostra fede e ci ha resi pronti a riconoscere i vicoli ciechi delle nostre scorciatoie, per imboccare la via promettente del Vangelo.
Dal deserto delle tentazioni la liturgia ci fa fare un balzo impegnativo fino al Tabor, il monte della Trasfigurazione.
Un balzo importante perché ci fa pregustare la meta
verso la quale siamo incamminati.
Questo "salto spirituale" dal deserto al Tabor ci mette davanti agli occhi un Vangelo che scardina quell'immagine grigia, cupa e ammuffita della Quaresima che si è sedimentata nel nostro immaginario spirituale.
L'autentica mortificazione quaresimale è per la vivificazione e non per la tristezza!
Se mi mortifico è per far crescere la vita dello Spirito in me;
è perché mi serve dire alcuni "no" per allargare il cuore a dei "sì" più grandi e più maturi; è perché in me c'è qualcosa che deve morire per portare frutto.
Pietro, Giacomo e Giovanni sono condotti dal loro Rabbì in cima al Tabor.
Mentre salgono in silenzio, il loro smarrimento cresce nel cuore.
La Parola di Gesù sul suo futuro di passione, di morte e resurrezione è rimasta indigesta...
Non capiscono, ma si fidano del Maestro.
Non capiscono, ma camminano sui suoi passi.
Non capiscono, ma sanno che devono stare sulle tracce di Gesù.
Mentre salgono al Tabor, i pensieri sono in subbuglio.
Confusione.
Smarrimento.
Buio.
Il respiro corto della salita batte il ritmo dei mille pensieri che si scontrano nel cuore e nella testa.
E all'improvviso, a squarciare il buio che i discepoli si portano dentro, ecco una luce.
Un bagliore di bellezza.
Gli occhi sono sgranati e il cuore batte a mille.
Pietro, Giacomo e Giovanni ricevono il dono di poter assistere
ad un anticipo della gloria della Resurrezione.
Gesù svela l'altra faccia del suo mistero: non solo la Croce, ma anche la Gloria.
Gesù apre i loro occhi per riconoscere la Sua bellezza, per svelare la Sua identità.
Ti preghiamo, Signore Gesù,
illumina anche noi con la luce della Tua bellezza.
In compagnia di Pietro, Giacomo e Giovanni
contempleremo il Tuo Volto Trasfigurato d'amore.
Tu non ci vuoi mai lasciare soli,
lo sai che siamo deboli e fragile.
Tu conosci la nostre fatiche e ci hai chiamati a Te
per donarci forza e coraggio
con la tua Parola e il Tuo Pane di vita.
Fa' che anche in mezzo alle fatiche quotidiane
non ci sentiamo mai soli
e che il ricordo della Tua bellezza
non ci permetta di svendere il nostro cuore
alle illusioni e alle promesse false del mondo.
Con la forza dello Spirito di Santità,
guidaci nel nostro cammino di conversione quaresimale.
Maria aggiunga ciò che manca alla nostra preghiera.
Amen.
don Roberto Seregni

Parola del giorno da meditare nel nostro cuore
༺Ƹ̵̡Ӝ̵̨̄Ʒ༻ Penso agli amici di Gesù, quelli che hanno avuto la sua preziosa amicizia nei tempi di allora, l'influenza meravigliosa che ha avuto su loro, capace di trasformare le loro vite e le loro esistenze. Di come la vita perfetta ha potuto brillare davanti a loro, per il coraggio e la forza dimostrata, e la dolcezza che ha potuto trasmettere loro. Chi ha avuto Cristo come amico sicuramente è stato benedetto da Lui ed è maturato per una vita nobile e ricca. Le amicizie umane i sodalizi di lunga durata i vincoli profondi possono rivelarsi di grande beneficio nella nostra vita, specie in periodi particolari sono stati strumenti di consolazione e portatori di pace nel nostro cuore. Considera cosa ha fatto Cristo per te, Egli l'amico per eccellenza, quando decidesti di farlo entrare in casa tua, quando la tua vita era appesa ad un filo. E' proprio nelle prove che realizziamo il meglio della grazia e dell'amore di Cristo..perciò ti esorto a non rifiutare il suo aiuto perchè la sua amicizia è la cosa più preziosa che tu possa possedere, infatti Pietro scrisse: " Per voi che credete ella è preziosa"..1 Pietro 2:7 -

Pensiero della Consigliera Farfallaasr Pace
L'ALLEGRIA, la musica , l'amore.

L'uomo gioioso di norma è saggio, sagace e pacato,
sa esser pure buono, schietto, autentico e genuino,
in genere non è un angosciato, col viso mascherato,
o peggio uno sleale, che inganna, dal riso meschino.
Sa che abolir i periodi belli e spensierati per sempre,
può significar voler abbandonare la vitalità nella vita,
aboliam invece le acredini, elevando le soavi tempre;
il benessere, la volontà di viver non sarà più in salita.
Ricordo che quando ero triste, la musica mi allietava,
credo che la melodia briosa, "giochi" ruoli essenziali;
come Crisna col flauto, il corso dei fiumi influenzava,
così l'armonia lieta, può placar le tempeste neuronali.
Svariate immagini che ho ben impresso nella mente,
come i monti, le verdi praterie in fiore dei miei nonni,
mi evocano sinfonie che mi gratifican spiritualmente,
mi predispongon a gaudenti, allietanti e sereni sonni.
Se poi ci sentiam mesti, non rinneghiamo le tensioni,
inerbriamoci con buona musica, vedrem che ci passa,
se germoglierem nell'armonia spariran le disperazioni;
districherem piano, senza volerlo, l'intricata matassa.

Così affogherem i grigi pensieri, al largo dei sogni vivi,
sgorgherà acqua pura e limpida, come in un'alta fonte,
rinasceranno i talenti spenti o latenti, ma in noi nativi.
S'innalzerà un Sole festante, spensierato all'orizzonte!
L'allegria non è di tutti, è di chi ama e sa viver la vita!
Il segreto per vivere felici, è l'amore e il divertimento,
l'umorismo spesso acuisce l'affetto, l'affezione sentita,
Acquisirem di certo un portamento, un tono contento.
Impariamo da alcuni mammiferi che la vita va goduta,
loro spontaneamente giocano, si amano con passione.
A molti di noi, se mancan ideali la vita non è compiuta,
allora amiam, impegniamoci festosi con soddisfazione!
O. Giorgio

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Il mio viaggio verso Pasqua è incominciato.
Ho fatto tanti propositi:
rinuncerò a qualcosa,
frenerò la lingua,
sarò più paziente,
cercherò di vedere il positivo...
Ed ecco che già iniziano i problemi,
le difficoltà, le stanchezze,
la tentazione di lasciar perdere,
di rimandare al giorno dopo,
di dimenticare la mia promessa...
Mi sono appena messo in cammino, Signore,
e sono già stufo e sbuffo.
Mi sono appena messo in cammino, Signore,
ma non ci credo che ce la farò...
E provo vergogna... e anche un po' di rabbia...
Ma forse... ho sbagliato tutto.
Sì...
Ho sbagliato a pensare
che il cammino verso Pasqua,
significhi solo una serie di impegni e di rinunce,
una moltiplicazione di sacrifici e di preghiere...
Forse, in questa Quaresima,
dovrei solo abbandonarmi a te,
lasciarmi andare a te così come sono:
fragile, incapace, limitato, peccatore.
Abbandonarmi a te, perché
tu, Signore, sei il cammino che percorro.
Tu, Signore, sei la mano che mi guida.
Tu, Signore, sei lo sguardo che mi fa percepire gli altri.
Tu, Signore, sei la bocca quando ti do testimonianza.
Tu, Signore, sei l'orecchio, che ascolta le parole non dette.
Tu, Signore, sei la strada di questa Quaresima
che mi porta incontro a te,
che mi porta incontro agli altri.
Amen.

Dammi oggi, il pane quotidiano...
Dammi oggi, il pane quotidiano...
Il pane della speranza,
per dare speranza.
Il pane della gioia,
da poter spartire.
Il pane dell'intelligenza,
per varcare l'impossibile.
Il pane del sorriso,
da trasmettere agli altri.
Il pane della misericordia,
perché possa ricevere e dare perdono.
Il pane del dolore,
da condividere.
Il pane della grazia,
per non attaccarmi al male.
Il pane della fraternità,
per diventare una cosa sola con i miei fratelli.
Il pane del tempo,
per conoscerTi.
Il pane del silenzio,
per amarTi.
(Ernesto Olivero)

L'ESPERTO
Un uomo decise, un giorno:«Voglio conoscere tutto e, se fosse necessario, farò il giro del mondo». Così disse e così fece. L'uomo si mise a percorrere il mondo.
Dai più grandi professori imparò la geografia, la storia e l'intera gamma delle scienze. Scoprì la tecnica, si entusiasmò per la matematica, si appassionò all'informatica.
Registrò su dischetti, video e CD tutto quello che aveva imparato e scoperto. Ritornò a casa soddisfatto e felice.
Diceva: «Ora, conosco tutto!».
Qualche giorno dopo, fece visita ad un famoso personaggio, conosciuto in tutto il mondo per la straordinaria sapienza.
L'uomo voleva confrontare il suo sapere con quello del saggio. Tirarono a sorte per sapere quale dei due avrebbe dovuto porre la prima domanda.
La sorte designò il grande saggio, il quale si rivolse all'uomo e gli domandò:
«Che cosa sai dell'amicizia?».
L'uomo ripartì, senza dire una parola.
Sta ancora percorrendo il mondo.

Amare è la sfida più ambiziosa dell'intera esistenza. La più intensa. La più soddisfacente. Diglielo a quelli che ami. - "Voglio farti sapere quanto sei importante per me, che puoi essere il creatore della persona che è in me, se vuoi. Tu solo puoi abbattere il muro dietro il quale sto tremando. Tu solo puoi vedere dietro la mia maschera. Tu solo puoi liberarmi dal mio mondo d'ombra, fatto di panico, d'incertezza e di solitudine. Perciò, ti prego, non passare oltre. So che per te non sarà facile. La convinzione di non valere nulla erige muri solidi. E più ti avvicini a me, e più, forse, io reagirò ciecamente. Vedi, a quanto sembra io combatto contro ciò di cui più ho bisogno.
Ma mi hanno detto che l'amore è più forte di ogni muraglia, e in questo sta la mia sola speranza. Perciò abbattí questi muri con le tue mani salde ma gentili, perché ciò che vi è d'infantile in me è molto sensibile e non può crescere dietro questi muri. Perciò non desistere. Ho bisogno di te".

POESIA SULLA PORTA
Ci vorrebbe una chiave
per aprire tutte quelle porte
che nella vita troviamo chiuse.
Una per indovinare la porta giusta da aprire.
Una per chiudersi dietro quelle superate,
così da non sentire il vento
dei pensieri che le fa sbattere.
Una chiave di scorta,
per chiudersi lontani dalle cose brutte,
dalle cose che non vuoi vedere.
La chiave dei sogni che realizzi.
Facendo attenzione
di non chiudere la porta sbagliata,
per poi rimpiangere di non
poterla più aprire.

Pubblicata dalla nostra sorella Michelina Carmela Di Taranto
♥ Buona Serata! ♥
La preghiera è il ♥ della vita cristiana.

La preghiera è un bisogno del ♥ umano assetato di DIO.
Nel medesimo tempo è una GRAZIA, perché la carne non prega se manca il soffio dello SPIRITO.
" Senza la preghiera non possiamo vivere " ha affermato la REGINA della PACE a MEDJUGORJE.
Come il corpo non può sopravvivere senza il nutrimento,
così l' anima muore di inedia senza la preghiera.
Pregare non è difficile, purché lo si faccia col ♥.
La preghiera cristiana è semplice.
E' la preghiera dei figli che si rivolgono al Padre Celeste, pieni di fiducia nel SUO AMORE.
E' la preghiera che nasce dai bisogni, dalle difficoltà e dalle sofferenze della vita.
Non vi è situazione che la preghiera non possa illuminare e riscattare.
Non vi è uomo, per quanto caduto in basso, che non possa incominciare a pregare.
La preghiera è un Tu per Tu con DIO.( da un libro che si intitola " Senza la preghiera non puoi vivere di Padre Livio di Radio Maria Sugarco Edizioni )
♥ Invochiamo lo SPIRITO SANTO affinché ci aiuti a pregare bene ♥
GRAZIE GESù! TI adoriamo e speriamo in TE!
Mila

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Vergine per sempre offerta a Dio,
ti offriamo il nostro cuore: insegnaci l’amore.
Vergine umile e attenta custode della Parola,
apri le menti perché sappiamo accogliere la Verità.
Vergine orante, con te preghiamo:
venga il regno di Dio, rendici testimoni del Signor
e.
Vergine che cammini dietro i passi di Gesù,
nostra giuda sicura, mostraci tu la strada del Vang
elo.
Vergine docile serva del Signore, diciamo ancora “s
ì”:
esso è un piccolo seme, piantalo tu e dia frutto ne
lla Chiesa di Dio.
(Cf Preghiera della CEI per il Sinodo sulla vita co
nsacrata

Riflessione sull' ottimismo
♥ Essere ottimisti è una bella cosa, SE l’ottimismo non è “finalizzato” se cioè non è legato all’avverarsi di qualcosa, ma è “generalizzato”, “globale” potremmo dire esistenziale. Ciò fa sì che lo stato d’animo positivo sia “non condizionabile” dagli eventi che possono accadere. Se invece abbiamo un ottimismo “vincolato” da un’aspettativa specifica, se tale aspettativa non si realizzerà diventeremo infelici ed avremo dato a questo evento “potere” su di noi. ♥  (Sergio Davanzo –  

Maria Siamo figli Tuoi....
Siamo figli tuoi,Maria,insegnaci la strada dove Tu hai trovato l'Eternita' dell'Amore.....Insegnaci ad amare al di la' delle nostre possibilita',delle nostre ragioni e della logica........Insegnaci ,Maria.......a capire che niente e' perduto...che tutto puo' rinascere a nuova vita.......Insegnaci a Pregare.....instancabilmente...senza venire mai meno nella speranza...che la pace vincera' sempre sul male.........insegnaci ad alzare, come Te, la testa verso la verita' piu' dolorosa........consapevoli...che cio' che vediamo risorgera' per L'eternita'........♥

Riflessione di Madre Teresa di Calcutta
Credo che il mondo oggi sia sconvolto e soffra tanto, perché nei focolari domestici e nella vita familiare c’è veramente poco amore. Non abbiamo tempo per i figli, non abbiamo tempo per rallegrarci a vicenda. Penso che se potessimo semplicemente riportare indietro nelle nostre esistenze la vita che Gesù, Maria e Giuseppe hanno vissuto a Nazaret, se potessimo fare delle nostre case un’altra Nazaret, la pace e la gioia regnerebbero nel mondo.
L’amore comincia nella casa paterna; l’amore vive nelle case: la sua mancanza è il motivo per cui oggi nel mondo c’è tanta sofferenza e tanta infelicità. Se prestassimo ascolto a Gesù, egli ci farebbe sentire quel che ha detto una volta: «Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi!». Egli ci ha amati soffrendo e morendo sulla croce per noi, e così, se dobbiamo amarci a vicenda, se dobbiamo riportare quell’amore nella vita, dobbiamo cominciare a farlo in seno alle nostre famiglie.
Dobbiamo fare delle nostre case dei centri di compassione e perdonare senza fine. Oggi sembra che tutti siano in preda a una terribile frenesia e si affannino per raggiungere mete sempre più alte e raggranellare ricchezze sempre maggiori e altre cose, cosicché i figli hanno ben poco tempo da dedicare ai genitori, i genitori hanno ben poco tempo da dedicare l’uno all’altro, con la conseguenza che nelle case comincia la dissoluzione della pace del mondo.
Le persone che si amano a vicenda in maniera reale, vera e piena, sono le più felici del mondo e noi lo costatiamo in mezzo alla nostra gente così povera. Amano i figli e amano la loro casa. Possono anche possedere assai poco, forse non hanno nulla, eppure sono felici. L’amore vivo fa male. Gesù, per dimostrare il suo amore per noi, è morto in croce. La madre, per dare alla luce il figlio, deve soffrire; se vi amate per davvero gli uni gli altri, non potete farlo senza sacrificio...
Madre Teresa di Calcutta

Riflessione sulla Fede di Maurizio Cannava
Che cosa significa avere FEDE?che cosa è la FEDE? chi sa rispondermi chi ha mai riflettuto sulla FEDE?........................................
La FEDE è camminare in una stanza buia ed essere guidati dalla voce di DIO, la FEDE è stare in una barca con il mare in tempesta e continuare a remare sapendo che la barca non affonderà mai perchè e GESU' a guidarla, la FEDE e essere testardi e lottare contro tutte le avversità contro ogni evidenza e logica, la FEDE ti fa camminare nel buio, sul fuoco, sull'orlo di un precipizio ed essere sicuri che nulla potrà accaderti, la FEDE è essere davanti ad un plotone di esecuzione che sta per sparare mentre tu tranquillo ascolti la voce di DIO che ti dice "non preoccuparti perchè nulla ti accadra", la FEDE è la sicurezza che tu puoi spostare le montagne perchè GESU' l'ha detto, la FEDE è guardare tutto con il cuore e non con i nostri sensi, la FEDE è tutto cio che ruota intorno alla nostra vita..........................................., quindi caro fratello/sorella chiedi ogni giorno a GESU' che ti doni prima di tutto la FEDE che tu sia saldo nella FEDE in ogni momento, perchè la vita è fatta di alti e bassi per ognuno di noi e ci saranno dei momenti nella vita quando tutto ti crollerà addosso e tutto avrai perso ma rimarrà solo la FEDE e sarà l'unica cosa a cui tu potrai aggrapparti............che il Signore ti Benedica.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiamo insieme:
La conosco la sorgente, scorre, corre,
ma è di notte.
Nella notte oscura di questa vita,
la conosco la sorgente per la fede
ma è di notte.
So che non può esserci cosa più bella,
che cielo e terra vengono a bervi,
ma è di notte.
So che è un abisso senza fondo
e che nessuno può passarla a guado,
ma è di notte.
Questa sorgente eterna è nascosta
in questo pane vivo per darci vita,
ma è di notte.
Di là essa chiama tutte le creature
che vengono a bere la sua acqua nell'ombra,
poiché è di notte.
Questa sorgente viva del mio desiderio
la vedo in questo pane di vita,
ma è di notte.
(S. Giovanni della Croce)

PREGHIERA A GESÙ CROCIFISSO
Eccomi, o mio amato e buon Gesù,
che alla santissima tua presenza prostrato,
Ti prego con il fervore più vivo
di stampare nel mio cuore
sentimenti di fede, di speranza e di carità,
di dolore dei miei peccati
e di proponimento di non più offenderti;
mentre io con tutto l'amore
e con tutta la compassione
vado considerando le tue cinque Piaghe,
cominciando da ciò che disse di Te,
o mio Gesù, il Santo Profeta Davide:
"Hanno forato le mie mani e i miei piedi;
hanno contato tutte le mie ossa".
- Pater, Ave, Gloria (per l'acquisto dell'indulgenza plenaria)
- Gesù mio, perdono e misericordia per i meriti delle tue sante Piaghe.

* * * * * * * * * * * *
TI ADORO O CROCE SANTA
Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata
del Corpo Sacratissimo del mio Signore,
coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore. Amen.

 

SO A CHI HO DATO LA MIA FIDUCIA
Caro amico, come stai? ti scrivo questa lettera per dirti quanto ti amo e quanto mi preoccupo per te. Ti ho visto ieri, mentre camminavi con i tuoi amici. Ho aspettato tutto il giorno, sperando tu volessi camminare un po' anche con me. Alla sera ti ho dato un meraviglioso tramonto per chiudere la tua giornata, ti ho mandato una fresca brezza per ristorarti ed ho aspettato, ma non sei venuto. Sì, questo mi ha ferito, ma ti amo ancora perchè sono tuo amico. Ti ho visto addormentarti la notte scorsa e desideravo la tua attenzione, allora ho mandato i raggi della luna piena sopra il tuo cuscino ed il tuo viso. Di nuovo ho aspettato, desideravo lanciarmi giù per parlarti, ho qualcosa proprio per te. Ti sei svegliato tardi e sei corso subito fuori per lavorare. Le mie lacrime erano nella pioggia. Oggi sembri così triste e solo. Questo mi fa male, perchè io ti capisco. I miei amici mi hanno deluso e ferito molte volte, ma io li amo. Oh, se solo tu volessi ascoltarmi! Io ti amo. Ho provato a dirtelo nel blu del cielo e nella verde erba dei campi. Te lo bisbiglio nel fruscio delle foglie tra gli alberi e lo soffio tra i colori del fiori. Te lo grido dai ruscelli di montagna e do canti d'amore agli uccelli per cantare. Io ti vesto col calore del sole e profumo l'aria con la fragranza della natura. Il mio amore per te è più profondo degli oceani e più grande del più grande bisogno che c'è nel tuo cuore. Solo chiamami, chiedimi, parlami. Non dimenticarti di me, ho così tante cose da condividere con te. Io ti ho scelto e perciò ti aspetterò, perchè ti amo. Il tuo amico Gesù.

Riflessione Spirituale per la Quaresima
“La Quaresima ha un preciso significato: deve manifestare agli occhi del mondo che il Popolo di Dio, perché peccatore, si prepara nella Penitenza a rivivere liturgicamente la Passione, la Morte e la Risurrezione di Cristo. Questa testimonianza pubblica e collettiva ha la propria sorgente nello spirito di Penitenza di ciascuno di noi e ci induce altresì ad approfondire interiormente tale comportamento ed a meglio motivarlo. Rinunciare non significa soltanto donare il superfluo, ma talvolta anche il necessario, come la vedova nel Vangelo, la quale sapeva che il proprio obolo era già un dono ricevuto da Dio. Rinunciare significa liberarsi dalla schiavitù di una civiltà che ci spinge sempre più alla comodità ed al consumo”.

CANTICO SPIRITUALE
Canzoni tra l'anima e lo Sposo     
La Sposa

1 Dove ti nascondesti,
in gemiti lasciandomi, o Diletto?
Come il cervo fuggisti,
dopo avermi ferito;
ti uscii dietro gridando: ti eri involato!
2 Pastori, voi che andate
di stazzo in stazzo fino all'alto colle,
se per caso incontrate
chi più di ogni altro bramo,
ditegli che languisco, soffro e muoio.
3 In cerca del mio amore,
andrò per questi monti e queste rive;
non coglierò mai fiore,
non temerò le fiere,
supererò i forti e le frontiere.
Domanda alle creature
4 O boschi e selve ombrose
piantate dalla mano dell'Amato!
O prato verdeggiante
di bei fiori smaltato!
Ditemi se attraverso voi è passato.
Risposta delle creature
5 Mille grazie spargendo
passò per questi boschi con snellezza,
e, mentre li guardava,
solo con il suo sguardo
adorni li lasciò d'ogni bellezza.
La Sposa
6 Ah! chi potrà sanarmi?
Finisci di donarti a me davvero;
non mi inviar da oggi
in poi alcun messaggero
il qual dirmi non sa quel che io chiedo.
7 Tutti color che vagano
mille grazie di te mi van narrando,
e tutti più mi piagano,
mi fa quasi morire
un non so che, che dicon balbettando.
o vita, non vivendo dove vivi,
bastando perché muoia
le frecce che ricevi
da ciò che dall'Amato tu capisci?
9 Dopo avere piagato
questo mio cuor, perché non lo sanasti?
Giacché me l'hai rubato,
così perché il lasciassi,
senza prender con te quel che rubasti?
10 Estingui le mie pene,
che nessuno ha il potere di eliminare,
ti veggan gli occhi miei,
poiché sei loro luce,
che per te solo bramo conservare.
11 O fonte cristallina,
se in questi tuoi sembianti inargentati
formassi all'improvviso
gli occhi desiati,
che tengo nel mio interno disegnati!
12
Allontanali, Amato,
ché passo a volo!
Lo Sposo
Volgiti, o colomba,
poiché il cervo ferito
sull'alto colle spunta
all'aura del tuo volo e il fresco prende.
La Sposa
13 L'Amato è le montagne,
le valli solitarie e ricche d'ombra,
le isole remote,
le acque rumorose,
il sibilo delle aure amorose;
14  È come notte calma
molto vicina al sorger dell'aurora,
musica silenziosa,
solitudin sonora,
è cena che ristora e che innamora.
15 Fiorito è il nostro letto,
da tane di leoni circondato,
da porpora protetto,
in pace edificato,
di mille scudi d'oro incastonato.
16 Dietro le tue vestigia
le giovani scorrazzan pel cammino,
al tocco di scintille,
al rinforzato vino,
emissioni di balsamo divino.
17 Nell'intima cantina
io bevvi dell'Amato, quindi uscita
alla pianura bella,
tutto dimenticai,
anche il gregge smarrii, prima seguito.
18 Lì mi dette il suo petto,
lì una scienza mi infuse saporosa,
ed io a lui mi detti,
senza tralasciar cosa,
e gli promisi allor d'esser sua sposa.
19 L'anima mia si è data,
tutti i miei beni sono a suo servizio,
non pasco più la greggia,
non ho più altra cura,
ché solo nell'amare è il mio esercizio.
20 Se da oggi nel prato
non sarò più né vista né trovata,
dite mi son smarrita,
che, essendo innamorata,
mi son persa volendo e ho guadagnato.
21 Di smeraldi e di fiori,
nella frescura del mattino scelti,
intesserem ghirlande,
nell'amor tuo fiorite
e con un mio capello intrecciate.
22 Da quel solo capello
che volar sul mio collo tu guardasti,
sul mio collo mirasti,
preso tu rimanesti,
da un occhio mio piagare e ti lasciasti.
23 Quando tu mi miravi,
lor grazia in me imprimevan gli occhi tuoi,
di più uindi mi amavi,
perciò in te meritavano
gli occhi miei adorar quanto vedevano.
24 Non voler disprezzarmi,
se di colore bruno mi hai trovata
ormai puoi ben mirarmi
dopo avermi guardata,
e grazia e beltà in me aver lasciata.
25 Prendeteci le volpi,
ché fiorità è ormai la nostra vigna;
mentre che noi di rose
intrecciamo una pina,
non compaia nessun sulla collina.
26 Fermati, o borea morto,
austro vieni, che susciti gli amori,
spira per il mio orto,
sì che corran gli odori
e l'Amato si pasca in mezzo ai fiori.
Lo Sposo
27 Entrata ormai è la sposa
nel già desiato giardinetto ameno,
a suo piacer riposa,
il collo reclinato
sopra le dolci braccia dell'Amato.
28 Di un melo sotto i rami
quivi da me tu fosti disposata,
là ti porsi la mano,
e fosti risanata
colà dove tua madre fu violata.
29 O voi, agili uccelli,
leoni, cervi, daini saltatori,
monti, riviere, valli,
acque, aure, ardori,
e delle notti vigili timori:
30 Per le soavi lire
e il canto di sirene io vi scongiuro,
cessino le vostre ire,
non mi toccate il muro,
perché la sposa dorma più al sicuro.
La Sposa.
31 O ninfe di Giudea,
mentre che in mezzo ai fiori e ai roseti
l'ambra sparge il profumo,
nei borghi dimorate,
toccar le soglie nostre non volgiate.
32 Nasconditi, o Diletto,
e volgi la tua faccia alle montagne,
e non voler parlarne,
ma guarda le campagne
di che sen va per isole straniere
Lo Sposo
33 La bianca colombella
col ramoscello all'ara è ritornata,
e già la tortorella
il suo compagno amato
lungo il verde ruscello ha ritrovato.
34 Nel deserto viveva
e nel deserto ha fatto già il suo nido,
nel deserto la guida
da solo il suo Diletto,
nel deserto anch'ei d'amor ferito.
La Sposa
35 Godiam l'un l'altro, Amato,
in tua beltà a contemplarci andiamo,
sul monte e la collina,
dove acqua pura sgorga;
dove è più folto dentro penetriamo.
36 E quindi alle profonde
caverne della pietra cene andremo,
che sono ben celate,
colà noi entreremo,
di melagrana il succo gusteremo.
37 Colà mi mostrerai
quanto da te voleva l'alma mia,
e tosto mi darai
colà tu, vita mia,
quello che l'altro giorno mi donasti:
38 Dell'aura lo spirare,
del soave usignolo il dolce canto,
il bosco e la sua grazia,
nella notte serena,
con fiamma che consuma e non dà pena.
39
Nessuno la mirava...
neppure Aminadab compariva...
l'assedio ormai sotava...
e la cavalleria
alla vista delle acque discendeva.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore, tu ci insegni
che non dobbiamo pregare
come gli ipocriti
per farci vedere dalla gente.
Ci inviti ad entrare nella camera,
a chiudere la porta e a
pregare il Padre nel segreto.
E il Padre, che è Padre nostro
e vede nel segreto,
ci ricompenserà.
Signore, tu ci insegni
che non dobbiamo digiunare
nella tristezza e nella malinconia
per farci vedere dalla gente.
Ci inviti a profumarci la
testa e a lavarci il volto
per essere ammirati
dal Padre nel segreto
e per presentare ai giovani d’oggi
un cristianesimo bello, gioioso
e attraente.
Signore, tu ci insegni
a non accumulare tesori sulla terra
dove operano la ruggine e i ladri,
che vengono a rovinare e derubare
la nostra vita.
Ci inviti ad accumulare, donando,
tesori nel cielo,
dove il Signore tutto custodisce
e ci ricordi che il nostro
cuore abita dove si trova il tesoro.
Ti preghiamo: accompagnaci nel
tempo quaresimale ad essere
forti e pazienti per vincere
il male,
e giungere, rinnovati da Te,
nel giardino della Risurrezione.
Amen!
+Giuseppe
Vescovo

“Siate misericordiosi come il Padre vostro”
Gesù, nel rivelare il volto misericordioso del Padre e nel farsi lui stesso modello di misericordia, chiede anche a tutti gli uomini di essere misericordiosi verso gli altri e ci dà un programma in quattro punti:
non giudicate…non condannate…perdonate…date… (Lc 6,37-38)
Poiché abbiamo ricevuto gratuitamente misericordia, è necessario che a nostra volta la diamo ai nostri simili. Siamo stati creati “a immagine e somiglianza” di Dio e quindi dobbiamo essere misericordiosi come Lui. Ma questo richiede che per prima cosa riconosciamo fino in fondo la nostra stessa miseria: solo allora potremo volgerci a nostra volta verso la miseria dei nostri fratelli senza presunzione, non dall’alto in basso ma su un piano di parità.
La richiesta di Gesù nei nostri confronti è una richiesta esigente e radicale, che possiamo soddisfare solo chiedendo aiuto a Dio stesso. Per questo, con S.Faustina Kowalska, l’apostola della Divina Misericordia, preghiamo:
Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello nell’anima del mio prossimo e gli sia di aiuto.
Aiutami, o Signore, a far sì che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo.
Aiutami o Signore, a far sì che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono.
Aiutami, o Signore, a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me i lavori più pesanti e più penosi.
Aiutami, o Signore, a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza. Il mio vero riposo sta nella disponibilità verso il prossimo.
Aiutami, o Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo. A nessuno rifiuterò il mio cuore. Mi comporterò sinceramente anche con coloro di cui so che abuseranno della mia bontà, mentre io mi rifugerò nel misericordiosissimo Cuore di Gesù.
Quando, con l’aiuto del Signore, sapremo essere per i nostri fratelli vero strumento della misericordia di Dio, allora sperimenteremo fino in fondo la gioia promessa da Gesù: “Beati i misericordiosi” (Mt 5,7).

PREGHIERA DELLA SERA
"Il peccato ha cucito per me abiti di pelle, dopo avermi spogliato del vestito tessuto dal Dio stesso; ho sporcato la tunica della mia carne, io, che fui creato a tua immagine. Ho perduto la bellezza originaria, l'impronta della tua gloria, ho sfigurato e seppellito l'opera delle tue mani: cercami e ritrovami come la dracma perduta".
Poiché nella mia miseria, povero come sono, privo di te, ho gridato e tu mi hai ascoltato. Tu vuoi liberarmi da tutte le mie angosce perché io canti senza fine il canto della tua misericordia.

LA VITA E' STRAORDINARIA
La vita è straordinaria perché ti sa aspettare e non si lascia scappare … è sempre pronta per essere presa e vissuta …
perché la vita non ti porta dove vuoi tu … ma ti porta come vuoi tu … non ha una meta … non è un viaggio verso un paese ma verso uno stato …
Lo stato del proprio essere interiore … il sentirsi a proprio agio nell’affrontare il disagio …

VIANDANTI FRATELLI
Sul libro del mondo son parola,
goccia a te vicina
stretta in discorsi d'amore
che cercano soffi di speme
per allungare il romanzo della vita...
Viandanti fratelli
che seminano stille di miele
sul giardino di antiche promesse
piantato nell'anima ...
Siamo individui
in un mondo sbiadito
cerchiamo amore
calore e fratellanza
viviamo di speranza.

PUBBLICATO DAL CONSIGLIERE RICCARDO GAVINI
LA VITTORIA DI CRISTO SUL MALIGNO SIA LA NOSTRA VITTORIA

Un giorno Gesù e il diavolo conversavano e Gesù gli chiese cosa stesse facendo con le persone qui sulla terra.
Il diavolo rispose: “ Mi sto divertendo con loro: gli insegno a fare le bombe, ad uccidere, a usare le armi, a odiarsi l’un l’altro, ad abusare dell’infanzia; insegno ai giovani ad usare le droghe, a bere, a mentire e a fare ogni cosa proibita…mi sto divertendo tanto !!!! ”
Gesù domandò:
“ E poi che farai con loro ? ”
E il diavolo disse :
“ Dopo…La farò finita con tutti !!! ”
Gesù chiese :
“ quanto vuoi per loro ? ”
Il diavolo gli rispose:
“ Perché ami queste persone ? Sono traditrici, bugiarde, false, egoiste ed avide ! Loro non ti ameranno mai veramente , ti bestemmieranno e sputeranno sul tuo volto, ti disprezzeranno e non ti terranno in nessuna considerazione !! ”
Gesù riprese:
“ Quanto vuoi per loro ? ”
E il diavolo disse :
“ Tutte le tue lacrime, il tuo dolore e il tuo sangue ! ”
Detto, fatto !!!!
Egli ha pagato con la sua vita il prezzo della nostra libertà e salvezza.

QUESTA FOTO CON QUESTE SPLENDIDE PAROLE SONO STATE PUBBLICATE DALLA NOSTRA CONSIGLIERA  PAOLA BELLARDINI DETTA FARFALLA.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Fa’,
o Signore,
che per la luce del tuo Spirito,
ti riconosciamo presente in noi
e la tua Parola metta radici
e porti frutto nella vita di ogni giorno.
Padre,
che da sempre ci chiami alla comunione con te,
rivela a noi la via sulla quale,
dietro al Cristo,
tuo Figlio,
possiamo tornare a te
con fiducia e cuore di figli.
Signore,
che ha promesso di non lasciarci soli,
manda a noi il tuo Spirito,
perché ci guidi
alla Verità tutta intera
e alla conoscenza del dono inestimabile
della tua chiamata e della tua amicizia.
Amen.

Credo in Te
Credo in te,perche' mi rendi felice.
Ti porto con me,perche' mi sento protetto.
Ti affido il mio cuore,perche'
mi rendi migliore..
Mi lascio guidare,perche'
conosci la mia strada.
Dico il tuo nome e mi
sei gia' accanto.
Sei ogni giorno con
me e non mi lasci
mai sola

ECCO IL DIO CHE VIENE
Il Dio che si fa carne
Il Dio che nasce in una mangiatoia
Il Dio che annuncia ai pastori la sua nascita
Il Dio che nasce da una donna povera
Il Dio che mangia con pubblicani e perdona prostitute
Il Dio che guarisce chiunque, anche in giorno di sabato
Il Dio che privilegia gli assetati, affamati ignudi,
malati e carcerati
Il Dio che lava i piedi
Il Dio che piange, soffre e ha paura di morire
Il Dio insultato, flagellato e frustato
Il Dio appeso ad una croce come un autentico malfattore.
Il Dio che ha tanto Amore per un peccatore come me...
Tutto gli appartiene,anche quello che Lui mette nel mio cuore,ed io umilmente "consegno" a quei cuori,che nella disperazione non "sentono" più la Sua voce....
LODE E GLORIA SOLO A TE CRISTO GESU'.
NON ESISTE LA MORTE ETERNA PER CHI ASCOLTA LA SUA VOCE.
SANTA GIORNATA FRATELLI E SORELLE.DIO CI PRESERVI E ALLONTANI DA NOI GLI INGANNI DEL MALIGNO.AMEN

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Entra o luce di Dio
Scaccia le ombre che sono in noi.
Fa germogliare nella nostra vita
Una nuova voglia di vivere.
Entra o luce di Dio
Scandaglia il profondo del nostro cuore
Porta alla luce ciò che è nascosto
Desta il nostro cuore intorpidito.
Entra o luce di Dio
Spezza le barriere che ci tengono prigionieri
Porta il calore del sole
La dove domina il grigiore.
Entra o luce di Dio
Dissipa i fantasmi e le paure
Destaci dal sonno della notte
Il futuro è alle porte
Donaci di prendere scelte audaci
Entra o luce di Dio
Strappaci al freddo delle tenebre,
dona uno slancio nuovo
libera le energie assopite
cambia tutti i giorni
fino a renderli
tasselli di un’unica ricerca di te.
( Don Elio Catarcio)

Preghiera per ottenere un lavoro
O caro Sant’Antonio, sono in cerca di un lavoro, ma attualmente le porte sembra che mi si chiudano in faccia. Non so come farò a costruire la mia vita. Aiutami, o caro Sant’Antonio!
Tu che puoi aprire anche le
porte più difficili e puoi rompere anche gli egoismi più duri.
Non chiedo ricchezze, ma vorrei che il mio pane e quello della mia famiglia sua frutto di un onesto lavoro.
Concedimi di trovare presto una sistemazione lavorativa, e tornerà in me la gioia e la serenità nella mia famiglia tornerà a regnare, te ne sarò riconoscente aiutando il prossimo in difficoltà. Amen 

DEDICATO A....♥
per chi è malato e sa di non poter guarire;
per chi è nato e subito abbandonato;
per chi non ha mai avuto la fortuna di nascere;
per chi ha perso in un istante la persona che amava;
per chi ha perso tutto quello per il quale aveva passato una vita di sacrifici;
per chi non ha mai conosciuto il calore di un abbraccio;
per chi non è mai stato libero di dire la sua idea;
per chi non ha mai assaporato la felicità di essere genitore;
per chi svolge il proprio lavoro con amore e dedizione;
per tutti i giovani che fuggono la vita rifugiandosi nella droga;
per chi sa ricominciare anche quando la strada da percorrere è lunghissima;
per chi è stretto nella morsa dei propri debiti;
per chi muore sul lavoro;
per chi muore sulle strade;
per chi sa donare senza ostentare;
per chi accetta con la forza dell’amore i dolori vivendo in essi;
per chi ama tre volte tanto i propri figli "diversi";
per chi ha il coraggio di gridare la propria disperazione;
per chi ha il coraggio di ribellarsi agli abusi e all’illegalità;
per chi sta SORRIDENDO ed è felice;
per tutto ciò che involontariamente nn ho citato;
per tutti coloro ai quali VOGLIO BENE e forse neppure lo comprendono;
per chi AMO e non avrà mai la possibilità di sentirselo dire perchè non so dirlo;
… per TE che leggi ....♥

Preghiera per Scongiurare L' Aborto
Salve Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
***
O Maria,
aurora del mondo nuovo,
Madre dei viventi,
affidiamo a Te la causa della vita:
guarda, o Madre, al numero sconfinato
di bimbi cui viene impedito di nascere,
di poveri cui è reso difficile vivere,
di uomini e donne vittime di disumana violenza,
di anziani e malati uccisi dall'indifferenza
o da una presunta pietà.
Fa’ che quanti credono nel tuo Figlio
sappiano annunciare con franchezza e amore
agli uomini del nostro tempo
il Vangelo della vita.
Ottieni loro la grazia di accoglierlo
come dono sempre nuovo,
la gioia di celebrarlo con gratitudine
in tutta la loro esistenza
e il coraggio di testimoniarlo
con tenacia operosa, per costruire,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà,
la civiltà della verità e dell'amore
a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita.
***
Angeli di Dio, che siete i loro custodi, illuminate, custodite, reggete e governate loro che vi furono affidati dalla pietà celeste. Amen
***
L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen
***
Maria, Regina della vita, prega per noi!
Beata Teresa di Calcutta, prega per noi!
Giovanni Paolo II, prega per noi!

Pubblicata dal Consigliere Carlo D'Ignoti Realizzazione della Parola di Cielo di Margherita di Gesù!
Gesù : “Figlia, scrivi, ti voglio istruire…

…………………………………………..
La vita si trasformerà e sarete tutti figli di Dio allo stesso modo.
Non ci saranno più distruzioni tra ricco e povero, ma tutti destinati a vivere l’Amore
di Dio in pieno benessere. Materialismo nella persona non ce ne sarà più.
Vivranno con tanta pace interiore e niente potrà turbare quell’armonia gaudiosa
che respireranno tutti. In santità e letizia si vivrà!
Signore, Tu lo sai che ti spettiamo. Abbi sempre verso di noi quella tua infinita Misericordia. Tutti chiedono quando? Hanno paura, si agitano.
Ti chiedo Gesù: Posso sapere con più precisione cosa dobbiamo fare,come si svolgeranno gli avvertimenti, o meglio, come si susseguiranno? Cosa posso dire a Don... per fare sapere ai fratelli di fede?. Sì, ti posso rispondere così: La fine dei tempi bui, sarà dopo tre giorni. Nel frattempo scoppieranno disastri un po’ ovunque.
Quando sentirete che il Papa sarà messo da parte,
voi cominciate a chiedervi se tutto è a posto,
e continuate le Preghiere. Incessante deve essere la Preghiera!
Ora, se sarà prima o dopo del buio, questo non vi è dato di sapere.
Restate saldi nella preghiera, nulla di male vi accadrà!
Nella confusione di messaggi, cogliete l'essenziale.
La preghiera con fervore e adorazione, intimamente uniti nel fare ciò che Dio chiede:
Pregare per le Sue intenzioni e adagiarsi al Suo Volere.
Non distraetevi da altre cose, tipo: la paura, il caos, il disorientamento.
Fede, figli, solo la Fede pura, questo Io chiedo!
Figlio mio (ad un sacerdote), ti sono grato dell’amore che mi dimostri,
sarai ricompensato molto di più.
Resta fervoroso tra le braccia di Maria, Madre Mia, Lei è il porto sicuro
per tutti coloro che vogliono arrivare a Me. Passando attraverso Lei, si arriva purificati, lavati e santificati. Tu sei tra questi, figlio 

Pubblicata dal Presidente Giovanni Granato Una preghiera per te...
Questa è la mia preghiera per te: ho pregato perché tu possa trovare sempre la forza per superare tutte le tue prove; ho pregato perché tu possa sentire accanto una Presenza sicura e amorevole che illumini anche la tua ora più buia.
Ho pregato perché tu possa vivere la tua vita con gioia e perché tu senta di non essere mai solo.
Ho pregato, ed ho sentito nascere in me un sorriso, allora ho capito che la mia preghiera sarà esaudita.

Preghiere per gli sposi
Il dono di nozze da parte di Dio (Anonimo)
“La creatura che hai al fianco è mia.
Io l’ho creata.
Io le ho voluto bene da sempre,
prima di te e più di te.
Per lei non ho esitato a dare la mia vita. Te la affido.
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.
Quando l’hai incontrata l’hai trovata amabile e bella.
Sono le mie mani
che hanno plasmato la sua bellezza,
è il mio cuore
che ha messo in lei tenerezza ed amore,
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità,
l’intelligenza e tutte le qualità che hai trovato in lei.
Ma non puoi limitarti a godere del fascino.
Devi impegnarti a rispondere
ai suoi bisogni, ai suoi desideri.
Ha bisogno di serenità e gioia,
d’affetto e di tenerezza,
di piacere e di divertimento,
di accoglienza e di dialogo,
di rapporti umani, di soddisfazioni nel lavoro,
e di tante altre cose.
Ma ricorda che ha bisogno soprattutto di Me.
Sono Io, e non tu, il principio, il fine,
il destino di tutta la sua vita.
Aiutala ad incontrarmi nella preghiera, nella Parola,
nel perdono, nella speranza. Abbi fiducia in Me.
La ameremo insieme.
Io la amo da sempre.
Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno,
da quando vi siete innamorati.
Sono Io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.
Era il modo più bello per dirti “Ecco te l’affido
Gioisci della sua bellezza e delle sue qualità”
Con le parole “Prometto di essere fedele, di amarti e
rispettarti per la tutta la vita”
È come se mi rispondessi
che sei felice di accoglierla
nella tua vita e di prenderti cura di lei.
Da quel momento siamo in due ad amarla.
Anzi Io ti rendo capace di amarla “da Dio”,
regalandoti un supplemento di amore
che trasforma il tuo amore di creatura
e lo rende simile al mio.
E’ il mio dono di nozze:
la grazia del sacramento del matrimonio.
Io sarò sempre con voi
e farò di voi
strumenti del mio amore e della mia tenerezza:
continuerò ad amarvi
attraverso i vostri gesti d’amore”


Beatitudini per il nostro tempo poesia beati quelli che sanno ridere di se stessi non finiranno mai
Beati quelli che sanno ridere di se stessi:
non finiranno mai di divertirsi.
Beati quelli che sanno distinguere
un ciottolo da una montagna:
eviteranno tanti fastidi.
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno molte cose nuove.
Beati quelli che sono attenti
alle richieste degli altri:
saranno dispensatori di gioia.
Beati sarete voi se saprete
guardare con attenzione le cose piccole
e serenamente quelle importanti:
andrete lontano nella vita.
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo: il vostro cammino
sarà sempre pieno di sole.
Beati voi se saprete interpretare
con benevolenza gli atteggiamenti degli altri
anche contro le apparenze: sarete giudicati
ingenui, ma questo è il prezzo dell’amore.
Beati quelli che pensano prima di agire
e che pregano prima di pensare:
eviteranno tante stupidaggini.
Beati soprattutto voi che sapete riconoscere
il Signore in tutti coloro che incontrate:
avete trovato la vera luce e la vera pace.

A TE.............
A te che stai affrontando un momento difficile dico: tieni duro, passerà.
A te che non riesci a superare un esame dico: non scoraggiarti, a volte le "sconfitte"si trasformano in benedizioni.
A te che stai cercando un lavoro dico: abbi fede, la ruota gira per tutti, sarà così anche per te.

A te che hai mille dubbi e confusioni dico: fai ordine nel cuore e nella testa, procedi con calma e non metterti fretta, la soluzione arriverà da sè.
A te che hai subito un tradimento dico: non smettere di credere nell'onestà e nella lealtà delle persone, esiste ancora.
A te che non credi in Dio o che lo stai cercando dico: non temere, Lui crede in te e ti sta cercando da sempre.
A te che vedi tutto nero dico: prova a capovolgere la tua prospettiva, il sole sorge ogni giorno anche per te.
A te che soffri per amore dico: si chiude una porta e si apre un portone, devi crederci e vedrai meraviglie.
A te che non sai se tenere il bambino che aspetti dico: non aver paura, la Vita è il dono più bello, amala!
A te che sei malato dico: affronta il dolore con coraggio, ricorda che la prima medicina è la tua forza di volontà.
A te che sei nel lutto dico: coraggio amico, la morte è solo un passaggio e chi ti lascia lo fa solo fisicamente, sarà sempre accanto a te.
A te che hai perso la speranza dico: combatti da forte, la felicità è un tuo diritto e vince solo chi crede fino alla fine!
 

Passione di Cristo che si eterna,
che ha fame negli affamati,
sete negli assetati, freddo negli ignudi.
Passione di Cristo che si oscura negli ignoranti,
si angoscia nei dubbiosi, si fa spasimo nei peccatori,
agonia d’anima negli afflitti.
Passione di Cristo che fa perdonare le offese,
che fa vedere nella persona molesta il fratello più caro,
che intercede ogni giorno e notte per i vivi e per i morti.
Passione di Cristo presente sempre,
perché ogni dolore è dolore di Cristo,
non un filo d’erba divelto,
non un animale torturato resta senza eco davanti a Lui.
O Gesù, fa che ti sentiamo sempre immanente in noi
e nelle tue creature: nell’oppresso e nell’oppressore,
nel fuoco e nel gelo,
come Presenza liberatrice e guida alla Vita.
( Don Elio Catarcio)

Le persone radiose
Ci sono persone così radiose e amabili,
così gentili e premurose,
che in loro presenza,
avvertiamo istintivamente che ci fanno del bene, -
che quando entrano in una stanza,
è come se portassero con loro una luce.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Passione di Cristo che si eterna,
che ha fame negli affamati,
sete negli assetati, freddo negli ignudi.
Passione di Cristo che si oscura negli ignoranti,
si angoscia nei dubbiosi, si fa spasimo nei peccatori,
agonia d’anima negli afflitti.
Passione di Cristo che fa perdonare le offese,
che fa vedere nella persona molesta il fratello più caro,
che intercede ogni giorno e notte per i vivi e per i morti.
Passione di Cristo presente sempre,
perché ogni dolore è dolore di Cristo,
non un filo d’erba divelto,
non un animale torturato resta senza eco davanti a Lui.
O Gesù, fa che ti sentiamo sempre immanente in noi
e nelle tue creature: nell’oppresso e nell’oppressore,
nel fuoco e nel gelo,
come Presenza liberatrice e guida alla Vita.
( Don Elio Catarcio)

Le parole di un bimbo
Passavo di qua
attirato da un chissà che...
che sapeva di te
circondato da note...
pronto a cantarle...
proprio come vorrei
... viverle...
perché è bello ritrovarti
proprio dove i sogni nascono...
tra cielo e desideri
dove tutto è possibile
anche l'irraggiungibile...

Preghiera di inizio Quaresima
Il mio viaggio verso Pasqua è incominciato.
Ho fatto tanti propositi:
rinuncerò a qualcosa,
frenerò la lingua,
sarò più paziente,
cercherò di vedere il positivo...
Ed ecco che già iniziano i problemi,
le difficoltà, le stanchezze,
la tentazione di lasciar perdere,
di rimandare al giorno dopo,
di dimenticare la mia promessa...
Mi sono appena messo in cammino, Signore,
e sono già stufo e sbuffo.
Mi sono appena messo in cammino, Signore,
ma non ci credo che ce la farò...
E provo vergogna... e anche un po' di rabbia...
Ma forse... ho sbagliato tutto.
Sì...
Ho sbagliato a pensare
che il cammino verso Pasqua,
significhi solo una serie di impegni e di rinunce,
una moltiplicazione di sacrifici e di preghiere...
Forse, in questa Quaresima,
dovrei solo abbandonarmi a te,
lasciarmi andare a te così come sono:
fragile, incapace, limitato, peccatore.
Abbandonarmi a te, perché
tu, Signore, sei il cammino che percorro.
Tu, Signore, sei la mano che mi guida.
Tu, Signore, sei lo sguardo che mi fa percepire gli altri.
Tu, Signore, sei la bocca quando ti do testimonianza.
Tu, Signore, sei l'orecchio, che ascolta le parole non dette.
Tu, Signore, sei la strada di questa Quaresima
che mi porta incontro a te,
che mi porta incontro agli altri.
Amen.

Gocce
Danzano intorno a me come mille piccole fate
queste tenere gocce di pioggia.
Se alzo il viso lasciando che lo bacino,
cancellano tutte le lacrime del passato
portando nuova freschezza.
Se guardo i miei piedi
ricordo argentei giochi di bimba
e schizzi cristallini su ginocchia sbucciate.
Se osservo le miei mani
le vedo che scorrono su ogni linea
a disegnare ghirigori su un futuro incerto.
Danzano e sono come me
cadono,
cadono,
cadono e sempre rinascono unendosi al cielo.
E tu che temi la pioggia,
quando vedrai il solo presente
in una goccia raccolta nel palmo della mano
e ti accorgerai che è gia passato,
sentirai il calore del sangue ritornare linfa vitale.
Ricorda …
i mie pensieri sono libere gocce di pioggia
i mie passi sono instancabili orme nella neve
la quiete dell’anima mia
è nel freddo inverno che la riscalda
e nella buia notte che la protegge.
Danzano ancora queste piccole sagge gocce di pioggia.
Ascoltale.
Ognuna di loro ha una vita da raccontare.
Ed io insieme a loro
ogni sera racconterò una nuova storia,
ma solo quando l’inverno tornerà ad essere mio compagno.

 

L’intensità del mio Amore Di
Giako

Se tu fossi una lacrima,
io non piangerei
per paura di perderti…
Se potessi essere un oggetto,
vorrei essere una barca
per poter navigare
nell’oceano del tuo cuore.
Sei un dolce e candido raggio di sole,
che mi riscalda il cuore
nelle lunghe e tristi giornate d’inverno.
Io ti amo non col cuore
ma con l’anima,
perché prima o poi il cuore
cesserà di battere,
mentre l’anima vivrà in eterno.
Quando sento un soffio di vento
che mi accarezza il viso dico:
TI AMO
e spero che ovunque tu sia
possa sentirlo.
Io vivo per amarti
e morirò se dovrò dimenticarti.
Tu sei il cielo ed io il mare
e l’orizzonte è la linea
che ci unisce all’infinito.
Amore io smetterò di amarti
solo quando un pittore sordo
riuscirà a dipingere il rumore
di un petalo di rosa
che cade su un pavimento di cristallo
di un castello mai esistito.
Se dovessi scegliere tra il tuo amore
e la mia vita,
sceglierei il tuo amore
perché è la mia vita.
Se solo capissi quanto ti amo
diresti che l’universo non è infinito
ma è solo un puntino sospeso tra noi due.
Dio mi ha dato due occhi per guardarti,
due braccia per stringerti,
due gambe per correre da te
ed il cuore per donarti tutto il mio amore.
L’universo ha bisogno di miliardi di stelle
per essere illuminato
ma a me basti solo tu
per illuminare il mio cuore.
Se potessi rifare il mondo
metterei il tuo sorriso al posto del sole,
il tuo sguardo al posto del cielo,
la tua voce al posto del vento,
e ti assicuro che sarebbe un mondo da favola.
Amore, tu per me non sei niente
sei solo aria, ma ricorda:
senza aria non si vive.
Sai che differenza c’è tra te ed una stella?
Che la stella un giorno cesserà di brillare
mentre tu brillerai sempre nel mio cuore.
Quando sei di fronte a me
i miei occhi s’illuminano come stelle,
il mio cuore si riempie di luce come il sole.
Se ti senti sola guarda il cielo,
quando vedi una stella brillare più delle altre,
sono io che ti sto pensando.
Se una stella brillasse quanto il mio cuore brilla per te,
allora quella stella prenderebbe il posto del sole.
Ci sono solamente tre parole
senza cui non riuscirei a vivere:
IO SENZA TE.
Ti amo Amore mio

Preghiera sull' AMICIZIA
A te, Signore, amante della vita,
Amico dell'uomo,
innalzo la mia preghiera
per l'amico che mi hai fatto incontrare
sul cammino del mondo.
Uno come me, ma non uguale a me.
Fa' che la nostra
sia l'amicizia di due esseri
che si completano con i tuoi doni,
che si scambiano le tue ricchezze,
che si parlano con il linguaggio
che tu hai posto nel cuore.
Aiutaci a guardare con quello sguardo,
che comprende senza che l'altro chieda.
Aiutaci ad avere un cuore grande,
che sa partire prima che l'altro esprima.
Aiuta la nostra amicizia
Affinché non divenga chiusura;
dalle il respiro della vera libertà,
la forza di resistere nelle difficoltà,
il coraggio di andare oltre
il desiderio dell'egoismo.
La volontà di cedere per amore,
di amare anche oltre l'errore,
di giungere al sommo dell'amore: perdonare.
Perché soltanto quando si sa perdonare,
si può credere all'amore.
Fa' che le nostre mani
siano protese in un gesto di pace.
Fa' che le nostre parole
siano dolci ma anche forti.
Fa' che il nostro sorriso,
come le nostre lacrime,
non siano una maschera,
ma esprimano la profondità e la verità
dei sentimenti più sinceri e autentici.

San Valentino Martire
14 febbraio
Patronato: Innamorati, Amanti
Etimologia: Valentino = che sta bene, sano, forte, robusto, dal latino
Emblema: Bastone pastorale, Palma
Martirologio Romano:
A Roma sulla via Flaminia presso il ponte Milvio, san Valentino, martire.
La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della città. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano.

IL CULTO

S.Valentino fu sepolto in un’area cimiteriale nei pressi dell’attuale Basilica. E’ sicuro che quel cimitero già esisteva in età pagana. Da questa zona provengono alcuni reperti le più antiche risalgono ai secc. IV-V. Si tratta di titoli sepolcrali. Il pezzo più interessante è il sarcofago a “teste allineate” del sec.IV ora conservato in Palazzo Carrara. E’il tradizionale sarcofago paleocristiano dove sono scolpite attorno alla figura del defunto orante, Scene della vita di Cristo. La prima basilica fu costruita nel sec.IV dato che la collocazione dell’edificio, fuori delle mura della città e in area cimiteriale e sopra la tomba del martire. Distrutta dai Goti, insieme alla città nel sec. VI, sarebbe stata ricostruita nel sec.VII. A conferma di questa ultima costruzione fu il rinvenimento di una moneta di Eraclio del 641. Al periodo della prima costruzione o a quella della ricostruzione del sec.VII, dovrebbe risalire la cripta con l’altare ad arcosolio, cioè sotto una nicchia coperta da un arco e sopra la tomba del martire. Intorno al sec.VII la basilica fu affidata ai Benedettini. Nel 742 vi avvenne l’incontro storico tra il papa Zaccaria partito da Roma verso Terni e il vecchio re longobardo Liutprando. La scelta della Basilica di S.Valentino fu fatta dal re perché all’interno di quella si veneravano le spoglie del glorioso martire alle quali egli attribuiva un valore taumaturgico. Da quell’incontro il re donava al pontefice alcune città italiane tra le quali Sutri.
Qui il pontefice ordinò il nuovo vescovo di Terni alla cui morte (760) la città rimase priva del pastore fino al 1218. In questo periodo la basilica fu oggetto di scorrerie prima di Ungari poi Normanni e Saraceni poi degli abitanti di Narni che vantavano pretese su alcuni territori e sulla Basilica. Onorio III nel 1219 vi si recò e consegnò la Basilica al clero locale. Da questo anno in poi non sappiamo più nulla dello stato di conservazione della Basilica. Agli inizi del 1600 doveva apparire fatiscente.

LA RICOGNIZIONE

Nel 1605 il vescovo Giovanni Antonio Onorati, ottenuto il permesso da papa Paolo V, fece iniziare le ricerche del corpo del Santo. Erano partite da tempo anche a Roma le ricerche dei primi martiri della Chiesa e per autenticare la loro esistenza e per accrescerne la venerazione. Il corpo di S.Valentino fu presto rinvenuto in una cassa di piombo contenuta entro un’urna di marmo rozza esternamente ma all’interno intagliata con rilievi. La testa era separata dal busto a conferma della morte avvenuta per decapitazione. Fu portata subito in Cattedrale. Nessuno in città voleva che il corpo del loro martire riposasse nella chiesa madre. Neanche la Congregazione dei Riti era favorevole poiché le reliquie dovevano essere venerate là dove erano state sepolte. Così si decise di ricostruire una nuova Basilica.

LA NUOVA BASILICA

I lavori per la costruzione della Basilica iniziarono nel 1606 e durarono alcuni anni ma già dal 1609 questa poté essere officiata dai PP.Carmelitani, chiamati a custodirla. Nel 1618 il corpo del santo vescovo e martire venne solennemente riportato nella sua Basilica. Nel 1625 l’Arciduca Leopoldo d’Austria, diretto a Roma, fece visita alla Basilica e si assunse la spese per la costruzione di un nuovo altare maggiore in marmo, completato nel 1632, impegnandosi a rendere alla Basilica una parte del cranio del Santo donata alcuni secoli prima ad un suo antenato. Dietro all’altare maggiore è il coro con la “confessione” di S.Valentino, un altare costruito sopra la tomba del martire. Al centro è una tela ovale che ricorda il martirio del santo, opera della fine del sec. XVII. L’episodio del Duca Leopoldo fornì l’occasione per un radicale rinnovamento dell’architettura del tempio, condotto a termine grazie anche all’opera di molti ternani. La Basilica si presenta secondo uno schema caro ai teorici della Controriforma: grande navata unica con attorno cappelle laterali, due grandi cappelle costituiscono il transetto, presbiterio e dietro l’altare del martire con la “confessione”. La facciata del sec.XVII è animata da paraste, un grande portale sormontato da un finestrone. Le statue in stucco raffigurano in alto i santi patroni della città Valentino e Anastasio (+649) e sono state aggiunte nel sec.XIX. L’interno è animato da grandi paraste con capitelli in stile ionico con ghirlande. Queste sorreggono un architrave sporgente dentellato. Due cappelle per lato erano proprietà di alcune famiglie importanti della città. Le più interessanti sono le cappelle del transetto. Quella di destra è dedicata a S.Michele arcangelo ed era la cappella privata della famiglia Sciamanna. Ai lati infatti sono i monumenti funebri di alcuni membri tra i quali un certo Brunoro, vescovo di Caserta morto nel 1647. Al centro è la bella pala con S.Michele che sconfigge il demonio dell’artista romano Giuseppe Cesari detto il “Cavalier d’Arpino”. Esponente di una pittura colta e raffinata, docile alle richieste della Chiesa, che tornava a privilegiare chiarezza dell’espressione e il decoro nella rappresentazione delle figure sacre. Questa immagine è una chiara ripresa del classicismo di Raffaello: equilibrio della posa e fermezza dell’atteggiamento. L’altra cappella è dedicata alla santa carmelitana Teresa d’Avila. La bella pala centrale raffigura la Madonna con il Bambino tra i SS.Giuseppe e Teresa dell’artista Lucas De La Haye, monaco carmelitano della seconda metà del sec. XVII. L’artista fu l’incarico principale della decorazione della basilica. Infatti oltre a questa lascia altri capolavori tra i quali la bella pala centrale con S.Valentino chiede la protezione della Vergine su Terni e ancora una Adorazione dei pastori e una Adorazione dei Magi. Sempre per la basilica realizza le tele con i Quattro evangelisti e una serie con i Martiri ternani (Catulo, Saturnino, Lucio e magno discepoli di Valentino) conservati nella navata. Il suo stile è pienamente barocco: figure ricoperte di sontuosi panneggi che si agitano al vento, intrisi di un colore caldo che fa pensare anche ad un’influenza sull’artista della pittura veneta forse filtrata dal Rubens romano. Al centro del coro è una grande tela raffigurante la Crocifissione dove traspaiono figure intrise di grande drammaticità. Un ultimo capolavoro si può ammirare in una delle cappelle della navata. Si tratta di una tela raffigurante la Madonna con il Bambino ed i SS. Lorenzo, Giovanni Battista e Bartolomeo del 1635, opera di Andrea Polinori, cittadino di Todi. L’ispirazione dell’artista è il Caravaggio ma è abile a regolarizzarlo e depurarlo di ogni aggressività.
L’ambiente della cripta presenta l’antico altare ad arcosolio (inserito in una nicchia voltata a botte sopra la tomba del martire) nel quale furono rinvenute le reliquie di S.Valentino. Alcuni reperti dell’area valentiniana sono stati riuniti nell’ambiente accanto alla cripta.

LA LEGGENDA

La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che dall’ormai esclusivo significato del rapporto tra uomo e donna. L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo, immagine di Dio. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.

Signore Gesù il tuo amore è per sempre .....salendo sulla croce hai dimostrato che il tuo amore non ha limiti e confini.Spalancando le tue braccia ci hai amati di un amore orrizzontale e verticale,hai abbracciato il mondo intero ...hai abbracciato il passato,il presente,il futuro.....non hai dato un limite al tuo amore per noi.Aspetti ogni uomo a braccia aperte perchè ritorni a farsi amare da te ....Salvaci Signore abbiamo bisogno di Te Ogni uomo ha bisogno di Te. Amen

MEDITAZIONE SUL DIGIUNO QUARESIMALE 
Non c'è Quaresima senza digiuno.
Sembra, tuttavia, che oggi molte persone non prendano sul serio il digiuno o, se lo
fanno, non ne comprendano la vera finalità spirituale.
Per alcuni il digiuno consiste in una simbolica rinuncia a qualcosa; per altri è
un'osservanza scrupolosa di regole alimentari. In entrambi i casi, raramente il digiuno
è messo in relazione con lo sforzo quaresimale nella sua globalità.
E' urgente chiedersi quale sia l'insegnamento della Chiesa sul digiuno e come
possiamo applicare questo insegnamento alla nostra vita.
Il digiuno non è una pratica solo cristiana.
E' presente in altre religioni, in certe cure mediche; inoltre, oggi si digiuna per molti
motivi: proteste in carcere, motivi politici, ecc.
E' importante, perciò, discernere il contenuto specificamente cristiano del digiuno.
Due  eventi biblici correlati rivelano tale significato.
1. Il primo evento è la rottura del digiuno da parte di Adamo, nel
paradiso.
2.     Cristo comincia la sua missione con il digiuno.
Adamo tentato cedette alla tentazione, Cristo fu tentato e vinse la tentazione.
La conseguenza della caduta di Adamo fu l'espulsione dal paradiso e la morte. Il
frutto della vittoria di Cristo fu la distruzione della morte e il nostro ritorno al
paradiso.
Il parallelismo comincia  a farci comprendere che il digiuno non è una semplice
regola, ma è legato al mistero stesso della vita e della morte, della salvezza e della
dannazione.
Nell'insegnamento biblico, il peccato non è solo la trasgressione di una regola, che
comporta una punizione; esso è sempre una mutilazione della vita dataci da Dio.
Per questo, la storia del peccato originale ci viene presentata come un atto del
mangiare.
Il nutrimento infatti è un atto di vita; è esso che ci mantiene in vita.
Ma qui sta tutto il problema: che significa essere in vita e che significa vita ?
Per noi questo termine ha un significato biologico: la vita è precisamente ciò che
dipende dal nutrimento e, in modo più generale dal nutrimento fisico.
Ma per la Sacra Scrittura e per la tradizione cristiana questa vita di solo pane si
identifica con la morte, perché è una vita mortale, perché la morte è un principio
sempre all'opera in essa.
La Bibbia ci insegna che Dio non ha creato la morte. Egli è il Datore della vita.
Come, dunque, la vita è diventata mortale ?
Perché è la morte e solo la morte l'unica certezza assoluta di ciò che esiste ?
La Chiesa risponde: perché  l'uomo ha rifiutato la vita  quale gli veniva offerta e
donata da Dio, e ha preferito una vita che dipende non da Dio solo, ma dal solo pane.
La disubbidienza, non solo ha meritato la punizione, ma ha pure cambiato la
relazione tra l'uomo e il mondo.
Il mondo era stato dato da Dio come nutrimento, come mezzo di  vita; ma la vita
doveva essere comunione con Dio; essa aveva in Lui, non solamente il suo termine,
ma anche la sua pienezza:
IN LUI ERA LA VITA E LA VITA ERA LA LUCE DEGLI UOMINI.
Il mondo e il nutrimento furono cosi creati come mezzi per la comunione con Dio, e
solo se accettati per amor di Dio potevano dare la vita.
IN SE STESSO IL NUTRIMENTO NON HA LA VITA E NON PUO'
DARE LA VITA.
Solo Dio ha la vita è può dare la vita. Nel nutrimento stesso, Dio - e non le calorie e
le proteine - era il principio di vita.
Cosi, mangiare, essere in vita, conoscere Dio ed essere in comunione con Lui erano
un'unica e medesima cosa.
La tragedia di Adamo sta nell'aver mangiato per amor proprio.
E più ancora nell'aver mangiato in disparte da Dio, allo scopo di essere indipendente.
Adamo aveva posto la sua fede nel nutrimento, invece di porla solo in Dio.
Anche noi siamo come Adamo: diciamo di credere in Dio, di ricevere la vita da Lui.
Ma Dio non è la nostra vita, il nostro nutrimento, non viviamo in Dio e per Dio.
Piuttosto, viviamo della nostra scienza, della nostra esperienza, della nostra visione
del mondo, in una parola di tutto ciò che si fonda sul principio: di solo pane.
CRISTO VIENE A RIPARARE IL DANNO ALLA VITA INFLITTO DA ADAMO.
Egli comincia col digiuno.
LA FAME è quello stato in cui percepiamo la nostra dipendenza da qualcos'altro,
quando sentiamo il bisogno urgente del cibo; questo ci mostra che non possediamo la
vita in noi stessi.
E' il momento in cui possiamo porci la domanda: da che cosa dipende la mia vita ?
La domanda non è intellettuale, essa è percepita da tutto il corpo ed è questa
concretezza della percezione che pone in tentazione.
SATANA si presentò ad Adamo e a Cristo dicendo:
"La vostra vita dipende solo dal cibo".
Adamo credette a Satana e mangiò.
Cristo respinse la tentazione e disse: 
"Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di Dio".
Con il suo rifiuto ha smascherato quella menzogna cosmica, che è fondamento della
nostra visione del mondo: della scienza i della medicina, e forse della stessa religione.
Il tentativo dell'uomo di vivere di solo pane.
CHE COSA E' ALLORA IL DIGIUNO PER NOI CRISTIANI ?
E' il nostro entrare, il nostro prendere parte all'esperienza di Cristo stesso, attraverso
la quale egli ci libera dalla totale dipendenza dal cibo, dalla materia e dal mondo.
In realtà, vivendo ancora in questo mondo decaduto, noi siamo ancora dipendenti dal
cibo.
Ma come la nostra morte è diventata, in virtù della morte di Cristo, un passaggio alla
vita, così il cibo che noi mangiamo e la vita che esso sostienepossono essere vita in
Dio e per Dio.
Parte del nostro cibo è già diventato cibo d'immortalità: il Corpo e il Sangue di Cristo
stesso.
Ma anche il pane quotidiano che riceviamo da Dio può essere, in questa vita e in
questo mondo, ciò che ci dà forza e ciò che ci mette in comunione con Dio, anziché
ciò che ci separa da lui.
Tuttavia solo il digiuno può operare questa trasformazione, dandoci la prova
esistenziale che la nostra dipendenza dal cibo e dalla materia non è totale né assoluta,
e che, unita alla preghiera, alla grazia e all 'adorazione,  può essere anch'essa
spirituale. 
Tutto questo significa che il digiuno, compreso in tutta la sua profondità, è l'unico
mezzo con cui l'uomo ricupera la sua natura spirituale.
E' una sfida al Tentatore,  al Menzognero, il quale è riuscito a convincerci che noi
dipendiamo dal solo pane.
Il digiuno è la denuncia di questa menzogna ed è anche la prova che di menzogna si
tratta.
E' altamente significativo il fatto che Cristo abbia incontrato Satana proprio durante il
digiuno e che, più tardi, abbia detto che Satana non può essere vinto se non con la
preghiera e il digiuno.
Se uno riesce a trasformare la fame in una sorgente di energia spirituale e di vittoria,
allora niente più rimane di quella grande menzogna nella quale siamo vissuti a partire
da Adamo.
Siamo molto lontani dal digiuno inteso come cambiamento di dieta.
In fin dei conti digiunare significa avere fame, capire quanto il cibo sia necessario
alla vita dell'uomo, ma che questa dipendenza non è tutta la verità dell'uomo, perché
c'è una dipendenza più profonda, quella da Dio; la fame fisica diventa perciò
richiamo alla fame essenziale per l'uomo: la fame di Dio.
Proprio per questo il digiuno sarebbe un puro sforzo fisico se gli mancasse la parte
spirituale: la preghiera.
Se noi non facessimo lo sforzo spirituale corrispondente, se non ci nutrissimo della
realtà divina, se non scoprissimo la nostra totale dipendenza da Dio solo, il nostro
digiuno sarebbe un suicidio insensato.
Sarebbe presuntuoso e pericoloso per noi se volessimo praticare l'arte del digiuno
senza discernimento e prudenza.
Tutta la liturgia quaresimale è un costante richiamo alle difficoltà che incontra chi
vuole confidare solo sulla sua volontà.
E' per questa ragione che abbiamo bisogno innanzitutto di una preparazione spirituale
allo sforzo del digiuno.
Essa consiste nel chiedere aiuto a Dio e nell'incentrare su Dio il nostro digiuno.
Si digiuna bene se si digiuna per amore di Dio.
Dobbiamo riscoprire il nostro corpo quale tempio della presenza di Dio; bisogna
recuperare rispetto religioso  per il corpo, per il cibo, per il ritmo stesso della vita.
Tutto questo va fatto come preparazione in modo da avere le afrmi spirituali giuste
per affrontare il digiuno.
Solo in seguito viene il digiuno vero e proprio.
Esso ha due livelli:
- il digiuno ascetico, che consiste in una riduzione più o meno drastica, in modo che
lo stato permanente di una certa fame possa essere vissuto come un richiamo a Dio e
uno sforzo costante della nostra mente di mantenere l'orientamento verso di lui.
Chiunque l'abbia praticato anche solo un pò, sa che questo digiuno ascetico, anziché
indebolirci, ci rende unificati, liberi, gioiosi, puri.
Allora si riceve davvero il cibo come dono di Dio. Ci si trova orientati verso quel
mondo interiore che inspiegabilmente diventa di per se stesso una sorta di cibo.
Per quanto riguarda la misura del digiuno ognuno deve sapersi regolare da sé, una
volta che è chiaro il principio di provare una certa fame, che da situazione negativa si
trasforma in forza positiva per la preghiera e la concentrazione in Dio.
- il digiuno totale deve essere necessariamente limitato nella sua durata e collegato
con l'eucarestia.
Nelle nostre attuali condizioni il momento migliore per vivere un digiuno totale è il
Sabato santo, in modo che quella giornata diventi attesa di Dio, speranza dell'incontro
con lui, fame di lui.
Si tratta di concentrarsi sul dono che si  va a ricevere e per il quale si è pronti a
rinunciare a tutti gli altri doni.
LA DIFFICOLTA' DEL DIGIUNO.
Il nostro digiuno, per quanto limitato, se è un vero digiuno, condurrà alla tentazione,
alla debolezza, al dubbio, all'irritazione.
In altre parole, sarà un'autentica lotta e probabilmente molte volte perderemo.
Ma proprio la vita cristiana in quanto lotta e sforzo è l'aspetto essenziale del digiuno.
Una fede che non ha superato i dubbi e le tentazioni raramente è una fede autentica;
la semplicità della fede non è semplicismo, ma considerazione delle difficoltà della
vita e serena certezza che nonostante tutto Cristo è con noi per farci vivere.
Nessun progresso nella vita cristiana  è possibile senza l'amara esperienza
dell'insuccesso.
Molte persone cominciano il  digiuno con entusiasmo e vi rinunciano al primo
insuccesso.
Invece è dopo il primo insuccesso che  avviene il vero collaudo: se dopo ogni
insuccesso ricominciamo daccapo, prima o poi il nostro digiuno porterà i suoi frutti
spirituali.
Tra la santità e lo scoraggiamento o l'indifferenza c'è lo spazio per la pazienza,
anzitutto con se stessi.
Non ci sono scorciatoie per la santità:  per ogni passo dobbiamo pagare l'intero
prezzo.
Iniziamo con il minimo, accrescendo lo sforzo molto gradualmente.
In breve: da un digiuno simbolico e formale (quello inteso come obbligo - costume)
dobbiamo far ritorno al vero digiuno, sia pure limitato - modesto, ma effettivo e serio.
Mettiamoci con onestà di fronte alle nostre capacità spirituali e fisiche, e agiamo di
conseguenza, ricordando che non c'è digiuno che non sia una sfida a queste capacità e
non introduca una prova divina che le cose impossibili agli uomini sono possibili a
Dio. 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di Dio,

vieni ad aprire sull’infinito
le porte del nostro spirito e del nostro cuore.
Aprile definitivamente,
e non permettere che noi tentiamo di richiuderle.
Aprile al Mistero di Dio,
e all’immensità dell’Universo.
Apri il nostro intelletto
agli stupendi orizzonti della Divina Sapienza.
Apri il nostro modo di pensare,
perché sia pronto ad accogliere
i molteplici punti di vista diversi dai nostri.
Apri la nostra simpatia
alla diversità dei temperamenti
e delle personalità che ci circondano.
Apri il nostro affetto
a tutti quelli che sono privi di amore,
a quanti chiedono conforto.
Apri la nostra carità ai problemi del Mondo,
a tutti i bisogni dell’Umanità.
Apri la nostra mente alla collaborazione
con tutti coloro che si adoperano per un medesimo fine
Madre Teresa di Calcutta

La Solitudine e la Malinconia
Ascoltar una canzone, assaporarne ogni nota, ogni variazione perdersi per qualche secondo in una melodia che ti distacca dalla realtà facendoti volare al di là dell'orizzonte. Osservi dall'alto il mondo, come son piccoli gli uomini da lassù, spii i loro più insisti segreti protetto da nubi che ti celano alla vista, volando con angeli che ti indicano la strada seguendo la scia di Maestrale. Nota dopo nota veleggi allontanandoti da te stesso, perdendo quei pezzi dai quali vorresti scappare e che ancorati alla pelle ti trascinano verso il basso avvicinandoti sempre più a quel mondo mortale, di flebili spoglie e di involucri che a stento contengono l'anima. Annaspi, non vuoi perdere le tue ali che secondo dopo secondo svaniscono attraverso il cielo, una mano allungata cercando di salvar qualcosa che sai di dover a tutti i costi proteggere. Ci provi e ti senti cadere sempre più in basso, puoi osservare la cruda realtà che ti saluta con quell'aria spocchiosa di chi la sa lunga. Ed ecco che i nodi vengono al pettine, ti trovi di fronte a ciò che non volevi vedere e che ti deride per esserci cascato ancora. Cerchi di essere una persona migliore ma vecchie ferite cosparse di sale bruciano l'anima graffiata e ancor ti portano a commettere un inconfutabile errore che distrugge tutto ciò che ha il coraggio di avvicinarsi a te. Un'altra tacca da appuntare sul petto del più vile tra gli uomini, si nasconde dietro un muro fatto di spine e di rovi taglienti piuttosto di vivere fin all'ultimo respiro.
I colori caldi del tramonto si trasformeranno in colori tenui dell'alba Portali nel tuo cuore ti riscalderanno ogni volta che ti sentirai malinconica e si trasformino in pensieri d'amore

Ama e fa ciò che vuoi poesia Sant Agostino momenti di tenerezza sia che tu taccia taci per amore
Sia che tu taccia,

taci per amore.
Sia che tu parli,
parla per amore.
Sia che tu corregga,
correggi per amore.
Sia che tu perdoni,
perdona per amore.
Sia in te
la radice dell’amore,
poiché da questa radice
non può procedere
se non il bene.
Ama e fa ciò che vuoi.
Sant’Agostino

LA FRATELLANZA
Il bisogno d'essere fratelli su questa terra ci rende anime
in cerca d'un contatto d'amore, i fiori del tempo cogliamo
e come api succhiamo il nettare di parole e carezze per nutrirci
di bene...perché nei volti della gente c'è il riflesso di noi
stessi facenti parte d'un comune mappamondo di destini. 


Siamo anime alla ricerca di bene,
fluttuiamo intersecati
nei pensieri del mondo
e sui volti dei passanti scorgiamo
riflessi di noi stessi.
A barlumi di speranza
ci appigliamo per sottrarci
a stentate vite morenti.
Bisognosi di fratellanza
aleggiamo sui calici di fiori del tempo
e come api succhiamo il nettare
di carezzevoli parole
per nutrirci d'amore.

Preghiera per i nostri cari oggi in Cielo
Mio Padre, sto contando ogni giorno in cui lui non e' con me,
ogni giorno mi manca e il dolore che provo nel cuore e' tremendo
oggi e' a te che chiedo aiuto,
devi aiutarmi, sto soffrendo tantissimo
La mia Anima non ricorda la tua immensita',
il mio cuore non ricorda il tuo Amore grande,
e il Paradiso e' una parola pronunciata ma io non ho ricordi
Ti prego mio amato Padre,
portami con te
e stringimi tra le tue braccia
d'Amore inonda il mio cuore per farmi ricordare,
d'immensita' inonda il mio cuore per farmi ricordare
e di Paradiso inonda questo mio cuore per farmi ricordare
Adesso e' con te, l'Amore della mia vita,
tu riempi questo vuoto con tutto il tuo Amore.
Certo nel tempo smettero' anche di piangere,
ma dolce Padre ho bisogno di te,
ne ha bisogno la mia Anima,
ascolta tua figlia chiamarti nel dolore,
ascoltami nel dolore,
tua figlia, io sono tua figlia,
ascoltami nel mio cuore di figlia
e coprimi d'Amore,
avvolgimi d'Amore,
rivolgi a me il tuo sguardo e amami,
ne ho bisogno, Padre, io ho bisogno di te.
E in te mio Padre trovero' conforto,
e in te mio Padre trovero' la pace,
e in te mio Padre trovero' l'Amore,
come ogni tuo figlio.
Piu passa il tempo piu sento che manca una parte di me,imparare a vivere senza di te ha cambiato la mia vita ed ha infranto i miei sogni. Sono qui a pensarti come sempre... Rivedo tante scene di cio che eravamo... Anche se sei lontano, sei nel mio cuore sempre. Di te nemmeno una parola, nemmeno un gesto mi potrei scordare... Il mio amore per te nn finira mai.

IL GENOCIDIO SILENZIOSO-. Una donna profondamente ferita viene a trovare Marija e le dice: "Vengo da te perchè non ho il coraggio di andare da un prete e non oso confessarmi. Ho abortito otto volte e ho paura che il prete si arrabbi con me e mi cacci dal confessionale. Ma penso che tu possa fare qualcosa, puoi chiedere alla Santa Vergine di aiutarmi. Non riesco più a dormire, sono depressa, ho tanti disturbi e soffro terribilmente. Tu capisci, mio marito era talmente contrario alla vita. Avevamo molti mezzi. Ma ora non posso più avere figli. Puoi confidare tutto questo alla Madonna?". Marija si è sempre mostrata attiva nel fare amare e proteggere la vita [...]. Ascolta quella donna con amore e la sera stessa la affida alla Vergine. Allora la Madonna ci ha sconvolto ancora una volta con la straordinaria speranza che sa infondere in noi suoi figli, soprattutto quando tutto sembra umanamente impossibile. Rispose a Marija: "Ora sarà lei a portare la vita per aiutare gli altri". La donna si riconciliò con Dio, si confessò e il suo cuore venne così trasformato che oggi testimonia con forza la guarigione di tutta se stessa, ottenuta per la misericordia di Dio. Ora prova una gran gioia di vivere e fa un grande bene; con la sua testimonianza ha già incoraggiato molte madri a tenere il bambino che aspettavano. È in questo modo che Maria desidera agire in ognuno di noi. Dalle nostre ferite di morte vuole fare delle fonti di vita! Se solo noi offriremo a Gesù tutto il male che ci si è accumulato dentro, Lui ci guarirà attraverso le Sue piaghe, eternamente gloriose. (R. Laurentin, "Il segno dell'amore di Dio", Edizioni Segno, 1997 pp.149-150 ripreso in "Genocidio Censurato" pg.173 di Antonio Socci)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiere allo Spirito Santo di don Tonino Bello, In attesa dello sposo
IN ATTESA DELLO SPOSO

Dona alla tua Chiesa tenerezza e coraggio
Spirito di Dio, fa’ della tua chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi. Alimentane il fuoco con il tuo olio, perché l'olio brucia anche.
Dà alla tua chiesa tenerezza e coraggio. Lacrime e sorrisi. Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero.
Disperdi la cenere dei suoi peccati. Fa’ un rogo delle sue cupidigie.
E quando, delusa dei suoi amanti, tornerà stanca e pentita a te, coperta di fango e di polvere dopo tanto camminare, credile se ti chiede perdono.
Non la rimproverare. Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo con le fragranze del tuo profumo e con l'olio di letizia.
E poi introducila, divenuta bellissima senza macchie senza rughe, all'incontro con lui perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire, e possa dirgli finalmente: sposa mio.

MADONNA di LOURDES
Ricordati, o purissima Vergine Maria, che non si è mai inteso al mondo che alcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuoi aiuto..., chiesto il tuo patrocinio e sia stato da te abbandonato. Animato da una tale confidenza a te ricorro, o Madre, Vergine delle vergini, a te vengo e, peccatore come sono, mi prostro ai tuoi piedi a domandarti pietà. Non volere, o Madre del divin Verbo, disprezzare le mie preghiere, ma benigna ascoltale ed esaudiscile.
Amen.

Poesia e fantasia
Al trascorrere della notte in quell’angolo
di cielo chiamato desiderio,
giungevano ancora a noi frammenti,
della nostre frasi d’amore, preludio all’estasi,
e al vibrar dei nostri corpi.
Al tocco delle carezze,Venere accende
una pioggia di brillanti stelle,
a noi persi ancora in questo dolce desiderio.
Ci risvegliamo da questa fantastica poesia.

La pace nasce nel cuore dell’uomo, nell’umiltà accettando i propri limiti e debolezze. “Lasciarsi condurre dall’Immacolata": ecco il segreto per vivere nella serenità e costruire la pace.
La sorgente della felicità e della pace non sta fuori, ma dentro di noi. Sappiamo trarre profitto da ogni cosa per esercitare la nostra anima nella pazienza, nell’obbedienza, nella povertà e nelle altre virtù della vita cristiana, e le croci non saranno più tanto pesanti.
Confidiamo dunque nella Divina Provvidenza, nella Volontà dell’Immacolata e rimaniamo certi che Dio permette ogni cosa in vista di un bene maggiore. Del resto, noi proclamiamo che attraverso l’Immacolata possiamo tutto: dimostriamolo quindi, con i fatti. Poniamo in Lei la nostra fiducia.

Per un sogno una preghiera..
Prega tu per il mio sogno azzurro,
perché io non ho più fiato per farlo,
forse, non nè ho nemmeno più il diritto.
È un vento leggero ma presente,
quello che spiega inesauribilmente,
la mia anima,
muovendosi in un’unica direzione.
Ma forse…
le mie ciglia non sono abbastanza lunghe,
per sbattere e fare udire
il suo pavido suono,
che rimane sospeso in quel rimpianto,
che ha sgonfiato la vela del mio cuore.
Chissà se mai avverrà,
che la mia mano trovi il coraggio,
di estirpare le spine,
per poi prendere quel magico pennello
colorando ancora d’azzurro il buio.
L’amore sempre per sempre comunque,
è complesso, universale, totale e tagliente,
duella costantemente,
asportando lentamente pezzi dei miei pensieri
e le lacrime rassegnate,
sono costrette con la violenza
a risalire erti zigomi sfatti,
perché non posso più donarmi niente,
anche perché forse…
quel dono
non sono più in grado né di farlo arrivare
all’orecchio sordo del guerriero,
né alla mia anima
vigliacca e timida
che preferisce morire
piuttosto che far morire.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
‎.Preghiera a Nostra Signora di Lourdes

Maria, tu sei apparsa a Bernardetta nella fenditura di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,
la luce e la bellezza.
Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!
Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.
Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.
In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.
Con Bernardetta, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!
Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!
Amen!

Un aneddoto: Un giorno, un giovane volle consultare un anziano su un problema che gli stava a cuore. "Mio signore", gli disse, "voglio confessarti una cosa: non riesco ad avere un amico. Mi sapresti dare un consiglio?" L'anziano sorrise e rispose:"Posso solo dirti di me. Quand’ero ragazzo fra cento ragazzi, ne ebbi uno, di amico. Fu una cosa bellissima che diede i suoi frutti e poi terminò. Quando divenni adulto fra mille adulti, ne ebbi un altro, di amico. Fu una cosa bellissima, ma l’amico morì ed anch’io mi sentii morire. Ora che sono diventato anziano fra diecimila anziani, adulti e giovani, ho rinunciato ad avere un amico e ho preferito esserlo io, un amico, ogni giorno e ogni ora, di qualcuno che non so chi sia e non so dove sia". "Non deve essere facile...", mormorò il giovane. "Forse non lo è, perché cercare di essere amico significa, prima di tutto, rinunciare ad averne uno. Ma forse lo è, perché proprio rinunciando ad averne uno se ne possono avere tanti". "Non si saprà mai chi saranno?", domandò il giovane. "Mai. Tenere il cuore spalancato perché tutti vi possano entrare, dare sempre fiducia perché tutti ne possano attingere, rispettare ognuno perché ognuno si senta se stesso ti rende, insieme, amato ed odiato, incomprensibile ed imprendibile. Chi cerca di essere amico, è un po’ come il mare, fatto di tenera acqua, ma acqua salata. Chi ha come amico il mare, me lo sai dire?" "Il cielo", rispose il giovane. "Infatti. Chi cerca di essere amico può solo sperare che il cielo gli sorrida; e che i gabbiani non smettano di posarglisi sopra". A questo punto il giovane tacque a lungo, avvolto in profondi pensieri. Poi guardò l’anziano con uno strano sorriso e gli chiese."Mi permetti di essere un tuo gabbiano?" L’anziano gli rispose: "Benvenuto!"

La felicità è una scelta, e cerco di farla tutti i giorni. Ci sono momenti in cui non riesco. Proprio come te, anche io ho avuto una vita difficile, in modi diversi, ma comunque difficile.
Però, invece di rimuginare su cosa è andato storto e su quanta fatica ho fatto, cerco il più possibile di trovare la gioia in ogni giornata e di apprezzare il presente…
Siamo liberi di scegliere su cosa concentrarci.
Essere felici è una scelta quotidiana, una nuova abitudine da integrare nel modo di pensare. C’erano giorni in cui non riuscivo a essere felice, ma penso che accettare la cosa porti lo stesso a una esistenza più serena. Farlo ti permette di accettare i giorni più duri, nella consapevolezza che racchiudono anch’essi dei doni e che passeranno, perché la gioia ti aspetta dall’altra parte. Bronnie Ware,

Credo nella famiglia
Credo nella famiglia, o Signore:
quella che è uscita dal tuo disegno creativo,
fondata sulla roccia dell’amore eterno e fecondo;
Tu l’hai scelta come tua dimora tra noi,
Tu l’hai voluta come culla della vita.
Credo nella famiglia, o Signore:
anche quando nella nostra casa
entra l’ombra della croce,
quando l’amore perde il fascino originario,
quando tutto diventa arduo e pesante.
Credo nella famiglia, o Signore:
come segno luminoso di speranza
in mezzo alle crisi del nostro tempo;
come sorgente di amore e di vita,
come contrappeso alle molte aggressioni
di egoismo e di morte.
Credo nella famiglia: o Signore: come la mia strada
verso la piena realizzazione umana
come la mia chiamata alla santità,
come la mia missione per trasformare il mondo
a immagine del tuo Regno.
Amen.
 

Pubblicata dalla nostra Sorella Michelina Carmela di Taranto
La felicità è allegria...
la felicità è armonia...
la felicità è poesia...
la felicità è magia...
la felicità è "VITA" non sempre è facile essere felici ma basta chiudere gli occhi e desideralo e tutto andrà per il meglio...

Pubblicata dalla nostra Consigliera Germana Brivio
Spirito di pace

In te si esprime l'accordo del Padre e del Figlio, tu sei la pacedivina personificata.
Vieni a renderci partecipi di questa pace essenziale, mettendoci in armonia col Cristo e col Padre.
Vieni a farci gustare la pace intima dell'accordo profondo del nostro essere con Dio, dal quale dipende l'accordo profondo con noi stessi.
Muovici a cercare questa pace con un comportamento che si sforzi di piacere al Signore in tutte le cose.
Liberaci dalle inquietudini e dalle angosce che ci turbano e ci impediscono di amare Dio con tutto il cuore.
La certezza della bontà divina e la illimitata fiducia nella sollecitudine del Padre celeste ci facciano superare ogni preoccupazione per l'avvenire così da poter vivere in una pace inalterata
E la pace del nostro accordo con Dio ci aiuti a custodire la pace che deriva dall'unione con quelli che ci circondano.
Tu che diffondi la pace, fa di noi gli artefici della pace, spiriti concilianti e cuori generosi in tutte le iniziative della carità.
Donaci di seguire tutte le ispirazioni con le quali tu vuoi condurci sulla via della pace: pace della coscienza, pace dei rapporti sociali, pace dell'universo.
Stabilisci in noi il regno della pace, segno autentico del regno di Cristo.

IL NOSTRO SILENZIO DAVANTI AL TABERNACOLO
E' qualcosa che incide sempre più profondamente
nel mio animo quel tuo stare lì
in silenzio nel Sagramento
Vengo in chiesa la mattina e lì ti trovo.
Corro in chiesa quando t'amo e lì ti trovo.
Ci passo per caso o per abitudine o per rispetto
e lì ti trovo.
Ed ogni volta mi dici una parola,
mi rettifichi un sentimento,
vai componendo in realtà con note diverse
un unico canto,
che il mio cuore sa a memoria
e mi ripete una parola sola:
eterno amore.
Oh! Dio, non potevi inventare di meglio.
Quel tuo silenzio
in cui il chiasso della nostra vita si smorza,
quel palpito silenzioso
che ogni lacrima assorbe;
quel silenzio...
quel silenzio, più sonoro d'un angelico concento;
quel silenzio
che alla mente dice il Verbo,
al cuore dona il balsamo divino;
quel silenzio
in cui ogni voce si ritrova incanalata,
ogni prece si risente trasformata;
quella tua presenza arcana...
Lì è la vita, lì è l'attesa;
lì il nostro piccolo cuore riposa,
per riprendere senza posa
il suo cammino.

DIO CI GUARDA E CI CHIAMA PER NOME
Dio ti guarda, chiunque tu sia. Ti chiama per nome. Lui che ti ha fatto, ti vede e ti capisce. Tutto ciò che c'è in te, egli lo conosce: tutti i tuoi sentimenti e i tuoi pensieri, le tue inclinazioni, i tuoi gusti, la tua forza e la tua debolezza. Ti vede nei giorni di gioia come nei giorni di pena. Si interessa a tutte le tue angosce e ai tuoi ricordi, a tutti gli slanci e a tutti gli scoraggiamenti del tuo spirito; ha contato i tuoi capelli. ... Ti stringe fra le braccia e ti sostiene ; ti solleva o ti ripone a terra. Contempla il tuo volto, sia nel sorriso che nel pianto, nella salute e nella malattia. Guarda le tue mani e i tuoi piedi con tenerezza, ascolta la tua voce, il battito del tuo cuore e perfino il tuo respiro....

Le belle sorprese di Dio.
Chi ha contemplato un cielo stellato in una notte d'estate non potrà mai dire di essere stato deluso. Ecco. Sono queste - talvolta- le magnifiche sorprese di Dio.
Un cielo stellato è uno spettacolo gratuito, non provoca la febbre d'attesa e non c'è un cartellone pubblicitario che lo annunci. E' un regalo che ci stupisce, che ci attende, ma che non ci obbliga a essere presenti e neppure a una restituzione: per migliaia di anni le stelle, immutabili, hanno conservato il loro splendore fino alla notte in cui, finalmente, abbiamo alzato lo sguardo e ci siamo fermati ad ammirarle.
La natura è una Bibbia a cielo aperto.
La creazione è una parabola senza fine da leggere e contemplare.
Tratto da " LA LUCE OLTRE IL BUIO "

I TUOI FIGLI
I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro
anima,
perché la loro anima abita nella casa dell'avvenire,
dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
che essi somiglino a te,
perché la vita non ritorna indietro e non si ferma
a ieri.
Tu sei l'arco che lancia i figli verso il domani.
- Kahlil Gibran

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di riconciliazione
Mediante il tuo amore che supera ogni divisione, ristabi­lisci l'unione ovunque essa è perduta o in pericolo. Riconciliaci col Padre, offrendogli la sincera deplorazione delle nostre colpe e comunicandoci la benevolenza del suo perdono.
Donaci di percepire, in ogni riconciliazione con Dio, la gioia di ricevere un accrescimento di amore e l'invito a ricambiarlo di più.
Per mezzo di questa riconciliazione da te operata, fa sì che ogni colpa divenga occasione di progresso e di maggior generosità.
Aiutaci a riconciliarci coi fratelli appena scorgi fra noi discussioni o malintesi.
Non permettere che ci ingolfiamo nelle rivendicazioni di una suscettibilità ferita o nelle lamentele senza fine del risentimento.
Mostraci la via migliore per riallacciare rapporti di ami­cizia e offrici le occasioni favorevoli per rannodare i contatti. Ispiraci attenzioni delicate verso gli altri per poter così riparare le nostre mancanze di riguardo.
Rendici ingegnosi nel trovare motivi di accordo e di collaborazione, in maniera da dimenticare i torti ricevuti e i pretesti di discordia.
Infondi in noi una intenzione conciliante, che cerchi di trasformare in amore tutti gli urti e i dissensi che dividono l'umanità.

La chiave che d'Infinito svela
Ho sfiorato
l'infinito
fragilmente docile
nel trovarlo
confinato
nelle nudità
dell'anima
che d'Infinito
sazia.
Ho rubato
l'infinito
abilmente folle
nel delinearne
i contorni
nelle spire
del silenzio
che d'Infinito
muore.
Ho conservato
l'infinito
serenamente vigile
nel mirarne
l'essenza
nell'aria
della sera
che d'Infinito
inganna.
Ho portato
fede
liberamente cieca
nel respingere
la luce
sul volto
del risveglio
che d'Infinito
grida.
Custode
delle mie segrete
chiave
non temo
innanzi a colui
che d'Infinito
porta seco
eterno dono. ANGELA VERARD0
 

Ho bisogno delle mani libere per poter operare.
Non mi legare con le tue preoccupazioni inutili.
Satana vuole questo! Agitarti, angustiarti, levarti la pace.
Confida solo in me, abbandonati in me.
Affinchè tu non ti preoccupi, lascia in me tutte le angustie e dormi tranquillamente.

SONO PICCOLISSIMO-. Sapete quanto sono piccolo ed indifeso nel grembo della mia mamma? Perchè ci sono alcuni che vogliono uccidermi? Io sono vivo, mangio, do i calcetti alla mamma, vivo le emozioni.... perchè ci sono alcuni che vogliono sopprimermi? Aiutatemi a crescere e a vivere. Si alla cultura della Vita. No alla cultura della morte.

Pubblicata dalla nostra sorella Michelina Carmela di Taranto (Mila) Preghiera di un DIO per intercessione di SAN PIO DA PITRELCINA (Vincenzo D 'Addario Arcivescovo di Manfredonia Nel 2002

PREGHIERA A SAN PIO DA PIETRELCINA
O DIO,
Che a San Pio da Pietrelcina, Sacerdote, cappuccino,
hai donato l 'insigne privilegio di partecipare alla PASSIONE del TUO FIGLIO, Gesù,
concedici la grazia (ognuno Pensi alla grazia di CUI ha Molta necessità)
Che Ardentemente desideriamo ed E Conforme alla TUA volonta;
Donaci SOPRATTUTTO di Essere conformi alla morte di Gesù per giungere poi alla
GLORIA della Risurrezione
Tre Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
era com 'in principio, ora e Semper nia SECOLI dei SECOLI!
+ Nulla osta Manfredonia, 26 febbraio 2002
+ Arcivescovo in quegli anni Bottiglia da Vincenzo D 'Addario di Manfredonia - Vieste.
GRAZIE, Santissima Trinità!
TI ADORIAMO E speriamo IN TE!
Esaudisci le Preghiere di San Pio Che Tanto Ti amo e soffrì per convertire le anime e portarle a Te!
Grazie, San Pio!
Grazie, Dio!
Buon Venerdì!
Mila

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di unità

Tu che compi l'unità del Padre e del Figlio, fa' che anche noi, come Loro e in Loro siamo uno.
Tu che esprimi l'unità della famiglia divina, vieni a ga­rantire l'unità del consorzio umano.
Accresci in tutti, ma specialmente nei cristiani, il deside­rio dell'unità, e rendi questo desiderio più efficace.
Raccogli sempre più l'umanità nell'unità della verità, mediante una migliore accettazione della Rivelazione e lo sviluppo di un'unica fede.
Riunisci gli uomini in una carità più sincera, nel rispetto scambievole e nella pratica più generosa dell'aiuto reciproco. Rinsalda in tutti la volontà di superare le contese, di evitare la violenza, i conflitti, l'oppressione o lo sfruttamento dei deboli.
Moltiplica i contatti fra coloro che sono separati da una barriera di odio o di diffidenza e favorisci la stima reciproca là dove infieriscono la denigrazione e il disprezzo.
Disponici a fare tutti gli sforzi personali in vista dell'unità; strappaci a tutti i pregiudizi malevoli e rendici sempre più aperti alla comprensione degli altri.
Aiutaci a scoprire più chiaramente le possibilità e i mezzi d'unione; muovici a stimolare i ravvicinamenti e le amicizie.
Aiutaci ad acconsentire a tutti i sacrifici necessari per una unità più profonda di pensieri e di cuori.

LA PORTA DEL TUO CUORE
Sto alla porta del tuo cuore, giorno e notte. Anche quando tu non stai ascoltando, anche quando tu dubiti che possa essere Io, Io sono lì. Aspetto anche il più piccolo segno di una tua risposta, anche l'invito sussurrato nel modo più lieve che Mi permetta di entrare.
E voglio che tu sappia che, ogni volta che Mi inviti, Io vengo – sempre, non c’è dubbio. Vengo in silenzio e senza essere visto, ma con potere e amore infinito, e portando i frutti abbondanti del Mio Spirito, Vengo con la Mia misericordia, con il Mio desiderio di perdonarti e guarirti, e con un amore per te ben oltre quello che puoi comprendere – un amore grande come quello che ho ricevuto dal Padre ("Come il Padre ha amato me, cosi anch’io ho amato voi". Gv 15, 9).
Io vengo – con il desiderio ardente di consolarti e di darti forza, di risollevarti e di fasciare tutte le tue ferite. Ti porto la Mia luce, per dissolvere le tue tenebre e tutti i tuoi dubbi.
Vengo con il Mio potere, cosi che Io possa portare te ed ogni tuo fardello; con la Mia grazia, per toccare il tuo cuore e trasformare la tua vita; ed offro la Mia pace per placare la tua anima.
Io ti conosco in pienezza – conosco tutto ciò che ti riguarda. Tutti i capelli del tuo capo ho contato. Niente della tua vita è privo d’importanza ai Miei occhi, Io ti ho seguito attraverso gli anni, e ti ho sempre amato – anche nei tuoi smarrimenti. Conosco ogni tuo problema. Conosco tutte le tue necessità e le tue preoccupazioni. E certo, conosco tutti i tuoi peccati. Ma ti dico ancora che Io ti amo – non per ció che hai fatto o non hai fatto – ti amo per te stesso, per la tua bellezza e la dignità che il Padre Mio ti ha donato creandoti a sua immagine. È una dignità che hai spesso dimenticato, una bellezza che hai offuscato con il peccato. Ma Io ti amo così come sei, e ho versato il Mio Sangue per riconquistarti. Se soltanto Me lo chiederai con fede, la Mia grazia raggiungerà tutto ciò che nella tua vita ha bisogno di cambiare; e Io ti darò la forza di liberarti dal peccato e dal suo potere distruttivo.
Io so cosa c’è nel tuo cuore – conosco la tua solitudine e tutte le tue ferite – il rifiuto, i giudizi, le umiliazioni. Ho portato su di Me tutto questo prima di te. Ho portato su di Me tutto questo per te, cosi che tu potessi condividere la Mia forza e la Mia vittoria. Conosco soprattutto il tuo bisogno d’amore – conosco quanta sete tu abbia di essere amato e di essere amato con tenerezza. Ma quante volte hai avuto sete invano, cercando egoisticamente quell’ amore, sforzandoti di riempire quel vuoto che avevi dentro con piaceri effimeri – con il vuoto ancor più grande del peccato.... Hai sete d’amore? "Chi ha sete, venga a me e beva". (Gv 7, 37).
Ti darò da bere fino a sazietà. Hai sete di essere amato con tenerezza? Io ti amo teneramente più di quanto tu possa immaginare – fino al punto di morire per te su una croce.
Ho sete di te. Si, è questo l’unico modo di cominciare a mostrarti il Mio amore per te: HO SETE DI TE. Ho sete di amarti e di essere amato da te – questo ti dice quanto sei prezioso per Me. HO SETE DI TE. Vieni a Me, ed Io riempirò il tuo cuore e guarirò le tue ferite. Farò di te una nuova creatura, e ti darò la pace, pure in mezzo a tutte le tue prove. HO SETE DI TE. Non devi mai dubitare della Mia misericordia, mai dubitare che Io ti accetti, che Io desideri perdonarti, benedirti e vivere in te la Mia vita. HO SETE DI TE. Se ti senti senza importanza agli occhi del mondo, non importa affatto. Per Me non c’è nessun altro in tutto il mondo più importante di te. HO SETE DI TE.
ApriMi, vieni a Me, voglio che tu abbia sete di Me, donaMi la tua vita – ed Io ti mostrerò quanto sei importante per il Mio cuore.
Non ti accorgi che il Padre mio ha già un perfetto disegno per trasformare la tua vita, proprio da questo momento?
Abbi fiducia in Me. ChiediMi ogni giorno di entrare nella tua vita e di prendermene cura – ed Io lo farò.
Ti prometto di fronte al Padre Mio nel cielo che opererò miracoli nella tua vita. Perché dovrei farlo? Perché HO SETE DI TE. Tutto ciò che ti chiedo è che tu ti affidi completamente a Me. Io farò il resto.
Anche adesso custodisco il posto che il Padre Mio ha preparato per te nel Mio Regno. Ricordati che sei un pellegrino in questa vita, in viaggio verso casa. Il peccato non potrà mai soddisfarti né portarti la pace che cerchi. Tutto ciò che hai cercato fuori di Me, ti ha soltanto lasciato ancor più vuoto, per questo non attaccarti alle cose di questa vita. Soprattutto, non andartene via da Me quando cadi. Vieni a Me senza indugio. Quando Mi offri i tuoi peccati, Mi dai la gioia di essere il tuo Salvatore. Non c’è nulla che Io non possa perdonare e guarire; cosi vieni ora, e deponi il peso che è nella tua anima.
Non importa quanto lontano tu sia andato vagando, non importa quante volte ti dimentichi di Me, non importa quante croci potrai portare in questa vita; c’è una cosa che voglio tu ricordi sempre, una cosa che non cambierà mai; HO SETE DI TE – cosi come tu sei. Non c’è bisogno che tu cambi per credere nel Mio amore, perché sarà la fiducia nel Mio amore che cambierà te. Tu ti dimentichi di Me, eppure Io ti cerco in ogni momento – sto alla porta del tuo cuore e busso. Lo trovi difficile da credere? Allora guarda alla croce, guarde al Mio Cuore che è stato trafitto per te. Non hai capito la Mia Croce? Allora ascolta di nuovo le parole che ho detto da lì – ti dicono chiaramente perché ho sofferto tutto questo per te: "HO SETE" (Gv 19, 28).
Si ho sete di te – come dice di Me il resto del Salmo che stavo pregando: "Ho atteso compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati" (Sal 69, 21). Per tutta la tua vita ho cercato il tuo amore – non ho mai smesso di cercare di amarti e di essere amato da te. Hai provato tante altre cose alla ricerca della felicità; perché non cerchi di aprirMi il tuo cuore, proprio adesso, più di quanto tu abbia mai fatto prima d’ora? Ogni volta che aprirai la porta del tuo cuore, ogni volta che sarai abbastanza vicino, Mi sentirai ripeterti senza posa, non in parole puramente umane, ma in spirito: "Non importa quello che hai fatto, Io ti amo per te stesso. Vieni a Me con la tua miseria ed i tuoi peccati, con le tue preoccupazioni e le tue necessità, e con tutto il tuo ardente desiderio di essere amato. Sto alla porta del tuo cuore e busso…. ApriMi, perché HO SETE DI TE.…

La vita è bella…
più di tutte le belle opere d’arte create dall’uomo… più di tutti i bei luoghi della terra, più di tutte le bellezze dell’universo.
Non possiamo ridurla a pochi grossolani momenti di euforia.
Non possiamo degradarla relegandola nella misera prigione della monotonia.
Non possiamo umiliarla arraffando le misere sensazioni di piacere che troviamo sulle tavole imbandite di apparenza e magnificenza.
Gli abitanti della città,
anziché preoccuparsi di vivere più “profondo”,
si preoccupano di vivere più a lungo…
Non sanno che…
cio’ che rende lunga la vita
non è la quantità degli anni trascorsi,
ma la qualità dei momenti vissuti.
Meglio avere un piccolo obiettivo per volta, e impegnare una parte della propria vita per cercare di raggiungerlo… che averne uno grande… e sacrificare gran parte della propria vita… rischiando magari di non raggiungerlo.
Per essere felici…
non occorre un grande portafogli
per comprare e possedere tante cose,
ma una grande mente
per apprezzare e amare poche cose.Omar Falworth

GLI ANGELI CUSTODI
Dunque, specialmente per noi cattolici come non credere a quel Mondo Spirituale, popolato da Entità Spirituali, che compenetra ed interagisce con il nostro mondo materiale? E’ certamente vero che noi non percepiamo niente di tutto questo con i nostri cinque sensi ma si tratta di Energie Elettromagnetiche che rimangono invisibili ai nostri sensi, come avviene per le onde radio televisive nelle quali siamo immersi e circondati, seppure non vediamo e sentiamo niente. Possiamo paragonare gli Esseri Celesti alle energie elettromagnetiche dei segnali radio- televisivi e dei telefonini, che pur essendo impercettibili agli occhi e alle orecchie, possono venire trasformati in suoni ed immagini in presenza di un apparecchio ricevente opportunamente sintonizzato. Ma in questa riflessione vorrei focalizzarmi sugli Angeli in generale, e sugli Angeli Custodi in particolare, e cercare di rispondere alle domande più comuni che chiunque può porsi sull’argomento. E cercherò di farlo rimanendo equidistante sia dal pensiero dogmatico e fossilizzato delle religioni di stato, che da quello New Age il cui eccessivo entusiasmo può sfociare in un fanatismo pseudo-spirituale.
Quindi chiediamoci: ma qual’è la vera natura, chi sono e quali compiti hanno gli Angeli? Gli Angeli, come sappiamo, sono Esseri di Luce (o Energie Elettromagnetiche per usare un termine terreno). Essi non si sono mai incarnati, salvo in casi eccezionali perché sono Puri spiriti, ed hanno conoscenze superiori all'uomo. La loro essenza è Amore Incondizionato e Gioia. Ci sono molti tipi di Angeli, le cui funzioni sono di sorveglianti e di governanti del nostro pianeta terra in generale. Tra questi Angeli, una piccola parte di essi sono gli Angeli Custodi, che sono assegnati al servizio di ogni umano. Da ciò si deduce che ognuno di noi è accompagnato, durante tutto il corso della nostra vita, da almeno un Angelo Custode. Una caratteristica comune degli Angeli è che amano stare vicino agli uomini per aiutarli sia nella loro evoluzione spirituale, che nei problemi della vita quotidiana. Naturalmente questi aiuti non danneggeranno mai una terza persona. L’Angelo Custode, quindi, è assegnato ad ogni umano, ed il suo scopo è di aiutarlo nella sua evoluzione spirituale. Essi, pur desiderando, per loro natura, di aiutarci in ogni maniera possibile, tuttavia, a motivo del nostro libero arbitrio, non possono interferire nella nostra realtà, a meno che, non siamo noi stessi a chiedere espressamente il loro aiuto. Perciò, a meno che noi non li chiamiamo, e li invitiamo ad intervenire nella nostra vita, essi si limiteranno ad ispirare buoni pensieri o soluzioni per i nostri problemi, in maniera tale che ci sembrerà di aver avuto improvvisamente una buona idea per trovare la soluzione ad un nostro problema. Un altro limite per gli Angeli è che loro non possono interferire con il nostro vivere personale.
Altra domanda che ci viene spesso da porre è il perchè non possiamo comunicare liberamente col nostro Angelo Custode e come fare per contattarlo? Gli Angeli, come sappiamo, sono fatti di Energie Sottili che vibrano a frequenze elevatissime. Noi umani, pur essendo degli Esseri di Luce incarnati in un corpo fisico, proprio a causa dei nostri strumenti carnali, che hanno frequenze molto basse, non siamo in grado di percepire queste creature spirituali. Perciò per noi è come se non esistessero. Per entrare in contatto, bisognerebbe che Umani ed Angeli ci sintonizzassimo sulla stessa frequenza d’onda. Bisognerebbe che gli Angeli riducessero la loro frequenza d’onda troppo elevata e che noi umani innalzassimo la nostra frequenza d’onda troppo bassa, fino a poterci sintonizzare sulla stessa lunghezza d’onda, proprio come avviene tra due radio ricetrasmittenti, quando si mettono in contatto, regolando le loro frequenze sulle stesse lunghezza d’onda. Infatti, io sono certo che non potremo mai richiamare i grandi angeli nel nostro sé inferiore. Per vederli ed ascoltarli dovremmo salire verso il loro mondo. Allorché ne supereremmo la soglia vedremmo la possente moltitudine degli Angeli sempre immersa in miriadi di colori dell’arcobaleno. Ma, il nostro Angelo Custode ha un grande desiderio di dialogare con noi per poterci aiutare e guidare nel nostro percorso di evoluzione spirituale. Per questo motivo l’Angelo Custode cercherà di ridurre per quanto più gli è possibile le sue frequenze elettromagnetiche, ma oltre un certo livello non può più scendere.
Quindi, come affermavamo, per raggiungere la giusta sintonizzazione tra noi e l’Angelo Custode, è indispensabile che da parte nostra si cerchi di innalzare la frequenza delle nostre vibrazioni, fino a sintonizzarle con quelle dell’Angelo Custode. In pratica avviene in questa maniera. Gli Angeli, essendo Puri Spiriti, ed essendo composti di Energie Divine la cui Essenza è Amore Incondizionato e Gioia, hanno queste due suddette caratteristiche che producono frequenze elettromagnetiche elevatissime. Noi, per sintonizzarci con gli Angeli Custodi, dovremmo riuscire ad elevare le nostre vibrazioni energetiche fino a quelle meravigliose frequenze Divine che sono l’Amore e la Gioia. E’ come se utilizzassimo la manopola sintonizzatrice delle vecchie radio (per dirla così), e questa manopola corrisponde alla Meditazione. Isoliamoci per una mezz’oretta in un posto tranquillo dove nessuno ci può disturbare. Stacchiamo telefonino e quant’altro possa interrompere la nostra meditazione. Seduti con la spina dorsale diritta e i piedi per terra, o distesi sulle spalle, facciamo un paio di respiri profondi, e cominciamo a rilassarci. Quando abbiamo raggiunto un discreto stato di rilassamento fisico e mentale, cominciamo a meditare. L’Amore Incondizionato è la più alta frequenza vibratoria esistente, ed è la frequenza Divina. Per gli Angeli è il loro stato naturale, è il loro stato di Essere, è la loro stessa natura: Amore Incondizionato e Gioia. Perciò l’Amore Incondizionato sarà l’oggetto del nostro meditare. Dobbiamo lasciarci assorbire e riempire da questo pensiero di Amore Incondizionato. Amore che non conosce condizioni, Amore senza ma .. o perchè … , diversità di pelle o di credi religiosi, amici o nemici, simpatici o antipatici, letterati o analfabeti. Meditare sull’Amore Perfetto, l’Incondizionato Amore Divino. C’è un versetto biblico molto illuminante, che dice: « Dio è Amore; chi sta nell’Amore dimora in Dio e Dio dimora in lui ». Queste parole della Prima Lettera di Giovanni esprimono con singolare chiarezza la natura perfetta di Dio, e di conseguenza la natura perfetta che è al momento nascosta in ognuno di noi. Quando riusciamo ad immergerci profondamente nell’Amore Incondizionato, innalziamo le frequenze vibratorie del nostro Essere fino ad innalzarci alle altezze degli Angeli, e così riuscire a sintonizzarci sulla loro stessa lunghezza d’onda, e quindi riuscire a stabilire quel contatto che ci permette di comunicare con gli Angeli, ed in particolar modo col nostro Angelo Custode. Troppo facile? Potrebbe sembrare. Ma nella meditazione, per innalzare veramente le nostre frequenze vibratorie, dovremmo riuscire ad identificarci con l’Amore Incondizionato, quasi a scioglierci, fino a fonderci col Divino. E da che cosa possiamo sapere se abbiamo raggiunto la giusta sintonizzazione? C’è un segno inequivocabile. Se ci sentiamo pervasi da una Gioia senza motivazioni, se ci sentiamo inondati da un senso di Beatitudine, di Pace Interiore, di Calma Assoluta, di uno stato Benessere fisico e mentale, allora possiamo essere certi di essere entrati in sintonia con gli Angeli. Possiamo ora metterci in ascolto del nostro Angelo Custode, e possiamo invitarlo a partecipare alla nostra vita. Ed ecco che meravigliosamente siamo riusciti a realizzare il primo contatto col nostro angelo Custode, la prima nostra richiesta sarà di invitarlo a far parte attiva della nostra vita, di permettergli di aiutarci e guidarci nel nostro percorso spirituale. Poi staremo in ascolto, come se ascoltassimo il silenzio, e senza neanche accorgerci con evidenza, ci possiamo trovare ad ascoltare un flusso di pensieri, parole e ragionamenti, che in primo momento ci sembreranno i nostri pensieri. Sono pensieri canalizzati che ci vengono dal nostro Angelo Custode, sono pensieri di una Saggezza che noi non possediamo. Con l’esperienza impareremo a distingue chiaramente i pensieri del nostro Ego, dai pensieri che possono giungerci dal nostro Angelo Custode, o da altri Angeli Guida, o dal nostro stesso Sé Superiore, o da altri Maestri spirituali che avremo la sorte di attirare a noi. Dal momento che cominciamo a canalizzare questi Esseri di Luce non saremo più gli stessi. D’altro canto non potremmo comunicare con gli Angeli senza elevare le nostre vibrazioni spirituali, cioè rimanendo sempre gli stessi individui di prima. Il contatto con gli Esseri di Luce, porta una trasformazione nella nostra vita.
In conclusione di questa riflessione ed ora che abbiamo imparato a contattare il nostro Angelo Custode dobbiamo imparare a dialogare con lui. Nessuno è in grado di dire come si potrà svilupperà il dialogo con gli angeli, perché il dialogo che svilupperemo con lui è un qualcosa di intimo e di individuale. Ognuno ha la propria anima con cui rapportarsi. Comunque la nostra accresciuta saggezza ci guiderà nel nostro rapporto con gli Angeli. Quello che è certo è che il nostro Angelo Custode non forzerà mai le nostre scelte, neanche ci svelerà il futuro, neanche ci renderà suoi succubi, angelo-dipendenti. Così da dover interpellare il nostro Angelo Custode per ogni sciocchezza. Noi dobbiamo continuare a fare la nostra vita e le nostre scelte, ma più forti di una saggezza acquisita dalla comunicazione con gli Angeli. Se il nostro “Angelo Custode” non avesse queste caratteristiche di Amore Incondizionato, di Gioia, di Pace, di Bontà, di Mitezza, di Tolleranza, probabilmente non è il nostro Angelo Custode. In questo caso invitiamolo gentilmente ad andarsene, e chiamiamo il nostro Angelo Custode, intensificando di più la meditazione sull’Amore Incondizionato e la Gioia, perchè questa è la vera chiamata per gli Angeli Custodi, perchè queste sono le caratteristiche dell’Angelo Custode.
Ma come parleranno con noi i nostri Angeli Custodi, qual’è il loro linguaggio? Gli Angeli non parlano nessun linguaggio umano. Benché gli Angeli dialogano con uomini di ogni nazione, tuttavia essi non si servono di un particolare linguaggio umano. Essi non ci parleranno in Inglese, o in Francese o in Italiano, o qualsiasi altra lingua umana. Essi ci trasmettono determinati impulsi elettromagnetici che corrispondono al loro pensiero, poi ogni uomo decodifica ed interpreta questi impulsi nel suo linguaggio natio. E’ chiaro che in questa decodificazione delle Energie Angeliche, il ricevente, l’umano, utilizzerà il suo personale vocabolario per tradurre in parole il Messaggio Angelico. Perciò questo messaggio sarà più o meno perfetto, a seconda della purezza del canale ricevente. Altro fattore di distorsione del messaggio possono essere le convinzioni religiose e filosofiche innate ed acquisite dal canale umano. Quantunque nella sostanza i Messaggi Angelici concordano tra di loro, non possiamo non notare delle forti discordanze in certuni casi. Discordanze che dipendono dal bagaglio culturale e religioso del Canale. Per esempio, negli ambienti Teosofici e della Nuova Era, la dottrina della Reincarnazione e dell’evoluzione spirituale delle anime è ormai un credo acquisito. Tuttavia, i Messaggi Angelici o Mariani, ricevuti da ferventi Cattolici Cristiani escludono categoricamente, secondo la loro dottrina Cattolica, l’ipotesi della reincarnazione. Anzi la considerano una dottrina falsa e satanica, perchè credono che si vive una volta sola e poi ci sarà il Giudizio Universale con la ripartizione dei castighi e delle ricompense. Ma dove sta la verità? La distorsione dei Messaggi Angelici è dovuta ad un canale non perfettamente puro del ricevente. Purtroppo le credenze personali del ricevente contribuiscono a distorcere il Messaggio, a volte fino agli estremi. Ma questo non è un problema grave. Gli Angeli conoscono bene i nostri limiti, e sono tolleranti e pazienti con noi, per aspettare anche altre incarnazioni finché non siamo pronti ad incamminarci verso la Luce. Gli Angeli non ci faranno mai nessuna costrizione e non ci obbligheranno mai a mutare le nostre opinioni. Essi si limitano ad ispirarci la verità, poi ognuno di noi ci arriveremo al nostro tempo debito. Per questo la vita sulla terra viene considerata una Scuola.
Spero che questa lunga riflessione sui nostri Angeli Custodi vi abbia aiutato o vi possa essere da guida perché è veramente meraviglioso, come faccio io da qualche decennio, ad essere in continuo contatto con Santina, il mio meraviglioso e prezioso Angelo Custode.
Un abbraccio a tutti e vi voglio bene Francesco e Cristina

PUBBLICATA DAL CONSIGLIERE CARLO D' IGNOTI PREGHIERA PER LE VOTAZIONI POLITICHE
Gesù: “No, non è questo il modo di governare: in tutti e in tutto c’è del marcio,
in pochi c’è un sentimento sincero! E questo duole, perché il popolo lo sente
e “grida vendetta”,invece di chinare la testa davanti all’Altissimo Dio 
racchiuso nel Tabernacolo,e porsi di fronte a Lui chiedendo misericordia
e perdono per coloro che sono ai vertici politici.
abbiano a chiedere l’aiuto divino prima che le votazioni avvengano.
Abbiano a dire (P* 17.03.06)

Padre mio e Padre Nostro,
abbi pietà e misericordia per questo popolo
che più non ti riconosce come Padre.
Donaci la Tua potente Benedizione,
perché in questo tempo di disordine politico
la scelta cada in una giusta anima,
che sia retta e decisa
a ridare credibilità e stabilità cristiana.
Possano tutti recepire nel loro cuore
quale strumento, Tu o Padre, vuoi porci a guida:
dirigi i nostri pensieri e i nostri doveri
verso colui che Tu sceglierai. Amen! 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Trasportaci

Trasportaci in te, o Spirito Santo, nel soffio impetuoso del tuo amore.
Trasportaci verso orizzonti più vasti, al di là dei limiti del nostro spirito troppo meschino.
Trasportaci sollevando tutto il nostro essere umano verso le altezze della perfezione divina.
Trasportaci lontano dai nostri sogni terreni, affinché possiamo contemplare ed attuare quello che Dio sogna per noi. Trasportaci, strappandoci alle nostre abitudini e consue­tudini, per abbracciare una vita piena di slancio e di rinno­vamento.
Trasportaci, liberandoci dai nostri timori e dalle nostre esitazioni, e facci entrare nella via di una confidenza ferma ed audace.
Trasportaci nell'impeto di una generosità dilatante, di­staccandoci dalle nostre preoccupazioni egoiste.
Trasportaci perché il nostro cuore liberato da ciò che lo paralizza possa aprirsi a tutto ciò che è grande e bello. Trasportaci nell'avventura dell'espansione del regno, nella conquista spirituale dello spazio terrestre.
Trasportaci con la tua energia divina che ci fa superare gli ostacoli e ci conduce allo scopo della nostra vita.

Apri la finestra
Ogni mattina, apri la finestra della vita,
e sii allegro perchè l'aria che respiri è infinita
ogni mattina, apri la finestra del dolore
e soffrilo perchè si trasformi in amore
ogni mattina, apri la finestra della gioia
perchè anche gli altri ne godano
ogni mattina, apri la finestra della speranza
perchè non è mai abbastanza
ogni mattina, apri la finestra del perdono
perchè ne abbiamo tutti bisogno
ogni mattina, apri la finestra della carità
e donala a chi non ne ha
ogni mattina, apri la finestra dell'amore
e donane a ogni cuore.

La vita per amore

Tutto ebbe inizio quando il tempo si fermò,
quando anche l'ultimo sospiro smise di ansimare.
È li che la mia vita tutto a un tratto mi gridò,
che era giunto il tempo di riprendere a lottare.
Non so spiegarmi come ma ricordo il mio respiro,
rivedo quella luce come volesse illuminarmi.
E quel giorno non riuscii a guardarmi in giro,
ebbi solo il desiderio di tornare a innamorami.
A questo triste mondo non c'è tempo per spiegare,
tutto scorre via tra le molteplici emozioni,
ti ritrovi in un momento a dover giustificare,
che tutti quei tuoi sogni hanno mille condizioni.
Non è più permesso dare un senso ai tuoi pensieri.
Devi solo valutare ciò che è il bene e ciò che è il male,
seguire quel cammino per quello che era ieri,
e aspettare che ad un tratto, il tuo cuore torni uguale.Marco Vincenti

 La speranza
La speranza è un essere piumato
che si posa sull’anima,
canta melodie senza parole e non finisce mai.
La brezza ne diffonde l’armonia,
e solo una tempesta violentissima
potrebbe sconcertare l’uccellino
che ha consolato tanti.
L’ho ascoltato nella terra più fredda
e sui più strani mari.
Eppure neanche nella necessità
ha chiesto mai una briciola – a me.

Accendere la speranza 

La saggezza è il passo nell’Adesso, con mente attenta e cuore aperto.
è come dover dribblare tra ostacoli che non permettono di essere come siamo – la nostra vera natura – è minacciata da contaminazioni che non ci permettono di togliere tutte le maschere, anzi siamo pressati perchè se ne indossino sempre altre.
Forse è già per tutti un percorso che permetta di comprendere da che parte andare, per non cadere nelle buche e per trovare la meta. Tutto è questione di tempo, un tempo ” su misura” per ogni persona.
Un percorso senza meta che arricchisce e ci mette alla prova ogni volta che siamo in ascolto per farci attraversare.
I fatti possono confermare o smentire le più belle parole, usate spesso nella convinzione di essere vicini alla meta, più per convincere noi stessi, la nostra mente e gli altri,
ed è sui fatti, sulle azioni concrete che possiamo concentrare la nostra attenzione perchè questo è il senso di una buona pratica.
La speranza infatti va aiutata, resa tangibile e non è un’attesa effimera, come se le cose si dovessero risolvere da sole.
Se sappiamo mantenere il timone, cogliere l’essenza del nostro itinerario, dove si rispetta quanto vorremmo essere, con fermezza ed umiltà, allora si apre la porta alle possibilità.
L’umiltà non è un segno di passività ma la capacità di essere al servizio del nostro percorso, con cuore aperto per comprendere e per aprire un varco tra le cortine nel nostro ego.
Accendere la speranza,
malgrado il timore, le illusioni,
i passi delusi che si imprimono nella sabbia.
Raccogliere sussurri di cielo e farne
il nostro percorso che parte dal cuore
è come contemplare la stella polare,
seguirne il bagliore,
per un nuovo domani…
che sia migliore!

 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito d'amore

Tu che sei amore in tutta la tua persona, l'Amore unico e ideale, vieni a trasformare in amore tutta la nostra vita. Donaci di amare alla maniera di Dio, il quale non mette limiti all'apertura del suo cuore, tu che ne sei il dono integrale.
Donaci di amare ad esempio di Cristo, che ha testimo­niato all'umanità una bontà mirabile offrendo per essa il sacrificio della vita.
Donaci di amare con tutta la spontaneità del nostro essere, ma insieme con tutta l'energia spirituale che ci viene da te
Donaci di amare in maniera sincera e disinteressata, distaccandoci completamente dalle nostre ambizioni personali. Donaci di amare prodigandoci volentieri e senza attendere ricompensa, dimenticando ciò che diamo e ciò che sopportiamo.
Donaci di amare ad onta di tutte le delusioni e di tutti gli sgarbi, amare fino alla fine anche senza ricevere alcun contraccambio.
Donaci di amare con pazienza instancabile, senza irritarci dei difetti altrui e dei torti ricevuti.
Donaci di amare e di crescere sempre più nell'amore, facendoci scoprire progressivamente tutto ciò che esige quell'amore perfetto che si trova solo in te.
Donaci di trovare la nostra gioia nell'amore e di cercare la nostra vera felicità nel far contenti gli altri.

Un amico
Ho stretto la mano dell'amico, Signore,
e improvvisamente, di fronte a quel volto triste e preoccupato,
ho temuto la Tua assenza nel suo cuore.
Sono impacciato come davanti ad un tabernacolo chiuso quando ignoro se Tu vi abiti.
Se Tu non fossi presente, Signore, noi saremmo separati.
Perché la sua mano nella mia non sarebbe che carne su carne,
e il suo cuore per il mio, cuore d'uomo per l'uomo.
Voglio la Tua vita per lui e per me insieme,
perché voglio che il mio amico sia,
per Tuo merito,
il mio fratello.

Preghiera alla Madonna della Mercede
O Vergine Santissima della Mercede, Tu che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendesti dal Cielo, ingiungendo a S. Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! ti muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberali, o Vergine Santa, e concedi loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la tua pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Tu che conosci l'insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorri in nostro aiuto, rinsalda le nostre vacillanti volontà, donaci la vittoria. Su Te, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Te ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Te che ne sei la Regina. Amen.

LA SACRA BIBBIA ESODO CAPITOLO 11
[1] Il Signore disse a Mosè: "Ancora una piaga manderò contro il faraone e l'Egitto; dopo, egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza restrizione, anzi vi caccerà via di qui.
[2] Dì dunque al popolo, che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d'argento e oggetti d'oro".
[3] Ora il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nel paese d'Egitto, agli occhi dei ministri del faraone e del popolo.
[4] Mosè riferì: "Dice il Signore: Verso la metà della notte io uscirò attraverso l'Egitto:
[5] morirà ogni primogenito nel paese di Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame.
[6] Un grande grido si alzerà in tutto il paese di Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più.
[7] Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane punterà la lingua, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il Signore fa distinzione tra l'Egitto e Israele.
[8] Tutti questi tuoi servi scenderanno a me e si prostreranno davanti a me, dicendo: Esci tu e tutto il popolo che ti segue! Dopo, io uscirò!". Mosè acceso di collera, si allontanò dal faraone.
[9] Il Signore aveva appunto detto a Mosè: "Il faraone non vi ascolterà, perché si moltiplichino i miei prodigi nel paese d'Egitto".
[10] Mosè e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al faraone; ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dal suo paese.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di desiderio

Tu sei il desiderio d'amore che unisce il Padre e il Figlio: oh! riempi anche noi di un desiderio che esprima l'amore più puro.
Ispiraci i desideri più elevati e preservaci da quelli che avviliscono.
Bandisci dal nostro cuore ogni desiderio egoista, qualsiasi avida ricerca della propria soddisfazione.
Aiutaci a desiderare il Salvatore con un desiderio tale che trascini tutto il nostro essere infiammando tutta la nostra vita. Fa' che desideriamo il bene del Regno di Dio anziché il possesso dei beni terreni.
Donaci di desiderare il progresso spirituale della umanità, grazie all'abbondanza dei tuoi doni;
l'espansione della Chiesa, la diffusione della carità di Cristo.
Dacci la grazia di desiderare, per gli altri e per noi, il bene soprannaturale promesso nelle beatitudini, quel bene che si ottiene a prezzo di gravi rinunce.
Fa 'che desideriamo tutto quello che vuoi darci e soprat­tutto l'abbraccio di Dio nell'al di là.

O Maria, quanto debbo amarti.
Tra questi pensieri, solenni come i Cieli e splendenti come soli nella povera anima mia sacerdotale, che cosa posso fare io avvicinandomi all’Altare, io che sono pieno di miserie? Mi getto ai tuoi piedi o Mamma mia, mi riconosco peccatore, pur riconoscendomi tuo figlio, sperando da Te un aiuto speciale per non essere profanatore dell’azione divina che vado a compiere. Tu mi sei Mamma, mi guardi, mi ami, mi sostieni, ed io piango ai tuoi piedi benedicendo la tua materna bontà, e mi ti dono come bimbo perché Tu mi ammanti di luce, di adorazione, di amore e di profonda umiltà nella celebrazione della Messa.
Innanzi a Te, purissima rosa di vita, di sapienza e di amore, sbocciata dalla Vita, dalla Sapienza e dall’Amore Eterno, sento il bisogno di vivere di amore, d'immergermi nella luce di Dio, di donargli tutto me stesso, di riscaldarmi al caldo del tuo Cuore, o Mamma mia. Sono tanto meschino innanzi a Te, eppure oso andare all'Altare per generare eucaristicamente anch’io il Verbo Emanato, per dare anch’io al Signore una lode infinita nel Verbo suo, e per ardere nella fiamma dell'Eterno Amore, che con la sua fiamma consumò quest’olocausto d'infinito valore. Sono come lebbroso in tanto splendore, e grido a Te, Mamma mia, vestendomi dei Sacri paramenti: Nascondimi in Te, nascondimi in questi lini come nel tuo Cuore; purificami, innestami al tuo candore, fammi bocciolo tuo, o Rosa splendente, perché io mi dischiuda per Te sull’Altare in un profumo di amore, e non lo profani col lezzo della mia miseria.
Mi umilio profondamente, ma sono ricco di pace e di amore, perché la mia Mamma mi supplisce e copre col suo fulgido manto la mia nullità. Ho chiusi gli occhi dell’anima nel profondo raccoglimento che mi dà la presenza di Maria, ed ho il cuore nel suo cuore, la mente nei suoi pensieri, le mani nelle sue mani e la vita tutta affidata alla sua materna bontà. Essa sia nel mio Sacerdozio per supplire la mia indigenza, io sia nella luce della sua maternità per trattare Gesù col suo amore; Essa offra per me al Padre il Figlio suo, ed io lo doni per Lei al Padre… O Maria, quanto debbo amarti e come debbo vivere stretto a Te per non profanare il mio altissimo ministero!
don Dolindo

Preghiera A Maria Santissima

Mamma, tu leggi il nostro cuore e quanto esso contiene. Aiutaci a perseverare nella nostra missione, concedici la grazia di non sentirci mai lontano da Te e dal tuo Divin Figlio...
Vieni in nostro aiuto, in questo momento di buio, ad illuminare il nostro cuore.
Madonna nostra!!! Mamma nostra... donaci la certezza che nella vita spirituale la parola buio è stata depennata perchè ci sei Tu!
Tu, Madre dolce, ci sei sempre accanto...Perdonaci, sappiamo che c'è in grande bisogno di mani giunte che si allungano verso di te, anziché di lamenti e pianti.
Tu ci inviti costantemente alla preghiera: pregare!!! pregare!!! pregare!!!...Mamma, dacci la grazia di essere sempre accanto a te...aiutaci a pregare e rammenta sempre al nostro cuore che siamo delle creature pellegrini su questa terra e tutte le cose del mondo ci possono dare solo piccole gioie effimere, mentre, attraverso tuo Figlio, Tu ci doni la Vita Eterna! Amen

L'Albero degli amici
Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il  semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco,
vedendo molte lune passare,
gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno
dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra
amica Mamma,
che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il
nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che
rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non
sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro
li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene,
sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima
si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra,
salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una
vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un
sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli
che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento
soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si
avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono
l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che
sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre
radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando
incrociarono il  nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace
amore,  fortuna e prosperità.
Oggi e sempre........ semplicemente perché ogni persona che
passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di se e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto,
ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e
la prova evidente che due anime non si incontrano
per caso.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito Santo, nostra guida
Guida intima, tu non ci mostri solo all'esterno la volontà divina, ma la traduci per noi in una illuminazione interiore: aiutaci, dunque, ad accogliere pienamente la tua direzione.
Guida sempre vigile, tu ci ispiri ad ogni istante ciò che dobbiamo pensare o fare: insegnaci a rispondere docilmente e lietamente alle tue suggestioni.
Guida chiaroveggente, tu ci conduci secondo il piano grandioso di Dio, ed organizzi tutte le circostanze della nostra esistenza in funzione di questi vari orizzonti: fa' che accettiamo di essere superati dalla tua sapienza così da seguire semplicemente la via tracciata da te.
Guida sicura ed infallibile, tu non puoi cadere in errore e ci impegni sempre su di un cammino ideale: eccita dunque la nostra confidenza perché si abbandoni tranquillamente al tuo indirizzo.
Guida benevola, tu tieni conto delle nostre debolezze e ci aiuti a riparare tutte le nostre malefatte: aiutaci anche a riprendere coraggio in tutti i nostri insuccessi, appoggiandoci sulla tua sollecitudine piena di amore.
Guida rispettosa della nostra personalità, tu vuoi stimo­lare e sviluppare tutte le nostre qualità personali, perciò fai continuamente appello alla nostra libertà e al senso della nostra responsabilità, ebbene: rendici più degni della fiducia che ci dimostri.
Guida audace, tu desideri per noi una vita vissuta con magnanimità, proporzionata al piano divino: rendici partecipi di questa tua audacia per sviluppare tutto il divino che c'è in noi.

L’Amico è un Angelo che è sempre al nostro fianco, nonostante la lontananza condivide la nostra gioia minimizza la nostra tristezza, rimane in silenzio nei momenti difficili e dentro questo silenzio ci dice tutto, ci accetta non per ciò che abbiamo, ma per quello che siamo.
Ad ogni buona azione,
nel Giardino degli Angeli spunta un fiore,
che viene coltivato con cura, lassù, per volere di Gesù

Gli Angeli
L'angelo è quella persona che ti prende la mano quando vede la tua solitudine, che ti parla quando sente il tuo silenzio, che ti guarda quando ti nascondi.
L'angelo è quella persona che asciuga le tue lacrime quando inizi a piangere, che ti sorride quando piangi.
L'angelo è quella persona che ti vuole bene quando proprio tu stesso non provi affetto per te; quando volentieri usciresti dal tuo corpo e ti prenderesti a pugni e calci; quando tranquillamente chiuderesti la porta di casa lasciando dentro il tuo corpo e i tuoi pensieri e saliresti sul primo autobus che passasenza chiedere la destinazione. Senza chiedere nemmeno il costo del biglietto perchè non c'è nulla che possa costare più della tua vita. Non esiste brillante, non esiste macchina lussuosa, non esiste palazzo che possa costare più di una vita.

GESU' NON DELUDE MAI !!!
Grazie GesùTi rendiamo grazie, o Cristo, nostro Dio; nella tua bontà ci hai dato il tuo corpo in questo Sacramento, per permetterci di vivere santamente. Custodisci tutti noi puri e senza macchia; rimani in noi per proteggerci.
Dirigi i nostri passi sulla strada della tua volontà santa e benevola. Agguerrisci le nostre anime contro le seduzioni di satana, affinché ascoltiamo solo la tua voce, seguiamo te solo, pastore onnipotente e verace, e conseguiamo il posto preparato nel Regno dei cieli.
Nostro Dio e Signore, redentore Gesù Cristo, tu sei benedetto con il Padre e lo Spirito, ora e per tutti i secoli. Amen.

CIECHI, SORDI, E MUTI
C’era una volta un bambino, si chiamava Bobby.
Era nero, piccolo e solo, e cercava in ogni modo di attirare l’attenzione di suo babbo, che si chiamava Senior.
Bobby pensava spesso di poter ascoltare suo padre parlargli, e dentro di sé ragionava:
-Oh! Babbino, ti prego, dimmi qualcosa!-
Ma il babbo taceva sempre, come fosse muto, e Bobby credeva dipendesse da lui, si sentiva colpevole.
Allora Bobby, quando il babbo si avvicinava cercava di articolare parole:
-Conversiamo babbo Senior! Diciamoci le nostre cose e i nostri pensieri!-
Però babbo Senior pareva sordo, e non lo stava ad ascoltare.
Bobby si sentiva ancor più il responsabile di tale comportamento. Quindi tentava di mostrarsi mentre faceva qualcosa di importante, in bicicletta o con il suo cavallo, per farsi notare dal babbo:
-Guardami babbo! Guardami ti prego!-
Tuttavia il babbo non lo vedeva, come fosse cieco, e di nuovo Bobby si sentiva la causa di tale condotta da parte del genitore.
Bobby poi crebbe, e divenne regazzo, ma il babbo Senior continuava ad agire similmente a prima:come fosse sordo, cieco, e muto.
A un certo punto Bobby conobbe un cane, di nome Nasturzio.
Era un vecchio bracco italiano , divenuto sordo a causa delle fucilate dei cattivi cacciatori.
Bobby e Nasturzio divennero grandi amici.
Nasturzio non poteva sentire, ma quando Bobby lo chiamava riusciva egualmente a comprenderlo e correva verso di lui.
Non avendo l’udito, Nasturzio, non poteva nemmeno abbaiare, perché essendo lui preclusa la possibilità di sentirsi sapeva solo esprimersi con suoni sgradevoli, però riusciva a parlare egualmente con Bobby, scondinzolando e facendo lui le feste.
Nasturzio vedeva anche poco bene, ma quando Bobby scendeva le scale se ne accorgeva subito, e galoppava a balzi incontro al suo amico. Nasturzio era sordo, muto e persino un poco cieco, eppure sentiva, parlava e vedeva.
C’è un linguaggio speciale, quello della bontà, che è udibile dai sordi, vedibile dai ciechi, e pronunciabile dai muti: basta un po‘ d‘amore!

La Bibbia è un fulgido diamante: ne contempla lo splendor! Le sue preziose luci ti brilleranno in cuore: oh, leggi la tua Bibbia, Parola del Signor!
DONA IL TUO CUORE; A CHI TI DA' VITA- GESU' E' CON TE PER TUTTA LA VITA- EI TI GUIDERA' PER TUTTA LA VITA-

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito Santo, Maestro impareggiabile

Insegnaci ogni cosa, secondo la promessa fatta da Gesù ai suoi discepoli.
Non ci nascondere nulla del mistero, tu che desideri comunicarci tutto ciò che viene da Dio.
Facci conoscere tutta la dottrina del Vangelo, tutto ciò che Cristo ha avuto intenzione di rivelarci.
Insegnaci il grandioso piano di Dio sull'universo e l'o­pera compiuta per conferire all'umanità il più alto destino. Mostraci il posto particolare che il Padre ci ha riservato nella creazione.
Non ti stancare di istruirci, perché noi non arriviamo mai a comprendere fino in fondo quanto ci insegni e ancor più stentiamo a metterlo in pratica.
Insegnaci le meraviglie dell'amore divino e dacci la grazia di ammirarle nel più profondo dell'anima nostra.
Svelaci tutti i tesori che hai racchiusi nella S. Scrittura perché diventino la nostra ricchezza.
Insegnaci quali devono essere i principi della nostra condotta e l'applicazione che dobbiamo fame alle più umili circostanze della nostra vita.
Accompagnaci in ogni istante col tuo insegnamento affinché la nostra via sia sempre illuminata dalla tua luce.

Poesia sull' Amicizia

Se potessi placare il tempo
fermerei quei momenti
che ci hanno visti vicini,
che ci hanno reso amici.
Femerei ogni attimo
in cui mi hai dato affetto
mi hai regalato un sorriso.
Fermerei ogni minuto
in cui le tue parole
mi sono scese nell'anima
e mi hanno fatto star bene.
Ma se anche il tempo scorre
implacabile,
nel profondo del mio cuore
il bene che provo per te
non vedrà mai i giorni passare,
e i ricordi giocheranno
con i miei pensieri
e in me ci sarà sempre
l'eterno ripetersi
di una gioia immensa!

Essere genitori non è facile... non esiste una scuola che te lo insegni...
ogni giorno impari il mestiere mentre vivi, mentre tu stesso insegni...
e magari, a volte sbagli anche...
è difficile adempiere a questo compito... seminare ogni giorno per un raccolto che sembra non arrivare mai...
e quanto costa esser duri mentre il cuore si intenerisce
e vorresti concedere ma in quel momento è necessario dire "no"...
i figli capiranno, un giorno... magari mentre saranno loro stessi a dire quel "no"
e ti ameranno... e ti ringrazieranno per questo!
Antonella Cantatore


Vergine Madre, figlia del tuo figlio - Paradiso Canto XXXIII
Vergine Madre, figlia del tuo figlio

«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
  tu se' colei che l'umana natura
5   nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
  Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
10     Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
  Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
15    sua disianza vuol volar sanz'ali.
  La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.
  In te misericordia, in te pietate,
20    in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
  Or questi, che da l'infima lacuna
de l'universo infin qui ha vedute
le vite spiritali ad una ad una,
25    supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l'ultima salute.
  E io, che mai per mio veder non arsi
più ch'i' fo per lo suo, tutti miei prieghi
30    ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
perché tu ogne nube li disleghi
di sua mortalità co' prieghi tuoi,
sì che 'l sommo piacer li si dispieghi.
  Ancor ti priego, regina, che puoi
35    ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.
  Vinca tua guardia i movimenti umani:
vedi Beatrice con quanti beati
per li miei prieghi ti chiudon le mani!».
40    Li occhi da Dio diletti e venerati,
fissi ne l'orator, ne dimostraro
quanto i devoti prieghi le son grati;
  indi a l'etterno lume s'addrizzaro,
nel qual non si dee creder che s'invii
45    per creatura l'occhio tanto chiaro.
  E io ch'al fine di tutt'i disii
appropinquava, sì com'io dovea,
l'ardor del desiderio in me finii.
Divina Commedia - Paradiso XXXIII Canto, Dante Alighieri

Lo scoiattolo gentile

In un bosco viveva una famiglia di scoiattoli, padre, madre e tre figli. Per l’inverno che stava per arrivare i genitori avevano costruito un nido in un tronco cavo d’albero; esso serviva a ripararsi dal freddo, in attesa della primavera.
Un giorno la simpatica famigliola era andata a procurarsi il cibo sugli alberi sui cui rami tutti quanti si erano divertiti a saltare e a rimanere sospesi per la coda, facendo l’altalena. Al ritorno però trovarono una sgradita sorpresa: una volpe si era insinuata nei pressi del loro nido e se ne stava beatamente seduta guardandovi dentro.
Il padre, appena la vide, avvertì moglie e figli di tenersi lontani e poi cautamente si avvicinò. Dopodiché prendendo il coraggio a due mani, esclamò forte:
“Via di là, quello è il nostro nido!”.
La volpe abbozzò un sorriso ironico e poi rispose:
“Perché? Qualcuno mi vieta di stare vicino a un albero? Mi sembra che il bosco sia di tutti”.
Lo scoiattolo inviperito, disse ancora:
“Ma quello è il nostro nido. Te l’ho già detto, volpe malvagia, vattene! E che il diavolo ti porti con sè all’inferno”.
La volpe, che si divertiva a tenerlo sulle spine, per tutta risposta, stavolta non lo guardò neppure e anzi cominciò a lisciarsi con la lingua la sua bella coda in segno di dispetto e indifferenza, non accennando affatto ad andarsene.
La moglie dello scoiattolo si avvicinò al marito e gli disse: “Lascia fare a me”.
Si rivolse alla volpe, dicendole stizzita: “Ma chi pensi di essere? Non riuscirai a impadronirti della nostra casa; va’ piuttosto a cibarti di topi di campagna, sono quelli i roditori che devi cercare. Lasciaci in pace, brutta strega!”.
La volpe allora si volse elegantemente verso la mamma scoiattolo e poi esclamò:
“Mi è appena venuta un’idea. Prenderò questo vostro nido come tana per il mio letargo invernale”.
Dunque una cosa era chiara: la volpe proprio non voleva saperne di abbandonare la zona. Avesse fatto o no del nido la sua tana, certamente non avrebbe permesso alla famiglia degli scoiattoli di entrarci.
A questo punto gli scoiattoli più piccoli cominciarono a tirarle sassolini, ma essa si divertiva semplicemente a schivarli. Allora si fece avanti il figlio maggiore della famigliola e, rivolto alla volpe, le parlò così:
“Signora volpe, noi siamo scoiattoli e lei sa che siamo abituati a passare l’inverno negli alberi, dove ci costruiamo la casetta. Sia buona e ce la lasci, altrimenti non sapremmo proprio dove andare. Lei potrà trovare una tana più in là. Io le auguro di vivere a lungo e che nessun cacciatore mai le spari. Anzi, venga a trovarci con l’arrivo della bella stagione e noi le offriremo frutta e noccioline, per ringraziarla di aver ascoltato le nostre preghiere”.
La volpe prima lo guardò imperiosa, poi mite disse:
“Tu sei stato gentile e questo atteggiamento merita considerazione. Me ne vado per te, giovane scoiattolo. In primavera passerò a trovarti, perché tutti ci considerano avide e astute e ci aggrediscono, come ha fatto la tua famiglia; ma tu sei stato buono e hai dimostrato una grande sensibilità. Arrivederci e buon inverno!”.
E così dicendo, corse via.
Morale: A volte se usassimo una parola gentile, riusciremmo ad ottenere di più dagli altri. 

Pubblicato dalla  nostra Consigliera Germana Brivio           Spirito di rivelazione
Tu che hai voluto istruirci per mezzo della S. Scrittura suscita e sviluppa in noi il desiderio di studiarla e di approfondirla.
Tu che hai ispirato la redazione dei Libri Santi, insegnaci ad accostarci ad essi e a leggerli secondo la tua visione divina, e a collegarci così con la misteriosa scaturigine della tua ispirazione.
Tu che hai pazientemente guidato gli autori nel loro lavoro di composizione, che hai umilmente rispettato la loro personalità di scrittori, sostieni ora la nostra pazienza nello scrutare la lettera del testo e la nostra umiltà nel raccogliere tutto lo sforzo di pensiero umano che esso contiene.
Tu che hai nascosto in questi scritti un senso superiore, aiutaci a percepirlo, facendoci scoprire l'ampiezza infinita della tua dottrina, facendoci passare dalla lettera allo spirito.
Tu che hai raccolto a poco a poco lungo i secoli in opere diverse i lineamenti più caratteristici della persona di Cristo, fa' che scopriamo in esse il volto del Salvatore, insegnaci a leggerle con lo sguardo ostinatamente fisso su di lui.
Occhi nuovi
Crea in noi degli occhi nuovi, o Spirito Santo, perché possiamo vedere le realtà supreme;
occhi capaci di oltrepassare l'opacità della materia per raggiungere lo spirito;
occhi che non si lasciano incantare dalle evidenze imme­diate ma scrutano sempre al di là;
occhi che sanno rimanere nell'oscurità per scoprire un'altra luce;
avidi di alzarsi verso Dio, instancabili nel contemplarlo; occhi che si sforzano di guardare tutto con lo sguardo di Dio;
che si aprono per afferrare tutto ciò che v'è di bello e di buono nel mondo spirituale;
occhi che percepiscono con vivacità le verità della fede; occhi simili a quelli di Cristo, animati da un amore che mette in loro una forza irresistibile di penetrazione;
occhi di bimbi stupiti nello scoprire il volto ineffabile del Padre.
Il Consolatore vi insegnerà ogni cosa (Gv 14,26)

Eroe è colui
L'autentico «eroe»
è l'uomo qualunque che ha pazienza,
è l'umile che accetta
il mistero della vita,
il mistero della fede,
il mistero dell'eternità.
Eroe è l'operaio flagellato dalla vita;
è la madre ricca di paura
per l'avvenire e di lacrime;
è il prete solitario e amato solo da Dio,
dimenticato da tutti,
tormentato dalla sua solitudine
e assetato di bellezza;
è il giovane che si apre alla vita
e la trova amara e malinconica...
Eroe è colui che crede fino allo spasimo
all'amore di Dio,
al progetto infallibile della provvidenza,
al mistero dell'infinito e dell'onnipotente;
eroe è colui che ogni giorno
accetta con pazienza e con sorriso la vita
e aspetta l'incontro con Cristo.

DONACI UN FIORE GESU’

Grazie Gesù mio, grazie.
Non importa se sulla mia strada verserai ricchezze,
non importa se non sarò considerata dai più,
non importa se sarò umiliata...
Non voglio esser nessuno
ma solo come sono,
come tu hai voluto che io sia….
Povera, inerme, debole
ma con un’Anima che cerca di innalzarsi
verso la Tua immensa Luce.
Non voglio agi, non fama, né potere,
Non abiti, non gioielli.
Non voglio cambiare il mio corpo…
quel che Tu mi hai donato.
Voglio continuare ad amare come so amare,
voglio ancora inseguire il mio desiderio
di essere amata come sono e per sempre.
Non importa se accadrà.
Non voglio la felicità superficiale e duratura…
So che mi donerai un fiore Gesù
ed io lo accoglierò,
ne accarezzerò ogni giorno tutti i suoi petali.
Me ne donerai un altro Signore
ed un altro ancora….
Ed io li amerò tutti.
Ogni foglia, ogni petalo,
ogni foglia un battito vivo.
Ogni fiore con un cuore vivo: il Tuo Signore,
quello che batte in ogni Tuo dono, in ogni Tuo gesto d’Amore
per noi… che ci doni…. Che ci fai donare
in tutta e per tutta la nostra vita.
Grazie Gesù.

Festa della Presentazione al Tempio di Gesù.
Incontro del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo
Quaranta giorni dopo la Natività, la Chiesa celebra la festa della Presentazione al Tempio di Gesù, ovvero, come è chiamata nella tradizione del cristianesimo orientale, la festa dell’Incontro del Signore. È il momento in cui si conclude il tempo natalizio, rivelando e ricapitolando il pieno significato del Natale in una sequenza di gioia pura e profonda. La festa commemora e contempla un evento riportato nell’evangelo di Luca: quaranta giorni dopo la nascita di Gesù a Betlemme, Giuseppe e Maria, secondo la pratica religiosa del tempo, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, così come prescritto dalla legge mosaica.
Secondo Lv. 12, 2-8, la madre di un figlio maschio doveva presentarlo, quaranta giorni dopo la nascita, davanti al tabernacolo, e offrire in olocausto, come purificazione per sé, un agnello o, per i più poveri, una coppia di colombe o di tortore, che nell’icona della festa sono portate da Giuseppe, rimarcando le modeste condizioni economiche della Sacra Famiglia. La presentazione di un primogenito maschio aveva anche il significato di riscatto, perché apparteneva a Dio (Nm. 18, 14-18).
La prima delle tre letture dell’AT che si leggono nel Vespero (Es. 13, 1-6) formula i precetti relativi alla circoncisione e alla purificazione. La seconda (Is. 6, 1-12) descrive la visione di Isaia dei serafini dalle sei ali e del modo in cui uno dei serafini, con un carbone ardente, purifica le labbra del profeta. La terza, tratta dal 19 capitolo di Isaia, racconta la conversione degli egiziani al Dio di Israele, Signore degli eserciti, e può riferirsi alla rivelazione di Cristo, luce per illuminare le genti.
Abbiamo notizie di questa festa a Gerusalemme da Eteria, la pellegrina più famosa dell’antichità cristiana che visitò i Luoghi Santi verso la metà del sesto secolo; la festa era tuttavia già celebrata da circa un secolo, ad esempio ad Alessandria, dove Cirillo testimonia anche la processione con luci e fiaccole. A Costantinopoli viene spostata dal 14 al 2 febbraio da Giustiniano nel 534, mentre viene introdotta a Roma verso la fine del settimo secolo da papa Sergio, di origine siriana.
Giovanni Damasceno, nello stico del Lucernario che segue il Gloria al Padre, fa emergere alcuni temi della festa: “Il Verbo del Padre senza principio prende inizio nel tempo pur senza separarsi dalla sua divinità e, bambino di quaranta giorni, secondo la legge si lascia portare nel tempio dalla Vergine Madre. Il Vegliardo lo accoglie tra le braccia e dice: “Lascia andare il tuo servo, Signore, poiché i miei occhi hanno visto la tua salvezza!”.
Andrea di Creta, negli stichi rogazionali, ci invita a meditare sulla divina condiscendenza: “Oggi Colui che aveva dato la legge a Mosè sul monte Sinai, si sottomette ai precetti della legge, lui che per noi è divenuto come noi, nella tenerezza del suo cuore; il Dio purissimo, avendo aperto il casto seno materno come bambino santo, si offre a Se stesso, poiché è Dio, per illuminare le nostre anime liberandole dalla maledizione della legge”. “Oggi Simeone riceve tra le sue braccia il Signore della gloria che un tempo Mosè contemplò sotto la nube quando gli consegnò le tavole della legge sul monte Sinai, Colui che ha parlato attraverso i Profeti e Autore stesso della legge, Colui che ci ha annunciato Davide, temibile per tutti, ma così ricco di misericordia e d’amore”. Tutto è santificato: “La santa Vergine ha portato all’uomo santo nel santuario il bambino consacrato”. La differenza tra l’esperienza di Mosè e quella di Simeone viene ulteriormente approfondita: “Colui che aveva meritato di vedere Dio attraverso la nube e di ascoltare la sua voce nel fragore del tuono, con il volto velato, aveva rimproverato agli Ebrei l’infedeltà del loro cuore; mentre Simeone ha portato il Dio che precede i secoli, il Verbo del Padre, incarnato, e rivela la Luce delle genti, la Croce e la Risurrezione. E la profetessa Anna annuncia il Salvatore che riscatta Israele”. Colui che veniva presentato al tempio per essere riscattato, è il vero Redentore, colui che riscatta Israele, vecchio e nuovo, dal peccato.
Cosma, vescovo di Maiuma, negli stinchi conclusivi del Vespero, proietta su Maria l’immagine dell’arca dell’alleanza: “Maria, la Madre di Dio, porta sulle sue braccia Colui che è portato sul carro dei cherubini ed è esaltato nei canti dei serafini, Colui che si è incarnato in lei che non conosceva uomo, il Legislatore che adempie la prescrizione della legge, e lo consegna nelle mani del vecchio sacerdote; e questi, portando la Vita, chiede di essere sciolto dai legami della vita”. Troviamo anche una sintesi delle feste legate alla nascita di Gesù, racchiuse in un percorso che esalta la dimensione storica e reale di quanto celebrato: “Scrutate le Scritture, come nei vangeli disse il Cristo Dio nostro: in esse noi lo troviamo partorito e avvolto in fasce, allevato e allattato, circonciso e portato da Simeone, non in apparenza né come in una visione, ma apparso in verità al mondo”. Non manca il riferimento alla passione, preannunciata da Simeone a Maria: “Simeone, nell’accogliere il compimento delle promesse, benedicendo la Vergine Maria Madre di Dio, le preannuncia i segni della passione”.
Il tropario della festa canta gioiosamente: “Rallegrati, piena di grazia, Madre di Dio e Vergine: da te è sorto infatti il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, che illumina quanti sono nelle tenebra. Esulta anche tu, giusto vegliardo, che hai portato tra le tue braccia Colui che libera le nostre anime e ci dona la risurrezione”.
La festa ha un unico canone, composto sempre da Cosma. Sono frequenti i riferimenti a salmi e profezie: “Discenda la pioggia dalle nubi perché Cristo bambino, sole portato da tenue nube, riposa nel tempio su braccia immacolate.” (Is. 45, 8 e Is. 19, 1). “Rafforzatevi, mani di Simeone indebolite dalla vecchiaia, e voi, gambe vacillanti del Vegliardo, correte incontro a Cristo” (Is. 35, 3) “O cieli, che siete stati distesi con sapienza, rallegratevi; allietati, terra, perché l’Artista, Cristo, muovendo dal seno divino, è presentato dalla Vergine Madre a Dio Padre come un bambino, lui che esiste prima di ogni cosa” (Sal 135, 5 e Sal. 95, 11).
Riecheggia il tema dell’incarnazione: “Colui che prima dei secoli è primogenito del Padre, è apparso bambino primogenito di una Vergine incorrotta, per tendere la mano ad Adamo”. “Il Dio Verbo si è fatto bambino per rialzare il primo uomo creato, divenuto bambino nella mente a causa dell’inganno”
“Simeone contempla sbigottito il Verbo eterno nella carne, portato dalla Vergine come sul trono dei cherubini, il principio di tutto fatto bambino” (Sal 79, 2), e dice a Maria: “tu porti come un trono il Dio della luce che non tramonta, il Signore della pace”, (Is. 29, 6). Sempre riprendendo la visione di Isaia, dice ancora a Maria: “tu porti il fuoco, o Pura, e io tremo nell’abbracciare questo bambino”. “Isaia fu purificato ricevendo il carbone ardente del serafino, e tu mi illumini donandomi Colui che, come con molle, mi porti tra le tue mani”. Non si può non notare anche un riferimento eucaristico in quanto il termine usato per identificare le molle, lavìs in greco, è lo stesso che identifica il cucchiaio con cui l’Eucaristia, sotto le due specie del pane e del vino, viene distribuita ai fedeli durante la Divina Liturgia.
Romano il Melode, come consuetudine, delinea nell’ikos del kontàkion le antinomie tipiche della poesia orientale, siriana in particolare: “Colui che ha creato Adamo è portato come bambino; l’infinito è racchiuso tra le braccia del vegliardo; colui che è nel seno incircoscrivibile del Padre suo, è volontariamente circoscritto in quanto alla carne, non in quanto alla divinità, lui che è l’amico degli uomini”.
Il desiderio di Simeone di essere congedato da questa vita non è da intendersi come una sorta di disimpegno: “Vado nell’Ade a portare la buona novella ad Adamo ed Eva”. Ma anche “Dio andrà sino nell’Ade per liberare la stirpe terrestre e concedere la remissione ai prigionieri”. Ecco il modo scelto da Dio per scendere negli inferi, ed è sempre Simeone che lo indica a Maria: “Anche a te, o pura, una spada trafiggerà l’anima perché vedrai tuo Figlio sulla croce”. “L’Emmanuele, nato bambino dalla Vergine, è la gloria del popolo di Israele, che canta in coro davanti all’arca divina”. “Sarà segno di contraddizione, perché è Dio e bambino”.
Sono interessantissimi i brevi tropari che si cantano nella nona e ultima ode del canone: “Quanto si compie in te, o Pura, è incomprensibile per gli angeli e i mortali”. “Volendo salvare Adamo, il Creatore ha preso dimora nel tuo grembo di Vergine pura”. “Tu guardi la terra e la fai tremare: come può un vecchio stanco tenerti tra le braccia?”. “Tu, Maria, sei le mistiche molle, perché hai concepito in seno Cristo, il carbone ardente”. (Is. 6, 6).
Nelle Lodi, anche in relazione alla luce naturale del giorno che ne accompagna normalmente il canto, il tema della luce prende il sopravvento: “Tu sei apparso come luce per illuminare le genti, Signore, assiso su una nube leggera, sole di giustizia, per dare compimento alle ombre della legge e manifestare l’inizio della nuova grazia”.
Origene, nel suo commento al Vangelo di Luca, ci dice che “Simeone non era venuto al tempio per caso, ma mosso dallo Spirito di Dio. Anche tu, se vuoi tenere in braccio Gesù e stringerlo tra le mani, se vuoi essere degno di essere liberato dalla prigione, dedica ogni sforzo per essere condotto dallo Spirito e venire al tempio di Dio. Ecco, ora tu stai nel tempio del Signore Gesù, cioè nella sua Chiesa; questo è il tempio costruito di pietre vive”.
Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, uomo dell’attesa e dello Spirito Santo, esprime se stesso e la sua spiritualità in un breve inno, il Nunc dimittis, che, per la sua serena certezza, conclude i Vesperi nel rito bizantino, così come conclude la Compieta nel rito romano.
Alexander Schmemann, uno dei più eminenti teologi russi della diaspora morto poco più di vent’anni fa in America, pronunciò questa omelia quindici giorni prima di morire: “L’immagine del vecchio uomo che tiene il bambino tra le sue braccia è suggestiva e bellissima. C’è forse qualcosa al mondo di più gioioso di un incontro con qualcuno che si ama? In questa prospettiva vivere è un attesa, un protendersi verso questo incontro. Simeone non è forse un simbolo anticipatore di questo? Non è forse la sua vita simbolo dell’attesa? Questo vecchio uomo ha speso tutta la sua vita nell’attesa della luce che illumina ogni uomo che ricolma tutto con la sua gioia. E quanto inatteso, quanto inaspettato, quando bene indicibile sopraggiunge a Simeone attraverso questo bambino. Possiamo immaginare le mani tremanti di questo vecchio che accoglie tra le sue braccia un bambino di quaranta giorni con quanta più tenerezza e attenzione possibile, i suoi occhi risplendenti e la sua felice esclamazione: “ora lasciami pure andare, perché ho visto, ho stretto tra le mie braccia, ho abbracciato il senso della mia vita”. Simeone attendeva. Attendeva da tutta la vita, meditando, pregando e approfondendo quello che attendeva, rendendo la sua vita una perenne vigilia di questo gioioso incontro. Non è il caso di chiedere a noi stessi cosa stiamo attendendo? Cosa il nostro cuore ci ricorda con più insistenza? La mia vita si sta gradualmente trasformando in questa attesa di incontro con l’essenziale? In questa festa la vita umana si rivela come affascinante bellezza di un’anima matura, continuamente liberata e arricchita. Non c’è paura, nulla è sconosciuto, tutto è pace, rendimento di grazie e amore. L’Incontro del Signore celebra l’anima che incontra l’amore, incontra colui che dona la vita e mi da la forza per trasfigurarla oggi”.
(R. Pagani, da Cultura Cattolica)

Maria, Madre di Gesù e Madre mia,
difendimi dal Maligno in vita e nell'ora della morte,
- per il Potere che ti ha concesso l'Eterno Padre:
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen
- per la Sapienza che ti ha concesso il divin Fi­glio:
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen
- per l'Amore che ti ha concesso lo Spirito Santo:
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen

UNA LEZIONE DI VITA...
Un medico è entrato in ospedale subito dopo essere stato chiamato urgentemente alla chirurgia d'urgenza.
Ha risposto alla chiamata non appena possibile, si è messo il camice ed è andato direttamente al blocco chirurgico. Davanti alla sala operatoria trova il padre del bambino che gli grida: "Perché è venuto così tardi, perché tutto questo tempo, non sa che la vita di mio figlio è in pericolo, non hai il senso di responsabilità?"
Il dottore sorride e dice: "Mi dispiace, non ero in ospedale e sono arrivato velocemente per come ho potuto, dopo aver ricevuto la chiamata... Ed ora, vorrei che si calmasse in modo che io possa fare il mio lavoro!"
"Devo stare calmo? Cosa succederebbe se suo figlio si trovasse in questo momento nei panni del mio bambino, starebbe tranquillo?" - Dice il padre arrabbiato.
Il dottore sorride e risponde: "Le voglio dire quello che ha detto Giobbe nella Bibbia: "Dalla polvere siamo venuti e in polvere ritorneremo, sia benedetto il nome di Dio! Noi medici non possiamo fare sempre miracoli! Stia tranquillo, comunque faremo tutto il possibile per suo figlio!"
"Dare consigli quando non siamo in questione è così facile!" - mormora il padre.
L'intervento dura qualche ora, alla fine esce dalla sala operatoria felice e dice al padre: "Grazie a Dio suo figlio è salvo!" e senza attendere la risposta del padre guarda l'orologio e va via di fretta mentre dice: "Se vuole sapere altro chieda all'infermiera!".
"Perché così arrogante? Non poteva aspettare qualche minuto e dirmi di più sullo stato di mio figlio? dice il padre all'infermiera.
Infermiera con le lacrime al viso gli risponde:
"Il figlio del dottore è morto ieri in un incidente stradale, e il medico era al funerale quando l'abbiamo chiamato per l'urgenza e ora che il suo bambino è fuori pericolo e sta bene, lui è corso a vedere la sepoltura di suo figlio!
Non giudicare mai nessuno, perché non sai cosa sta vivendo realmente chi hai davanti a te! ♥

ORME SULLA SABBIA
“Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme:
le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto un sola orma.
Proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto: “Signore, io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti difficili?
E lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che ti amo
e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali c’è soltanto un’orma nella sabbia
sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio”.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di discernimento

Tu che con la tua luce inesorabile distingui la verità dall'errore, aiutaci a discernere il vero.
Dissipa le nostre illusioni e non permettere che ci lascia­mo sedurre da apparenze ingannatrici: mostraci la realtà. Liberaci da ogni falsità, sia verso gli altri che verso noi stessi.
Insegnaci a scoprire le tentazioni appena si presentano e a smascherare la loro falsa e vana seduzione.
Facci riconoscere il linguaggio autentico di Dio nel fon­do dell'anima nostra e aiutaci a distinguerlo da ogni altra voce. Mostraci la volontà divina in tutte le circostanze della nostra vita, così che possiamo prendere le giuste decisioni.
Aiutaci a cogliere negli avvenimenti i segni di Dio, gli inviti che ci rivolge, gli insegnamenti che vuole inculcarci. Rendici atti a percepire i tuoi suggerimenti, per non perdere nessuna delle tue ispirazioni.
Concedici quella perspicacia soprannaturale che ci faccia scoprire le esigenze della carità e comprendere tutto ciò che richiede un amore generoso.
Ma soprattutto eleva il nostro sguardo perché possa discernere Dio stesso, là dove egli ci si rende presente, ovunque la sua azione ci raggiunge e ci tocca.

Amico di Penna

Amico di penna
Amico di penna,
amico di storie.
Piccola grande anima senza volto,
grande cuore in ascolto.
Libertà,
sensazione rara in un mondo di tristi oppressioni,
tu mia libertà
o dolce amico di penna,
fedele compagno di risa e pianti,
di ricordi infranti,
di sogni irraggiungibili
e di incubi avverati.
Dolce fratello ti saluto ignorando il tuo nome
ma conoscendo il tuo cuore.

‎"Angelo caro, Angelo santo
Tu sei mio custode e mi stai sempre accanto
dirai al Signore che voglio essere buono
e che mi protegga dall'alto del suo trono.
Dì alla Madonna che le voglio un gran bene
e che mi conforti in tutte le pene.
Tu tieni una mano sulla mia testa,
in tutti i pericoli, in ogni tempesta.
E guidami sempre sulla buona via
con tutti i miei cari e così sia."

Gesù tiama
Gesù ti ama per quello che sei
Ti ama nelle debolezze
Ti ama nelle incomprensioni
Ti ama nella solitudine
Ti ama nella tristezza
Ti ama nella poverta'
Ti ama nell'orgoglio
Ti ama nelle tue maschere
Ti ama nei tuoi sbalzi d'umore
Ti ama nella timidezza
Ti ama nelle mancanze
Ti ama nella superbia
Ti ama nel dolore
Ti ama semplicemente,senza mezze misure,avvolte ti fara' cadere,ma ti rialzera' con mano potente,ti coccolera',ti emozionera',ti dara' tutto cio' che la tua anima vuota richiede.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di dolce splendore

Illuminaci con lo splendore dolce e umile dell'amore, così che la soavità insinuante della tua chiarezza impregni intimamente il nostro spirito,
E penetri fin nell'intimo i nostri pensieri facendoci sentire tutta l'attrattiva del pensiero divino.
Poiché il tuo splendore è soave, fa' che introduca in noi con la conoscenza la pace,
Ci faccia riposare nella gioia: la gioia degli occhi che bevono l'irradiamento della tua luce.
Ci porti a comprendere ciò che non vogliamo ammettere e poi ad ammettere quel che abbiamo compreso meglio.
Possa il tuo splendore vincere le ribellioni del nostro spirito, domare le opposizioni che nascono dalle nostre passioni e dai nostri egoismi.
Fa 'che ci disponga ad accogliere tutto il tuo insegnamento e ad amare la tua dottrina,
Che ci spinga ad agire sull'itinerario tracciato da te, a vivere nella sincerità e nell'autenticità.
Con l'incanto soave della tua luce afferra il nostro cuore e la nostra intelligenza così che sappiano aderire alla verità.

AVE REGINA DEGLI APOSTOLI

Ave,o Maria, madre, maestra e regina di ogni apostolato. Tu in cielo siedi Regina degli angeli e dei patriarchi, degli apostoli e dei martiri, dei confessori e dei vergini. Tu tieni continuamente il tuo sguardo rivolto alla terra, sui giusti e sui peccatori, sempre premurosa della salvezza di tutti. Tu ricordi che Gesù, morente sulla croce, ti ha affidato l’ufficio di madre e ti ha acceso in cuore una fiamma di carità e sollecitudine universale. Continua a suscitare, confortare, formare sante vocazioni in ogni apostolato per il regno del tuo divin Figlio. E noi, chiamati al santo apostolato della comunicazione sociale, ti consacriamo, oggi, tutte le penne, le macchine, le iniziative, le fatiche del lavoro quotidiano. Più di tutto ti consacriamo noi stessi: le nostre forze, la nostra intelligenza, la nostra volontà, il nostro cuore; noi siamo tuoi, e quanto abbiamo l’offriamo a Gesù per le tue mani, o madre. Ottienici larga effusione di Spirito Santo, come già sui primi apostoli. Apri le nostre intelligenze a comprendere l’alta vocazione; fortifica le nostre volontà, accendi i nostri cuori; santifica scrittori, tecnici, propagandisti.
Che si ascolti, si segua, si ami Gesù Cristo, divino Maestro! Che il peccato mai venga a offuscare le nostre anime a te consacrate; calpesta, o vergine immacolata, il capo dell’insidioso demonio dello scoraggiamento. Vivi in mezzo a noi, o Maria: beati quanti abitano nella tua casa. Ti promettiamo di usare tutti i mezzi del nostro apostolato con rispetto, poiché sono cosa tua, o Regina; vogliamo impegnarci perché le edizioni siano pastorali nel contenuto e degne, per la forma, delle verità che racchiudono; e presentino, con te, Gesù Cristo, Via e Verità e Vita; che il Vangelo si diffonda e illumini il mondo nello spirito di san Paolo, nostro padre; e tutte le generazioni ti proclamino beata, o Maria. Parla, Gesù, di’ le tue parole di vita eterna; effondi il tuo Spirito sul mondo; sia una la scuola, come una è la Verità, uno il Maestro, una la fede, una la Chiesa. Tu sei con noi e di qui vuoi illuminare; ottienici sempre un vero dolore dei peccati. Benedici quanti cooperano con la preghiera, le offerte, le opere. Vieni, o Gesù, vivi in noi e regna, per Maria e con Maria, sul mondo. E sia la nostra morte serena come quella dell’anima fedele alla sua vocazione; e sia il nostro giudizio il momento in cui l’operaio laborioso riceve lieto la sua mercede; e sia la nostra corona celeste quella riservata alla gloriosa schiera degli apostoli. Per te, Gesù, per te, Maria, gloria a Dio nei secoli, pace in terra agli uomini. Amen.

LA PACE VERRA'

La pace é un sentimento che si sente nell'aria,
é un sentimento che dona armonia,
é un sentimento che dovrebbe essere stimato,
é un sentimento che non tutti riescono a capire.
La pace verrà sulla terra,
quando ogni bambino potrà frequentare
la scuola senza l'incubo della guerra
e studiare la lezione con animo tranquillo.
La pace verrà sulla terra quando
ogni bambino sarà stato liberato
dalla paura e dalla fame,
qualunque sia la sua razza
ed il colore della sua pelle.

L'AMICIZIA
L'amicizia è un frutto
che matura di giorno in giorno
L'amicizia è come il sale
che da un sapore anche alle cose più amare
L'amicizia è una musica
ci si può ballare sopra oppure lasciarla correre via
come fosse poesia
l'amicizia è una corsa
dove non vi sono vincitori nè vinti
L'amicizia è un grande lago
dove i pesci non vengono pescati
L'amicizia è un segno del destino
sarà sempre sul tuo cammino
L'amicizia è fatta di sussurri e grida
l'amicizia è una storia infinita
Un amico è colui che ti apprezza
ti spezza
ti guida
ti dona la vita
oggi, ieri e domani
lui sarà sempre il tuo mito,
per sempre un vero amico..

Pubblicata dalla nostra sorella Michelina Carmela di Taranto
PER CHI è SOLO
( preghiera scrittada persona sconosciuta 1888 che era nella Cappellina Aeroportuale di Linate quando era Cappellano Don Giovanni Tremolada )

************************
Per chi è solo
O Dio di Amore che sei in ogni luogo e sempre,
spargi il balsamo del Tuo Conforto su ogni cuore solitario.
Abbi pietà di coloro che sono stati abbandonati dall' amore umano e di chi non ne ha mai avuto.
Sii per loro di grande conforto,  e infine concedi loro la pienezza della gioia,
in Nome e per Amore di nostro Signore Gesù Cristo, che è Dio e vive e regna con Te in Unione con lo Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Grazie, Santissima Trinità in Un solo Dio!
Noi Ti adoriamo e credia e confidiamo in Te, nella Tua Divina Misericordia!
( Anonimo 1888 )

*******************************************************************************
Ti prego per la persona che Tu sai Signore che è ammalata a causa del tumore e deve fare delle chemioterapia;
alleviale il dolore e guariscila.
Ti prego per tutti coloro che hanno la stessa malattia..
Abbi Misericordia di loro e guariscile!
Dai il Lavoro a chi non lo ha e vorrebbe!
Porta la pace tra le coppie separate e che desiderano riconciliarsi!
Abbi Misericordia di loro e perdonale!
Grazie Signore Gesù! Ti adoriamo e speriamo in Te!
( Mia personale )
***************************************************************************************
Per la pace tra i popoli, le nazioni ecc...
Grazie Signore! Ti adoriamo e speriamo in Te!
Gesù e Maria e Giuseppe Vi amiamo!
Salvate le anime!
Grazie Gesù, Maria e Giuseppe!
( Mia personale spontanea )
 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito di illuminazione

Fammi vedere tutto ciò che desideri farmi vedere, per rendermi partecipe di tutta la luce che abita in te.
Fammi vedere ciò che da solo non riesco a vedere: le realtà invisibili che sono ben più importanti di quello che si percepisce coi sensi.
Fammi vedere ciò che non vorrei vedere, per timore delle esigenze della luce, per viltà di fronte allo sforzo e al rinnegamento.
Fammi vedere ciò che vorrei vedere: la via da seguire e le decisioni difficili da prendersi.
Fammi vedere ciò che mi illudo di sapere e che invece non conosco, soprattutto la verità di Dio e la verità di Cristo. Fammi vedere ciò che dovrei vedere e che i miei pregiudizi mi impediscono di scoprire: la verità delle mie debolezze e delle mie colpe.
Fammi vedere ciò che potrei vedere e che finora non ho notato: le ingiustizie a cui passo accanto come un cieco. Fammi vedere fino in fondo ciò che appena comincio ad intravedere, specialmente questa divina bontà che non arriverò mai a scrutare in tutte le sue dimensioni.
Fammi vedere ciò che tu vedi: la bellezza del mio destino, la grandezza dell'universo e l'immensità di Dio.

La lontananza
Non importa quanto tu sia lontano.
I legami tra le anime esistono
perchè creati dal pensiero.
Fili invisibili che legano ricamando sull’anima
tutto ciò che gli occhi non possono vedere,
e lo trasformano in emozione, in gioia, in dolore.
Anche in ricordo.
In sorriso o in lacrima.
Avviene tutto dentro.
Nei meandri del cuore, nei nascondigli della mente.
E vivono come tatuaggio sulla pelle dell’Anima.
E arrivano Ovunque.
E toccano l’Oltre.
Un pensiero mi lega a Te.
Un pensiero che gli altri chiamano Amore.
Io invece lo chiamo con il Tuo Nome.

La primavera e l' alba

Se la Primavera è la prima stagione dell’anno…
se il lunedì è il primo giorno della settimana…
se l’infanzia-adolescenza-giovinezza è la prima parte della vita…
qual’è il momento iniziale e sognante che,
rinnovandosi sempre, ci apre al mondo ed alla vita ogni giorno?
Bè avrete certamente capito che si parla dell’Alba…
(ma anche dell’aurora e del mattino)
quel momento affascinante in cui le ombre della notte
lentamente si diradano ed avanza un chiarore che illumina
pian piano esempre di più ogni cosa…
Essa è stata molto amata dai poeti… e dai pensatori…
Si muore tutte le sere, si rinasce tutte le mattine…
è così… e tra le due cose c’è il mondo dei sogni… 

PUBBLICATA DALLA CONSIGLIERA GERMANA BRIVIO
Spirito di verità

Forma in noi un'anima innamorata della verità. di tutta la verità, della verità infinita.
Donaci l'amore alla verità oggettiva, e preservaci dalla tentazione di accaparrarla, di riformarla a nostro talento. Ispiraci il rispetto per la verità, la sollecitudine di custo­dirla in tutta la sua purezza, nella sua integrità.
Rendici appassionati della verità, disposti a fare qualunque sforzo per cercarla e raggiungerla.
Abbatti in noi tutte le muraglie che ci costruiamo istinti­vamente e che rischiano di nasconderci il vero.
Difendici da tutte le rivendicazioni dell'amor proprio che fanno ostacolo alla nostra adesione alla verità.
Fa' che abbiamo sempre il coraggio di preferire la verità ai nostri gusti personali, alle nostre idee preconcette, ai nostri desideri più nascosti.
Donaci una intelligenza disposta ad aprirsi largamente, ad accogliere la verità e farla nostra con gioia.
Aumenta il nostro zelo per diffondere la verità e renderle testimonianza.
Fa' che scopriamo l'assoluto della verità nella persona di Cristo.
Attirandoci alla verità, stringici più intimamente a Colui che ha detto: " Io sono la verità".

Poesia sull' Amicizia
Non ti auguro che nessuna nuvola
adombri la tua via
e neppure che la tua vita futura
sia come un'aiuola colma di rose,
non che tu non abbia mai rimpianti,
non che tu non debba mai provare dolore.
NO, non è quanto ti auguro.
Il mio augurio per te è
che quando altri ti metteranno
delle croci sulle spalle,
tu possa essere valoroso
nell'ora delle prove,
quando avrai montagne da scalare
e abissi da superare,
quando la speranza sarà ridotta
a poco più di un lumicino...
Che ogni dono che Dio ti fa,
cresca con te
e che ti serva per donare
gioia a chi ti vuole bene.
Che tu abbia un amico
che merita questo nome,
di cui ti possa fidare,
che ti aiuti quando sei triste,
che affronti con te le sfide
della vita di tutti i giorni...
Ti auguro ancora una cosa:
che tu possa nella gioia e nel dolore
sentire sempre la vicinanza di Dio.
Questo è il mio augurio per te
e per tutti quelli che ti vogliono bene.
Questo è il mio augurio per te
e per tutti i giorni a venire.

La notte è passata e con essa il tormento dell’incertezza
..incertezza del futuro, del lavoro ..
dei vili soldi che insozzano la preghiera di un uomo onesto.
Anche se tutto si riduce,
anche se il lavoro è come goccia che lenta cade da rubinetto,
il cuore ritorna a battere il ritmo della sua speranza.
Non tu uomo ma il buon Dio ha operato questo in te.
Ma tu non hai desisto ed hai lottato,
non ti sei fatto prendere dall’angoscia e dal dubbio..
non hai mostrato la schiena al nemico
ma lo hai affrontato con il coraggio dell’umiltà.
Tutto hai fatto e tutto quel che ti compete
stai realizzando e più di questo non puoi fare.
Solo che non disarmi agli eventi truculenti
.. e continui a sperare
spera non in te ma nello Spirito Santo che è Signore è d la vita.
Oggi volerai in cielo se vorrai
o assieme ai tuo compagni
ti dirigerai dove il tuo cuore ti dirà andare.
I nemici dell’uomo sono tanti,
le insidie poste ad ostacolo molteplici
.. ma c’è chi veglia su di te e sa.
Sembra a volte che ti lascia da solo
.. ma questa è prova
.. poi come d’incanto nuova energia
arde il tuo cuore e voli.
Non guardi più le sventure e la depressione della povertà materiale,
giacché non esiste peggior peccato
di bestemmiare contro lo Spirito Santo e non credere nella Sua azione.
Quindi dopo la prova,
se tu risulterai idoneo
ti sarà dato .. concesso di volare
e tutto quello che chiederai ti sarà concesso.
Ma non sentire l’uomo che confida solo in se stesso
che della sua ragione fa ragione unica di vita
chi dispera nella grazia e nella potenza dello Spirito di Dio.
Nulla potrà e sprofonderà nell’incertezza dell’ateo ..
di colui che è parole prega .. ma nel fare non è
e non sarà mai figlio di Dio per l’eternità.
Spera con tutto il tuo cuore ed ama il Signore Dio tuo con tutto te stesso,

L'Icona della Gioia inattesa
Negli scritti di Dimitrij, il santo vescovo di Rostov' (1651-1709), c’è un interessante racconto su un giovane ladro, che sperimentò di fronte ad una icona della Madre di Dio la gioia e la pace derivante dal suo completo pentimento. Il cuore dei russi fu talmente colpito da questo miracolo da spingerli a “scrivere”, nel XVIII secolo, una Icona che lo raccontasse. Questa Icona prestissimo divenne famosa ed assunse il nome di “Gioia inattesa”. Nel suo racconto San Dimitrij narra dell’amore di un giovane ladro verso la Madonna e di un grande miracolo accadutogli, poco prima di compiere un’ulteriore iniquità, che lo avrebbe definitivamente perduto. La storia che segue è tratta da una famosissima raccolta di storie di miracoli compilata da San Dimitrij di Rostov: "The Bedewed Fleece".
Fiodor fin da piccolo aveva preso l’abitudine di rivolgersi ogni giorno alla Madre di Dio, poi se passava di fronte ad un’Icona, non mancava mai di onorarla posando quanto avesse in mano e ripetendo, anche più volte, il saluto dell’Arcangelo a Maria: “Rallegrati, o Vergine piena di Grazia!”. Questa era la semplice ed unica preghiera di un giovane che le difficoltà della vita avevano costretto a vivere sulla strada, arrangiandosi come meglio poteva, anche rubando. Agile e veloce nella corsa, Fiodor era veramente difficile da acchiappare, al punto che queste qualità destarono presto l’attenzione del capo di un gruppo malavitoso. Il capo banda fece chiamare Fiodor e gli propose di entrare a far parte della sua "cricca", ove non sarebbero mancati nè i rubli, nè le “soddisfazioni” di una vita disordinata. Fiodor si sentiva schiacciato dal peso delle responsabilità, che il "boss" stava per dargli. Il giovane avrebbe dovuto pensarci su una notte e poi prima del pranzo, nel luogo convenuto, senza alcun ripensamento, dare la sua definitiva ed irrevocabile adesione.
Fiodor si sentiva felice, perché credeva di aver trovato gente che lo apprezzasse e finalmente la giusta collocazione nella vita: “Con le tue qualità potrai fare carriera” gli avevano assicurato. Per il ragazzo era tuttavia una scelta difficile. Un'ora prima dell’appuntamento, Fiodor, inconsapevole dell’abisso in cui stava per entrare, a testa bassa ed immerso nei sogni di un facile benessere, varcò la soglia della chiesa ove spesso si recava per recitare la sua semplice preghiera alla Vergine.
Nel tempio vuoto ed immerso in un grande silenzio, si percepiva sulla pelle il leggero soffio del vento di tramontana che faceva ondeggiare dolcemente i tenui lumi delle mille candele votive. Come molte altre volte aveva già fato, il giovane si inginocchiò timorosamente di fronte all’icona della Theotokos, e congiunse le mani in gesto di preghiera, quindi abbassò il capo. Ad un certo punto provò il forte bisogno di contemplare l’Immagine sacra; con grande meraviglia vide l’Icona animarsi. Sulle mani, sui piedi e sul costato del Bambino erano apparse delle ferite, da cui copioso sgorgava il sangue, esattamente come se fosse stato sulla croce.
Il cuore di Fiodor fu attraversato da parte a parte da una grande sofferenza, come se in un solo istante avesse percepito tutto il male compiuto nella sua vita. Avvolto da questo immenso dolore gridò alla Vergine: “O mia Signora, chi ha fatto tutto questo?”
“Tu e gli altri peccatori. Ogni giorno crocifiggete Mio Figlio con i vostri peccati, esattamente come i Giudei fecero a loro tempo.” – rispose dolcemente Maria.
“Abbi pietà di me!” – gridò in lacrime il giovane Fiodor.
”Voi mi chiamate Madre di Misericordia, ma ciò non ostante Mi offendete e Mi arrecate moltissima amarezza con le vostre opere cattive”, sussurrò quasi sotto voce Maria, posando il suo dolcissimo sguardo sul volto costernato del giovane ladro.
Fiodor, che prima aveva provato l’immenso dolore dei suoi peccati come riflesso nelle ferite di Gesù, venne travolto dalla calda accoglienza della più dolce ed amabile delle Madri. In nessun modo il ragazzo poteva più trattenere le lacrime e piangendo a dirotto, timorosamente, si rivolse alla sua Santissima Madre: “No, mia Signora. La mia cattiveria, per quanto grande, non potrà mai superare il Tuo indescrivibile Amore e la Tua misericordia! Tu sei la speranza ed il rifugio sicuro per tutti i peccatori! Abbi pietà di me o dolcissima Madre benevolente! Ti prego, supplica Tuo Figlio, il mio Creatore, in mio favore.”
A queste parole il giovane si rannicchiò in un angolino e tenendosi stretta la testa fra le braccia, con gli occhi pieni di lacrime rimase in silenzio.
Vedendo un animo purificato dal vero pentimento, la Madre tutta Santa e Benedetta iniziò a supplicare il Suo Santo Figlio: “Figlio mio benevolente! Per i meriti del mio amore abbi misericordia di questo giovane.”
Ma Gesù, ormai intermente coperto di sangue replicò: “Ti prego di non essere contrariata, Madre mia, se non Ti obbedisco. Io pure a mia volta ho supplicato mio Padre di allontanare da me questa amara coppa di sofferenze.”
Maria, però, non si dette per vinta di fronte a questo iniziale rifiuto e continuò a supplicare il Figlio a lungo, ricordandogli come Lei stessa lo aveva nutrito al Suo seno e come aveva pienamente partecipato al dolore della Sua Passione e morte in Croce. Ma ciò non ostante il Signore non volle piegarsi ed avere pietà del giovane ladro. Di fronte all’ostinazione del Figlio, la Madre più risoluta che mai, si mise in piedi deponendo il Bambino al suo fianco, in modo tale che Questi stava quasi per perdere l’equilibrio.
“Cosa vuoi che ti faccia Madre?!” .
”Io resterò” – rispose la Madonna – “ai Tuoi piedi assieme a questo giovane peccatore fin tanto che Tu non ti deciderai a cancellare tutti i suoi peccati e a donargli la pace”.
Gesù emise un lungo sospiro e disse: “La legge vuole che un figlio veneri sua madre, allo stesso modo la giustizia vuole che chi fa la legge, lui per primo, sia obbediente ad essa. Io sono Tuo Figlio, Tu sei mia Madre; Mi sento obbligato a renderTi omaggio esaudendo la tua richiesta. Sia come Tu desideri! I molti peccati di questo giovane sono ora stati cancellati per la Tua insistente intercessione! Come segno di gratitudine, lascia che egli baci le mie ferite.”
Il cuore di Fiodor scoppiava per l’immensa "gioia inattesa", si alzò di scatto e con immensa gratitudine baciò le santissime ferite del Bambino, e fra le lacrime strinse a lungo l’Icona a sè.
Quando la visione finì, il giovane provò nel suo cuore un'immensa gratitudine unita ad un immenso senso di pace. Il suo animo esultava e mentre fiumi di lacrime rigavano il suo volto, baciò ancora tante volte l’Icona, pieno di gratitudine e di riverenza, per aver avuto la grazia del pentimento e il perdono di tutte le sue azioni inique. Pregò ancora per poter vedere in tempo le occasioni di peccato e rifuggire da esso.
Da allora la vita di Fiodor mutò radicalmente: trascorse santamente ogni suo giorno, ringraziando e lodando Dio.

Questa originalissima Icona, che senza alcuna difficoltà possiamo definire l'"Icona di un'Icona" rappresenta in modo così vivido sia le speranze del popolo russo, sia quelle di tutti coloro che accettano con tutta la gioia di cui il loro cuore è capace, l’immensa grazia di avere cotanta Madre ed Avvocata in Cielo.
In questo capolavoro vengono sovvertite tutte le principali regole dell’iconografia classica. Il testo appare in modo quasi preponderante sull’immagine, non più scene di cui si presuppone che lo spettatore ne conosca la piena evoluzione e finalità, ma narrazione immediata, quasi fumettistica. Fiodor prostrato a terra dice(nella scritta che parte come un raggio dalla sua bocca): O mia Signora, chi ha fatto tutto questo?. La risposta della Madre di Dio, altro fumetto, anche essa scritta sull'icona, non si fa attendere: Tu e gli altri peccatori. Ogni giorno crocifiggete Mio Figlio con i vostri peccati, esattamente come i Giudei fecero a loro tempo.. La descrizione testuale dell’episodio continua nel grande cartiglio posto alla base dell’Icona. La scena si svolge all’interno, ma, anche se in qualche versione dell’icona è presente un drappo, non si usa più il tradizionale velo per indicarlo. L’arte occidentale ha ormai influenzato a tal punto quella orientale da ritrovare in quest’ultima, ben rappresentati, tutti i canoni della prospettiva e dell’illuminazione diretta.
L'intercessione di Maria è un'intercessione materna, l'intercessione di una madre per i suoi figli, insistente e consapevole della Misericordia del Figlio.
Tre grandi Dottori Orientali dell'VIII secolo, Andrea di Creta, Germano di Costantinopoli e Giovanni Damasceno, hanno usato questi titoli della Vergine Maria: «Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice». E ancora oggi vengono attribuiti a Lei in Oriente e in Occidente.
La sua mediazione è una mediazione in Cristo. Maria non si pone fra noi e il Signore impedendo in un certo modo il nostro contatto diretto con lui, ma si pone, per così dire, a lato, facilitandolo. Il Concilio espone questo concetto con una formula chiara: «Ogni salutare influsso della Beata Vergine verso gli uomini (...) non impedisce minimamente l'immediato contatto dei credenti con Cristo, ma anzi lo facilita».

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio Spirito di luce
Vieni ad illuminare il nostro spirito riempendolo con la tua luce divina.
Facci conoscere e comprendere tutte le cose come le conosce e le comprende Dio stesso.
Aiutaci a far nostro il punto di vista della sapienza divina in tutti i nostri apprezzamenti riguardo al mondo o alla nostra vita.
Comunicaci la infinita larghezza delle tue vedute circa il nostro destino, e fa 'passare nei limiti così angusti della nostra intelligenza la smisurata grandezza dell'intelligenza di Dio.
Aiutaci a giudicare secondo il modo divino, con quel giudizio penetrante che sa discernere la verità e la raggiunge in tutta la sua profondità.
Con la potenza della tua luce, allontana da noi le ombre della menzogna, e conservaci in una perfetta rettitudine di pensiero.
Non permettere mai che ci lasciamo fuorviare dalle illusioni che accarezzano il nostro amor proprio, e stabilisci in noi quel distacco che ci faccia amare tutta la nostra luminosità.
Strappaci alle passioni che oscurano, alla pericolosa ten­denza di mascherare la realtà, e impegnaci in un'adesione totale a Colui che è la luce.
Rendici tutti trasparenti a questa luce, pronti ad accogliere tutto ciò che ci insegni da parte di Gesù.

L'uomo nel mezzo  

Mc 15, 26-32; Lc 23,32-43

Ciò che sto per descrivere, lo avrai certamente visto tante volte nei film.
La prova dell’identità è un processo attraverso il quale la vittima o l’identificazione da parte di un testimone di un probabile sospettato viene confermata ad un livello tale che può contare come prova schiacciante al processo.

Il sospettato, assieme ad altri individui simili per statura, struttura fisica e caratteristiche somatiche, alcuni dei quali sono prigionieri, attori o persone prese a caso dalla strada, sfilano davanti ad uno specchio unidirezionale di faccia e di profilo dietro al quale  il testimone o la vittima li osserva.

Se la vittima o il testimone identifica il sospettato tra gli altri somiglianti, l’identificazione viene considerata valida.
Ed il sospettato finisce in galera.
Chissà quante persone sono finite in carcere per crimini che non hanno commesso.
Quanti sono in prigione per essersi trovati nel luogo sbagliato al momento sbagliato?

Oggi abbiamo un uomo in mezzo a tanti altri.
Di quale crimine è reo tanto da aver appena ricevuto la sentenza di morte per crocifissione?
Tutto ciò che ha fatto è stato:
Nascere nella miseria e crescere in un ghetto chiamato Nazareth.
Confondere gli accademici all’età di dodici anni cioè i dottori della Legge nel tempio
Aver cambiato molta acqua in molto vino buono
Aver guarito migliaia di malati terminali
Aver risuscitato i morti
Aver sfamato folle oceaniche. Se i miei conti sono giusti 5000 uomini in una occasione e 4000 in un’altra.
Aver camminato sulle acque ed aver comandato agli elementi della natura di placarsi.
Aver camminato in mezzo ad una folla accalcata dove una donna malata ed emarginata gli si è avvicinata credendo e dicendo a se stessa che, se avesse toccato il lembo del suo mantello, sarebbe guarita. E così avvenne!
Come è strana la vita! Puoi fare tutto il bene che vuoi, ci sarà sempre qualcuno al quale non piacerai.
Puoi comportarti bene con tutti, essere gentile con tutti, eppure sarai trattato in malo modo da alcuni; dovrai abituarti ai loro giramenti di occhi, ed ai loro sproloqui sia dentro che fuori della chiesa.
Essi non possono capire come, mentre facciano il processo alle tue buone intenzioni, diffamino il tuo nome e ti inchiodino in croce, non fanno altro che dare una mano a Dio facendoti giungere al tuo destino.
Essi aiutano Dio a raggiungere  i suoi scopi per la tua vita.
Egli doveva passare per le prove e per il processo.
Processato dai giudei e processato dai romani.
Nessuno tentò di perorare la sua causa.
Non ci fu nessun avvocato ad assisterlo nei meandri dei procedimenti legali davanti alle autorità romane.
Tutti erano presi a capire cosa avesse fatto.
I capi dei giudei non potevano sopportarlo poiché aveva detto di essere “ il Figlio di Dio, il Messia” e ciò equivaleva ad affermare di essere il Re dei giudei.
Per quale ragione ciò era un problema?
Prima di tutto perché non ci credevano e non “lo” credevano.
Non avevano letto le notizie circolate sul suo battesimo e gli eventi correlati: come Giovanni, quando lo vide la prima volta avesse detto: “Ecco l’Agnello di Dio, Colui che toglie il peccato del mondo!”.
La notizia che Dio avesse aperto le finestre del cielo ed avesse inviato lo Spirito Santo sopra di lui dichiarando: “Questo è il figlio mio prediletto” non era giunta ai loro orecchi.
Quando nessuno alzerà la sua voce per te, puoi avere una certezza: Dio parlerà in tuo favore.
Si tratta del modo in cui vivi, del modo in cui parli e come te la cavi ogni giorno.
Tu non hai bisogno di presentazioni speciali. Dio ti ha accolto.
In secondo luogo, essi pensavano che proclamarsi Figlio di Dio fosse una minaccia per tutti i giudei poiché, a quei tempi, Cesare era considerato Dio o figlio di Dio.
Persino Pilato dichiarò di non aver trovato nulla di male in lui.
Marco 15:15-20 E Pilato, volendo dar soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la coorte. Lo rivestirono di porpora e, dopo aver intrecciato una corona di spine, gliela misero sul capo. 18 Cominciarono poi a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». 19 E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a lui. 20 Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.
Egli fu prima flagellato e poi condotto in un luogo chiamato Pretorio dove fu convocata tutta la coorte di soldati. Un branco di sciacalli malati di mente.
Il flagello è una frusta costituita di filamenti di cuoio alle cui estremità erano appese delle punte metalliche ad uncino che si incagliavano nella carne del malcapitato strappandola fino a far vedere le ossa.
Quasi nessuno resisteva alla pena capitale della flagellazione e moriva subito.
Ma, quest’uomo mostra una resistenza sovraumana e non impreca.
Passano quindi alla seconda fase dell’applicazione della pena: la crocifissione
La crocifissione era un terribile evento.
Essi lo colpiscono con bastoni, schiaffi, pugni; lo scherniscono, gli sputano in faccia, gli pongono una corona di spine  in testa e lo colpiscono con una canna sul capo.
Tutto ciò è solo la realtà crudele nella sfera naturale.
Riesci ad immaginare il dolore fisico e mentale che Gesù prova?
Egli viene colpito nella corte giudea e colpito in quella romana
Cosa accade nella sfera spirituale?
Il diavolo commette un errore fatale: il sangue di Gesù inizia a scorrere.
La Bibbia afferma che egli portava tutto il carico di peccato del mondo.
Eppure egli non aveva conosciuto peccato, non aveva mai commesso un peccato e nessun peccato si trovava in lui.
Eppure….
1Corinzi 2,7-8: “noi parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria”.
Filippesi 3,10: E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze.
Io non voglio semplicemente “sapere” di lui, io voglio sperimentare lui nella sua potenza e nelle sue sofferenze.
Noi dobbiamo conoscere lui personalmente per ricevere la potenza che ci dona l’esperienza di trasformazione di vita:
Chi è quell’uomo nel mezzo?
Il diavolo fece un tremendo errore.
Il sangue cominciò a fluire:
menzogna, rimorso, fornicazione, adulterio, odio insieme a coloro che odiano, invidia insieme a coloro che rubano, pigrizia, orgoglio, egoismo, ingordigia, sguardi alteri…… egli prese su di se tutto ciò insieme all’abuso di alcol, droghe e violentatori, violenze, uomini, donne, bambini….
La Buona Notizia è che non c’è nulla che io e te possiamo aver fatto e che Dio non sia in grado di pulire, cancellare, rimettere; un’abitudine che Dio non possa spezzare facendo di te una nuova creatura poiché tutti questi peccati possono essere lavati via dal sangue senza macchia di Gesù Cristo.
Il sangue cancella i tuoi peccati passati, presenti e futuri.
E poi, presto, quella domenica mattina ….. egli si risvegliò e si erse con ogni potere in mano.
Ecco perché lo chiamiamo Gesù, il Cristo.
Egli è il primo ad essere risorto dalla morte. In Matteo 28 egli afferma di avere ogni potere:
Matteo 28:18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.
Ed io ci credo! Non solo per ciò che è scritto, ma per ciò che è mia esperienza!


La farfalla e il cavolfiore
Era una bella mattina di primavera e il sole scaldava il prato verde, trapuntato di fiori.
Su uno di essi aveva dormito una bella farfalla che, stiracchiandosi, distese le ali variopinte per asciugarle ai tiepidi raggi del sole e poi si librò nell’aria, cominciando a curiosare qua e là.
Giunta sulla riva d’uno stagno, si rimirò nell’acqua ferma che le faceva da specchio.
"Quanto sono bella!", pensò la farfalla e, felice, si mise a volare in giro per farsi vedere ed ammirare da tutti.
Ad un certo punto, però, cominciò a sentire un po’ d’appetito. Istintivamente volò verso un orto dove c’era una distesa di cavoli freschi e turgidi.
Si fermò sul più grosso e bello, provò ad assaggiarlo, succhiò un po', ma subito si ritrasse disgustata.
- Puah! Che cattivo odore e che saporaccio! Ho fatto male a venire qui nell’orto, dovevo andarmene in qualche bel giardino ricco di rose e garofani, di dalie e giunchiglie profumate. Il cibo dell’orto non fa per me, io ho bisogno di cose più delicate.-
- Hai cambiato gusto a quel che sembra! - Osservò ironicamente il cavolfiore offeso – Ti ho conosciuto in ben altre condizioni, bella mia, quando eri meno elegante e colorata. Ricordo bene quando eri un bruco nudo e crudo, per niente bello da vedere, e fui proprio io a darti cibo e alloggio.-
- Il cibo dell’orto non fa per me, io ho bisogno di cose più delicate! – Rispose risentito l’insetto.
- Allora il sapore delle mie foglie ti sembrava buono e appetitoso. Ora che sei cresciuta, cambiata, rivestita di seta e di splendidi colori, frequenti giardini profumati e disdegni i buoni amici d’un tempo… Hai poca memoria e troppa boria! Sei bella, sì…ma non sei buona se disprezzi chi ti ha cresciuta senza chiederti niente.-
La farfalla, tutta rossa per la vergogna, se ne volò via. 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore prendi me
Signore, prendi questa fame che ho di Te e trasformala in pane per chi non ha da mangiare. Signore, prendi questa sete che ho di te e trasformala in acqua che purifica i peccati, quella voglia di volare insieme a Te quella voglia di parlarti sempre, ora c'è. Signore, non abbandonarmi ora, a me basta una parola per tirare il meglio che c'è in me. Signore, prendi questi occhi che ho per Te e dà luce ai disperati, che sian sempre meno soli. Signore, prendi queste mani, Tu lo puoi e raccogli i Nostri cuori, dona loro un giorno nuovo, dà speranza a chi sperare non sa più. Io volevo, che arrivasse il giorno in cui, avrei detto di non poter più fare a meno di te, tu che hai dato un senso alla mia vita, questa strada non sarà mai in salita, se al mio fianco ci sei tu. Ora si, credo io Signore. Tu sarai per sempre il mio Dio. Amen

Padre,
dammi il dono più bello, più grande,
più prezioso che possiedi: dammi Gesù!
Quando sono ammalato, dammi Gesù
perché egli è la Salute.
Quando mi sento triste, dammi Gesù
perché Egli è la Gioia.
Quando mi sento debole, dammi Gesù
perché Egli è la Forza.
Quando mi sento solo, dammi Gesù
perché Egli è l’Amico.
Quando mi sento legato, dammi Gesù
perché Egli è la Libertà.
Quando mi sento scoraggiato, dammi Gesù
perché Egli è la Vittoria.
Quando mi sento nelle tenebre, dammi Gesù
perché Egli è la Luce.
Quando mi sento peccatore, dammi Gesù
perché Egli è il Salvatore.
Quando ho bisogno d’amore, dammi Gesù
perché Egli è l’Amore.
Quando ho bisogno di pane, dammi Gesù
perché Egli è il Pane di Vita.
Quando ho bisogno di denaro, dammi Gesù
perché Egli è la Ricchezza Infinita.
Padre,
a qualsiasi mia richiesta
per qualsiasi mio bisogno,
rispondi con una sola parola,
la tua Parola eterna: Gesù.

E poi c'è lei, quella persona che non ti abbandona mai, che anche nei momenti più duri ti sostiene sempre, lei che anche quando litigate sai che farete subito pace.

Pubblicata dal Nostro Presidente Giovanni Granato                                                                                                     Mani, prendi queste mie mani,fanne vita, fanne amore braccia aperte per ricevere...
Vorrei che le parole mutassero in preghiera e rivederti o Padre che dipingevi il cielo Sapessi quante volte guardando questo mondo vorrei che tu tornassi a ritoccare il cuore.Vorrei che le mie mani avessero la forza per sostenere chi non può camminare Vorrei che questo cuore che esplode in sentimenti diventasse culla per chi non ha più madre...
Mani, prendi queste mie mani,fanne vita, fanne amore braccia aperte per ricevere... che è solo Cuore, prendi questo mio cuore,fa che si spalanchi al mondogermogliando per quegli occhiche non sanno pianger più.
Sei tu lo spazio che desidero da sempre,so che mi stringerai e mi terrai la mano.Fa che le mie strade si perdano nel buioed io cammini dove cammineresti Tu.Tu soffio della vita prendi la mia giovinezzacon le contraddizioni e le falsitàStrumento fa che sia per annunciare il Regnoa chi per queste vie Tu chiami Beati...
Mani, ...
Noi giovani di un mondo che cancella i sentimentie inscatola le forze nell'asfalto di cittàSiamo stanchi di guardare siamo stanchi di gridareci hai chiamati siamo Tuoi cammineremo insieme...

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Spirito Santo
Contemplarti, vuol dire immergere il nostro sguardo nell'invisibile, nella profondità del mistero di Dio.
Tu non hai un volto umano come il Cristo del Vangelo né le sembianze del Padre; ma rinunciando a raffigurarti in qualche modo, noi vogliamo aderire a te con tutte le nostre forze.
Tu non hai volto perché sei il fuoco dell'amore, che unisci il volto del Padre e del Figlio, per formarne uno solo in una fusione sublime.
Tu vivi nei volti altrui, quasi fossi la loro vita più segreta, e sei tu che ci riveli il volto autentico del Salvatore come pure quello del Padre Celeste.
Tu sei un abisso di profondità, abisso inafferrabile e inesprimibile, che non può essere raffigurato con lineamenti definiti.
Tu sei il soffio che emana dal Padre e dal Figlio e viene ad animare il nostro spirito per dare la sua impronta alla nostra fisionomia spirituale.
Tu sei il respiro dell'anima nostra, la scintilla del nostro pensiero, l'impulso della nostra volontà, lo slancio del nostro amore.
Tu sei la vita divina che viene a farci vivere di Cristo, che invade il nostro essere per trasfigurarlo.
Tu sei così infinitamente superiore a noi; non risiedi in una lontananza astratta, ma nel palpito concreto della nostra esistenza.
Contemplarti vuol dire lasciarsi penetrare da questa onda d'amore che invade e afferra tutta la nostra persona umana. Amen

Pubblicata dalla Sorella Michelina Carmela di Taranto detta Mila.
SENZA LA PREGHIERA NON SI PUò VIVERE ( da un libro di Padre Livio di Radio Maria )

La Preghiera è il cuore della vita cristiana.
Pregare non è difficile,
purché lo si faccia col cuore.
La Preghiera Cristiana è semplice.
Non ha bisogno di esercizi del corpo e di controlli della mente.
E' la Preghiera dei figli che si rivolgono al PADRE CELESTE,
pieni di fiducia nel SUO AMORE.
E' la Preghiera che nasce dai bisogni,
dalle difficoltà e dalle sofferenze della vita.
Non vi è situazione che la Preghiera non possa illuminare e riscattare.
Non vi è uomo, per quanto caduto in basso,
che non possa incominciare a pregare.
La PREGHIERA è un tu per tu con DIO.
Nessuno ti ascolta come LUI.
Tu gli parli ed EGLI ti risponde con  le SUE PAROLE di LUCE e di CONSOLAZIONE.
Sappi che non preghi mai invano.
Se preghi col cuore, al termine della PREGHIERA ti sentirai diverso.
Se prima eri agitato, ora sei calmo.
Se prima eri in apprensione, ora sei fiducioso.
Se prima eri debole, ora ti senti forte.
La Preghiera ti trasforma, perché DIO ti illumina con la SUA LUCE  e ti riveste della SUA FORZA.
DIO esaudisce sempre, nonostante le apparenze contrarie
Tu persevera nella preghiera e lascia che Egli agisca secondo la Sua Sapienza e la Sua Provvidenza.
Non imporre a DIO le tue vedute,
ma chiedi la GRAZIA di un totale affidamento.
Nel momento in cui incominci a pregare entri nella Comunione dei Santi.
La   tua preghiera entra nella sinfonia universale dell' amore.
Tutti pregano con te e per te.
La grazia incomincia a pregare nell' istante medesimo in cui la preghiera sale al tuo cuore.
( da un libro di Padre Livio che si intitola " SENZA PREGHIERA NON PUOI VIVERE )

**********************************************************
LA PREGHIERA è il momento più bello perché si dialoga con Dio
lo si loda, lo si ringrazia e ci si affida a Lui affinché ci aiuti nelle necessità.
Ci aiuta ad accettare le cose che non possiamo cambiare e se è Sua Volontà a cambiare le cose che vorremmo cambiare, però sempre se sono gradite a DIO...
Nella preghiera
Bisogna sempre dire:
Sia fatta la TUA VOLONTà
come pure diceva GESù nell' orto degli ulivi prima di essere arrestato e condannato a morte!

*****************************************************************************

PADRE nostro, PADRE BUONO, TI adoriamo!

A Te ci offriamo e a Te ci doniamo!

Grazie, Dio Padre!

***************************************

Dal profondo a Te grido o Signore;

Signore, ascolta la nostra voce.

Siano i Tuoi orecchi attenti

alla voce della nostra preghiera

( Salmo 129, 1-2 )

GRAZIE, DIO PADRE! TI ADORIAMO E CREDIAMO, CONFIDIAMO E SPERIAMO IN TE!

*****************************************************************

ETERNO PADRE, TI adoriamo!

Ti offiamo il CORPO il SANGUE, l' ANIMA e la DIVINITA del TUO DILETTISSIMO FIGLIO GESù CRISTO,

in espiazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo!

GRAZIE DIO PADRE ( sui grani grossi della corona comune con cui si dice il Santo Rosario dalla VERGINE IMMACOLATA MARIA )

*****************************************************************************

GESù, TI adoriamo! Per la TUA DOLOROSISSIMA PASSIONE,

abbi MISERICORDIA di noi e del mondo intero!

GRAZIE, GESù! ( sui grani piccoli della corona del Santo Rosario )

***********************************************************
SANTO DIO, SANTO FORTE, SANTO IMMORTALE TI adoriamo!
Abbi pietà di noi e del mondo intero ( al termine della Corona per tre volte )
GRAZIE, SANTO DIO!
****************************************************************
O SANGUE ED ACQUA che scaturisti dal SACRATISSIMO CUORE DI GESù come SORGENTE di MISERICORDIA, TI ADORIAMO E CONFIDIAMO IN TE!

GRAZIE, GESù! ( alle ore 15 del pomeriggio al termine della coroncina alla DIVINA MISERICORDIA )

******************************************************************************
Prima di iniziare.. Padre nostro, Ave, Maria e il Credo....
****************************************************
GESù e MARIA, Vi amiamo! Salvate tutte le anime!
Grazie Gesù e Maria! Dio Padre l' immagine è raffigurata nella CHIESA PARROCCHIALE GESù e MARIA a FOGGIA dei frati francescani
******************************************************************************
BUON POMERIGGIO!
Mila


PREGHIERA DELL'ALFABETO
A.  Aiutami a fare la tua volontà.
B...Benedici la mia famiglia e me.
C...Confortami.
D...Donami la pace interiore.
E...Eleva i pensieri della mia mente.
F...Fammi trovare amici veri.
G...Guidami.
H....Ho bisogno di te.
I...Illuminami.
L....Lavami dalle colpe passate.
M....Mantienimi nella tua grazia.
N....Non lasciare che mi scoraggi.
O....Orientami nelle difficoltà.
P...Perdona i miei peccati.
Q..Quando mi dimentico di te non dimenticarti di me.
R...Resta sempre con me.
S....Sostienimi nella tentazione.
T....Tienimi nella tua grande mano.
U....Usami come strumento della tua pace.
V....Visitami nelle ore buie della solitudine.
Z.....Zuccherami a volontà, perchè c'è troppa gente acida quaggiù. Amen.

Pubblicata dal Consigliere Nicola Ciola

Quante volte si piange... o per telefono, o davanti al computer
o davanti allo specchio... o quando si sta sul letto mentre tutti non sentono mentre intorno a noi non c'è nessuno, mentre siamo circondati dal nulla... quante volte abbiamo pianto e quante volte ogni lacrima che è scesa nei nostri occhi è stata provocata dalla rabbia, da una delusione, dalla tristezza o per sfogo o per felicità... ogni lacrima che scende contiene il 99 % di sentimenti e la restante parte, quell'1 % è solamente una piccola e minuscola goccia..

Pubblicata dal Consigliere Carlo D'ignoti
Una bella preghierina per coloro che sono tristi!
Preghiera del buon umore:

Signore,
dammi una buona digestione
ed anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo
col buonumore necessario a mantenerla.
E donami, Signore, un'anima santa
che faccia tesoro
di quello che è buono e puro,
affinché non si spaventi
alla vista del male,
ma trovi, alla tua presenza,
la via per rimettere le cose a posto.
Donami un'anima che non conosca
la noia, i brontolii, i sospiri e i lamenti;
e non permettere che io mi affligga eccessivamente
per quella cosa troppo invadente
che si chiama "io".
Signore,
dammi il senso del ridicolo
e concedimi la grazia di comprendere gli scherzi,
affinché conosca nella vita
un po' di gioia e possa farne partecipi anche gli altri.
San Tommaso Moro.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Cristo, so di essere amato per quello che è propriamente mio: la mia povertà; e sento il bisogno di amare per quanto in proporzione mi venne e mi viene ogni giorno perdonato. Credo nell'inestimabile dono della libertà, che illumina ma non costringe. So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranza che va al di là della brevità della nostra giornata. Sento che la vita ha un ordine di sacrificio a cui non ci si può rifiutare, senza sentirsi colpevoli; la vita è un dovere, la vita è un costo, la vita è un impegno, la vita bisogna guadagnarsela.

SE AVESSI SAPUTO...                                                                                                                                                        ...avrei parlato di meno e ascoltato di piu'.

Avrei invitato amici per cena anche se la moquette era macchiata
ed il divano scolorito. Avrei mangiato il popcorn nel soggiorno "buono" e mi sarei preoccupata di meno della polvere quando qualcuno mi chiedeva di accendere il fuoco nel camino.
Avrei trascorso piu' tempo ad ascoltare mio nonno quando raccontava della sua giovinezza. Non avrei mai insistito nell'avere i finestrini dell'auto chiusi durante una bella giornata estiva perchè i miei capelli erano gia'stati stilizzati e laccati.
Avrei bruciato la candela a forma di rosa prima che si sciogliesse
col tempo, naturalmente. Mi sarei seduta sul prato con i bambini
e non mi sarei preoccupata delle macchie d'erba.
Avrei pianto e riso di meno quando guardavo la televisione e avrei riso e pianto di più osservando la vita.
Sarei andata a letto quando ero malata invece di far finta che il mondo si sarebbe fermato se non ero li' per quel giorno. Non avrei comprato qualcosa solo perche' era pratico, non mostrava macchie o era garantito a vita.
Invece di sperare che i nove mesi di gravidanza finissero presto, ne avrei ricordato con dolcezza ogni momento, rendendomi conto che la meraviglia che cresceva dentro di me e' l'unica occasione nella vita di aiutare Dio in un miracolo.
Avrei chiamato più˘ spesso gli amici, prima di accorgermi che li avevo già persi...
Quando i miei bambini mi baciavano con impeto, non avrei risposto "Piu'tardi adesso lavatevi le mani per cena".
Ci sarebbero stati piu' "Ti amo" e "scusa", ma soprattutto se mi avessero dato un'altra occasione di vivere, ne avrei vissuto in pieno ogni momento...

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Improvvisamente un'immensa pesantezza è caduta su di me, e non so dove fuggire. Non ho più voglia di vivere. Dove sei Signore? Trascinato senza vita, verso un deserto immobile, soltanto ombre circondano le mie frontiere. Come posso uscirne? Pietà di me, mio Dio... Come una città assediata, mi circondano, mi opprimono, mi soffocano l'angoscia, la tristezza, l'amarezza, l'agonia. Come si chiama tutto questo? Nausea? Tedio della vita? ...Non dimentico, Gesù, Figlio di Dio e servo del Padre, che là, nel Getsemani....il tedio e l'agonia ti oppressero fino a farti versare lacrime e sangue. Una pesante tristezza di morte inondò la tua anima, come un mare amaro...Ma tutto passò! Io so, che anche la mia notte passerà. So che squarcerai queste tenebre, mio Dio, e domani spunterà la consolazione. Cadranno le grosse mura e di nuovo potrò respirare. La mia anima sarà visitata e tornerà a vivere... Grazie, mio Dio, perché tutto è stato un incubo, soltanto l'incubo di una notte che è già passata. Adesso donami pazienza e speranza. E si compia in me, la Tua volontà, mio Dio. Amen.

L'Icona della Vergine orante (del segno)
Dunque questo Figlio di Dio, nostro Signore, che è verbo del Padre è anche Figlio dell'uomo, poichè da Maria, che aveva avuto la generazione da creature umane ed era ella stessa creatura umana, ebbe la nascita umana e divenne Figlio dell'uomo. Perciò il Signore stesso ci dette un segno, in profondità e in altezza, segno che l'uomo non domandò, perchè non si sarebbe mai aspettato che una vergine potesse concepire e partorire un figlio continuando ad essere vergine, e il frutto di questo parto fosse - Dio-con-noi; che egli discendesse nelle profondità della terra a cercare la pecora che era perduta, e in effetti era la sua propria creatura, e poi salisse in alto ad offrire al Padre quell'uomo che in tal modo era stato ritrovato.
Sant'Ireneo, Adv. Haer., II, 19, 3 PG 7, 941A                                                                                                                         Nel dodicesimo secolo la città di Novgorod, una delle più antiche ed importanti città russe, estendeva la sua egemonia su tutta la parte settentrionale del paese. Il principe Andrei Bogolyubsky, signore di Suzdal, nel 1169 raccolse un grande esercito alla cui testa mise il figlio Mstisalv, con l’intento di riunire sotto il suo potere tutte le Russie. Dopo aver preso Kiev, l’esercito con il grosso delle sue forze si diresse fino alle porte di Novgorod, che cinse d’assedio nel mese di febbraio dell’anno successivo. Dopo tre giorni d’assedio, i cittadini di Novgorod erano stremati dalla sanguinosissima battaglia, al punto da ritenere che la loro ultima speranza si riducesse soltanto nell’aiuto e nella protezione della Santissima Vergine. In quel periodo in città, presso la cattedrale della Trasfigurazione, era ospitata la bellissima icona della “Znamenny”, che in russo antico significa “apparizione” o “segno”, portata dai missionari bizantini nella chiesa russa. Elijah, il vescovo di allora, durante la terza notte di guerra era raccolto in preghiera di fronte all’icona, implorando l’aiuto della Madre di Dio, quando udì distintamente una voce: “Prendi la mia Icona e portala in processione assieme ai miei figli sulle mura della città. Ti fermerai sulla porta principale e farai in modo che l’esercito assediante mi veda. Sono anche essi cristiani, intenderanno la mia vista come un segno di pace”. Pieno di speranza e di gioia il vescovo ordinò subito di prendere l’icona dall’altare e di radunare i fedeli per la processione. Ma malgrado gli sforzi dei sacerdoti, dei diaconi e di tutti coloro che erano accorsi per dare aiuto, l’immagine non si spostava di un millimetro. Solo dopo la regolare celebrazione del Servizio Divino fu possibile rimuovere con enorme semplicità l’icona. Con la Vergine in testa al corteo, il vescovo uscì in processione fra i singhiozzi e i pianti dei fedeli, ma non appena la processione, sulle mura, fu ben visibile al nemico, questi fece cadere sulla folla una fitta pioggia di frecce. Una di queste frecce colpì l’icona della Madre di Dio. La figura della Vergine, così offesa, girò immediatamente il suo capo prima nella direzione del nemico, poi in quella della città e cominciò miracolosamente a lacrimare. Il vescovo gridò al miracolo e con un lembo dei suoi paramenti sacri terse le copiose lacrime della Madre di Dio. Il “segno” del cielo era giunto. In quel preciso istante una densa nuvola coprì interamente gli assedianti, che comprendendo il gesto sacrilego compiuto, accecati dalla paura, pensarono di porvi rimedio punendo le truppe sacrileghe. Iniziò così una battaglia interna, che finì per decimare le stesse truppe assedianti. I cittadini di Novgorod, riconoscendo in questi prodigi un chiaro segno di predilezione della Vergine, colsero al volo l’occasione per sferrare l’attacco decisivo. Il nemico fu battuto ed inseguito fino a molto lontano dalle mura cittadine.

Altre volte ancora, la Santissima Vergine dimostrò la sua protezione alla città: nel 1352 la città fu colpita da una devastante epidemia di peste, che fu risolta grazie alle preghiere innalzate alla Vergine; gli abitanti grati le eressero una nuova chiesa in pietra. Fu così che a distanza di 186 anni dal “segno”, l’Immagine sacra lasciò la Chiesa della Trasfigurazione, per essere trasportata, nel 1356, nella nuova cattedrale a Lei dedicata. Nel 1566 la città fu salvata da un terribile incendio e nel 1611 dall’attacco degli Svedesi. La fama dell’icona superò presto i confini della Russia e moltissime furono le copie della santa immagine, tutte fonte di copiosi miracoli, alcune delle più famose furono quelle di Dionysius-Glushtsk, Kursk, Seraphimo-Ponetaevskaya, e molte altre ancora…
Nell'agosto del 1993, in occasione del raduno dei giovani, presieduto da Giovanni Paolo II, sul palco della città americana di Denver fu intronizzata l'icona di "Nostra Signora del Nuovo Avvento", una felice versione moderna dell'icona di Novgorod.

Il modello dell’Orante con le mani alzate è una delle più antiche rappresentazioni cristiane conosciute, se ne ha testimonianza certa già a partire dal IV secolo, quando, nelle catacombe di Sant’Agnese, appare per ben due volte. Anche la tradizione bizantina ce ne ha tramandato antichissime testimonianze: una variante dell’icona appare già a partire dal VI secolo: la Vergine è rappresentata assisa in trono, mentre regge con entrambe le mani un ovale raffigurante l’Emmanuele. E’ possibile sostenere che il modello fu portato dai missionari bizantini in Russia già prima dell’XI secolo.
Il punto di maggiore evidenza di questa Icona è il centro, ove un grande disco posto fra il petto ed il grembo della Vergine rappresenta il Bambino non ancora nato, vestito, benedicente ed irradiante luce. Le braccia di Gesù sono aperte in segno di accoglienza verso l’umanità, mentre con entrambe le mani benedice. L’icona intende coniugare la nota profezia di Isaia: “Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.” (Is. 7,14), con un passo del primo Libro dei Re: "Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che hai costruita!" (1Re 8,27). Mentre il tempio non riesce a contenere il Signore, invece la Vergine Maria, in cui Dio ha compiuto meraviglie, contiene il Signore dell’Universo. I padri della Chiesa diedero infatti a Maria l’appellativo di “Platytera”, colei che è più vasta dei cieli. Maria è proprio la casa di Dio, è la porta del Cielo (cfr. Gn 28,17). La Theotokos fu il primo “Ostensorio” dell’umanità, Ella ci portò la Fonte della nostra Salvezza e della nostra Unità.
L’immagine ci ricorda anche le braccia alzate di Mosè, che con la sua preghiera intercedeva per la vittoria del popolo di Israele (cfr. Es. 17, 9-13).
Per quanto grande o piccola possa essere questa icona, spesso nelle chiese ortodosse, come rappresentazione musiva, occupa l’intera abside; essa rappresenta sempre la Vergine che porta avanti una gravidanza. La maternità di Maria, essendo opera dello Spirito Santo, risultava difficilmente comprensibile ed accettabile dallo sposo (cfr. Mt. 1,20-22). Le braccia di Maria sono rivolte verso il cielo, i palmi delle mani rivolti verso l’alto esprimono pienamente l’attesa del Dono da parte di Dio, di cui Maria è ben cosciente. La Madre di Dio sa quanto è preziosa la vita che porta nel suo grembo. Gli occhi di Maria non sono chiusi e nemmeno orientati verso l’alto, essi sono rivolti verso di noi: ci guardano mentre noi la incontriamo tutti i giorni, in ogni giovane donna spaventata e disperata, che si sente costretta ad andare in ospedale o presso qualche clinica per abortire.
Spesso si dice che se il grembo materno avesse una finestra per poterci guardare dentro, non ci sarebbero più aborti. Se vogliamo, questa icona è un’antica rappresentazione della Madre di Dio con una finestra sul suo grembo. Possiamo dare uno sguardo in questo intimo spazio e trovarvi il Signore dell’universo. Allo stesso modo, se fosse così chiaro il disegno di Dio per tutti i bambini non nati, per certo il loro diritto alla vita sarebbe più che evidente; non apparirebbero alle loro madri come forme inerti, ma come parti importantissime del progetto di Dio. C’è una profonda intimità fra madre e figlio, così nell’icona come nella vita reale, la più profonda intimità che l’essere umano possa mai sperimentare. E’ in questa silenziosa e fluttuante intimità che si forma l’essere umano, venuto al mondo con la principale finalità di vivere il disegno che per lui Dio ha preparato nel momento stesso in cui lo ha pensato. Solo un mondo perverso può far credere ad una donna che una volta sacrificato il proprio figlio essa può continuare come prima la propria vita! Maria ha espresso il suo “si” aderendo completamente al disegno di Dio, ha dato al mondo il Salvatore; allo stesso modo, ciascuna mamma pronunzi il suo “si” quando riceve nel proprio grembo una creatura di Dio e pertanto si fa pieno strumento della Sua volontà. Pensate ai milioni di bambini massacrati con l’aborto: a quanti di questi Dio aveva affidato il compito di divenire medici e trovare una cura per sconfiggere il tumore? Oppure di essere d’aiuto al proprio prossimo, come buoni padri e madri di famiglia? Maria, nuova Arca dell’Alleanza, con i suoi occhi ci indica la via dell’Amore, mentre con le sue braccia alzate al cielo, come Mosè, intercede per noi: aiutare e proteggere le nuove madri perché a loro è stato affidato il compito di difendere la vita del proprio bimbo che deve nascere, per la più alta gloria di Dio. 


LA SCELTA
Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.
“'Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile”.
Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo:
“Queste sono le tue sofferenze”.
Tutta l'acqua del bicchiere s'intorbidì e s'insudiciò.
Il maestro la buttò via.
Il maestro prese un'altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all'uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare.
La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com'era prima.
“Vedi?” spiegò il maestro. “Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d'acqua o il mare”.
***
Troppi cuori piccoli, troppi animi esitanti, troppe menti ristrette e braccia rattrappite.
Una delle mancanze più serie del nostro tempo è il coraggio. Non la stupida spavalderia, la temerarietà incosciente, ma il vero coraggio che di fronte ad ogni problema fa dire tranquillamente:
“Da qualche parte certamente c'è una soluzione ed io la troverò”.
Bruno Ferrero

Ho incontrato il tuo SORRISO DOLCE e con questa NEVE BIANCA adesso mi sconvolge,...la neve cade, cade pure il mondo,anche se non è freddo adesso quello che sento !..e ricordati,ricordami,..tutto questo coraggio non è neve !..il tuo sorriso dolce è cosi' TRASPARENTE che dopo non c'è niente, è cosi' semplice e cosi' profondo che AZZERA tutto il resto e fa finire il MONDO ; ...e mi ricorda che il coraggio non è come questa NEVE !!


Una meditazione di 1 Cor. 13.1,8
pubblicata dal Presidente Giovanni Granato

Amare. non aiutare, ma amare,
non soltanto dare, ma anche ricevere.
Amare.non asservire, ma servire,
non possedere, ma rispettare.
Amare.non lavorare per proprio conto, solitariamente,
ma operare con gli altri, solidalmente.
Amare. non cedere senza discernimento
a tutti gli impulsi del proprio "buoncuore",
ma cercare il comportamento più responsabile,
saper dire "sì". e "no" quando bisogna.
Amare. non tanto provare delle grandi emozioni,
tanto intense quanto effimere,
quanto scegliere di persistere e gustare la fedeltà,
non soltanto questione di sentimenti, ma anche di volontà.
Amare. non cercare l'exploit, la prestazione,
ma conferire peso e senso all'umile quotidianità,
non partendo da un'azione, ma dalla disponibilità di tutto l'essere.
Amare. non avere, sapere o potere,
ma semplicemente amare.
Amare. adesso,
non sognare il futuro, ma cogliere l'istante presente
amare adesso come sono, e non come sogno d'essere.
Amare come Dio.
senza limiti, senza ripensamenti,senza rimpianto o amarezza,
senza mai disperare.
Amare me stesso abbastanza perché l'invito che m'è stato fatto ad amare il
prossimo come me stesso
abbia un senso.
Amare coloro che Dio mi dà per compagni di strada,
ancor meglio, per fratelli.
Amare Colui che, come un mendicante
bussa alla porta del mio cuore e della mia vita.
Amare. perché amare copre una moltitudine di peccati.
Amare. perché amare soltanto ci fa conoscere Dio.
Amare. perché soltanto amare rende eterni.
Amare.
Imitare Dio.
Guardare a Cristo..
Seguire gli appelli dello Spirito.

Pubblicata dalla  Consigliera Paola Bellardini ( Farfalla_(▒)(▒) Dio ci conceda la capacità di riconoscere il giusto,
(▒)(♥)(▒)la volontà di sceglierlo e
.,(▒)(▒) la forza per conservarlo.
…./(\ /) Dio accresca la nostra fede per affrontare con coraggio
…/.( . .) tutte le prove che incontreremo
../C(”)(”) sul nostro cammino.

L'Icona della Madonna di Kazan
L'icona della Madre di Dio di Kazan donata da Giovanni Paolo II ad Alessio II

Sulle reali origini dell’icona della Madre di Dio di Kazan si sa pochissimo, si può solo supporre che sia stata scritta a Costantinopoli. Maria vi è ritratta a mezzo busto con il volto reclinato verso il Bambino, che si regge in piedi sulle ginocchia della Madre, mentre benedice con la mano destra.
L'icona fu poi trasportata dalla capitale dell'impero bizantino ad un monastero di Kazan, a 800 chilometri ad est di Mosca, dal quale, presumibilmente, a causa dell'invasione dei tartari, scomparve nel 1209. L'icona aveva la reputazione di rendere la vista ai ciechi che le offrissero, riconoscenti, degli smeraldi perfettamente puri.

Da Kazan all'Ottobre rosso.

Successivamente, nel 1552, lo zar Ivan il Terribile rioccupò il vasto territorio sottratto alla Russia dai Tartari. L'icona apparve di nuovo l'otto luglio del 1579 a Kazan, cittadina tartara.
Ermogen, metropolita di Kazan, compilò una cronaca del miracoloso ritrovamento dell'icona.
Nel 1579 un incendio distrusse quasi completamente la città di Kazan, situata sul fiume Volga. Secondo la tradizione, un soldato ebbe la casa devastata dal fuoco e, mentre si accingeva a riedificarne un'altra, la Madonna apparve a Matriona, la sua figlioletta di nove anni, chiedendole di annunciare a tutti che una sua Icona era sepolta sotto le rovine della casa bruciata. Nessuno credette al racconto della bimba, poichè si pensò che ella fosse rimasta impressionata dalla violenza dell'incendio che aveva devastato la casa paterna. La Madonna apparve allora una seconda volta in sogno a Matriona, ma anche questa volta la bambina non fu presa in considerazione. Alla terza visione, la piccola scorse l'Icona da cui si sprigionava una luce abbagliante e udì queste parole: "Se non annuncerai a tutti quanto ti dico, apparirò in un altro luogo e una grande calamità si abbatterà su di voi".
Il messaggio venne rigettato sia dal Governatore della città che dall'Arcivescovo Geremia. Matriona però non poteva in nessun modo rassegnarsi all'evidenza dei fatti, pregò quindi la madre di accompagnarla nel luogo ove prima sorgeva la loro casa. La donna non riuscendo a trattenere il pianto della figlia decise di accompagnarla. Madre e figlia si misero quindi con gran lena a scavare nella terra nel punto che la bimba aveva visto nel sogno. La santa Icona venne così alla luce, avvolta in un vecchio drappo e perfettamente conservata. L'Icona venne trasportata con solenne processione nella vicina chiesa di San Nicola. Nel giorno del ritrovamento due ciechi, Giuseppe e Nikita, recuperarono la vista. L'icona ritrovata venne successivamente collocata nella cattedrale dell'Annunciazione a Kazan.
Il culto della Madre di Dio di Kazan non si limitò però all’immagine custodita in quella città. Infatti, sin dal rinvenimento del prototipo, furono eseguite altre Icone, venerate in diverse regioni del Paese e ritenute miracolose a seguito di eventi particolari accaduti nella vita della famiglia imperiale e dei fedeli, al punto che gli zar Ivan IV il Terribile, Fedor Ivanoviç e Caterina II innalzarono chiese sontuose in onore della Vergine di Kazan.
Nel 1612 venne inviata ai principi Inin e Pozharskij, che a Mosca guidavano la resistenza contro i polacchi, un'icona ispirata alla Madonna di Kazan. La liberazione della città, il 22 ottobre, fu attribuita all'intercessione della Santa Madre di Dio di Kazan. L'icona fu venerata in seguito come la "Liberatrice della Russia", divenendo il vessillo delle vittorie sugli svedesi e su Napoleone.
L'immagine divenne l'Icona di famiglia degli zar: nel 1721 Pietro il Grande ne commissionò una copia da porre nella cattedrale della nuova capitale di San Pietroburgo, quella che come vedremo fra poco, Giovanni Paolo II restituì al Patriarca di Mosca e di tutte le Russie.
L'ultimo atto politico dello Zar Nicola II, nel 1918, fu quello di consacrarLe il suo impero. Qualche giorno più tardi lo zar fu arrestato, per ordine di Trotski, e ucciso insieme a tutta la sua famiglia.
L'icona sparì di nuovo durante gli orrori della Rivoluzione russa. Molti pensarono che fosse stata bruciata insieme alle Icone e alle immagini di santi durante la repressione religiosa comunista; secondo altri, invece, l'icona fu rubata e venduta in Occidente da contrabbandieri russi, visto che il regime comunista proibiva gli oggetti religiosi, condannandoli inesorabilmente al rogo ed alla distruzione.
Ma in Russia, prima della rivoluzione del 1917, esistevano, oltre all’originale, altre tre icone sacre della Madonna di Kazan (probabilmente delle copie), ugualmente venerate e miracolose. Sono andate tutte perse, cancellate dalla furia comunista.
I luoghi di culto, dove esse erano conservate, sono stati distrutti. A Kazan, in particolare nel luogo ove sorgeva la chiesa, i bolscevichi  costruirono una fabbrica di tabacco; a Mosca, sempre sulle fondamenta della chiesa, fu edificata una toilette pubblica! Ancora più paradossale ciò che avvenne a San Pietroburgo, ove al posto della chiesa sorse il museo dell’ateismo!!!
L’ideologo marxista Maksim Gor’kij (1868-1936), nella sua grande opera rivoluzionaria La Madre (1907), ha dovuto riconoscere che la Madonna è in Russia "il nemico invincibile [dell’ateismo]".

L'icona di Kazan arriva in Occidente

Nel 1950 l'Icona, ritenuta l'originale, venne acquistata dall'archeologo inglese F. A. Mitchell-Hedges, da un certo Solly Joel, un ricco sudamericano, che a sua volta l'aveva acquistata dal mercante Kazano Shevliagin. Alla morte di Mitchell, l'Icona fu ereditata dalla figlia, Anna. Il vescovo ortodosso di San Francisco, John Shakovsky, che nel frattempo era venuto a conoscenza dell'esistenza dell'Icona, persuase la donna a dare il permesso di esporre il capolavoro nel padiglione russo, in rappresentanza della Chiesa Ortodossa, all'esposizione internazionale del 1964. Vista la gran notorietà raggiunta dall'Icona, Anna Mitchell ne propose l'acquisto al vescovo ortodosso, per la misera somma di mezzo milione di dollari! Shakovsky lanciò allora tutta una serie di iniziative volte a raccogliere i fondi necessari, ma malgrado i suoi continui sforzi non riuscì mai a raggiungere la favolosa somma, ci si ricordi che tutto questo accadeva nel 1964!

La Blue Army

Vani furono i tentavi di vendere l'Icona su altri mercati. Nel 1970 l'immagine fu finalmente acquistata da Harold Colgan, parroco di Saint Mary a Plainfield, NewJersey (USA), per conto della Blue Army, Dopo lunghe trattative il prezzo d'acquisto scese a 15.380 dollari in contanti e cinque rate da 25.000 dollari per anno. L’associazione Blu Army fu fondata nel 1947. Il padre Colgan, Nel 1946, era stato colpito da un grave male. Durante la sua degenza in ospedale egli implorò ripetutamente Nostra Signora di Fatima, promettendole che se avesse ricevuto il miracolo della guarigione, egli avrebbe speso tutto il resto della sua vita per diffonderne la venerazione. Impressionato dal grande rilievo che i i mass media americani diedero ai messaggi di Fatima, il sacerdote e i membri della sua associazione elaborarono una regola che promuoveva la devozione al Cuore Immacolato di Maria, il Rosario giornaliero e la rigida osservazione dei doveri derivanti dal proprio stato di vita. Nel 1947 padre Colgan propose la sua regola a Pio XII, che la benedisse con le parole: "Datosi che il mondo è insidiato dal pericolo del comunismo, benedico voi e tutti i membri della Blue Army". Forte di questa benedizione apostolica, nel 1970, anno cin cui venne acquistata l’icona, l'associazione contava oltre quindi milioni di membri.
Il 21 luglio del 1970, l'immagine fu prontamente trasferita in Portogallo, a Fatima, presso i quartieri generali della Blue Army, la cappella della Domus Pacis (Casa della Pace). In una camera blindata la Sacra Icona era esposta alla venerazione di tutti i fedeli, tanto Ortodossi, quanto Cattolici. La Blue Army avrebbe dovuto essere la custode della sacra Icona fin tanto che la Russia si fosse convertita. Solo dopo la conversione della Russia l'Icona sarebbe ritornata nella sua terra d'origine; nel frattempo tutti i membri della Blue Army pregavano il Santo Rosario tutti i giorni, con le intenzioni della conversione della Russia dall'ateismo, come nostra Signora di Fatima nelle sue apparizioni aveva richiesto.

Iniziano i giochi...

Nel 1987 il Soviet Supremo varò la nuova legge sulle imprese statali: era l'inizio della Perestrojka, in Russia era ritornata una certa libertà di culto. In questo periodo entrò in gioco un certo Peter Anderson, un cattolico laico di Seattle, Washington, eminente membro della commissione arcidiocesana per l'ecumenismo, che aveva stabilito un programma di relazioni fra Leningrado e Seattle. Per caso Anderson aveva letto su una rivista della Blue Army la storia dell'Icona e ne era rimasto fortemente impressionato. Per lui fu un regalo del cielo potersi recare in visita a Leningrado, oggi di nuovo San Pietroburgo. Qui Anderson conobbe un diacono che gli fece comprendere quale grande considerazione e venerazione avesse questa Icona nel cuore dei Russi. Lo stesso anno la visita della commissione americana fu restituita da quella russa, presieduta dal Metropolita Alessio, il futuro Patriarca di Mosca. Anderson, nella speranza di porre le basi per la restituzione dell'Icona,  sfruttò tutta la sua influenza per organizzare una cena ove fossero presenti, oltre al Metropolita Alessio, anche padre Frederick Miller, direttore esecutivo della Blue Army (attualmente direttore a Roma del Collegio Nord Americano). All'orario convenuto il Metropolita ed i suoi accompagnatori si presentarono vestiti nei loro paramenti sacri liturgici ufficiali, cosa che destò scalpore, considerando che il ristorante era un luogo popolare frequentato da giovani. Miller si ricorda che all'ingresso di Alessio il "ristorante cadde nel silenzio e le forchette caddero". Fin dall'inizio della cena Alessio chiese informazioni sull'Icona, sulla sua autenticità e su come la Blue Army ne fosse venuta in possesso. Non si andò oltre l'accademico dialogo perchè padre Miller pensò che se Alessio avesse letto una qualsiasi delle vecchie pubblicazioni della Blue Army, spaventato dal rischio di proselitismo, avrebbe preso immediatamente le distanze. Ad Anderson non restava altro che tentare "la via di Roma", cioè coinvolgere nella faccenda l'arcivescovo Edward Cassidy, all'epoca presidente del Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. L'arcivescovo, a sua volta, reso scettico dalla immaturità dei tempi, rispose che, nonostante in Russia fosse iniziata una rinascita della Fede, la cattedrale di Leningrado era pur sempre sede del museo dell'ateismo.
Da allora gli sforzi della Commissione Ecumenica di Seattle si diressero nella "costruzione" della speranza di far avere l'icona al Santo Padre, all'epoca Giovanni Paolo II, in modo che fosse lui stesso a restituirla; questo avrebbe spinto il governo sovietico a ripristinare l'antico uso della cattedrale, ed un grande passo verso la conversione della Russia sarebbe stato compiuto.
Successe allora una cosa curiosa: subito dopo la visita della delegazione russa in America, la proprietaria dell’icona ridusse drasticamente il prezzo di vendita della sacra immagine, al punto che nè Padre Miller, nè i suoi più stretti collaboratori seppero esattamente quanto fu pagato per l’immagine; in ogni caso, meno di 50.000 dollari, un decimo dell’iniziale richiesta!
Anderson racconta che iniziò allora e durò per tutto il 1990 una fitta serie di comunicazioni fra la ue Army, il Consiglio Ecumenico di Seattle ed il Vaticano, tutte tenute rigorosamente "Top Secret".


La Sacra Icona della Madonna di Kazan arriva alla Santa Sede


Nel 1993 entrò in gioco il Cardinale Theodore McCarrick, all'epoca arcivescovo di Newark, che durante una sua visita apostolica alla Blue Army, pose nelle mani di Miller il desiderio del Santo Padre di avere l’Icona.
"La cosa che mi meravigliò profondamente - disse padre Miller - fu la semplicità con cui il consiglio direttivo generale della Blue Army accettò lietamente di trasferire la proprietà dell'icona al Santo Padre. Ma la Grazia rende tutto più semplice ed addolcisce il cuore di ogni uomo!"
Fu così che il Papa divenne il nuovo garante dell’Icona, al punto da custodirla personalmente nel suo appartamento privato. Da quel momento Egli ha pregato ogni giorno davanti alla sacra Immagine per il rinnovamento nella fede della Russia e per l’unità fra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa russa.
La questione da risolvere era come far ritornare la santa Immagine in Russia. Nell’ottobre del 2000, Giovanni Paolo II incontrò il sindaco di Kazan, Kamil Ishkakov, che espresse il desiderio di ritornare in possesso dell’icona.
Iniziarono allora i febbrili lavori per organizzare un incontro fra il Santo Padre e Vladimir Putin. Nel 2003 Giovanni Paolo II incontrò finalmente Putin; durante l'incontro, insieme pregarono di fronte alla santa immagine e Vladimir Putin si chinò per baciare la santa Icona.
"La cosa più importante che ho fatto in cinque anni di direzione è stata quella di mettere Vladimir Putin ed il Santo Padre insieme di fronte alla sacra Icona", dichiarò più tardi padre Miller.
Anche se Putin non poteva invitare ufficialmente il Papa a visitare la Russia senza il consenso della Chiesa Ortodossa Russa, egli dichiarò alla stampa italiana: “La mia personale posizione è che è importante compiere qualsiasi sforzo in favore dell’unità fra le Chiese Cristiane. Considero questo un mio personale obbiettivo, non solo per rendere possibile un viaggio del Papa in Russia, ma soprattutto per compiere ogni opportuno passo al fine di rendere possibile l’unità delle Chiese”.
Sia il Cardinale McCarrick che Peter Anderson espressero la loro più completa soddisfazione.

I tempi sono maturi, l'Icona di Kazan viene consegnata ad Alessio II

Nel frattempo la determinazione del Santo Padre di consegnare l’Icona alla Chiesa Russa attizzò le polemiche della frangia più estremista della Blue Army e di tutta quella fascia della Chiesa tradizionalista, che vedeva nel messaggio di Fatima l’imperativo alla conversione della Russia al Cattolicesimo. Cosa assurda, per almeno due ragioni: da un lato era impensabile che un popolo con una così lunga tradizione ortodossa potesse convertirsi in massa al Cattolicesimo, dall’altro era poco logico ritenere che la Madonna avesse chiesto questo dopo diversi secoli di fede ortodossa. La conversione della Russia alla fede Cristiana era già iniziata e questo sosteneva l'immenso coraggio, assieme all'autentica santità, di Giovanni Paolo II. In America scoppiò una tale polemica sui media da poter essere quasi paragonata a quella odierna sulla strumentale interpretazione delle posizioni del magistero: arrivarono persino a dire che il papa aveva fatto tutto questo solo per il desiderio di visitare Mosca!
Giovanni Paolo II nominò cCarrick nuovo arcivescovo di Washington e gli chiese di partecipare alla delegazione che avrebbe consegnato l’Icona.
“Il fatto che non sia il Papa stesso a consegnare l’Icona, per me è una grande tristezza, perché so per certo che egli voleva andare in Russia solo per onorare la Chiesa ed il Popolo della Russia e soprattutto la loro grande Fede nella Madre di Dio” dichiarò McCarrick in risposta alle polemiche che divampavano negli Stati Uniti, ove la Blue Army aveva la gran maggioranza di iscritti.
“Chi portò la luce nel mondo dando i natali al Principe della Pace, sarà la Stessa che porterà la Luce e la Pace in tutte le Chiese Cristiane” concluse McCarrick.

L'Icona della Madonna di Kazan lascia Roma

Finalmente il 25 di agosto 2004 il Santo Padre nell'Aula Paolo VI con una solenne cerimonia si accomiata dall'Icona.

Quante volte, da quel giorno [che la ho avuta], ho invocato la Madre di Dio di Kazan, chiedendole di proteggere e guidare il popolo russo che le è devoto, e di affrettare il momento in cui tutti i discepoli del suo Figlio, riconoscendosi fratelli, sapranno ricomporre in pienezza l’unità compromessa. (...)
La Russia è una nazione da tanti secoli cristiana, è la Santa Russia. Anche quando forze avverse si accanirono contro la Chiesa e tentarono di cancellare dalla vita degli uomini il nome santo di Dio, quel popolo rimase profondamente cristiano, testimoniando in tanti casi con il sangue la propria fedeltà al Vangelo e ai valori che esso ispira.
È perciò con particolare emozione che rendo grazie con voi alla Divina Provvidenza, che mi concede oggi di inviare al venerato Patriarca di Mosca e di tutte le Russie il dono di questa santa Icona.
Dica, questa antica immagine della Madre del Signore, a Sua Santità Alessio II e al venerando Sinodo della Chiesa Ortodossa russa l’affetto del Successore di Pietro per loro e per tutti i fedeli loro affidati. Dica la sua stima per la grande tradizione spirituale di cui la Santa Chiesa russa è custode. Dica il desiderio e il fermo proposito del Papa di Roma di progredire insieme con loro nel cammino di reciproca conoscenza e riconciliazione, per affrettare il giorno di quella unità piena dei credenti per la quale il Signore Gesù ha ardentemente pregato (cfr Gv 17, 20-22).
(...)
La Provvidenza divina, che ha la forza di vincere il male e di trarre il bene perfino dalle cattive opere degli uomini, ha fatto sì che la tua santa Icona, scomparsa in tempi lontani, ricomparisse nel santuario di Fatima, in Portogallo. Successivamente, per volontà di persone a Te devote, essa è stata accolta nella casa del Successore di Pietro.
O benedetta tra tutte le donne, venerando la tua Icona in questa Città segnata dal sangue degli Apostoli Pietro e Paolo, il Vescovo di Roma si unisce spiritualmente al suo Fratello nel ministero episcopale, che presiede quale Patriarca alla Chiesa ortodossa russa. E Ti chiede, Madre Santa, di intercedere affinché si affretti il tempo della piena unità tra l’Oriente e l’Occidente, della piena comunione tra tutti i cristiani.
O Vergine gloriosa e benedetta, Signora, Avvocata e Consolatrice nostra, riconciliaci con il tuo Figlio, raccomandaci al tuo Figlio, presentaci al tuo Figlio! Amen.
Giovanni Paolo II - UDIENZA GENERALE - Mercoledì, 25 agosto 2004

Il 26 agosto il cardinale Kasper dirà:

Oggi, quando la divina Provvidenza ha riaperto le vie fra l’Oriente e l’Occidente, la Madonna di Kazan vuole fare ritorno alla sua terra e al suo popolo. Quest’evento non appartiene alla sfera del secolare; esso è espressione della profonda comunione di fede fra Occidente e Oriente, che esiste malgrado tutte le difficoltà, i malintesi e le differenze nella fede. La Madonna di Kazan, simbolo della Chiesa ortodossa russa, grazie al suo viaggio attraverso l’Occidente è diventata il simbolo di quella comunanza nella fede condivisa dalla cristianità orientale ed occidentale.
Maria ha fatto sua la preghiera ed il testamento del Figlio diventando così la nostra madre comune e la madre della Chiesa; essa è diventata anche la madre e la patrona della unità della Chiesa. Speriamo ardentemente che questa venerata Icona, punto di riferimento in passato per la Chiesa ortodossa russa, sia in futuro anche un fulcro di coesione e di unità per i fedeli ortodossi e cattolici che chiedono nella preghiera la loro piena unità.
Sono convinto che la Madonna di Kazan, grazie alla sua potente intercessione, sarà il nostro sostegno e la nostra alleata nell’impegno di superare le riserve, le difficoltà, i malintesi e le differenze di fede, che purtroppo ancora esistono tra noi; grazie alla sua intercessione presso il trono di Dio, essa radunerà perfettamente la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa nell’una ed unica Chiesa di Cristo. La consegna della Icona al Patriarca Alessio II costituisce un importante avvenimento ecumenico.
OMELIA DEL CARDINALE WALTER KASPER - Altare della Cattedra della Patriarcale Basilica Vaticana - Giovedì, 26 agosto 2004


L'arrivo in Russia

Il 28 agosto la delegazione vaticana, guidata dal cardinale Kasper faceva il suo solenne ingresso nella Cattedrale della Dormizione al Cremlino. Alla cerimonia, oltre ad una grandissima quantità di religiosi e di fedeli era presente il presidente Putin, presenza che sanciva definitivamente il nuovo periodo di rinascita della Fede in Russia.
La riconsegna dell'icona era un evento tanto atteso, non solo dalla Chiesa ortodossa, ma anche dal Governo russo che, nel ritorno a casa dell'Icona, vide l'occasione per dare al Paese quella "scossa" di unità nazionale che Vladimir Putin, da tempo, andava cercando.
Alessio II scrisse una lettera di ringraziamento al Papa e la affidò al cardinale Kasper.

(...)
La consegna di questa icona da parte dei Suoi inviati è considerato da tutta la Chiesa ortodossa russa sia come atto di ripristino della giustizia sia come atto di buona volontà da parte sua, Santità. Ritengo che la Sua decisione di consegnare l'Icona esprima il desiderio sincero di superare le difficoltà esistenti nelle relazioni fra le nostre due Chiese.
Che questo evento divenga il nostro contributo congiunto al superamento delle conseguenze negative della storia del XX secolo, segnata da una persecuzione contro la fede di Cristo dalle proporzioni senza precedenti!
(...)
Buone relazioni fra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana, che il "Padre per sempre, Principe della pace" (Is 9, 6) ci chiama a instaurare non con le parole, ma con le azioni, sono estremamente importanti per il futuro dell'Europa e per tutto il mondo. La predicazione dei valori cristiani alla società secolarizzata avrà esito positivo solo se tutti i cristiani osserveranno il comandamento di amore del Signore: "che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato" (Gv 13, 34). L'apertura nelle relazioni fra cristiani di varie confessioni presuppone rispetto reciproco, conoscenza della storia comune e sensibilità nel condurre azioni in territori in cui la tradizione cristiana è presente da secoli.
Ancora una volta, desidero ringraziarLa, Santità, dal profondo del mio cuore per questo dono ed esprimere la speranza che la Santissima Theotokos che "lenisce con generosità e sollecitudine le infermità e le divisioni" (Akathistos all'Icona della Madre di Dio di Kazan) riverserà la Sua grazia e la Sua misericordia sui fedeli delle nostre due Chiese.
Lettera del Patriarca Alessio II al Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione del ritorno in Russia dell'icona della Madre di Dio di Kazan

A Kazan...

A Kazan, la fede era rimasta viva, nonostante, proprio dove sorgeva l’antica chiesa che custodiva la sacra Icona, i bolscevichi vi avevano costruito una fabbrica di tabacco. I pellegrini arrivavano a frotte. Restavano fuori dal cortile a guardare, perché non avevano il permesso di entrare. La loro cattedrale, ove venerare la sacra immagine, ove celebrare il loro grande amore verso la Madre di Dio era il loro cuore, l'ambito più intimo dove ciascuno poteva stringersi all'amore della Madre. Allora nella splendida chiesa, ora dietro le sbarre chiuse di una fabbrica di tabacco, molte generazioni di uomini e di donne hanno pregato davanti a questa sacra immagine affidando ad essa le loro personali necessità in tempi tragici ed oscuri per il popolo russo. Spesso sono stati esauditi; a questa Icona sono infatti attribuiti molti miracoli.  
Il 29 agosto 2008 nella città di Kazan – capitale della Repubblica del Tatarstan (Federazione Russa) – veniva finalmente inaugurata la chiesa cattolica dedicata alla “Esaltazione della Santa Croce”, riedificata laddove sorgeva quella espropriata e sconsacrata dai bolscevichi subito dopo la Rivoluzione di Ottobre. Ai costi di allestimento degli interni della chiesa, che servirà una comunità di circa 500 fedeli, e alla costruzione dell’attigua casa parrocchiale, hanno contribuito: l’Opera di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS); il governo del Tatarstan che nell’area russa si contraddistingue come un significativo esempio di dialogo tra politica e religione; la città di Kazan, a larga maggioranza islamica.
La ricostruzione della chiesa è stata definita dal parroco, don Diogenes Urzika, «un atto di giustizia» e «un miracolo della Madonna di Kazan», la cui icona, scomparsa dalla città agli inizi del ‘900, è venerata sia dai cattolici che dagli ortodossi.
La Repubblica del Tatarstan, che ha i suoi confini tutti interni alla Russia, è abitata da circa 70 etnie e si caratterizza per essere un raro esempio di dialogo non solo ecumenico, ma anche islamo-cristiano. All’inaugurazione erano presenti oltre al cardinale Angelo Sodano, già Segretario di Stato vaticano, l’arcivescovo Anastasias in rappresentanza della Chiesa Ortodossa, il Presidente della repubblica, Mintimer Shaimiev, che è di religione musulmana, ed un esponente religioso islamico.


La Madre di Dio di Kazan con il suo viaggio attraverso il mondo è diventata Colei che intercede è la protettrice d’Europa, soprattutto delle radici e dei valori cristiani del continente europeo. Dopo due terribili guerre, due dittature totalitarie e atee, che hanno caratterizzato il ventesimo secolo da poco concluso, e di fronte al fenomeno imperante del secolarismo, l’Europa ha bisogno di un profondo rinnovamento nella fede. La Madonna rappresenta tutti i valori che presuppone un tale rinnovamento: la dignità della persona umana, la santità di vita, la salvaguardia del matrimonio e della famiglia, i valori del diritto e della giustizia quali pilastri della pace. La vita e l’unità della comunità dei popoli europei potranno avere stabilità soltanto se saranno fondate su questi valori.
OMELIA DEL CARDINALE WALTER KASPER - Altare della Cattedra della Patriarcale Basilica Vaticana - Giovedì, 26 agosto 2004


L'Icona della Madre di Dio

L'Icona è dipinta su una tavola di tiglio di cm 31,5 x 26,1 e presenta evidenti tracce di cera colata attribuibili all'originale uso liturgico e cultuale. Alcuni elementi stilistici della pittura riconducono al modello delle opere dei Maestri del Palazzo dell'Armeria del Cremlino della fine del XVII - inizio del XVIII secolo. L'autore doveva essere un maestro provinciale; la pittura è autentica e testimonia che l’Icona è stata dipinta per venire ricoperta da un rivestimento metallico (riza).
Lungo i bordi si notano fori di chiodi di diverso diametro, il che permette di pensare ad una copertura precedente l’attuale. La riza è eseguita in argento dorato, con una incisione semplice in stile provinciale tardo barocco russo, e appositamente realizzata per questa Icona in tempo non lontano dalla pittura della stessa. La copertura metallica è arricchita da numerose pietre preziose (600 diamanti, svariati smeraldi e perle), applicate alcune originariamente e altre in fasi successive, come evidenziato sia dall'esame diretto che dalla documentazione fotografica presentata alla Commissione.
Al momento attuale, l'Icona è conservata in una custodia che sembrerebbe eseguita nel XX secolo.
La perizia ha confermato che si tratta di una Icona autentica, attribuibile ad un periodo non successivo alla prima metà del XVIII secolo, e che la preziosa copertura - realizzata forse a seguito di un evento particolare - permette di dedurre che l'Icona sia stata oggetto di culto e di particolare venerazione.
Gli specialisti hanno a lungo discusso. Ma non sanno dire con certezza da dove sia saltata fuori l’icona “vaticana”. "Non è nemmeno la quarta icona sacra – afferma Khafizov -, quella detenuta dalla famiglia imperiale, Romanov. Le dimensioni sono diverse. Tuttavia, per il gran numero di gioielli preziosi dell’intarsio, si può dire che solo uno zar o dei principi potevano portare in dono simili pietre". Frolov, invece, è convinto che questa icona sia quella scomparsa dal monastero di Serafimo-Diveeskij non lontano da Nizhnij Novgorod. Io che mi sono accinto a scrivere questa lunga storia, amo pensare che si tratta soltanto dell'Icona della Madre di Dio, che ha tanto voluto tornare fra i suoi figli. Nessuno può arginare l'Amore di una Madre.

AMICIZIA

...nella solitudine, nella malattia, nella confusione, la semplice conoscenza dell'amicizia rende possibile resistere, anche se l'amico non ha il potere di aiutarci. È sufficiente che esista. L'amicizia non è diminuita dalla distanza o dal tempo, dalla prigionia o dalla guerra, dalla sofferenza o dal silenzio. È in queste cose che essa mette più profonde radici. È da queste cose che essa fiorisce...

Pubblicato dal Consigliere Riccardo Gavini

Quante luci nella notte.
Le vedo dal mio finestrino.
La tenebra stasera è particolare,
il cielo è di velluto
e il panorama di seta.
La luce brilla come il
ricordo di pensieri passati,
stanotte è come se il
cielo mi guardasse.
Immerso, ora, nei miei ricordi,
giaccio su di un letto...
Non penso di aver
mai camminato così tanto...
Forse,sono quasi alla meta.
Grazie Gesù per avere riscaldato
il mio cuore.
Quel calore che nulla ha di
"umano".
Nulla ha di ingannevole,come
la carezza di una donna....di un
uomo...
SANTA GIORNATA FRATELLI E SORELLE.CHE QUESTO SIA UN NUOVO "DONO",PER GLORIFICARE CRISTO GESU'.AMEN

Pubblicato dal consigliere Giovanni Romana

Beatitudini per il Nostro Tempo.
Beati quelli che sanno ridere di se stessi: non finiranno mai di divertirsi.
Beati quelli che sanno distinguere un ciottolo da una montagna: eviteranno tanti fastidi.
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere: impareranno molte cose nuove.
Beati quelli che sono attenti alle richieste degli altri: saranno dispensatori di gioia.
Beati sarete voi se saprete guardare con attenzione le cose piccole e serenamente quelle importanti: andrete lontano nella vita.
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo: il vostro cammino sarà sempre pieno di sole.
Beati voi se saprete interpretare con benevolenza gli atteggiamenti degli altri anche contro le apparenze: sarete giudicati ingenui, ma questo è il prezzo dell’amore.
Beati quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare: eviteranno tante stupidaggini.
Beati soprattutto voi che sapete riconoscere il Signore in tutti coloro che incontrate: avete trovato la vera luce e la vera pace.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio

Mio Dio, che la tua volontà sia la mia volontà, la mia passione, il mio amore. Dammi di cercarla, di trovarla, di compierla. Tu hai progetti su di me in questa giornata. Fammeli conoscere man mano e dammi di compierli. Che in ogni ora, mio Dio, l'anima mia si elevi a te. Fammi sentire che ogni opera che non ti onora è opera morta. Che la mia pietà non sia tanto una abitudine, ma un continuo slancio del cuore. Dammi di essere senza dissipazione nelle mie gioie, senza abbattimento nelle tristezze; fa' che io sia puro, che agisca con entusiasmo e pazienza, che soffra senza nulla esagerare e senza troppo lamentarmi. Insegnami a misurare le mie sofferenze con l'unità di misura della tua croce. Dammi la pace, proteggimi, risvegliami, spronami. Che io sia sempre vivo in te, per te, con te!

HENRY WADSWORTH LONGFELLOW - Giorno di pioggia

La giornata è fredda, e scura, e cupa
Piove, e il vento non è mai stanco
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
Ma ad ogni raffica le foglie morte cadono,
E i giorni sono scuri e cupi.
La mia vita è fredda e scura e cupa;
Piove, e il vento non è mai stanco;
I miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
Ma le speranze della gioventù cadono fitte nell’esplosione,
E i giorni sono scuri e cupi.
Fermati, cuore triste!  E smettila di lamentarti;
Dietro le nuvole il sole sta ancora splendendo
Il tuo destino è il destino comune di tutti
Nella vita di ognuno di noi deve cadere un pò di pioggia.
Alcuni giorni devono essere scuri e cupi.

Queste parole sono state pubblicate dal nostro Presidente Giovanni Granato:  L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si puo' camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri.                                            Com’è strana la vita! Quando pensi che niente e nessuno potrà mai sconvolgere il tuo animo e far vibrare il tuo cuore, ecco che ti regala persone uniche e sensazioni stupende, costringendoti a rimetterti in gioco!............. 
A ciascuno e' affidato
il compito di vegliare
sulla solitudine dell'altro.........

PUBBLICATA DALLA CONSIGLIERA Germana Brivio

Vivere in Te
Mio Dio, che la tua volontà sia la mia volontà, la mia passione, il mio amore. Dammi di cercarla, di trovarla, di compierla. Tu hai progetti su di me in questa giornata. Fammeli conoscere man mano e dammi di compierli. Che in ogni ora, mio Dio, l'anima mia si elevi a te. Fammi sentire che ogni opera che non ti onora è opera morta. Che la mia pietà non sia tanto una abitudine, ma un continuo slancio del cuore. Dammi di essere senza dissipazione nelle mie gioie, senza abbattimento nelle tristezze; fa' che io sia puro, che agisca con entusiasmo e pazienza, che soffra senza nulla esagerare e senza troppo lamentarmi. Insegnami a misurare le mie sofferenze con l'unità di misura della tua croce. Dammi la pace, proteggimi, risvegliami, spronami. Che io sia sempre vivo in te, per te, con te!

Pubblicata dalla Consigliera Paola Bellardini detta Farfalla su facebook: Guarigione fisica

Gesù, per amor nostro, hai preso su di Te i nostri peccati e le nostre infermità e sei morto in Croce per salvarci e guarirci, per darci la vita.

Gesù, crocifisso, sei sorgente di ogni grazia e benedizione. Ora alziamo a Te il nostro sguardo e la nostra preghiera per la guarigione nostra e di tutti i nostri infermi.
Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, hai sofferto sul capo per la corona di spine e sulla faccia per gli schiaffi e gli sputi.

Per questi tuoi dolori guariscici dal mal di capo, emicranie, artrosi cervicale, ulcere e da ogni malattia della pelle. Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, hai sofferto agli occhi bagnati di sangue e li hai chiusi morendo per noi.

Per questi tuoi dolori guariscici dalle malattie agli occhi. Dà la vista ai ciechi.
Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, con la voce morente hai pregato il Padre di perdonare i tuoi uccisori e con l'udito quasi spento hai accolto la preghiera del buon ladrone. Per questo tuo amore tra sofferenze, guariscici dalle malattie alle orecchie, al naso, alla gola. Dà la parola ai muti e l'udito ai sordi.
Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, ti hanno inchiodato mani e piedi alla Croce.

Per questo crudele dolore guariscici da paralisi, artrosi, reumatismi, dalle malattie alle articolazioni e alle ossa. Fa' camminare gli zoppi. Risana gli handicappati.
Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, nelle tre ore di agonia hai sofferto la sete, il soffocamento e poi sei spirato emettendo un alto grido, come pazzo d'amore per noi.

Per questi tuoi estremi dolori guariscici dalle malattie ai bronchi, ai polmoni, ai reni, alla mente e da ogni tumore e malattia strana. Solleva gli agonizzanti.
Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, ti hanno perforato con una lancia il costato, mentre il tuo corpo già morto era coperto di piaghe e di sangue.

Per il tuo Cuore trafitto e per il tuo Sangue versato fino all'ultima goccia, guariscici dalle malattie al cuore, al seno, allo stomaco, all'intestino, alla circolazione del sangue e da emorragie. Chiudi ogni nostra ferita.
Gesù, abbi pietà di noi.

Gesù, ti preghiamo per i malati qui presenti o presenti nelle nostre intenzioni: familiari, parenti, amici, conoscenti.

Chiediamo la guarigione per il loro bene e per le necessità della loro famiglia.

In questo momento ti raccomandiamo in particolare... (dire mentalmente i nomi, o a voce bassa, o a voce alta perché l'attesa di uno sia la preghiera di tutti).

Te li raccomandiamo per l'intercessione della Vergine Maria che era accanto a Te sotto la Croce.

Desideriamo la guarigione perché cresca la nostra fede, si estenda sempre più il tuo Regno attraverso segni e prodigi. Gesù, se è volontà del Padre che le malattie rimangano, in questo momento le accettiamo. Sul tuo esempio vogliamo accettare la nostra croce con amore.

Ma ti chiediamo la forza di sopportare ogni dolore e di unirlo al tuo grande dolore per il bene nostro, delle nostre famiglie, della Chiesa, del mondo

Grazie, Gesù, per quello che farai per noi e per i nostri infermi, perché siamo convinti che qualsiasi cosa farai sarà sempre una grande benedizione per tutti noi


L'icona della Madre di Dio di Akhtyr
L'icona della Santissima Madre di Dio di Akhtyr, apparve il 2 luglio 1739 nel villaggio di Akhtyr nella regione di Kharkov, a est di Kiev.
Padre Basilio Danilov, un uomo giusto di grande fede, era il sacerdote presso la chiesa dell'Assunzione di Akhtyr. Basilio voleva provare una nuova falce, così uscì fuori dalla chiesa ove poco distante c'era un grande campo. Non appena cominciò a tagliare l'erba più alta, padre Basilio notò la presenza di un'icona della Madre di Dio che emanava brillantissimi raggi di luce. Lasciando cadere a terra la falce, si inginocchiò ed iniziò a pregare, quindi prese l'icona e se la portò a casa.
L'icona rimase presso la casa del sacerdote per ben tre anni. Nessuno poteva rimanere la notte, anche pregando, assieme all'icona perché una inesplicabile forza spingeva qualsiasi persona ad uscire dalla stanza.
Una notte la Madonna apparve in sogno a padre Basilio, rimproverandolo perché nei tre anni da quando aveva trovato l'icona, non la aveva mai pulita. Svegliatosi subito, Basilio, corse a spolverare l'icona, poi prese dell'acqua presso il fiume che scorreva li vicino e lavò l'icona con un panno umido, quindi se ne tornò a letto a dormire. Quella stessa notte egli ebbe un altro sogno, rivide se stesso mentre andava al fiume per prendere l'acqua che aveva usato per pulire l'icona. Maria Santissima gli apparve di nuovo e gli ordinò di conservare quell'acqua presa al fiume, perché con essa avrebbe curato il popolo dalla malaria e dalle forti febbri.
Quando la figlia di Basilio si ammalò di malaria, egli, ricordandosi del sogno e dell'acqua conservata, ne diede un po' alla fanciulla da bere, questa migliorò subito fino a guarire completamente. Altre persone ancora riacquistarono la salute in questo stesso modo. Il religioso decise quindi che l'icona non doveva più rimanere a casa sua, ma che la avrebbe tosto portata in chiesa.
Il restauro dell'icona fu affidato ad un iconografo di nome Giovanni. Quando il figlio del maestro cominciò a soffrire di malaria, questi si ricordò dei miracoli avvenuti a Basilio, quindi si affrettò a lavare l'icona e raccoglierne l'acqua per poi darla da bere al figlio. Il giovane fanciullo fu guarito all'istante. Ci furono molti altri miracoli come questo, in seguito.
I miracoli dell'icona di Akhtyr furono sottoposti per ben tre volte a diverse commissioni d'esame nominate dal Santo Sinodo. Nel 1751 il Santo Sinodo certificò l'autenticità dei miracoli, e dichiarò che l'icona era taumaturgica ed operava meraviglie.
L'imperatrice Elisabetta fece costruire una chiesa in pietra in Akhtyr e lei stessa donò duemila rubli. San Giuseppe di Belgorod ne benedisse la pietra angolare, mentre la chiesa fu consacrata nell'anno 1768.
Lo zar Nicola I ordinò che il primo sabato prima della Pentecoste l'icona di Akhtyr fosse prelevata dalla cattedrale della Protezione e portata in processione fino al monastero della Santissima Trinità ad Akhtyr. L'icona veniva riportata indietro durante la settimana dedicata a Tutti i Santi. Sfortunatamente l'icona fu rubata dalla cattedrale della Protezione il primo aprile del 1905. Moltissime copie dell'icona furono fatte prima che questa fosse sottratta.
In occasione del 2 luglio, in moltissime chiese si è ancora soliti benedire l'acqua in ricordo delle guarigioni avvenute dopo l'apparizione della Madre di Dio a padre Basilio Danilov.
Questa icona è abbastanza insolita, e non solo non risulta alcun prototipo da cui questa possa essere stata tratta, ma nella tradizione iconografica non ne risulta nessuna simile. L'immagine è stata dipinta nello stile orientale, la crocifissione di Gesù è dipinta con proporzioni assai più ridotte, come a voler dare un'impressione di profondità in "prospettiva diretta", cosa anche questa insolita nelle icone orientali. La Vergine sembra avere lo sguardo fisso sulla Croce, mentre dolorosamente la indica, il gioco della prospettiva ne sottolinea magistralmente il Suo ruolo di "Odigitria" (colei che indica la Via).
Le mani della Vergine, in un gesto del tutto inusuale per l'iconografia ortodossa, sono disposte in modo che i palmi siano uno di fronte all'altro. La mano sinistra, quella del "cuore", sorregge il capo, ne è in pieno contatto. La mano "serve" al capo, da appoggio. Simboleggiando il servizio della Vergine verso Dio "Capo e Re di ogni cosa". Le dita della mano indicano verso il basso, significando il movimento della Grazia che dall'alto piove abbondantemente (tutte le dita della mano) sugli uomini, per mezzo di Maria. Le dita della mano destra, "mano della decisione, della volontà" indicano la vera Via, completando questo ideale movimento dell'Amore divino, che dal Cuore di Dio, attraverso Maria, Madre del Cristo, che è "Via, Verità e Vita" ritona a Dio. Nessuna parola di Dio, il "Logos", originando dal Suo cuore e scendendo sugli uomini, resta infruttuosa, non ritornerà a Lui senza effetto e senza aver compiuto ciò per cui Lui la ha mandata (cfr. Isaia 55, 11). La postura delle dita, della mano destra, della Vergine vuole anche prefigurare la Resurezione del Cristo e la Sua vittoria sulla morte.
Maria in primo piano, è tutta avvolta dal suo manto blu, tradizionalmente simbolo della luce divina. Maria è immersa nella Luce stessa di Dio, fino a divenirne mediatrice per l'umanità, sia nel senso dell'aver portato il Figlio in Grembo, sia per essere Lei stessa amministratrice delle Grazie divine. Nessuna parte dei vestiti tipicamente rossi, simbolo della componente umana dell'amore di Dio, compare alla vista, sottolineandone ancora di più la componente divina, esaltando così l'Amore di Dio, che per l'umanità, da Lui stesso creata, non esita ad immolare il Suo unigenito Figlio. Il volto addolorato della Vergine ci accompagna in muta contemplazione verso il mistero della Redenzione.

Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:

egli non commise peccato
e non si trovò inganno
sulla sua bocca;

oltraggiato non rispondeva con oltraggi,
e soffrendo
non minacciava vendetta

ma rimetteva
la sua causa
a colui che giudica con giustizia.

Egli portò i nostri peccati
sul suo corpo
sul legno della croce,

perché, non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia.
Dalle sue piaghe siamo stati guariti.

L' AMICIZIA

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E’ il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E’ la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l’amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione,
né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e
viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate,
come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento dello spirito.
Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore,
ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l’amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
 

CRISTO SENZA CROCE

Amico, io vado in cerca di una croce.
Vedi, ho un Cristo senza croce, l'ho acquistato presso un antiquario.
Mutilato e bellissimo. Ma non ha croce. Per questo mi si è affacciata un'idea.
Forse tu hai una croce senza Cristo. Quella che tu solo conosci.
Tutti e due siete incompleti. Il mio Cristo non riposa perché gli manca una croce. Tu non sopporti la croce, perché le manca Cristo.
Un Cristo senza croce, una croce senza Cristo.
Ecco la soluzione: perché non li uniamo e li completiamo ?
Perché non dai la tua croce vuota a Cristo? Ci guadagneremo tutt'e due. Vedrai.
Tu hai una croce solitaria vuota, gelata, paurosa, senza senso:
una croce senza Cristo.
Ti capisco: soffrire è illogico.
Non comprendo come hai potuto sopportare così a lungo.
Una croce priva di Cristo è una tortura, il principio logico della disperazione.
Hai il rimedio tra le mani. Non soffrire più solo.
Su, dammi questa croce vuota e solitaria. Dammela.
Ti darò in cambio questo Cristo mutilato, senza riposo, né croce.
La tua croce non è più solamente tua; è anche e nello stesso tempo la croce di Cristo.
Su, prendi la tua croce, amico; la tua croce con Cristo.
Non sarai più solo a soffrire.
La porterete in due, il che vuol dire dividerne il peso.
E finirai per abbracciare e amare la tua croce, una volta che Cristo sarà in essa. ANONIMO

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio

So di essere amato
Cristo, so di essere amato per quello che è propriamente mio: la mia povertà; e sento il bisogno di amare per quanto in proporzione mi venne e mi viene ogni giorno perdonato. Credo nell'inestimabile dono della libertà, che illumina ma non costringe. So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranza che va al di là della brevità della nostra giornata. Sento che la vita ha un ordine di sacrificio a cui non ci si può rifiutare, senza sentirsi colpevoli; la vita è un dovere, la vita è un costo, la vita è un impegno, la vita bisogna guadagnarsela.

Un piccolo pensiero che descrive L'Amore fraterno
L'amore e la felicità sono petali di magnolia...
forti e profumati, ma anche delicati a tal punto
che una pressione più forte ne intacca la bellezza
e ne lascia una macchia indelebile.

 

L' AURORA DELLA VITA

Siediti ai bordi dell’aurora,
per te si leverà il sole.
Siediti ai bordi della notte,
per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente,
per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio,
Dio ti parlerà.

La nascita delle caducifoglie

Nei giardini, negli spazi verdi sulla terra, una volta non vi erano troppe differenze tra le piante, se non quelle relative al tempo.
Le piante che erano nate prima, quindi oramai più grandette chiacchieravano tra di loro, e le nuove si guardavano intorno incuriosite.
La Novità, una particolare fata delle piante, già da tempo girava irrequieta tra la flora, senza riuscire a capire il perché di quel nervosismo. Il Pensiero, un vento che soffiava dolce, scrisse sulla sabbia del fiume due righe.
- Non ti preoccupare : succede sempre quando deve nascere qualcosa che vi sia una certa qual agitazione, in questo periodo anche io sarò agitato.
La fata comprese che stavano cambiando le cose, e non sarebbe stata proprio lei a tirarsi indietro di fronte a quel cambiamento.
Nei giorni seguenti, la forza del vento aumentò gradualmente sempre di più. Tanto aumentò che le piante più piccole, più delicate cercarono riparo tra quelle più adulte.
- Andiamo dalle grandi: ci ripareranno con la loro forza!
Ci fu una grande migrazione, e come succede sempre con la vita nuova, la cosa creò subito allegria, gioiosità, festa, per tutto quel trambusto.
- Sì, guarda quella come si agita al vento, vado lì, mi piace!
- Oh, io preferisco quella, guardala, com'è seria.
Ed i giorni passarono tra il vento che aumentava sempre di più, e le giovani piante che si divertivano da morire, rincorrendosi e girando intorno alle piante più adulte.
A tutta quella festa alcune piante reagirono bene, riscoprendosi anche loro "bambine" e partecipando alla gioia, altre, prima pian piano, poi sempre più manifestamente, cominciarono a dare segni di fastidio. Finché cominciarono a sbottare.
- Basta! noi siamo grandi! Che cos'è tutto questo chiasso, questo vociare tremendo ... insomma!!!
Però altre grandi piante presero le parti delle piccole.
- Ma, sì lasciamole fare, riusciamo a vederci alla loro età, allora eravamo troppo prese dal gioco per comprendere !
- Io non voglio vedermi piccola, sono adulta!
- Oh, che brontolona, tu degli adulti hai solo l'antipatia!
E cominciò una animata discussione sull'età, sulla gioia, su tutto quello che nasceva sul momento.
Il vento ascoltava, non visto ma percepito, anche se la festosità delle giovani piante ne attutiva gli effetti.
Alla fine, seppur con delle differenze, le grandi piante si divisero in due settori di opinione: quelle che amavano la gioia delle giovani piante e quelle che ne erano quasi infastidite.
Il vento (Il Pensiero) comprese l'origine di tutto ciò, e decise che occorreva far rinascere nelle ultime qualcosa che si era perduto.
Allora soffiò con sempre maggiore forza, sino a creare nelle piante una sorta di sonnolenza, di dormiveglia, quello che in seguito sarà chiamato il letargo.
Al risveglio, sentirono con la percezione propria di ognuna, che qualcosa era cambiato.
C'era di nuovo silenzio tra le piante, più pace, ma si sentiva, si percepiva che "qualcosa" non era più come prima.
I giorni passavano, mentre il cambiamento prendeva piede, con grande gioia della nostra fatina, e diventava parte dell'esistenza, il clima divenne più fresco, infine più freddo, ed alcune piante, quelle che erano rimaste in vario modo, infastidite dalle grida delle piante più giovani, cominciarono a sentirsi vecchie, ad addormentarsi e perdere le foglie, mentre le altre rimanevano verdi, in virtù della loro propensione alla vita .
Fu così che nacquero le piante che perdevano le foglie, nel periodo freddo, per poi rinascere con i tepori di quella che verrà chiamata la primavera.
Alcune piante tutte prese da se stesse avevano dimenticato la bellezza di tornare bambine, in questo modo, lo avrebbero ricordato in continuazione: ogni anno ricoprono il terreno dei gioiosi colori del tempo, e quando passa il periodo freddo, il tempo freddo in cui non volevano vedere la nuova vita, anch'esse rinascono.

RABINDRANATH TAGORE - L'alba

Ogni Alba porta un nuovo giorno,
lavando con la luce della speranza
le macchie e la polvere dello spirito
vuoto di ogni giorno passato.
Vuoi celare te stesso!
Il cuore non ubbidisce,
diffonde luce dagli occhi.
Nella vita non c’è speranza
di evitare il dolore:
che tu possa trovare nell’animo
la forza per sopportarlo.
Cieco, non sai che l’andare e il venire
camminano sulla stessa strada?
Se sbarri la strada all’andata
perdi la speranza del ritorno…

Pubblicata  dalla Consigliera Germana Brivio Signore nostro Dio,

tu conosci il nostro dolore

meglio di quanto noi stessi non lo conosciamo.

Tu sai come l'anima spaurita

facilmente inciampi in preoccupazioni

intempestive e immaginarie.

Noi ti preghiamo

di darci lume

per penetrare l'intempestività e l'orgoglio,

per disprezzare questi dolori

che ci siamo creati col nostro trafficare.

Ma quel dolore che tu stesso imponi,

dacci la grazia di accoglierlo umilmente dalla tua mano

e forza per portarlo.

SØREN KIERKEGAARD

Se sentiamo nel nostro cuore gioia , amore , soddisfazione , tutto questo proviene da Dio .Ma se si avverte, insoddisfazione, paura , odio, tensione, provengono dal maligno . Ed e x questo che dobbiamo sempre discernere , e non appena l"inquietudine comincia a girarci nella mente , nel cuore e nell"anima .dobbiamo subito tirarla fuori . l"arma migliore x scacciarla è la corona del Rosario nelle mani , la preghiera fatta con amore .

Pupplicato dalla Consigliera Germana Brivio
Dalla tua mano

Dalla tua mano, o Dio,
noi vogliamo accettare tutto.
Tu stendi la tua mano
e abbatti i potenti nella loro stoltezza.
Tu l'apri, la tua dolce mano,
e tutto ciò che vive, colmi di benedizione.

E anche se sembra che il tuo braccio si sia abbreviato,
accresci la nostra fede e la nostra confidenza
così che ti restiamo tutti fedeli.
E se sembra che alle volte
tu allontani da noi la tua mano,
oh, fa' che allora noi sappiamo
che tu la chiudi soltanto per raccogliere in essa
una sovrabbondanza di benedizione:

che tu la chiudi soltanto
per aprirla e riempire ogni cosa
che vive di benedizione.

(Soren Kierkegaard)


Se stai vivendo una triste realta',e ti senti freddo nel tuo cuore e ti senti solo dentro te...e stai perdendo ogni speranza...ascolta la Mia voce ti consolera'... DEVI VINCERE NON TI ARRENDERE...DEVE CREDERE NON TI ARRENDERE... IL BUIO STA' PASSANDO E LA MIA GLORIA SPLENDERA''... PERCHE' TI AMO...

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio                                                                                                         Parlami col tuo silenzio

Padre celeste!
In molti modi tu parli a un uomo:
Tu, l'unico che ha sapienza e intelligenza,
vuoi tuttavia renderti comprensibile a lui.

Tu parli anche quando taci;
perché parla anche colui che tace,
per provare l'amato;
parla anche colui che tace affinché l'ora del capire
sia tanto più intima quando essa verrà.

Padre celeste, non è forse così?
Oh, quando tutto tace,
quando un uomo se ne sta solo e abbandonato
e più non sente la tua voce,
allora forse è per lui come se la separazione
dovesse essere eterna.
Oh, nel tempo del silenzio,
quando un uomo languisce nel deserto
e non sente la tua voce:
allora è forse per lui come se essa
fosse quasi del tutto svanita.

Padre celeste, è ben questo il momento del silenzio
dei confidenziali colloqui.
Così fa' che sia benedetto anche questo tuo silenzio
come ogni parola che tu rivolgi all'uomo;
che egli non dimentichi che tu parli
anche quando taci.

Donagli, mentre è in attesa di te,
la consolazione di capire che tu taci per amore,
così come parli per amore;
di modo che, sia che tu taccia o parli,
sei sempre il medesimo Padre,
sia che ci guidi con la tua voce
o ci educhi col tuo silenzio.

(Soren Kierkegaard)

Come seme Vi donai, ma non tutti ritornerete 
Io, come Padre Creatore, voglio rendere il vostro seme in fiore. Se voi non volete che il vostro seme fiorisca rendetelo almeno pianta; so che non tutte le piante da ornamento mettono fiori. Se la vostra pianta è senza fiore sarà solo per ornamento ma, se la pianta fiorisce, viene messa nel mezzo del tavolo; in questo modo, chiunque entra in casa, la noterà e rivolgerà parole di elogio. Il seme fiorito è il seme che lascia seme, la pianta da ornamento è valida, ma non si distingue. Il seme che ha realizzato la pianta da ornamento ha realizzato qualcosa, non lascia eredi come piante, però, è stata una pianta ed è stata conosciuta, magari da pochi, ma è sempre meglio che non essere conosciuta affatto. Il suo realizzo è stato modesto se la pianta è diritta, ma se la pianta è senza fiore e con lo stelo inclinato, il suo realizzo è scadente. Il seme che ha prodotto la pianta che ha reso semi come eredi è realizzo totale e tutti si ricorderanno di quella pianta perché i suoi semi sono ancora usati e si useranno sempre. Il fiore è realizzo di bellezza e la bellezza è amata sia nei fiori da pianta e sia nei fiori comuni.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio

PREGHIERA
«Ecco il mare spazioso e vasto…
sei tanto grande, Signore,
rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come un manto!».
Sì, una luce si è accesa all’orizzonte
a illuminare le foschie
che subentrano alla sera,
mentre noi umani per un attimo tremiamo
come steli oscillanti nella brezza.
Il cielo si apre anche per noi,
come quel giorno al Tuo battesimo, Gesù,
per dirci che se c’è ancora un Erode sulla terra
pronto a perseguitare Tuoi profeti,
una colomba sempre appare
e nessuno potrà fermarne il volo:
si posa su di Te e su ciascuno di noi,
che Tu hai voluto accanto a te,
figli in Te, che sei “Figlio di Dio”. (GM/13/01/13)


L'Immacolata Concezione
A Nazareth, piccola città della Galilea,
posta tra le colline, viveva una fanciulla
che si chiamava· Maria.
Per la bellezza era un angelo in carne, per la
purezza era un giglio; il peccato originale non
aveva toccato la sua anima.
Viveva nella sua casa filando il lino e la lana e
leggendo le preghiere accanto al focolare.

 

  IL CIELO BLU......... Guarda il cielo questa Mattina, e pensami... pensa a quell'unica volta che abbiamo provato quell'intenso sentimento d'amicizia... e spero con questo di riuscire a regalarti un  dolce buongiorno...:  Il cielo è sereno....

Si tinge d'azzurro
fra scorci di luna lontana
il triste pensiero.
S'abbraccia il calvario
più luce non chiede
s'arresta in istrada l'amore cocente
subitaneo vibra il volo di farfalla.
S'acquieta il tempo
in solchi scoscesi s'affanna
e corre il gabbiano

acciuffa dall'alto ambito cibo.     VI VOGLIO BENE                                                                                                                                                         

Dopo il mio risveglio, il primo mio pensiero sei stata/o tu. T.V.B.

sensazione melodiosa,
armoniosamente dolce,
calorosamente vera,
che entri dentro l'anima mia,
e la circondi di intenso amore,
trascini me in un diaframma
colmo di luce splendente,
nulla ha, eguali nel mondo reale,
voi siete qui nella profondità,
del mio piccolo cuore,
dentro il sangue che scorre veloce,
dentro di me, illuminando
il mio spirito ribelle.

Questo post lo ha pubblicato il nostro Presidente Giovanni Granato
2 minuti fa sul il suo profilo

Ogni giorno al tuo risveglio pensa:

Oggi sono fortunato perché mi sono svegliato Sono vivo ho il dono prezioso della vita

Non lo sprecherò.

Userò tutte le mie energie per migliorare me stesso, per aprire il mio cuore agli altri, lavorerò per il loro beneficio.

Avrò solo pensieri gentili verso gli altri

non mi arrabbierò e non penserò male di nessuno.

Aiuterò gli altri il più possibile mettendo la mia vita al loro servizio.

La Liturgia della Parola del giorno il 11/ 01/ 2013 Se crediamo veramente che Gesù Cristo è Figlio di Dio e che seguire Gesù significa possedere la vita, avremo uno sguardo diverso sul mondo. La vita eterna è molto diversa da una evasione da questo mondo in cui viviamo. Un nuovo sangue, donato dallo Spirito, scorre nelle vene dei battezzati. Guardiamo il mondo con lo sguardo di Dio, così contribuiremo a salvarlo con i talenti che ci sono donati. Questo modo di vedere esige un certo comportamento. La vita cristiana, cioè la vita in Cristo, ci permette di vedere tutto in Dio. È molto diversa da un panteismo sempre in agguato in cui si vede Dio in tutto.

Una luce nelle tenebre è sorta per i giusti:
il Signore buono, santo e ricco di misericordia. (Sal 112,4)

Prima lettura
1Gv 5,5-13
Lo Spirito, l’acqua e il sangue.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi.
Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha dato riguardo al proprio Figlio. E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita.
Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 147
Celebra il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno,
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.
Vangelo
Lc 5,12-16
Immediatamente la lebbra scomparve da lui.

Dal Vangelo secondo Luca

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro».
Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.
Parola del Signore.

Meditazione Omelia (11-01-2013)

Eremo San Biagio
Commento su Luca 5,12-13

Un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi pregandolo: " Signore, se vuoi, puoi purificarmi". Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: "Lo voglio, sii purificato!"
Lc 5,12-13

Come vivere questa Parola?

Coraggioso quest'uomo coperto di piaghe putride che esce dal luogo dove dovevano starsene confinati i malati di lebbra! Sì, coraggioso lui che osa gettarsi ai piedi di Gesù, quasi sfiorandolo, e coraggioso il Cristo che non dà minimamente segno d'avere paura del contagio. Il quadro di vita è essenziale e avvincente.

Tutto giocato nelle due volontà: quella del lebbroso che implora dicendo:Se vuoi..., quella di Gesù che subito risponde: Lo voglio. Ed è così bello vedere la mano del signore subito tesa a toccare la pelle purulenta dell'uomo, capace subito di ottenerne la piena purificazione.

Due volontà che, per così dire, si sposano dentro un centro vitale che è l'obiettivo di vincere il male mediante il bene. Ed ecco, ancora al lume della stella dei Magi, nella luce del Natale che è lieto annuncio di salvezza, questa scena evangelica ci è d'incoraggiamento a coltivare e a far crescere in noi anzitutto ( e attorno a noi nella misura del possibile) una volontà buona: una volontà di bene.

Gl'incentivi, le proposte, le opportunità d'azione sono tante. Si tratta di leggerle alla luce di Gesù nella volontà del Padre che è sempre volontà di bene. E da questa sua volontà che sgorga la preghiera:

Signore, fa di me uno strumento del Tuo Amore, che è progetto di pace per tutti. Fa di me uno strumento della Tua volontà di pace e di bene per tutti.

La voce di una santa dei nostri giorni                                                                                                                       Quando compiamo ciò che Dio vuole, tutto acquista valore e la vita ha senso.

Madre Teresa di Calcutta

Sei io tornassi,su questa terra..................................
Se io tornassi su questa terra,chi riconoscerebbe me?ho camminato lungo le vostre strade,e ho visto pochi posti dove l'amore per il prossimo regni,ho visto spesso la mia parola asservita al potere,e ho visto calpestato ogni segno di dignità umana,tanti maestri,che indicano la strada della salvezza,e tante forche innalzate a mio nome.
Le grida che giungono fin su al cospeto dell padre sono grida di mamme che piangono,per i loro figli morti nelle guerre,nella violenza nella disperazione,non dividete il bene maggiore che avete,il più prezioso,il più caro l'amore per la vita,ma vi dividete,tra chi è più saggio,e fervente fedele ai sacri libri,ma non vi conosco,non vi conosco quando cacciate la vedova gli orfani,i poveri,quando non vi liberate dal settarismo,e pensate d'essere gli unici prescelti da DIO Padre,quando vi dividete,quando fatte della mia parola fonte di morte.
Se tornassi oggi cosa vedrei,se non una desolata umanità orfana,sconsolata,in preda e alla ricerca della salvezza?Ma quale salvezza vi può essere se tardate ad amare il vostro prossimo,per quello che è,figlio di DIO?Vi sarà chiesto conto per ogni goccia di sangue sparso,per ogni corpo violato,per ogni mio servo serva uccisa,Non vi sarà tempio umano che potrà salvarvi,perchè siete rimasti sordi al comandamento principale,amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi,col perdono,il rispetto,la fratellanza,e quando tornerò sarà come se il sielo precipitasse su la terra,e costituirò la nuova terra,dove regnare la pace e la giustizia.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
PREGHIERA A MARIA

composta da San Giovanni Bosco

(Indulgenza di 3 anni recitata ogni volta.
Indulgenza plenaria alle solite condizioni, purché recitata ogni giorno per un mese intero.)

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen

Alla Madonna del silenzio

Dolce Madre di Gesù e Madre mia, che ogni giorno mi poni soavemente in cuore il Tuo Figlio Divino, fà che io non disturbi il Suo riposo con il cicaleccio del labbro o della mente, ma attenda da Te il cenno per aprire la bocca e dia parole di saggezza e di prudenza.
Tu che serbavi nel cuore le cose che di Lui, Gesù, si dicevano e che sei la Regina degli Apostoli, fà che io custodisca cautamente in me la fiaccola della Parola di Dio per irradiare la Sua Luce. Che il mio silenzio sia apostolico, fecondo, e la mia parola si elevi ai casti silenzi in cui si ode la voce di Dio, nostro Signore.
Amen

 

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Signore Gesù, fammi conoscere chi sei. Fa sentire al mio cuore la santità che è in te. Fa' che io veda la gloria del tuo volto. Dal tuo essere e dalla tua parola, dal tuo agire e dal tuo disegno, fammi derivare la certezza che la verità e l'amore sono a mia portata per salvarmi. Tu sei la via, la verità e la vita. Tu sei il principio della nuova creazione. Dammi il coraggio di osare. Fammi consapevole del mio bisogno di conversazione, e permetti che con serietà lo compia, nella realtà della vita quotidiana. E se mi riconosco, indegno e peccatore, dammi la tua misericordia. Donami la fedeltà che persevera e la fiducia che comincia sempre, ogni volta che tutto sembra fallire.

LA COPPIA CRISTIANA
Che bella coppia formano due credenti che condividono la stessa speranza, lo stesso ideale, lo stesso modo di vivere, lo stesso atteggiamento di servizio! Ambedue fratelli e servi dello stesso Signore senza la minima divisione nella carne e nello spirito, insieme pregano, insieme si inginocchiano, e insieme fanno digiuno. Si istruiscono l’un l’altro, si esortano l’un l’altro. Si sostengono a vicenda. Stanno insieme nella santa assemblea, insieme alla mensa del Signore, insieme nella prova, insieme nella persecuzione, insieme nella gioia. Vedendo questo Cristo gioisce e ai due sposi manda la sua pace. Là dove sono i due, ivi è anche Cristo
(Tertulliano)

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Di Padre Antonio Rungi

TI PREGO, MARIA
Ti prego, Maria, per tutti i ragazzi
che stasera hanno voglia di piangere
perché non hanno affetto,
perché non hanno nessuno
che dia loro la buona notte
e li inviti a dormire tranquilli.

Ti prego, Maria, per tutti gli orfani,
per tutti i ragazzi abbandonati dai genitori,
per quelli che, per qualsiasi motivo,
vivono lontani dalla famiglia.

Ti prego, Maria, per i ragazzi che oggi sono stati malati.
Per quelli che sono stati sfruttati.
Per quelli che, invece di giocare e studiare
sono costretti a lavorare.

Ti prego, Maria, per i ragazzi disabili
e per coloro ai quali anche oggi
il giorno è sembrato lungo e noioso.

Ti prego, Maria.
Amen.

Vergine santa
nei tuoi giorni gloriosi non dimenticare le tristezze della terra..
Rivolgi uno sguardo di bontà su coloro che si trovano
nella sofferenza, che lottano contro le difficoltà e che,
senza tregua attingono alle amarezze di questa vita...
Abbi pietà di coloro che si amano e che sono stati separati,
abbi pietà della solitudine del cuore,
abbi pietà della debolezza della nostra fede,
abbi pietà di coloro che amiamo,
abbi pietà di coloro che piangono,di coloro che pregano,
di coloro che tremano..
Dona a tutti la speranza e la pace...

A volte si pensa che evitare le situazioni sia la cosa migliore, si rimanda sempre si cerca di protrarre una cosa all'infinito, ma dobbiamo capire che rimandare evitare procrastinare un qualcosa che prima o poi andra fatto non si fa altro che prolungare la sofferenza, non e una questione di coraggio ma di Fede, poichè se io ho Fede non mi preoccupo di affrontare qualsiasi problema che mi si pone davanti, la Fede in GESU' CRISTO ti darà la sicurezza che non sei mai solo in ogni situazione ma hai GESU' accanto è questo basta.

Ci sono momenti in cui ciò che vedi davanti ai tuoi occhi è il nero, il buio, il male, il negativo… uno dopo l’altro gli insuccessi, le delusioni, le perdite, i colpi inferti da parole o atteggiamenti si sono susseguiti nella tua vita, molte volte sei caduto a terra ma ti sei subito rialzato, altre volte attendevi una mano che ti aiutasse a farlo ma quella mano non è venuta in soccorso, altre volt
e ancora hai pensato di rimanerci a terra perchè forse stando così in basso avresti visto le cose e le persone da un altro punto di vista. Ci sono momenti in cui ti sfrecciano come fotogrammi impazziti ricordi di attimi che pensavi aver cancellato e che senza preavviso tornano a galla, facendo affogare te nel dolore e nella sofferenza che ti hanno provocato certe parole, certe persone, certi comportamenti. Ti sforzi di essere forte, di non dare peso al passato e di guadare al futuro, alle tue soddisfazioni, alle piccole sorprese che nonostante tutto la vita ti ha regalato , alle gioie e ai sorrisi che ti hanno riempito i giorni e le notti, ai momenti in cui hai provato quella sensazione di felicità e di grandezza quando hai visto un tuo sogno
realizzarsi. Ti sforzi di pensare che a maggior ragione non bisogna vedere tutto nero, che a volte hai solo un paio di occhiali scuri che nascondono la luce del sole che splende sempre in alto nel cielo. Ti sforzi di non sentirti solo ma di sentirti amato e compreso, aiutato e supportato dalle persone che credono in te, e invece giorno per giorno cominci a capire che l’unica persona che può amarti davvero è solo te stesso, l’unica persona di cui puoi fidarti davvero è te stesso, l’unica persona a cui dovresti dare retta è te stesso, anche se fai degli errori, anche se cadi ma poi trovi il coraggio di rialzarti, anche se il mondo intorno a te ti osserva scettico e mette i puntini sulle “i” di tutto ciò che fai. Ci sono momenti in cui l’unica cosa che forse può aiutarti a stare meglio è piangere… piangere a dirotto, piangere come un bambino, a singhiozzi, senza pensare, senza ricordare. Spegnere il cervello, chiudere la memoria a chiave per un po’ e piangere… lasciare che quelle lacrime salate e amare al tempo stesso bagnino il tuo viso, i tuoi abiti, il tuo cuore. Piangere a volte è l’unico aiuto che possiamo avere da noi stessi e che nessun altro può darci. 

Preghiera di Natale
Verbo Incarnato, che nuovamente
condividi con noi il tuo Natale
insegnaci a condividere con gli altri
i nostri progetti di pace e solidarietà.
Tu che nella Grotta di Betlemme
hai proposto agli uomini di ogni tempo
un itinerario di amore e riconciliazione
illumina l'umanità di oggi a ritrovare
la strada che porta ad incontrare l'altro
nel dialogo, nell'amore e nel rispetto profondo.
Piccolo grande Dio, che nell'umiltà più sentita
hai indicato in Te la via maestra che porta alla verità
aiutaci ad eliminare da questa terra l'orgoglio,
la falsità e la menzogna, cause dirette
del male del mondo moderno.
Tu che leggi nel profondo di ogni cuore
trasforma i nostri personali risentimenti
in atteggiamenti e comportamenti fraterni,
gli unici che danno gioia vera e
trasformano il Natale in festa vera.
Messia atteso da secoli
e giunto nella pienezza dei tempi
guida l'umanità del terzo millennio
verso mete di giustizia più certe
per ogni uomo di questa Terra.
Tu che tutto sai e puoi
conosci le attese di ciascuno di noi
anche per questo annuale anniversario della tua venuta tra noi
fa nascere nel cuore di tutti gli uomini della terra
un solo raggio della tua infinita carità
e della tua bontà illimitata.
Non permettere, Gesù, Figlio dell'Uomo,
che nessun bambino, giovane, adulto ed anziano
del Pianeta Terra continui a soffrire a causa
della cattiveria che si annida nel cuore di tanta gente.
Fa di tanti cuori segnati dall'odio e dalla morte
cuori capaci di amare e di perdonare
come tu hai perdonato alla Maddalena,
ai tuoi crocifissori ed al buon ladrone
morto in croce accanto a Te sul Golgota.
Dalla capanna di Betlemme
anche quest'anno si irradi in tutto il mondo
la luce del tuo Natale, che è sempre
motivo di speranza e di pace per l'intera umanità.

Non dite: "Tutto è inutile".
Quando sembra che il seme sia caduto in zolle infeconde perché subito non germoglia in tenere foglie, è allora che mette profonde radici per poi nascere più robusto, dando cespo di granite spighe. Ma è il vostro pianto che deve irrorare le zolle aride ed è il vostro sangue , sia sangue di vene o sangue di spirito, ossia l'olocausto totale, quello che deve nutrire la polvere senza succhi e farne terra feconda.
DAL LIBRO DEI SALMI.

Grazie, Signore, per questo nuovo giorno di vita. Un giorno che non ritornerà mai più.
Un giorno il cui significato dipenderà dal mio atteggiamento.
Donandomi questo giorno, o Signore, tu mi offri tempo per conoscermi meglio, per definire le
mie scelte, per gioire, per soffrire e sperare. Ti chiedo, o Signore, di starmi vicino.
Aiutami a valorizzare il dono del tempo, a risvegliare in me i tuoi richiami di grazia.
Dammi tempo, o Signore, per riflettere e pregare, per ascoltare e perdonare, per dare e
ricevere, per ricordare e sognare. Soprattutto, o Signore, dammi tempo per amare!
Signore, aiutami a santificare il tempo, che è dono tuo, non sciupandolo nell’ozio, non
mortificandolo in atti stupidi, ma rischiandolo per servire, per servirti sempre.
Amen!

Signore insegnami a parlare...
Signore, insegnami a non parlare
come un bronzo risonante
o un cembalo squillante,
ma con amore.
Rendimi capace di comprendere
e dammi la fede che muove le montagne,
ma con l'amore.
Insegnami quell'amore che è sempre paziente
e sempre gentile;
mai geloso, presuntuoso, egoista o permaloso;
l'amore che prova gioia nella verità,
sempre pronto a perdonare,
a credere, a sperare e a sopportare.
Infine, quando tutte le cose finite
si dissolveranno
e tutto sarà chiaro,
che io possa essere stato il debole ma costante
riflesso del tuo amore perfetto.
Madre Teresa di Calcutta

♥ Come può aiutarti il tuo Angelo nei momenti difficili. ♥
E’ soprattutto l’amicizia profonda,l’unione profonda con il tuo Angelo ad essere una fonte di forza per te,di entusiasmo,di gioia
Non stupirti se ho detto amicizia, perchè, insieme alla fusione e nel suo significato più intenso,più sacro, è l’espressione di quel rapporto che è indispensabile vi sia tra te e il tuo Angelo.
Quando tu lo percepisci, quando lo senti intensamente potrà farti provare così tante sensazioni da non aver nemmeno la necessità di vederlo .anche se questo può accadere.

Pensa a un amore grande,totale, luminoso: così appagante che ne godi anche quando la persona amata non è accanto a te ti senti da questo amore riempito anche quando la persona non vedi. Ben di più questo potrà accadere con il tuo Angelo.

Allora vai con lui,stringiti a lui nel silenzio del tuo cuore e percepiscilo, riconoscilo.

Crea un tuo spazio più spesso che puoi ,nella tua casa,con luce di candela ,nell’intimità di una stanza nel silenzio totale o anche nella natura,con la luce del sole o delle stelle .
Crea questa intimità e rimani in silenzio,chiedendoLe di vibrare intensamente in te,di aiutarti ad elevarti,ad innalzarti con la tua assenza,per fonderti sentirai più che mai quanto è reale,quanto la vostra amicizia è reale.
Rapportarti con lui come un amico ,un grande amico che ti ama nella tua totalità ,ti ama intensamente infinitamente. E il cuore sacro colmo di gioia,di amore,di ogni cosa.
Non posso dirti che il quotidiano sarà semplice,anche se insieme potrete rendere tutto piacevole,più gioioso e il cammino più leggero. Il quotidiano potrà essere ancora confuso dovrai ancora affrontare delle difficoltà ma puoi crearti un riparo nella luce,nell’amore. E dove non vedrai l’aiuto che gli hai chiesto o non lo sentirai sorridi,sapendo che quella situazione che stavi vivendo ,forse spiacevole,è un grande aiuto che ti farà crescere ,è una esperienza che si trasformerà in un tesoro, e lui comunque ti aiuterà a viverla. La sua protezione totale non può privarti di quelle esperienze che hai scelto di vivere,di quelle lezioni che hai scelto di apprendere; ma li ancora più intensamente porterà il suo aiuto e con il suo amore ti sentirai un bambino che ha voglia di cantare spensierato,una creatura che desidera amare sempre di più e tutto sarà appagante.
Il tuo Angelo ti ama ,ti ama profondamente, ti ama totalmente. ♥

♥ È logico credere negli Angeli? ♥

Molti di voi, sicuramente si saranno fatti questa domanda.
Se l’universo ha un senso, una razionalità, un’armonia, un fine, allora è chiaro che gli uomini (e con essi animali e piante), che ne abitano un infinitesimo frammento, non sono necessariamente le uniche creature possibili, le uniche a essere presenti. Anzi, se così fosse, potremmo parlare di stranezza, di anomalia.

È perfettamente logico che, assieme agli uomini, esistano altre creature, con fisionomia e caratteri diversi, magari all’interno di mondi diversi e paralleli, immersi in dimensioni sconosciute, che esulano dalle tradizioni entro le quali siamo relegati a condurre la nostra vita terrena. Il fatto che queste entità possano avere una consistenza eterea e puramente spirituale, o siano prive di quella materialità che, almeno in parte, ci caratterizza, non dovrebbe sorprenderci più di tanto.

Soprattutto da quando la fisica contemporanea ci ha insegnato che la materia, così come era concepita in passato (ovvero solida e indistruttibile), in realtà non esiste, perché, in effetti, non è altro che una parte condensata, parziale e temporanea, di quell’energia che pervade tutto l’universo.

Diamo dunque spazio agli Angeli, percepiamoli accanto a noi, riconosciamoli come fratelli, in quanto figli di uno stesso Padre, compagni di strada in questo viaggio affascinante e misterioso che è l’esistenza.

Gli Angeli sono gli abitanti di un regno intermedio tra Dio e l’uomo e come tali colmano un vuoto e, nel loro contatto col mondo umano, possono assumere forme assolutamente imprevedibili.
Forse il nome stesso, Angelo, è improprio rispetto alle immense possibilità di questi Esseri. Pur derivando dal greco “anghelos”, che significa nunzio, messaggero, vedremo strada facendo, che gli Angeli sono molto più che semplici portatori di notizie. Sono veri e propri esecutori della volontà divina. Troveremo sotto la loro giurisdizione ed il loro controllo, ogni cosa che esista nell’immensità della creazione. ♥

‎*°•♥•°* Dopo l’Avvento (tempo di attesa con la Speranza nel cuore) ecco che si festeggia la Nascita del Salvatore (Natale)…..
Dio è venuto in mezzo a noi (non solo per Liberarci dalla schiavitù del Peccato) ma, anche per farci prendere coscienza che senza di Lui siamo (deboli miseri poveri fragili)….bisogna (come Maria) accogliere la Parola con uno spirito povero e fare in modo che in noi cresca e porti frutto.
Mettersi (come Maria) subito in cammino per annunciare la Salvezza e Lodare il Signore con il proprio Magnificat * Di cuore e con vero affetto auguro a tutti un Santo Natale e un felice Anno Nuovo con la Speranza che sia un Anno di (Latte e Miele) Auguriiiiiiiii *°•♥•°*

Perché sei triste? Perché pensi ad un altro anno passato inutilmente? Perché guardi il Natale con occhi tristi e di dolore, datti forza abbi fede poiché se tu vuoi GESÙ Bambino nascerà proprio nel tuo cuore, guarda questo Natale con gli occhi della speranza, non rimurginare su ciò che è stato ma guarda avanti perché GESÙ vuole darti una vita nuova.
Chi prova il dubbio verso Te mio DIO non è da condannare ma da amare, perché vorrebbe conoscerti ma non riesce perché ti cerca con mezzi che non lo porteranno mai da Te , la ragione porta nel mondo, ma tu non sei di questo mondo e per cercarti bisogna prima aprire il cuore, togliere ogni superbia ed essere molto umili dicendo, Tu che Sei un mistero ineffabile dove la mia mente si perde Entra nel mio cuore perché ti cercò e ti desidero.
Eleva l'anima a DIO apri il tuo cuore solo a LUI Amalo perchè Lui Ti Ama, Amalo perchè Lui è il Tuo creatore, Amalo perchè Lui è Misericordioso, Amalo perchè DIO è Amore, Amalo perchè solo cosi troverai la pace

Natale 2012: Il Corredino a Gesù Bambino

Preparando il presepe ci commuoviamo sempre al pensiero che Gesù, Dio, si è voluto fare uomo per salvarci. E’ voluto nascere, non in una reggia ma in una stalla. Si è voluto fare povero per noi, si è fatto così vicino a noi, che ognuno può sentirsi a suo agio con  lui. Vorremmo essere vicini a Maria e Giuseppe per accoglierli nella nostra casa ben riscaldata, per assisterli nelle loro necessità di pellegrini, per accogliere Gesù in una calda culla.

Ma possiamo farlo! Si, possiamo vivere questo tempo di preparazione al Santo Natale, preparando una VERA accoglienza degna al nostro Salvatore.
E’ tempo di attesa! Di attesa gioiosa che riempie il cuore di speranza, che invita a preparare il cuore per accogliere Gesù che viene.
Le nostre città, con le strade illuminate, le nostre case dove fervono i preparativi della festa, le nostre chiese dove risuona l’antica melodia della Novena di Natale, sono un segno di questa attesa.

La gioia di sapere che Egli viene, e che noi possiamo accoglierlo nel nostro cuore, nelle nostre case, nelle nostre città, nella nostra vita,  ci impegna a intraprendere un concreto percorso di preparazione spirituale.
Senza ‘imparare’ ad accogliere Colui che viene, non è possibile celebrare cristianamente il Natale.
È questo che rende concreta la nostra speranza, e attenta e vigilante la nostra attesa.
Grandi e bambini, ricchi e poveri, tutti siamo chiamati a celebrare cristianamente il Santo Natale. E allora, ascoltiamo e mettiamo in pratica l’invito del Vangelo: “preparate la via per il Signore, spianate i suoi sentieri!” I bambini ci insegnano.
ci  propongono questa bella devozione: “ Prepariamo il corredino a Gesù Bambino” , una devozione che nella Novena di Natale. ci accompagna con la preghiera e con i propositi.
Se arriveremo preparati, allora si che sarà veramente un BUON NATALE!

Pubblicato dalla Consigliera Farfallaasr Pace Paola
Per implorare lo Spirito Santo

Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo; sentiamo il peso delle debolezze, ma siamo tutti riuniti nel tuo nome; vieni a noi, assistici, vieni nei nostri cuori; insegnaci tu ciò che dobbiamo fare, mostraci tu il cammino da seguire, compi tu stesso quanto da noi richiesto. Sii tu solo a suggerire e a guidare le nostre decisioni, perché tu solo, con Dio Padre e con il Figlio suo, hai un nome santo e glorioso; non permettere che sia lesa da noi la giustizia, tu che ami l'ordine e la pace; non ci faccia sviare l'ignoranza; non ci renda parziali l'umana simpatia, non ci influenzino cariche e persone; tienici stretti a te e in nulla ci distogliamo dalla verità; fa' che riuniti nel tuo santo nome, sappiamo contemplare bontà e tenerezza insieme, così da fare tutto in armonia con te, nell'attesa che per il fedele compimento del dovere ci siano dati in futuro i premi eterni.
Amen.


Smetti di essere triste! 
Manda via l’antico cancro del tuo cuore,
il mostro che t’uccide senza far rumore…

A che serve fare il muso a tutto il mondo?
A che serve se poi resti prigioniero?
A che serve guadagnare il mondo intero,
se poi perdi la tua anima? 
…La tua anima!

Smetti di essere triste!
Il tuo tempo è un’occasione per amare.
Se sei caduto, ecco che puoi ricominciare…

A che serve flagellarsi tutto il giorno?
A che serve se poi resti prigioniero?
A che serve giudicare il mondo intero,
se poi perdi la tua anima?
…La tua anima!... 

Credimi, è molto importante
regalare anche un sorriso
a chi vive di un istante
e ha perduto il Paradiso, 

a chi scopre ogni miseria
tra le piaghe della vita.
Certo che la vita è seria!!!
Ma è anche bella, e va capita:

C’è bisogno di sperare,
di combattere il dolore,
di morire per amore
e ogni volta sempre poi ricominciare… 

Smetti di essere triste!
Non sarà sempre così fino alla morte,
la Vita scrive dritto sulle righe storte…

A che serve lamentarsi tutto il giorno?
A che serve se poi resti prigioniero?
A che serve dominare il mondo intero,
se poi perdi la tua anima?
…La tua anima!

La gioia che dà speranza è la nostra forza!
La gioia che dà speranza è la nostra forza!
La gioia che dà speranza è la nostra forza!
…la nostra forza!
(di Roberto Lucioli)

Signore di prego,
stai con noi oggi, e io inizierem a risplendere
come tu risplendi,
a risplendere fino ad essere luce per gli altri.
La luce, o Gesù, verrà tutta da te:
nulla sarà merito nostro.
Sarai tu a risplendere,
attraverso di noi, sugli altri.
Fa' che noi ti lodiamo così
nel modo che tu più gradisci,
risplenderemo sopra tutti coloro
che sono intorno a noi.
Insegnaci a diffondere la tua lode,
la tua verità, la tua volontà.
Fa' che noi ti annunciamo non con le parole
ma con l'esempio,
con quella forza attraente,
quella influenza solidale
che proviene da ciò che facciamo.  Amen.

PUBBLICATA DAL NOSTRO PRESIDENTE GIOVANNI GRANATO  

 Oggi raccolgo brandelli di cielo,

sorrido al nuovo giorno che si accinge a splendere,
raccolgo le forze come fossero coralli sulla spiaggia,
e ne faccio tesoro per l’intera giornata.
Apri le porte al cambiamento e vivi intensamente,
disegna una finestra tra i pensieri più bui
e farla diventare la tua finestra sul cielo interiore.
Che sia un giorno splendido,
uno di quei giorni dove il sole splende,

dentro e fuori di te.                                                                      

PUBBLICATA DAL NOSTRO PRESIDENTE GIOVANNI GRANATO

Ogni giorno al tuo risveglio pensa:

Oggi sono fortunato perché mi sono svegliato Sono vivo ho il dono prezioso della vita

Non lo sprecherò.

Userò tutte le mie energie per migliorare me stesso, per aprire il mio cuore agli altri, lavorerò per il loro beneficio.

Avrò solo pensieri gentili verso gli altri

non mi arrabbierò e non penserò male di nessuno.

Aiuterò gli altri il più possibile mettendo la mia vita al loro servizio.

L' AURORA
L'aurora inonda il cielo di una festa di luce,
e riveste la terra di meraviglia nuova.
Fugge l'ansia dai cuori, s'accende la speranza:
emerge sopra il caos un'iride di pace.
Così nel giorno ultimo l'umanità in attesa
alzi il capo e contempli l'avvento del Signore.
Sia gloria al Padre altissimo e a Cristo l'unigenito,
sia lode al Santo Spirito nei secoli dei secoli. Amen.

Nacque così la stella di Natale

Era la notte di Natale. Un bambino aveva perso la sua mamma da poco tempo e alla finestra, guardava in cielo, perché il suo papà gli aveva detto che lei ora era lassù su una stella.
Il bambino, poiché il cielo era nuvoloso, non vedeva nessun astro brillare; improvvisamente però apparve una piccola stella.
Egli pensò che se avesse avuto le ali, avrebbe potuto raggiungerla; forse avrebbe rivisto la mamma.
Ma poi accadde una cosa inattesa: la stellina si staccò dal cielo e venne giù, sempre più giù fino ad arrivare alla finestra del bambino.
Egli aprì la finestra e la vide da vicino: era grande quasi quanto lui e al centro delle cinque punte era luminosissima.
In questa luce, vide la sua mamma che gli diceva:
“Sono felice e sarò sempre vicino a te!”
Istintivamente il bambino afferrò la stella e se la portò sul cuore, stringendosela forte forte.
Immediatamente essa assunse il colore rosso del sangue e al posto delle cinque punte spuntarono dei petali rossi.
L’astro si era trasformato in un fiore.
Nacque così la stella di Natale.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Accoglici Madre

A te levo i miei occhi, santa Madre di Dio. Vorrei fare della mia casa una casa nella quale Gesù sia presente, come ha promesso a quelli che si riuniscono nel suo nome. Tu hai accolto il messaggio dell’Angelo come un messaggio che viene da Dio, e hai ricevuto, per la tua fede, la grazia incomparabile di accogliere in te Dio stesso. Tu hai aperto ai pastori e ai Magi la porta della tua casa in modo che nessuno si stupisse della sua povertà o della sua ricchezza. Sii tu, nella mia casa, colei che accoglie. Perchè quanti hanno bisogno di conforto siano confortati; quanti desiderano rendere grazie possano farlo; quanti cercano la pace possano trovarla. E possa ognuno ritornare nella sua casa con la gioia di avere incontrato Gesù, Via, Verità e Vita.

Affanno
Ho condannato a morte
i miei pensieri
troppi misteri, non è possibile svelare.
Sono venuta di corsa
a cercarti
ma non ti ho trovato
ed il tuo conforto mi è mancato.
Ho fucilato
i miei pensieri
ed ora che non so più che cosa fare,
scalza, fra sassi e sterpi
con i piedi sanguinanti
ho ucciso
i miei pensieri
ed al loro posto
ho trovato ali fatte di piume colorate.
La mia mente
non conosce più ragione;
son libera di volare.

Pubblicata dalla Consigliera Germana Brivio
Preghiera a Santa Lucia

Per quell'amore ardentissimo che avete verso Gesù, gloriosa Santa Lucia, quando, dopo esservi a lui consacrata con voto irrevocabile, rinunziaste ai partiti più vantaggiosi e dopo avere distribuite in elemosina tutte le vostre sostanze sacrificaste ancora la vostra vita sotto quel ferro crudele che vi ha decapitata; ottenetemi la grazia, che arda anche io continuamente di santa carità, per sostenere tutti i mali, piuttosto che divenire infedele al mio Signore.
Gloria Patri.


La fiaba di Santa Lucia
Quando S. Lucia salì in cielo, tutti si meravigliarono nel veder arrivare una persona così giovane. Ben presto la Santa con i suoi modi dolci ed i suoi occhi pieni di luce conquistò tutti e, persino lo scontroso S. Pietro si prese cura di lei come fanno i nonni con i nipoti.Così trascorrevano i giorni allietati di serenità e pace e Lucia si godeva questa sublime situazione, riflettendo su quanto fossero lontane da lei le sofferenze e la cattiveria che regnavano sulla Terra. S. Pietro, che nonostante la sua lunga barba bianca, aveva ancora una vista acutissima, si accorse che un sottile velo di tristezza si era posato sugli occhi celestiali di Lucia e, così, decise di chiamarla a sé per parlarle. S. Lucia gli disse che avrebbe tanto desiderato anche per un solo minuto poter rivedere il suo paese in Sicilia e i suoi poveri.
S. Pietro, fu talmente colpito da quella richiesta che passò giorni e notti fra le morbide nuvole del Paradiso a pensare come potesse esaudire il suo desiderio, finché prese coraggio e decise di parlarne col Padre Eterno. S'incamminò un po' timoroso e quando fu da Lui espose la richiesta tenendo sempre china la testa in segno di profondo rispetto. S. Pietro restò immobile ad aspettare una risposta poi, inaspettatamente, udì uno strano e metallico tintinnio; socchiuse gli occhi e vide che il buon Dio teneva in mano una piccola chiave d'oro. "Tieni Pietro, questa é la chiave che apre una finestrella che dà sul mondo, prendila e portala a S. Lucia" disse il Signore. S. Pietro fu così meravigliato che afferrò la chiave e corse come un ragazzino a cercare la sua Santa bambina, felice di aver esaudito il suo desiderio. Immediatamente gli occhi della santa s'illuminarono e i due salirono su di una nuvoletta che li portò alla magica finestrella. Quando arrivarono, Lucia con la mano tremante, infilò la chiave nella fessura e, come d'incanto, le apparve laggiù il mondo.La giovane fu soddisfatta di quella visione e, per lungo tempo,non desiderò più aprire gli occhi sulle cose terrene. Una notte però, il suo sonno venne turbato da lontani lamenti e pianti. Lucia, preoccupata decise di prendere la chiave per vedere cosa stesse accadendo. Fu in quel momento che la santa vide tutte le cose ingiuste, la vita dissoluta, il male, ma soprattutto vide bambini che soffrivano e piangevano. Rammaricata richiuse piano la finestrella e, una profonda tristezza, calò sui suoi dolcissimi occhi celesti.
Lucia sperava di vedere presto migliorare le cose sulla Terra; la sofferenza dei bambini l'angosciava tantissimo, non sopportando che proprio loro, così immacolati ed indifesi, potessero subire angherie fisiche o morali da parte degli adulti. S.Pietro nel frattempo la osservava in silenzio e, notava man mano che passavano le giornate, il mutamento d'umore di Lucia.Nemmeno al Padre Eterno passò inosservata la cosa e decise di chiamare S. Pietro. "Caro Pietro," disse il Signore "Io so quello che turba S. Lucia. Ella soffre per i patimenti dei bambini e le privazioni alle quali sono sottoposti."disse ed aggiunse: " Ho deciso, daremo l'incarico proprio a Lei di portare una volta all'anno un po' di allegria sulla Terra e, tu Pietro, le dirai che il Signore l'autorizza a scendere il giorno del suo martirio cioè il 13 dicembre per portare doni a tutti i bambini della Terra. Ora vai, corri, voglio che torni la luce in quei santi occhi." S. Pietro fu talmente felice, che, abbracciò il Signore e poi si affrettò a cercare Lucia per darle la bellissima notizia. Subito la santa rimase incredula, ma poi si convinse riempiendosi il cuore di letizia. Ormai mancavano pochi giorni al 13 dicembre, ma Lucia capì ben presto che non disponeva di nulla ed, in Paradiso, non esistevano né pasticcerie, né negozi di giocattoli. Questa volta S. Pietro fu veramente geniale; chiamò S. Lucia e la invitò a prendere la chiave d'oro dicendole di seguirlo."Apri la finestrella e guarda bene"disse Pietro. "Vedi là nello spazio?
Eccolo, lì c'é un cavallino, una bambola, un trenino, là c'é una trombetta, una trottola, li vedi? Sai cosa sono tutti quei giochi? Sono i giochi superflui, inutili, abbandonati e dimenticati dai bambini viziati e mai contenti. I giochi sono come le persone, cercano compagnia e, se nessuno li vuole più, preferiscono andare nello spazio, sperando d'incontrare qualche bimbo disposto a giocare con loro.. su' dai forza, prendine quanti ne vuoi e portali a chi ne ha veramente bisogno" concluse Pietro. "Oh, nonno Pietro, grazie, grazie di cuore" disse S. Lucia e cominciò ad afferrare tutti quei giocattoli abbandonati. La santa lavorò fino alla sera del 12 dicembre e mise tutti i giocattoli in grandi sacchi che appoggiò sulle spalle. Ma cara Lucia, così non arriverai mai con tutto quel carico,pesa troppo" disse Pietro e col suo vocione esclamò: " C'é qualcuno qui che sarebbe disposto ad aiutare S. Lucia?" "Iho...Iho..."Tu, mio dolce asinello? Se a Lucia va bene, andrà bene anche a me" disse Pietro guardando la santa. "Bravo asinello, tu sarai il mio fedele accompagnatore, vedrai, quando ci vedranno i bambini che gioia sarà per loro"disse Lucia accarezzando la generosa bestiola. Ecco come nacque il viaggio di S. Lucia e del suo asinello; da allora non hanno mai mancato all'appuntamento ogni 13 dicembre con i bambini buoni e bravi.

Mercoledì della II settimana di Avvento 
Gesù ci invita: “Venite a me, voi tutti”.

Ma chi sono i suoi invitati?
Sono coloro le cui spalle si piegano sotto il peso delle cose che si pretendono da loro: comandamenti e leggi, obblighi ad essere prestanti e concorrenza asserviscono agli uomini.
Gesù ci invita a liberarci da queste esigenze grazie a lui.
Ma cosa ci offre come alternativa?
Ci promette un giogo nuovo e un nuovo fardello. Come rispondere ad un tale invito?
Eppure vi è una differenza fondamentale tra il giogo che ci impongono gli altri e quello che ci propone Gesù. Gesù non ha altre esigenze, si propone come esempio. Egli stesso non obbedisce a ciò che si esige da lui dall’esterno. Obbedisce al proprio cuore, a ciò che sa che Dio sostiene in lui.
Quando si è trovata questa via, si cessa di essere sballottati qua e là, e si può riposare.
Gesù non vuole schiacciarci: non si aspetta che noi ci trasformiamo dall’oggi al domani, ma che noi siamo pronti a imparare da lui qualche cosa.
Antifona d'ingresso
Il Signore viene,
non tarderà:
svelerà i segreti delle tenebre,
si farà conoscere a tutti i popoli. (cf. Ab 2,3; 1Cor 4,5)
Prima lettura

Is 40,25-31
Il Signore dà forza a chi è stanco.

Dal libro del profeta Isaìa

«A chi potreste paragonarmi,
quasi che io gli sia pari?» dice il Santo.
Levate in alto i vostri occhi e guardate:
chi ha creato tali cose?
Egli fa uscire in numero preciso il loro esercito
e le chiama tutte per nome;
per la sua onnipotenza e il vigore della sua forza
non ne manca alcuna.
Perché dici, Giacobbe,
e tu, Israele, ripeti:
«La mia via è nascosta al Signore
e il mio diritto è trascurato dal mio Dio»?
Non lo sai forse?
Non l’hai udito?
Dio eterno è il Signore,
che ha creato i confini della terra.
Egli non si affatica né si stanca,
la sua intelligenza è inscrutabile.
Egli dà forza allo stanco
e moltiplica il vigore allo spossato.
Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza,
mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi,
camminano senza stancarsi.

Parola di Dio


>
Salmo responsoriale

Sal 102

Benedici il Signore, anima mia.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Canto al Vangelo ()
Alleluia, alleluia.
Ecco, viene il Signore a salvare il suo popolo:
beati coloro che sono preparati all’incontro.
Alleluia.


>
Vangelo

Mt 11,28-30
Venite a me, voi tutti che siete stanchi.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

don Luciano Sanvito
Mitezza e Umiltà

"VENITE A ME..."

Venire a Lui.
Lui viene a noi.
Un incontro.

Il ristoro di Gesù offerto a chi è "affaticato e oppresso" nella vita diventa motivo del ricevere in dono il suo "giogo dolce, il suo carico leggero".

Il ristorare che Gesù offre all'uomo è la sua presenza, questo "giogo" che sulle nostre spalle è il primo "angelo custode" che guida, protegge e governa il nostro cammino.

Andare a Lui e averlo come guida della vita diventa una scuola di vita, dove si impara "da Lui che è mite e umile di cuore".

LA MITEZZA
E L' UMILTA'                                                                                                                                                             Atteggiamenti che ci aiutano a ristorare la nostra vita, a ricevere con noi Lui che guida e orienta la nostra strada quotidiana, nel percorso suggerito dal suo Spirito e accolto solo da chi si fa umile e mite.                     Umiltà e mitezza: riconoscere che abbiamo bisogno di Lui per dare senso alla nostra esperienza, a tutto quello che succede: essere umili ci permette di vedere Lui sopra tutto e tutti, evitando di vedere solo l'io.

 
GESU' FONTE DI VITA ETERNA!!!
CI SIAMO MAI CHIESTI SE NELLA NOSTRA VITA METTIAMO GESU' AL PRIMO POSTO?
AVVOLTE CERCHIAMO MIRACOLI,SENZA RENDERCI CONTO CHE IL MIRACOLO PIU' GRANDE AVVIENE QUANDO GESU' SI DONA PER NOI NELLA SANTISSIMA EUCARESTIA DURANTE LA SANTA MESSA!!!
PER NOI CHE FACCIAMO UN CAMMINO DI FEDE,SANTIFICARE LE FESTE E' ALLA BASE DI TUTTO...
GESU' FA CHE NOI COMPRENDIAMO LA GRAZIA CHE CI DONI NEL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL'ALTARE!!!
LUCE NEL MONDO NEL BUIO DEL CUORE...VIENI ED ILLUMINAMI...TU,MIA SOLA SPERANZA DI VITA...RESTA PER SEMPRE CON ME....SONO QUì A LODARTI,QUì PER ADORARTI,QUì PER DIRTI CHE TU SEI IL MIO DIO...E SOLO TU SEI SANTO SEI MERAVIGLIOSO,DEGNO E GLORIOSO SEI PER ME....

Natale, la nascita della nuova Luce

«Anche se Gesù fosse nato mille volte a Betlemme,

ma non nel vostro cuore, sareste ugualmente perduti.

In verità, la Parola eterna è sempre pronta a nascere…. Dove?

In un’anima perduta in se stessa. Solo colui che è rinato in una vita

totalmente nuova può varcare la porta della beatitudine.

Oh uomo, domandi dove si trova il trono di Dio?

Esso è là dove Dio rinasce in te… come suo Figlio.

Se tu rinasci da Dio, cioè lo fai rinascere in te, tu esci da te ed Egli entra in te.»

 

Aspettando Gesù Bambino.                                                                                                                                              Difficile non subire il fascino del Natale, quando si è bambini è la festa più dolce e ricca di poesia che si possa immaginare, quando si cresce e si diventa adulti resta un momento in cui è impossibile restare indifferenti di fronte all’atmosfera natalizia.

Nella memoria di ciascuno rimangono Natali di un tempo, che scandiscono il lento ma inesorabile scorrere degli anni
.

Quest'anno, l'indifferenza all'atmosfera natalizia è più forte, a casua della grave situazione politica che stiamo vivendo e della grave crisi che interessa da vicino tutti i cittadini e tutti noi.

Tuttavia penso che questo che sta succedendo nell'imminenza del Natale, non può e non deve "rovinare" la festa, ma anche in momenti come questi il messaggio A volte il Natale può essere triste, una sofferenza, un dolore, un lutto improvviso nell’imminenza del Natale “rovinano” la festa, ma anche in momenti così il messaggio di un Dio che si fa uomo, che viene a offrire speranza ad una umanità più che mai bisognosa di Speranza, sa offrire quel guizzo fulminante che diventa un astro luminoso che conduce alla grotta di Betlemme.

Purtroppo ci sono – oggi come ieri - Natali di guerra, Natali di miseria, Natali di povertà e c’è sempre un Erode di turno che insidia la venuta di un bambino che nasce. Oltre a tutto questo, va considerato inoltre che viviamo in un contesto dove il senso pagano del Natale rischia di travolgere il senso più vero e più autentico del Natale cristiano.

Come tanti altri mi porto il Natale nel cuorecon il sorriso sulle labbra, salvo restando la consapevolezza, soprattutto per i credenti, che mentre si celebra il Natale resta l’impegno di ciascuno di noi di non dimenticare mai quelle persone per cui il Natale resta non un momento di festa ma una sofferenza più acuta per le privazioni che un mondo distratto può riservare a chi anela ad una umanità più giusta e fraterna.

Un messaggio questo che si è dischiuso nella grotta di Betlemme, che germoglia ogni anno, ma che per fiorire definitivamente ha ancora bisogno di sentir risuonare nel cuore e della mente il messaggio proclamato dagli angeli nella notte Santa due millenni fa: «Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini ch’egli ama!».

E’ NATALE…
VIENI PICCOLO…VIENI…

Vieni... Piccolo... vieni!
Vieni a scaldare i nostri cuori aridi,
vieni a darci speranza,
vieni a infondere nelle nostre vite
quel soffio di grazia e di tenerezza
che l'umanità attende da sempre.

Vieni, Gesù Bambino, vieni!
Vieni a consolare
le mamme ed i papà
che piangono i loro bambini
uccisi dall'odio dei fanatici.
Vieni a sostenere le famiglie
della tua terra,
la Terra Santa, dove si piangono vittime innocenti,
al di qua e al di là del Muro.

Vieni... Piccolo... vieni!
Vieni a nascere nel martoriato Darfur,
e in tutte le parti del Mondo dove si perseguitano
e si uccidono innocenti
nell'indifferenza
di un mondo apatico e distratto.

Vieni, Gesù Bambino, vieni!
Vieni a giocare con i "meninos da rua"
di tutto il mondo,
che non hanno mai conosciuto né i baci,
né le carezze della mamma.

Vieni... Piccolo... vieni!
Vieni a togliere le armi dalle esili braccia
di ragazzi privati della loro adolescenza,
per trasformarli in assassini:
vieni a parlare al loro cuore.

Vieni, Gesù Bambino, vieni!
Vieni in questa nostra società
sazia e disperata
che non sa più accogliere la vita
e che spinge i suoi giovani
a fumare la morte.

Vieni, Signore Gesù, vieni!
Oggi come allora
abbiamo bisogno di Te:
Vieni e donaci la Pace,
la Speranza, l'Amore.

Nacque così l’albero di Natale

Anche le Fate festeggiano il Natale. Accadde infatti moltissimo tempo fa, che le Fate Noemi e Selena, che vivevano da secoli sulle montagne, stavano per andare la sera della vigilia di Natale, a casa di una loro amica per il gran cenone. Purtroppo durante il cammino, vennero sorprese da una bufera di neve e dovettero fermarsi, anche perché avevano smarrito la strada.
Non sapevano però come ripararsi da quella brutta tempesta che le sballottava di qua e di là, ma subito sentirono un voce che diceva:
“Incantevoli creature, venite sotto di me e io vi proteggerò”.
Voltatesi, videro un abete altissimo: era lui che aveva parlato. Le fate si ripararono sotto il grande albero, e Noemi disse:
“Siete molto gentile signor Abete”.
Selena chiese all’amica: “Chissà quando smetterà di nevicare così. Forse non faremo in tempo ad arrivare per il cenone. Pazienza!”.
Ma Noemi che aveva un carattere generoso, ignorò le lamentele di Selena e chiese all’abete:
“Perché non ci parli un po’ di te?”.
Il grande albero rispose: “Io sono qui da tantissimi anni; i miei simili sono stati divelti e io sono rimasto solo, esposto alle tempeste di neve, al gelo, al vento e a ogni sorta di intemperie. La mia vita è davvero triste”.
Noemi non gli rispose, ma sottovoce disse all’amica: “Perché non lo facciamo contento? Lui si è offerto spontaneamente di ospitarci sotto le sue fitte foglie aghiformi”.
E prima ancora che l’altra rispondesse continuò: “Facciamolo brillare e rendiamolo stupendo, tanto che pure da lontano si possa ammirare”.
Selena acconsentì dicendo: “ Sono stata chiamata Selena dalla Regina delle Fate, perché spandessi la mia luminosità, come la luna che la sera illumina il cielo. Ora invocherò la nostra Regina e l’abete ricorderà per sempre questa notte di Natale”. Poi pronunciò queste parole:

O Regina tenebrosa
Di un sovrano fosti sposa
Fa che splendan le comete
Per il nostro amico abete
In questa notte, la più bella
Fa’che in cima abbia una stella
La più grande che c’è
Quella che rifulse per il Re dei re.

Attesero qualche istante e poi la Regina, invisibile ai loro occhi, fece sentire la sua voce:

Selenia, buona fata
Sarai accontentata.

E appena ebbe finito di parlare, subito tante stelle comete si posarono sui rami dell’albero, mentre una di esse, la più grande e luminosa, si poggiava sulla sua cima.
Noemi, rivolgendosi all’amica, le parlò dicendo: “Ora tocca a me. Il nome che la Regina mi volle dare vuol dire ‘gioia, delizia’”.
E si rivolse alla Regina guardando in alto:

O Regina delle Fate
Grazie a te noi siam nate
All’amico abete dà colore
E allontana da lui il dolore
Perché in questa notte santa
La sua gioia sia proprio tanta.

Ancora una volta si sentì una voce che diceva:

Noemi, buona fata
Sarai accontentata.

Ed ecco che centinaia di fiorellini di ogni colore vennero giù dal cielo a posarsi sui rami dell’abete, il cui stupore era tanto da non saper proferir parola.
Selena continuò:
E le sue foglie diventino alcune dorate.
Noemi le fece eco:
Ed altre ancora inargentate.
L’albero ora risplendeva di oro e argento, mentre le Fate continuavano insieme:

E ogni anno in suo onore
I genitori addobbino col loro grande cuore
In tutto il mondo abeti e pini
E sotto ci mettano i regali per i loro bambini.

L’albero stupito, taceva; poi, quando si riprese, ringraziò così le Fate:
“Grazie anime gentili, mi avete reso felicissimo. D’ora in poi sarà meraviglioso guardarmi e questo Natale lo ricorderò come il più felice di tutta la mia vita”.
Intanto aveva cessato di nevicare, ma Noemi e Selena non si mossero; passarono quella notte di Natale a tenere compagnia all’abete e a godere del suo splendore.
Nacque così l’albero di Natale.

LA VECCHIETTA CHE ASPETTAVA DIO
C'era una volta un'anziana signora che passava in pia preghiera molte ore della giornata.
Un giorno sentì la voce di Dio che le diceva: "Oggi verrò a farti visita". Figuratevi la gioia e l'orgoglio della vecchietta.
Cominciò a pulire e lucidare, impastare e infornare dolci. Poi indossò il vestito più bello e si mise ad aspettare l'arrivo di Dio.
Dopo un po', qualcuno bussò alla porta. La vecchietta corse ad aprire. Ma era solo la sua vicina di casa che le chiedeva in prestito un pizzico di sale. La vecchietta la spinse via: "Per amore di Dio, vattene subito, non ho proprio tempo per queste stupidaggini! Sto aspettando Dio, nella mia casa! Vai via!". E sbattè la porta in faccia alla mortificata vicina.

Qualche tempo dopo, bussarono di nuovo. La vecchietta si guardò allo specchio, si rassettò e corse ad aprire. Ma chi c'era? Un ragazzo infagottato in una giacca troppo larga che vendeva bottoni e saponette da quattro soldi. La vecchietta sbottò: "Io sto aspettando il buon Dio. Non ho proprio tempo. Torna un'altra volta!". E chiuse la porta sul naso del povero ragazzo.

Poco dopo bussarono nuovamente alla porta. La vecchietta aprì e si trovò davanti un vecchio cencioso e male in arnese. "Un pezzo di pane, gentile signora, anche raffermo... E se potesse lasciarmi riposare un momento qui sugli scalini della sua casa", implorò il povero.
"Ah, no! Lasciatemi in pace! Io sto aspettando Dio! E stia lontano dai miei scalini!" disse la vecchietta stizzita. Il povero se ne partì zoppicando e la vecchietta si dispose di nuovo ad aspettare Dio.

La giornata passò, ora dopo ora. Venne la sera e Dio non si era fatto vedere. La vecchietta era profondamente delusa. Alla fine si decise ad andare a letto. Stranamente si addormentò subito e cominciò a sognare.
Le apparve in sogno il buon Dio che le disse: "Oggi, per tre volte sono venuto a visitarti, e per tre volte non mi hai ricevuto".

L' Albero di  Natale con il cuore

Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale
faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco,
invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici?
Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi.
Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado.
Quelli che ricordo sempre
e quelli che, alle volte, restano dimenticati.
Quelli costanti e intermittenti.
Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.
Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire.
Quelli che conosco profondamente
e quelli dei quali conosco solo le apparenze.
Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.
I miei amici semplici ed i miei amici importanti.
I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde
perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.
Un albero dai rami molto grandi,
perché i nuovi nomi venuti da tutto il mondo
si uniscano ai già esistenti.
Un albero con un'ombra molto gradevole,
la nostra amicizia sia un momento di riposo
durante le lotte della vita.

‎***** Amare non significa aspirare ad investire se stessi solo se si ha un ritorno, una certezza sul sapersi creare un terreno che ci garantisca un futuro, una sicurezza, ma saper donare solo per la gioia di farlo e nessuno ha mai detto che amare sia facile.

Dobbiamo focalizzare il fatto che, centrati su noi stessi, su quello che siamo,che viviamo e che valiamo, dobbiamo sopratutto curare noi stessi; non solo come aspetto fisico,la parte appariscente, ma come Cuore, come essenza che aspira a cercare,vivere e manifestare il proprio contenuto. Il silenzio spesso ha più valore della parola,vive di ascolto, di una continua mutazione ed è questo ” incerto” ad essere una base solida per la scoperta continua, per lo spostamento del confine di quello che siamo, che aspiriamo ad essere, ed è dunque nel nostro viaggio che incontriamo quel compagno o quella compagna che ci consente di accogliere e comprendere, a volte con delle esperienze non sempre facili, noi stessi. Avere un buon rapporto con noi stessi è vivere con serenità la presenza dell’altro.

Senza diventare reattivi o pieni di aspettative, ma sereni perchè capaci di vivere noi stessi, non come qualcosa da riempire della presenza dell’altro ma come oggetto di condivisione,
di serena fiducia nella gioia di dare.****

‎"SE UN UOMO HA CENTO PECORE E NE SMARRISCE UNA…". (Mt.18,12)
Gesù ci ha detto che sono i piccoli ad entrare nel Regno dei cieli ed ora continua su questa linea donandoci una delle rivelazioni più belle della "Buona notizia": Dio si prende cura anche del più piccolo degli esseri umani, Dio non si rassegna a perdere nessuno dei suoi figli, ma costantemente lo cerca. Gesù è venuto e viene sulla terra per ciascuno di noi.
Capita però che ci siano delle pecorelle che stentano a farsi trovare, allora Gesù, con pazienza attende, forse anche l’ultimo momento. Ecco il racconto di una giovane donna che, sapendo di dover presto morire, fa questa esperienza:
"Un giorno mi svegliai e, invece di lanciare ancora messaggi al di là di quell’alto muro di mattoni, a quel Dio che poteva esserci o anche non esserci, smisi. Decisi che non me ne importava nulla…di Dio, della vita dopo la morte e di cose del genere. Decisi di passare il tempo rimasto facendo qualcosa di più utile. Mi ricordai allora di queste parole: "La tristezza più profonda è passare la vita senza amare. Ma sarebbe altrettanto triste vivere la vita e lasciare questo mondo senza aver mai detto a coloro che ami quanto li hai amati".
Cominciai dal caso più difficile: mio padre. Stava leggendo un giornale quando cominciai a parlargli: "Papà…". "Sì, che c’è?", chiese senza abbassare il giornale. "Papà, vorrei parlarti". "Bene, parla". "Voglio dire… è davvero importante".
Il giornale si abbassò di pochi centimetri, lentamente: "Che cosa c’è?"
"Papà, ti voglio bene. Volevo solo che tu lo sapessi".
Il giornale scivolò a terra. Poi mio padre fece due cose che non mi ricordavo di avergli mai visto fare prima: pianse e mi abbracciò. Parlammo tutta la notte, anche se doveva andare a lavorare il mattino dopo.
Fu più facile con mia madre e con mio fratello più giovane. Anch’essi piansero con me e ci abbracciammo e cominciammo a dirci parole molto belle l’un con l’altro. Mettemmo in comune le cose che avevamo tenuto segrete per così tanti anni.
Mi dispiaceva solo di aver aspettato così a lungo. Io ero lì, all’ombra della morte. E stavo appena cominciando ad aprirmi a tutte le persone cui ero stata accanto fino ad allora. Poi un giorno mi voltai e Dio era là. Non era venuto quando lo imploravo. Ma la cosa importante è che era là. Anima Cristiana

Non disperare fratello, sorella...prega e con la forza dello Spirito Santo sentirai una gran pace nel cuore nonostante la burrasca. Poi... dopo il temporale tornerà il sereno e sai perché? ...Perché dietro ogni nuvola c'è Gesù!

Pubblicata dalla  Consigliera Germana Brivio
Preghiera alla Madonna di Loreto

O Maria, Vergine immacolata per la tua S. Casa che gli angeli trasportarono sull'ameno colle di Loreto, rivolgi il tuo sguardo benigno su di noi.

Per le Sacre Mura ove nascesti e vivesti fanciulla nella preghiera e nell'amore più sublime; per le pareti fortunate che udirono il saluto dell'Angelo che ti chiamava: "Benedetta fra tutte le donne" e che ci ricordano l'Incarnazione del verbo nel Tuo purissimo seno; per la S. Casa ove vivesti con Gesù e Giuseppe e che nel corso dei secoli fu meta ardentemente desiderata dei Santi che si stimarono fortunati imprimere ardenti baci sulle Tue Sacre Mura, concedici le grazie che umilmente ti chiediamo e dopo quest'esilio la fortuna di venire a ripeterti in Cielo il saluto dell'Angelo: Ave Maria.

LA GENTILEZZA E' DONO DI DIO
Ogni tanto incontriamo una persona gentile.
La gentilezza è una virtù difficile da trovare in una società che ammira i comportamenti aggressivi e ruvidi. Veniamo invitati a far sì che le cose siano fatte, e siano fatte rapidamente, anche se qualcuno rimane ferito in questo processo. Contano il successo, la soddisfazione, la produttività. Ma il costo è alto. Non vi è posto, in questo quadro, per la gentilezza.
Gentile è chi "non spezza la canna infranta e non spegne il lucignolo fumigante" (Mt 12,20).
Gentile è chi presta attenzione alle forze e alle debolezze dell'altro e gode più di stare insieme che di realizzare qualcosa.
La persona gentile cammina con passo leggero, ascolta con attenzione, guarda con tenerezza e tocca con rispetto. La persona gentile sa che la vera crescita richiede nutrimento, e non forza.
Rivestiamoci di gentilezza! Nel nostro mondo duro e spesso inflessibile, la nostra gentilezza può ricordare al vivo la presenza di Dio tra noi.

.IL Nostro Buon Gesù lo si deve sempre Lodare e Ringraziare per tutti i Prodigi e le Meraviglie che ha compiuto e continua a compiere con il Suo Santo Spirito * Alleluia....Gesù è Gioia Pace Amore * E' il Nostro Dio * E' il Nostro tutto * Alleluia *°•♥•°*

Per quanto essenziali possano essere i doni dell'esistenza,
non riusciranno mai ad eguagliare il sorriso di un bambino,
la gratitudine di chi non ti ha dimenticato, l'amicizia delle
persone buone
e la vicinanza di qualcuno che ti ami veramente.

- Sulla riva dei nostri pensieri

Pubblicato dalla Consigliera Farfallaasr Pace
‎"Gesù è venuto sotto le sembianze di un bambino, per mostrarci il grande desiderio di colmarci dei suoi beni. Ora in lui sono nascosti tutti i tesori; il suo Padre celeste gli ha dato tutto nelle mani. Se vogliamo luce, egli per questo è venuto, per illuminarci. Se vogliamo forza per resistere ai nemici, egli per questo è venuto, per confortarci. Se vogliamo il perdono e la salvezza, egli per questo è venuto, per perdonarci e salvarci. Se vogliamo infine il sommo dono dell'amor divino, egli è venuto per infiammarci; e soprattutto a questo fine si è fatto bambino ed ha voluto a noi comparire quanto più povero ed umile, tanto più amabile, per togliere da noi ogni timore e per guadagnarsi il nostro amore. Tutti i bambini sanno guadagnarsi un tenero affetto da chi li guarda; ma chi non amerà poi con tutta la tenerezza un Dio, vedendolo fatto fanciullino, bisognoso di latte, tremante di freddo, povero, avvilito ed abbandonato, che piange, che vagisce in una mangiatoia sopra la paglia? Ciò faceva esclamare l'innamorato San Francesco: Anime, venite ad amare un Dio fatto bambino, fatto povero, ch'è tanto amabile, e ch'è sceso dal cielo per darsi tutto a voi". (Sant'Alfonso Maria de' Liguori, vescovo e dottore della Chiesa, Terza meditazione per la novena di Natale)

CORONCINA DELLA DIVINA VOLONTA'

Recitare il Credo, il Pater, l’Ave e il Gloria.

Al posto del Pater si recita:
“Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà”

Ad ogni decina
Al posto dell’Ave Maria si recita:
“Padre, sia fatta la tua Volontà”

Alla fine dell’ultima decina

Tre volte: “Gloria alla santa e divina volontà, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen”

Litanie


Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre celeste che sei Dio Abbi pietà di noi
Figlio redentore del mondo che sei Dio "
Spirito Santo che sei Dio "
Santa trinità unico Dio "
Divina volontà tu sei la mia forza
Divina volontà tu sei la mia pace
Divina volontà tu sei la mia gioia
Divina volontà tu sei la mia salvezza
Divina volontà tu sei la mia speranza
Divina volontà tu sei la mia certezza
Divina volontà tu sei la mia consolazione
Divina volontà tu sei il mio cammino
Divina volontà tu sei la mia luce
Divina volontà perdonaci
Divina volontà esaudiscici
Divina volontà abbi pietà di noi
Divina volontà plasmaci e saremo resi degni del tuo amore

Preghiamo
Padre, concedi a noi che abbiamo recitato questa santa corona, la grazia di vivere la nostra vita sempre uniti alla tua divina volontà e di ottenere per mezzo di essa, la pace e la gioia del cuore in ogni circostanza della no stra vita, e cosi realizzare il disegno d’amore che hai su ciascuno di noi. Per Cristo nostro Signore. Amen


Siete disposti a dimenticare quel che avete fatto per gli Altri
e a ricordare quel che gli altri hanno fatto per Voi?
A ignorare quel che il mondo vi deve
e a pensare a cio' che voi dovete al mondo?

A mettere i vostri diritti in fondo al quadro,
i vostri doveri nel mezzo
e la possibilità di fare un po’ di più del vostro
dovere in primo piano?

Ad accorgervi che i vostri simili esistono come voi,
e a cercare di guardare dietro i volti per vedere il cuore ?
A capire che probabilmente la sola ragione
della vostra esistenza non e'
cio' che voi avrete dalla Vita,
ma ciò che darete alla Vita?

A non lamentarvi per come va' l’universo
e a cercare intorno a voi
un luogo in cui potrete seminare
qualche granello di Felicita'?
Siete disposti a fare queste cose
sia pure per un giorno solo?

Allora per voi Natale durerà per tutto l’anno.

Henry Van Dyke

Pubblicato dalla Consigliera Adriana Bonino
“Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono”.
Buona giornata

Pubblicato dalla Consigliera Germana Brivio

La venuta di Cristo
(Paolo VI)

Cristo Gesù, la tua venuta nel mondo
è sorgente di vera e di grande gioia.
La felicità, la pienezza di vita, la certezza della verità.
la rivelazione della bontà e dell'amore,
la speranza che non delude,
la salvezza a cui ogni uomo aspira,
ci sono concesse, sono a nostra disposizione,
e hanno un nome, un nome solo: il tuo, Cristo Gesù.
Tu sei il profeta delle beatitudini,
tu sei il consolatore d'ogni umana afflizione,
tu sei la nostra pace.
perché tu, tu solo sei
la via, la verità, la vita.
Noi proclamiamo che il tuo avvento fra noi,
o Cristo, è la nostra felicità.
Solo il tuo Natale può rendere l'uomo felice.
Tu sei la luce del mondo.
E chi guarda a te vede rischiararsi i sentieri della vita.
Tu sei, Cristo,
la nostra felicità e la nostra pace,
perché tu sei il nostro Salvatore.
Amen.

Spesso rifletto sul fatto che, pur se sapessimo parlare tutte le lingue degli uomini o sapessimo farci intendere dagli altri con i segnali degli angeli, ma non avessimo dentro di noi l’amore per il nostro prossimo non potremmo altro che essere un semplice strumento musicale che irradia note soavi ma che è musica senza anima. Allo stesso modo, se potessimo avere il dono di prevedere le cose del mondo conoscendo i misteri della natura e della scienza oppure, pur avendo tutta la fede in modo da poter spostare i monti, ma non avessimo dentro di noi quel grande dono dell’amore elargitoci da Dio, non saremmo nulla. Oppure, se sapessimo distribuire tutto noi stessi agli altri per saziare l’altrui fame o la loro sete, potremmo essere certi che non ci gioverebbe a nulla, se non avessimo dentro di noi il vero amore. Infatti, è solo l’amore vero che è dentro di noi che ci rende pazienti e benevoli; chi ha il vero amore dentro di se non invidia; chi ha il vero amore dentro di se non si vanta, chi ha il vero amore dentro di se non si gonfia, chi ha il vero amore dentro di se non si comporta in modo sconveniente, chi ha il vero amore dentro di se non cerca il proprio interesse, chi ha il vero amore dentro di se non s'inasprisce, chi ha il vero amore dentro di se non addebita agli altri il proprio male, chi ha il vero amore dentro di se non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; chi ha il vero amore dentro di se soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. Chi sa cercare dentro di se il vero amore, chi sa coltivare l’amore e sa offrire agli latri i meravigliosi frutti che l’amore sa elargire sa bene che l'amore non verrà mai meno perché esso è eterno.
Un abbraccio e vi voglio bene

Leggenda di Natale
La storia di Rudolph, la renna dal naso rosso

Lassù nel nord, dove le notti sono più scure e più lunghe e la neve è molto più bianca che alla nostra latitudine, là abitano le renne. Ogni anno Babbo Natale si reca in quel luogo per cercare gli animali più forti e più veloci per trasportare nell'aria la sua enorme slitta. Da quelle parti viveva una famiglia con cinque piccoli. Il più giovane rispondeva al nome di Rudolph ed era un piccolo particolarmente vivace e curioso, infilava il suo naso dappertutto. Ed era un naso veramente particolare. Sempre, quando il suo piccolo cuore di renna batteva un po' più forte per l'agitazione, diventando così rosso come il sole incandescente poco prima del tramonto. Ugualmente, se era allegro o arrabbiato, il naso di Rudolph si illuminava in tutto il suo splendore.I suoi genitori ed i suoi fratelli si divertivano con il suo naso rosso, ma già all'asilo delle renne era diventato lo zimbello di quei birbanti a quattro zampe. “Questo è Rudolph con il naso rosso” cosi lo chiamavano e ballavano tutto intorno a lui, mentre lo indicavano con i loro piccoli zoccoli.

E nella scuola elementare le piccole renne lo prendevano in giro come potevano. Rudolph cercava con tutti i mezzi di nascondere il suo naso, a volte lo dipingeva con del colore nero. Giocava a nascondino con gli altri ed era contento che stavolta non lo avevano scoperto. Ma nello stesso momento il suo naso cominciava ad illuminarsi cosi tanto che il colore si sfaldava. Un'altra volta si infilò nel naso un cappuccio nero di gomma. Ma riusciva a respirare solo con la bocca. E non appena iniziava a parlare sembrava che avesse una molletta attaccata al naso. I suoi compagni si tenevano la pancia dal ridere, ma Rudolph correva a casa e piangeva amaramente. “Non giocherò mai più con questi stupidi”  - diceva piangendo e le parole dei suoi genitori e dei suoi fratelli riuscivano a consolarlo solo un poco.

I giorni diventano più corti e come ogni anno si annunciava la visita di Babbo Natale. In tutte le famiglia di renne i ragazzi giovani e forti si facevano belli. Le loro pellicce venivano a lungo strigliate e spazzolate fino a che non rilucevano del colore del rame, le corna venivano pulite con la neve finchè non risplendevano alla fioca luce degli inverni del nord. E poi finalmente era arrivato il momento. In un piazzale gigantesco dozzine di renne, impazienti e nervose, raspavano con i loro zoccoli ed emettavano richiami belli ed allo stesso tempo terrificanti per impressionare i concorrenti. Tra di loro c'era anche Rudolph, la cui forza ed il cui vigore era superiore a quello degli altri partecipanti. Puntualmente, al momento stabilito, Babbo Natale atterrò dal vicino paese di Natale, dove era la sua casa, con la sua slitta trainata solo da Donner, il suo fedele caporenna. Una neve leggera era iniziata a cadere e l'ondeggiante mantello rosso era coperto da punti bianchi. Babbo Natale si mise subito al lavoro ed esaminò ogni animale. Sempre borbottava poche parole nella sua lunga barba bianca. A Rudolph sembrò un'eternità. Quando la fila arrivò a lui, il suo naso diventò incandescente per l'agitazione, quasi luminoso come il sole. Babbo Natale arrivò verso di lui, sorrise amichevole e scosse la testa. “Sei grande e robusto. E sei un bellissimo giovanotto – disse – ma purtroppo non posso sceglierti. I bambini si spaventerebbero a vederti”.

La tristezza ed il dolore di Rudolph non avevano limiti. Più veloce che poteva corse attraverso il bosco e scalpitò ruggendo nella neve alta. I rumori e la luce rossa visibile da lontano attirarono una piccola Elfa. Prudentemente gli si avvicinò, gli posò una mano sulla spalla e chiese: ”Cosa ti è successo?”. “Guarda come brilla il mio naso. Nessuno ha bisogno di una renna con il naso rosso” rispose Rudolph. “Conosco bene questa sensazione” - disse la piccola Elfa -“ io vorrei lavorare nel paese di Natale con tutti gli altri Elfi. Ma sempre, quando sono agitata, le mie orecchie iniziano a tremare. E le orecchie tremolanti non piacciono a Babbo Natale”. Rudolph sollevò lo sguardo, con gli zoccoli si asciugò le lacrime dagli occhi e vide una bellissima Elfa, le cui orecchie si muovevano qua e là al ritmo di un battito di ali. “Il mio nome è Herbie” - disse timidamente. E mentre si guardavano negli occhi, l'uno con un naso rosso scintillante, l'altra con le orecchie tremolanti che si muovevano a ritmo, scoppiarono a ridere all'improvviso e risero fintanto che non fece male loro la pancia. In quei giorni fecero amicizia, chiaccherarono fino a notte tornando a casa solo all'alba. Con passi da gigante si avvicinava il tempo del Natale. In quei giorni Herbie e Rudolph si incontravano molte volte nel bosco.

Tutti erano cosi occupati con i preparativi per le feste natalizie, che nessuno faceva caso che il tempok, giorno dopo giorno, andava peggiorando. Due giorni prima di Natale la Fata del Tempo consegnò a Babbo Natale il bollettino meteorologico. Questi, con il viso preoccupato alzò lo sguardo al cileo e sospirò rassegnato: “Quando domani attaccherò le renne, seduto sulla cassetta non riuscirò a vederle. Come potrò trovare la strada per arrivare alle case dei bambini?”. Quella notte non riuscì a dormire.Continuava a lambiccarsi il cervello per trovare una via d'uscita. Infine indosso il mantello, gli stivali ed il cappello, attaccò Donner alla slitta e si incamminò verso la Terra. “Forse troverò là una soluzione” pensò.

Mentre iniziava a volare, nevicava con fitti fiocchi. Così fitti che Babbo Natale riusciva appena a vedere. C'era solo una luce rossa che illuminava così chiaramente come se davanti a lui ci fosse un'enorme quantità di gelato alla fragola. Babbo Natale amava il gelato alla fragola. “Salve” - disse - “che naso bellissimo ed eccezionale che hai! Se proprio quello di cui ho bisogno. Che cosa ne pensi di correre davanti alla mia slitta e di mostrarmi così la strada per raggiungere i bambini?”. Appena Rudolph ascoltò le parole di Babbo Natale, per l'emozione gli cadde per terra l'albero di Natale che stava trasportando. Poi lentamente riprese il controllo di sé stesso. “Naturalmente, lo farò volentieri. Mi fa un enorme piacere.”. Ma all'improvviso diventò molto triste. “Ma come faccio a trovare poi la strada per tornare indietro al paese di Natale, se nevica cosi fitto?”: Nello stesso momento in cui pronunciava quelle parole gli venne un'idea. “Torno subito” - disse - mentre già correva ad un veloce galoppo verso la strada del bosco, lasciando indietro uno stupito Babbo Natale. Pochi minuti dopo, tornavano indietro una renna con il naso rosso ed una piccola Elfa con le orecchie tremolanti. “Lei può condurci indietro, Babbo Natale” - disse Rudolph, pieno di orgoglio, indicando Herbie - “lei conosce la strada”. “Questa è una magnifica idea” - tuonò Babbo Natale - “ Ma adesso devo tornare indietro. A più tardi.”

E cosi successe che, per Natale, Babbo Natale fosse accompagnato da una renna con il naso rosso e da un'elfa con le orecchie tremolanti. Rudolph il giorno successivo, per le sua bellissima azione, venne festeggiato da tutte le renne entusiaste. Il giorno successivo ballarono e cantarono nella piazza principale dicendo:” Rudolph dal naso rosso sei entrato nella storia!”. E deve essere stato così, che qualcuno ha visto Babbo Natale ed i suoi aiutanti, altrimenti nessuno avrebbe raccontato questa storia.

 Preghiera a Nostra Signora di Lourdes
Maria, tu sei apparsa a Bernadette nella fenditura
di questa roccia.
Nel freddo e nel buio dell’inverno,
hai fatto sentire il calore di una presenza,
la luce e la bellezza. Nelle ferite e nell’oscurità delle nostre vite,
nelle divisioni del mondo dove il male è potente,
porta speranza
e ridona fiducia!
Tu che sei l’Immacolata Concezione,
vieni in aiuto a noi peccatori.
Donaci l’umiltà della conversione,
il coraggio della penitenza.
Insegnaci a pregare per tutti gli uomini.
Guidaci alle sorgenti della vera Vita.
Fa’ di noi dei pellegrini in cammino dentro la tua Chiesa.
Sazia in noi la fame dell’Eucaristia,
il pane del cammino, il pane della Vita.
In te, o Maria, lo Spirito Santo ha fatto grandi cose:
nella sua potenza, ti ha portato presso il Padre,
nella gloria del tuo Figlio, vivente in eterno.
Guarda con amore di madre
le miserie del nostro corpo e del nostro cuore.
Splendi come stella luminosa per tutti
nel momento della morte.
Con Bernadette, noi ti preghiamo, o Maria,
con la semplicità dei bambini.
Metti nel nostro animo lo spirito delle Beatitudini.
Allora potremo, fin da quaggiù, conoscere la gioia del Regno
e cantare con te:
Magnificat!
Gloria a te, o Vergine Maria,
beata serva del Signore,
Madre di Dio,
Tempio dello Spirito Santo!
Amen!

Sorridi..qualcuno ha bisogno della tua solarità..
rispetta..qualcuno ha bisogno di sentirsi stimato..
aiuta..qualcuno ha bisogno della tua mano...
sii disponibile..apriti..
qualcuno ha bisogno del tuo ascolto..
ama...
è quello che ha bisogno il mondo...
(Colette Haddad)

Pubblicato da Germana Brivio
Sii vicino a noi, o Signore
Sii vicino a noi, Signore,
perché ti aspettiamo con cuore sincero.
A chi si sente tanto fragile e povero
dona la forza e la ricchezza
della tua carità inesauribile.
Vieni, o Signore,
che la tua luce si effonda su chi giace nelle tenebre.
Nell'umiltà della tua carne
hai cancellato il nostro peccato;
ora che sei nella gloria
donaci la gioia del regno.
Accesi dal fuoco del tuo Spirito,
i nostri cuori siano pervasi dal desiderio
di risplendere come luci festose alla tua venuta.

Pubblicato dal Consigliere Nicola Ciola
Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 8,5-11.
In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:
«Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente».
Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò».
Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa».
All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.
Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

Meditazione del vangelo.

Gli venne incontro un centurione che lo scongiurava

La Chiesa, vera Maestra nella formazione dei cuori alla fede più pura, autentica, sana, vuole che iniziamo il nostro cammino di Avvento meditando e riflettendo su un pagano, un centurione romano, che si reca da Gesù e chiede la guarigione di un suo servo.
Quest'uomo non chiede nulla per sé e neanche per i suoi figli. Ha un servo gravemente ammalato. Per questo servo lui si preoccupa. Si dà pensiero. Vive la malattia come fosse sua. Non si dona pace. Corre da Gesù. Chiede il miracolo.
Quest'uomo ha nel cuore un amore grande, immenso, sconfinato. Il suo è un amore che non si arrende. Non si dona per vinto. Non si lascia sconfiggere. Quest'uomo è anche un acuto osservato. È intelligente, sapiente, accorto. Ha un occhio che sa scrutare e una mente che sa leggere.
Quest'uomo è profondamente umile. Lui vive di gerarchie. Sa chi sta sopra e chi sta in basso. Sa chi comanda e chi obbedisce. Conosce ogni cosa della vita militare. La sua grande esperienza ed intelligenza gli fa vedere Gesù come il supremo dei comandanti. Gesù è il Comandante universale. È il Comandante che ha potere sul visibile e sull'invisibile. A Lui basta una sola parola, un ordine, un comando e l'intera creazione è ai suoi pedi, ascolta la sua voce, compie ogni obbedienza.
Offrendoci questo brano da meditare come inizio del nostro cammino spirituale di preparazione al Santo Natale, la Chiesa intende mostrarci alcune verità essenziali, fondamentali, per la nostra vita di fede. Dio è il nostro creatore. Gesù è il nostro Signore. Noi siamo suoi servi. Siamo paralizzati nell'anima. Soffriamo terribilmente a causa del peccato che atrofizza la nostra vita e la rende infruttuosa nella sua crescita spirituale. La venuta di Gesù nella nostra carne deve rivelarci quanto è grande l'amore di Dio per noi, suoi servi. Per il servo Dio dona il Figlio. Per il servo Egli impegna tutto il suo amore. Per l'uomo Dio si fa uomo e assume su di sé ogni nostro peccato, ogni nostra colpa, la espia al fine di darci la guarigione.
Noi uomini non siamo servi, siamo fratelli gli uni degli altri. Siamo terribilmente sofferenti, ma ci ignoriamo gli uni gli altri. Non abbiamo compassione, amore, carità, desiderio di guarigione. Il centurione è figura di Dio, di Cristo Gesù. Se noi non imitiamo Dio, Cristo Gesù, a che serve la celebrazione del Santo Natale? Ma come si imita Dio e Cristo Gesù? In un solo modo: prendendo seriamente a cuore, come Dio, come Cristo Gesù, la sofferenza, la malattia spirituale, la povertà morale degli altri. Noi amiamo, se otteniamo la guarigione. Noi siamo gli strumenti perché il mondo guarisca.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, donaci una fede convinta e un amore infinito. Angeli e Santi di Dio, rendeteci veri strumenti di salvezza dei nostri fratelli.

Cari uomini... lettera da Gesù Bambino!
Cari uomini, beh! Non state a sgranare gli occhi.
Sono io, e non è proprio il caso di fare tante storie.
Siete cosi abituati a tenermi imprigionato nei vostri schemi e, fra poco, nei vostri presepi, che non vi rendete conto che sono diverso dai vostri schemi, che non sono un bambino di gesso, innocuo, ma sono in carne ed ossa, capace di parlare, o addirittura, come in questo caso, di strillare.
Ho deciso di invertire le parti.
Siete sempre voi a domandarmi qualcosa, e visto che si avvicina il Natale, sarete voi a scrivermi delle lettere. La lettera questa volta, se non vi dispiace, la scrivo io. E, a scanso di equivoci, vi anticipo che non sarà affatto una letterina gentile.
Ho ascoltato milioni e milioni di vostre richieste, ho letto milioni e milioni di vostre lettere. Per una volta, almeno, voglio essere io a dirvi qualcosa, a esprimere desideri, a formulare precise richieste.

E pretendo naturalmente la vostra attenzione.

Pochi di voi, a quanto mi risulta, e credo di essere ben informato, si sono preoccupati di sapere quali sono i miei progetti su di loro, se lo hanno fatto, lo hanno fatto un po' per retorica; pochi si sono preoccupati di sapere quale speranza ho nutrito e nutro, facendomi uomo, venendo ad abitare in mezzo a voi; pochi si sono preoccupati di sapere se il mio "sogno" realizzabile; sì confessatelo, piuttosto avete pensato che sono sogni, che sono "cose" campate in aria.
Vi devo dire che siete molto abili a "trasformare", ma con quella trasformazione che mi esclude. Volete un esempio?!
lo sono nato per portare la salvezza, sono nato per portare la speranza, sono nato in povertà. E voi la salvezza, la speranza, la povertà le avete "trasformate" in una faccenda dove io sono stato messo da parte, in feste dove io non c'entro e con me non entra la speranza, la salvezza, la povertà, il "sogno" che Dio mio Padre ha per voi uomini.

Non è attraverso l'uso del mio nome che si realizza il "sogno" di Dio per voi, non attraverso i bei canti, i "formalismi", i "bei discorsi" attraverso le cose sporadiche, che la speranza del Dio-con-noi si vive e si realizza.

E cosi, cari uomini, la storia si ripete. Ed è sempre la triste storia che mi fa trovare porte chiuse. Quando sono venuto in mezzo a voi per condividere la vostra situazione, per partecipare alle vostre vicende, per essere insomma uno di voi, per me non c'era posto nelle vostre abitazioni, perché erano già piene.
Allora come oggi, dopo duemila anni, devo constatare che non c'è posto per me nel vostro cuore: è già pieno di altri affetti, è occupato da molti idoli, è distratto dai molteplici impegni; e ciò che più mi dispiace è che non c'è posto nemmeno là dove si pronuncia con frequenza e disinvoltura il mio nome.
La mia presenza è gradita, a patto che venga circoscritta, limitata nel tempo e nello spazio, relegata ad alcuni istanti, soprattutto neutralizzata nei suoi elementi più impegnativi.
Non sono venuto sulla terra come occasione per la vostra vanità, superficialità, gusto del chiasso; o soprattutto, visto che si avvicina il Natale, perché vi poteste "abbuffare", oppure vi sentite, almeno una volta l'anno, buoni e generosi, non era proprio il caso che mi scomodassi per così poco, non vi pare?...

Sia ben chiaro: O mi accettate come Protagonista e quindi subordinate tutto il resto al mio "sogno", oppure vi diffido formalmente dall'usare ancora il mio nome. Sulla terra ci sono venuto e ci vengo, ci rimango volentieri. In mezzo a voi mi ci trovo benissimo, sono uno dei vostri ormai. Desidero camminare con voi, condividere pene e gioie, portare pesi, successi e fallimenti. L'unica cosa che non ammetto è di diventare pretesto per un gioco di vanità che finirebbe per lasciarvi ancora più soli, più poveri, più insoddisfatti, più disperati.

Quindi d'ora innanzi sapete a quali condizioni potete contare su di me. Vi ho parlato con chiarezza, forse vi ho ferito. Ma dopo, ne sono sicuro, le cose andranno molto meglio, con comune soddisfazione. E non si ripeteranno certi equivoci.
Comunque statene certi: per un "sogno" vero e autentico, per un "sogno" di porte e cuori spalancati, per un "sogno" di pace, per un "sogno" che frantumi le barriere, per un "sogno" di gioia, desiderato e costruito da tutti gli uomini di buona volontà, per un "sogno" di perdono per individui che si riconoscono peccatori, per un "sogno" di salvezza, per un "sogno" di speranza,
è sempre disponibile il vostro
Gesù Bambino

Le lacrime versate per amore non cadono mai invano...
Dio vede il tuo dolore e manda gli angeli consolatori per
raccoglierle e li trasformano in bellissime perle che portate
in paradiso diventeranno bellissimi sorrisi,Dio è Amore e quando
tu soffri,ti consola ,ti abbraccia forte a sè riportando la pace e serenità dentro di te .!

Sentimenti di pace e d’Amore.
Dentro di me,radicatI nel mio cuore.
Testimone di un Amore manifesto in opere.
L’essere libero dai “vincoli” del mondo,
dagli affanni della vita,non ci appartengono.
Un Amore che non tradisce,che non inganna,
che soddisfa ogni tua esigenza,ti riempie l’Anima.
Come foglie spazzate dal vento, le “paure” che danzano nella
mia mente svaniscono.
Un Incontro.
Un bocciolo di rosa senza spine.
Tanti petali d’Amore....
Dal profumo che inebria gli oppressi,gli affamati,chi
ha perso il “sapore” della vita.
Un giorno gli ho chiesto come ti chiami?
Non mi ha risposto...
Ho visto una corona di spine che “coronava” il suo capo...
Le lacrime bagnavano il mio volto.
Avevo incontrato la Vita...
Grazie Signore Gesù....

Tu non hai bisogno di fingere che sei forte,
non devi sempre dimostrare che tutto sta andando bene,
non puoi preoccuparti di ciò che pensano gli altri,
se ne avverti la necessità piangi,
perché è bene che tu pianga fino all’ultima lacrima,
poiché soltanto allora potrai tornare a sorridere.

Se potessi fermare il tempo

Se potessi fermare il tempo lo farei per le anime dell’universo, perché i secondi più belli possano regalare ai giorni avvenire una gioia sempre viva. Se potessi ghermire il tempo lo farei proprio per le anime dell’universo e condividerei con loro la sua bellezza nei giorni di malinconia. Se potessi costruire il tempo, poi, lo potrei considerare di piena proprietà del non tempo,un posto dove trovare serenità, un posto dove stare da soli e condividere le sensazioni di sorrisi e lacrime di vita.Se potessi disegnare il tempo lo disegnerei con la pace negli occhi ed un bambino nel cuore...
Se potessi afferrare il dolore del tempo lo lancerei nel mare e farei in modo che si sciogliesse come il sale. Ma, in questa vita terrena tutte queste cose sono impossibili per me da erigere. Non posso fermare il tempo, prosciugare un oceano o volare verso il sole che tramonta. Ma posso vivere nel tempo del non tempo
che mi lascia essere ciò che so essere.